Aggiornamento Dossier europei – CEA; ESPR; Regolamento Batterie; EUDR
Di seguito riportiamo un aggiornamento relativo ai seguenti dossier europei:
- Circular Economy Act (CEA)
Segnaliamo che lo scorso 14 luglio, nel corso della riunione della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO) del Parlamento europeo, si è svolto uno scambio di vedute sul futuro Circular Economy Act, con la partecipazione della Commissione europea. Nel corso del dibattito, la Commissione ha illustrato lo stato di avanzamento dei lavori e fornito alcune prime indicazioni sui contenuti della proposta legislativa.
In particolare, Stefano Soro, Head of Unit “Sustainable Products & Textiles” della DG GROW, ha evidenziato come il futuro Circular Economy Act persegua tre obiettivi principali: semplificare il quadro normativo, rafforzare la competitività dell’industria europea e favorire la transizione verso un’economia maggiormente circolare.
Nel corso del dibattito, i gruppi politici hanno espresso un ampio sostegno all’iniziativa, pur evidenziando priorità differenti. Il PPE ha insistito sulla necessità di un elevato livello di armonizzazione delle norme europee in materia di responsabilità estesa del produttore (EPR), criteri di End of Waste e materie prime seconde, chiedendo al contempo il rispetto del principio di neutralità tecnologica e l’introduzione di misure in grado di stimolare la domanda di materiali riciclati. Il gruppo S&D ha sottolineato il ruolo del futuro Circular Economy Act quale strumento di politica industriale, evidenziando l’importanza di rafforzare le catene del valore delle materie prime seconde, garantire la coerenza con il quadro normativo esistente e preservare elevati standard sociali e ambientali. I Verdi/ALE hanno invece sollecitato un intervento legislativo ambizioso, capace di incrementare il tasso di circolarità dell’economia europea, introducendo incentivi attraverso l’eco-modulazione dei contributi EPR, obiettivi chiari per incrementare il tasso di circolarità dell’economia europea e garanzie affinché l’armonizzazione non comporti un livellamento verso il basso dei sistemi nazionali più avanzati.
Rispondendo alle osservazioni dei deputati, la Commissione ha confermato l’intenzione di perseguire un approccio ambizioso, ricordando che il tasso di utilizzo circolare dei materiali nell’Unione europea è aumentato solo dal 10,7% nel 2010 al 12,2% nel 2025 e che l’obiettivo politico fissato dalla Presidente von der Leyen è quello di raddoppiare tale quota entro il 2030. In tale contesto, la Commissione sta valutando l’introduzione di criteri europei armonizzati di End of Waste, accompagnati da un meccanismo di mutuo riconoscimento dei criteri nazionali esistenti, al fine di facilitare la circolazione delle materie prime seconde nel mercato interno.
La Commissione ha inoltre ribadito che il futuro regolamento manterrà un approccio tecnologicamente neutrale, senza prescrivere specifiche soluzioni tecnologiche, e che sono allo studio misure per armonizzare, semplificare e digitalizzare i regimi di responsabilità estesa del produttore, semplificare le spedizioni di materiali riciclati e di rifiuti contenenti materie prime critiche e rafforzare la disponibilità di materie prime seconde per le filiere europee del riciclo, del riutilizzo, della riparazione e del ricondizionamento. Secondo la Commissione, l’attuale frammentazione della normativa sui rifiuti e dei sistemi EPR rende infatti più semplice esportare materiali di valore al di fuori dell’Unione piuttosto che mantenerli all’interno delle catene del valore europee.
Per quanto riguarda gli strumenti di mercato, la Commissione non sta valutando, allo stato attuale, l’introduzione di obiettivi vincolanti, mentre sono oggetto di analisi possibili meccanismi di eco-modulazione dei contributi EPR, misure di sostegno alla domanda e interventi nell’ambito degli appalti pubblici, con l’obiettivo di creare un mercato più solido per le materie prime seconde e i prodotti ricondizionati. La Commissione ha infine evidenziato che il Circular Economy Act dovrà coordinarsi con circa 27 iniziative legislative e di policy già esistenti o in preparazione, evitando sovrapposizioni normative. La proposta legislativa è attualmente accompagnata da una valutazione d’impatto e l’adozione è prevista per il 30 settembre 2026.
- Regolamento Ecodesign (ESPR) – Digital Product Passport (DPP): La Commissione europea avvia il registro europeo e definisce gli standard armonizzati per il passaporto digitale dei prodotti
Lo scorso 17 luglio la Commissione europea ha reso operativo il quadro tecnico del Digital Product Passport (DPP), il passaporto digitale dei prodotti introdotto dal Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR). Contestualmente, sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea due atti di esecuzione: uno relativo agli standard armonizzati applicabili al DPP e uno relativo alle modalità operative del registro europeo dei passaporti digitali.
Come noto, il Digital Product Passport rappresenta uno degli strumenti centrali dell’ESPR e mira a garantire una maggiore trasparenza lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti immessi sul mercato dell’Unione europea. Il sistema sarà progressivamente applicato alle diverse categorie di prodotti attraverso specifici atti delegati adottati dalla Commissione.
Il primo atto adottato dalla Commissione riguarda la pubblicazione dei riferimenti a sei standard armonizzati per il Digital Product Passport, elaborati dagli organismi europei di normazione CEN, CENELEC ed ETSI nell’ambito dell’ESPR. Il rispetto di tali standard consentirà ai fabbricanti e agli altri operatori economici di beneficiare della presunzione di conformità rispetto ai requisiti previsti dagli articoli 10 e 11 del Regolamento (UE) 2024/1781 in materia di istituzione e funzionamento del DPP.
Il secondo atto stabilisce invece le modalità di attuazione del registro europeo del Digital Product Passport, definendone l’architettura tecnica, il funzionamento operativo e il modello di governance. Il registro fungerà da sistema centrale di indicizzazione dei passaporti digitali relativi ai prodotti immessi sul mercato dell’Unione, senza sostituire il modello decentralizzato previsto dall’ESPR: le informazioni complete sui prodotti continueranno infatti a rimanere nella disponibilità degli operatori economici responsabili, mentre il registro conserverà almeno gli identificativi unici e i dati necessari alla registrazione e alla verifica dei passaporti.
Il Regolamento di esecuzione definisce, in particolare, i requisiti tecnici relativi all’interfaccia utente sicura, alle API, al repository semantico, alla piattaforma di verifica e ai sistemi di registrazione delle attività. Vengono inoltre disciplinate le procedure per la registrazione dei passaporti digitali, la generazione degli identificativi univoci e l’interoperabilità tra differenti categorie di prodotti. Sono stabiliti anche i requisiti relativi alla verifica dell’identità e ai diritti di accesso per gli operatori economici, gli attori della catena del valore, le autorità di vigilanza del mercato e le autorità doganali.
Le nuove disposizioni introducono inoltre obblighi specifici in materia di qualità dei dati, sicurezza informatica, protezione dei dati personali, conservazione delle informazioni e manutenzione del sistema. Il registro consentirà anche alle autorità doganali e alle autorità di sorveglianza del mercato di verificare più efficacemente la presenza e la validità dei passaporti digitali associati ai prodotti immessi sul mercato europeo.
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- Regolamento Ecodesign (ESPR) – Entra in applicazione il divieto di distruzione dei capi di abbigliamento e delle calzature invenduti
Segnaliamo che dal 19 luglio 2026 è entrato in applicazione il divieto, previsto dal Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR), di distruggere capi di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature invenduti.
In particolare, il divieto si applica alle grandi imprese operanti nell’Unione europea, mentre le medie imprese saranno soggette agli stessi obblighi a partire dal 19 luglio 2030. Le microimprese e le piccole imprese sono invece escluse dall’ambito di applicazione della misura.
La distruzione sarà consentita solo in circostanze specifiche e dovrà essere effettuata in linea con la gerarchia dei rifiuti. Nel febbraio 2026, la Commissione ha già adottato misure per chiarire in quali circostanze tale distruzione sarà consentita, ad esempio, per motivi di sicurezza o in caso di danneggiamento del prodotto.
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- Regolamento Batterie
Segnaliamo che lo scorso 14 luglio la Commissione europea ha adottato un Atto delegato che introduce nuove esenzioni rispetto agli obblighi previsti dal Regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie, in materia di rimovibilità e sostituibilità delle batterie portatili integrate nei prodotti. Contestualmente, la Commissione ha adottato un Aggiornamento delle linee guida esistenti sull’applicazione armonizzata delle disposizioni relative alla rimovibilità e sostituibilità delle batterie portatili, con l’obiettivo di fornire indicazioni ai fabbricanti sull’applicazione delle nuove deroghe.
Il Regolamento Batterie stabilisce che, in linea generale, le batterie portatili incorporate nei prodotti immessi sul mercato dell’Unione europea debbano essere progettate in modo da poter essere facilmente rimosse e sostituite dagli utenti finali. Tale requisito mira a estendere la durata dei prodotti, consentendo la sostituzione delle batterie e facilitando la raccolta e il riciclaggio delle batterie esauste.
Tuttavia, il Regolamento prevede già alcune deroghe per determinate categorie di prodotti, principalmente per motivi di sicurezza. In tali casi, le batterie devono comunque poter essere rimosse e sostituite da operatori indipendenti qualificati.
La Commissione ha ora ampliato l’elenco dei prodotti esentati, introducendo sei nuove categorie, tenendo conto delle esigenze tecniche e delle specificità dei diversi prodotti. In particolare, le nuove deroghe riguardano dispositivi indossabili, quali smartwatch e fitness tracker, giocattoli elettrici, prodotti rientranti nell’ambito di applicazione della Direttiva ATEX relativa alle apparecchiature destinate a essere utilizzate in atmosfere potenzialmente esplosive, nonché sonde per termometri alimentari senza fili, sistemi indossabili per la somministrazione di medicinali e determinati dispositivi telematici montati sul tetto di macchinari agricoli e da costruzione. Per tali prodotti, resta fermo l’obbligo che la rimozione e la sostituzione delle batterie siano effettuabili da operatori indipendenti qualificati.
L’Atto delegato sarà ora trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea per il relativo esame. Esso entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, qualora né il Parlamento europeo né il Consiglio sollevino obiezioni.
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- Regolamento sulla Deforestazione (EUDR)
Lo scorso 13 luglio la Commissione europea ha adottato l’Atto delegato che modifica parzialmente la lista dei prodotti contemplati dal Regolamento EUDR (European Deforestation-free products Regulation), nonché l’Atto di esecuzione che definisce il funzionamento del Sistema informativo per la presentazione delle dichiarazioni di dovuta diligenza e delle dichiarazioni semplificate (TRACES).
Tali misure si basano sulla modifica legislativa concordata nel dicembre 2025 e fanno parte del pacchetto di semplificazione presentato dalla Commissione lo scorso maggio. Insieme, offrono maggiore certezza giuridica alle imprese, agli Stati membri e ai paesi partner in vista dell’applicazione del regolamento.
In particolare, l’atto delegato aggiorna l’allegato I del Regolamento UE sui prodotti del tabacco, a seguito della consultazione pubblica avviata dalla Commissione lo scorso maggio. Esso esclude dall’ambito di applicazione del Regolamento pelli bovine, cuoio, pneumatici ricostruiti, soia da semina, articoli in gomma vulcanizzata, cinghie di trasporto e di trasmissione, nonché sedili per aeromobili e autoveicoli. Al contempo, vengono inclusi caffè solubile e alcuni derivati dell’olio di palma. A questo proposito, i nuovi prodotti inclusi nell’ambito di applicazione saranno soggetti al Regolamento a decorrere 30 dicembre 2027. L’aggiornamento dell’ambito di applicazione dei prodotti non modifica l’elenco delle materie prime interessate dal Regolamento, ma riguarda i prodotti da esse derivati. L’atto delegato chiarisce inoltre che i campioni e i prodotti utilizzati per analisi, esami e test sono esclusi dall’ambito di applicazione del Regolamento, e introduce esenzioni mirate per specifiche categorie di prodotti, tra cui rifiuti, prodotti usati e di seconda mano, materiali di imballaggio e prodotti utilizzati nella fabbricazione di medicinali. L’atto delegato sarà ora trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione europea per il relativo esame prima della sua entrata in vigore.
La Commissione ha inoltre adottato l’Atto di esecuzione che stabilisce le norme tecniche per il sistema informativo EUDR. Il sistema aggiornato introduce semplificazioni operative, tra cui dichiarazioni semplificate per i micro e piccoli operatori primari e specifiche tecniche aggiornate per le interfacce di programmazione delle applicazioni automatizzate (API). Ulteriori funzionalità saranno introdotte nel corso dell’estate. Segnaliamo infine che, a seguito dei necessari aggiornamenti tecnici, il sistema informativo è stato riaperto alla fine di giugno. La Commissione continuerà a fornire aggiornamenti periodici della relativa documentazione e a offrire sessioni di formazione per le imprese a partire dalla fine di luglio.
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PPWR – La CE annuncia due future consultazioni
La Commissione europea ha annunciato due future consultazioni nell’ambito del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). In particolare:
- Una consultazione sulle regole per il calcolo e la verifica del contenuto riciclato negli imballaggi di plastica;
- Una sulle condizioni per importare materiali riciclati in UE finalizzati agli imballaggi.
Attualmente, non sono disponibili informazioni dettagliate in merito al contenuto delle consultazioni, né le tempistiche previste. Per entrambe le consultazioni, è specificato che saranno utilizzate a supporto della redazione di atti implementativi, la cui adozione è prevista per il quarto trimestre del 2026.
Sarà nostra cura aggiornarvi sugli sviluppi.
PPWR – Webinar CONAI 9 luglio: Aggiornamento documentazione disponibile
Segnaliamo che sul sito ufficiale CONAI, alla pagina dedicata al Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), sono ora disponibili anche le slide illustrate durante il webinar dal titolo “PPWR: verso i primi obblighi per le imprese” organizzato da CONAI lo scorso 9 luglio.
Le slide sono disponibili anche in allegato.
ANGA – Circolare n. 7 del 14 luglio 2026
Trasmettiamo, in allegato, la Circolare n.7 del 14 luglio 2026 dell’Albo nazionale gestori ambientali sull’utilizzazione dei codici dell’elenco europeo dei rifiuti.
In particolare, la Circolare chiarisce che possono essere utilizzati, ai fini dell’iscrizione della categoria 1, i codici EER non identificati nel capitolo 20 dell’elenco europeo dei rifiuti come previsti dall’Allegato 1 del Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 26 marzo 2026.
Inoltre, possono essere utilizzati, ai fini dell’iscrizione nella categoria 4 o 5, determinati rifiuti identificati esclusivamente con i codici EER del capitolo 20, ma che, per loro origine, possono essere classificati come rifiuti speciali.
Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI) su “Circular Advanced Materials” (CAM) e su Biobased Chemicals (BIOCHEM)
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato i due Avvisi pubblici rivolti alle imprese per la raccolta delle manifestazioni d’interesse finalizzate alla selezione di progetti nell’ambito dei due Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo (IPCEI) su “Circular Advanced Materials” (CAM) e su Biobased Chemicals (BIOCHEM)
L’IPCEI CAM (Circular Advanced Materials) è volto a individuare proposte progettuali per lo sviluppo e la prima diffusione industriale di Materiali Avanzati Circolari. Si tratta di materiali progettati razionalmente per possedere proprietà nuove o potenziate e prestazioni funzionali superiori rispetto allo stato dell’arte, garantendo la piena compatibilità con i modelli di economia circolare. Per essere ammissibile, ogni proposta deve dimostrare di contribuire ad almeno una delle sei strategie di circolarità (6R): ripensare, ridurre, riparare, riutilizzare, riconvertire o riciclare.
L’IPCEI BIOCHEM (Biobased Chemicals) è un’iniziativa strategica a livello europeo dedicata allo sviluppo di processi innovativi per la produzione di prodotti chimici e intermedi chimici ottenuti da fonti di carbonio rinnovabili o circolari. Le proposte progettuali sono mirate alla trasformazione delle catene del valore chimiche tradizionalmente basate sulle fonti fossili verso modelli bio-based e circolari.
Le istanze dovranno essere trasmesse esclusivamente via PEC all’indirizzo [email protected] rispettando i seguenti termini:
- 22 settembre 2026 per le domande IPCEI CAM
- 24 settembre 2026 per le domande IPCEI BIOCHEM.
L’iniziativa IPCEI CAM punta a rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione Europea e la leadership tecnologica nelle tecnologie pulite (clean technologies), con particolare riferimento a quattro ambiti prioritari: energie rinnovabili e sistemi di accumulo, decarbonizzazione industriale, mobilità pulita ed elettronica applicata. In linea con gli standard europei di eccellenza, i progetti dovranno integrare criteri metodologici d’avanguardia quali:
- Safe and Sustainable by Design (SSbD): per garantire materiali intrinsecamente sicuri sin dal design.
- Tracciabilità e Digital Product Passport (DPP): per assicurare la trasparenza dei dati lungo la catena del valore.
- Pianificazione del fine vita: per assicurare la minimizzazione delle perdite di materiale, evitando il conferimento in discarica o l’incenerimento, che comporterebbero la perdita definitiva di risorse per l’economia dell’Unione.
L’IPCEI BIOCHEM promuove lo sviluppo di nuove catene del valore basate sul carbonio rinnovabile, riciclato o derivante dalla valorizzazione della CO₂, sostenendo la produzione di sostanze chimiche bio-based destinate a numerosi settori industriali, tra cui chimica, plastica e imballaggi, agrochimica, alimentare, mangimistico e tessile.
L’iniziativa mira inoltre a:
- accelerare la diffusione industriale delle biotecnologie applicate alla chimica sostenibile;
- favorire la decarbonizzazione e la circolarità dei processi produttivi;
- promuovere la cooperazione transnazionale lungo le catene del valore europee;
- sviluppare nuove molecole, materiali e processi caratterizzati da alta efficienza energetica e da un uso efficiente delle risorse;
- rafforzare la competitività dell’industria europea attraverso l’introduzione di tecnologie innovative e sostenibili.
Tra gli ambiti tecnologici di interesse rientrano, a titolo esemplificativo, la fermentazione basata su carbonio C1 (CO, CO₂ e CH₄), la produzione di intermedi chimici bio-based, le tecnologie CCU, la valorizzazione a cascata delle biomasse sostenibili e lo sviluppo di nuove piattaforme biotecnologiche per la produzione di sostanze chimiche innovative.
La documentazione per la presentazione delle candidature, unitamente ai moduli e agli allegati tecnici, è riportata nei seguenti avvisi:
Al fine di fornire ogni utile informazione sulle due Call for Interest, il Mimit ha organizzato un incontro on line per il giorno 23 luglio 2026 dalle ore 9.30 alle ore 13.30; si riporta di seguito il link:
https://mimit.webex.com/mimit/j.php?MTID=mefa416a87fe8bc3c6e73eb67113a6657.
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Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])



