Il 30 aprile 2024 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge n. 60, che reca “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione” (c.d. DL Coesione), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 7 maggio.
Per un quadro e una valutazione completa, il DL va letto tenendo presente:
- l’obiettivo della riforma 1.9.1 del PNRR, che prevede un intervento normativo volto ad accelerare l’attuazione e a incrementare l’efficienza della politica di coesione europea per il periodo 2021-2027;
- il cd. DL Sud (DL 19 settembre 2023, n. 124), che già recava, tra le altre, disposizioni in materia di coesione e rilancio del Mezzogiorno, e che aveva inciso su due capitoli rilevanti in questo ambito: il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) e la ZES Unica.
Il nuovo provvedimento, quindi, intende attuare la riforma prevista nel PNRR (a seguito della rimodulazione di fine 2023), muovendosi nella cornice tracciata dal DL Sud; oltre a ciò, esso interviene anche su altri capitoli correlati, come il lavoro, l’istruzione, l’università e la ricerca, gli investimenti nelle aree svantaggiate, la cultura e la sicurezza.
Sulla riforma della politica di coesione europea, l’obiettivo è di realizzare un quadro complessivo in cui tutte le risorse della coesione – europee o nazionali – e del PNRR vengano utilizzate in maniera sinergica, per velocizzarne e migliorarne l’attuazione, evitando sovrapposizioni e ritardi, anche grazie al coinvolgimento di attori come la Cabina di Regia FSC1, cui il DL attribuisce nuove funzioni legate ai fondi strutturali europei (cd. fondi SIE).
Riguardo a questi ultimi, il provvedimento si applica alle azioni dei programmi (per il ciclo 2021-2027) che ricadono in determinati settori strategici: risorse idriche; infrastrutture per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente; rifiuti; trasporti e mobilità sostenibile; energia; sostegno allo sviluppo e all’attrattività delle imprese, anche per le transizioni digitale e verde), cioè quelli di principale interesse per le imprese.
La scelta di tali settori contribuisce a dare attuazione agli strumenti di pianificazione richiesti dalle cosiddette “condizioni abilitanti” definite dal regolamento europeo sulla politica di coesione 2021-2027. In particolare, il DL intende fornire un contributo significativo alla transizione ecologica del Paese, in quanto il framework regolatorio europeo e nazionale impone all’Italia il raggiungimento di numerosi obiettivi nell’ambito dei settori individuati dal DL come strategici. Inoltre, tali settori contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia sulla mobilità sostenibile e intelligente, alla riduzione dei divari infrastrutturali e allo sviluppo delle imprese.
Nel perimetro dei settori, il DL promuove una selezione degli interventi prioritari, anche per rafforzare il coordinamento con quelli finanziati dal PNRR e dal FSC, e prevede che essi vengano identificati dal Codice Unico di Progetto e corredati da un cronoprogramma procedurale e finanziario, per il cui rispetto sono previste premialità o azioni correttive in caso di inerzia.
Pubblichiamo il decreto e una nota di commento relativa alle misure introdotte.
DL coesione-GU
Nota – DL Coesione
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