Consiglio Ambiente 11 e 12 luglio Budapest – Aggiornamento
Di seguito, inviamo un aggiornamento sulla riunione informale del Consiglio Ambiente, svoltasi a Budapest l’11 e il 12 luglio scorsi. La riunione è stata dedicata alla preparazione della COP29 e a diversi temi ambientali, tra cui: economia circolare, clima e competitività; gestione resiliente della risorsa idrica; inquinamento di aria e acqua. In particolare:
- Competitività dell’economia circolare
Nell’introduzione, l’autorità garante della concorrenza ha sottolineato il ruolo fondamentale delle autorità garanti della concorrenza nel sostenere la transizione (antitrust e controllo delle concentrazioni). Inoltre, è stato posto un forte accento sulla politica dei consumatori, con particolare riferimento alle dichiarazioni ecologiche.
La commissaria Hoekstra ha evidenziato che la Commissione ha realizzato il suo Piano d’azione per l’economia circolare nel 2020, ma ha riconosciuto l’esistenza di un potenziale ancora non sfruttato. In questo senso, l’economia circolare dovrebbe rimanere una priorità di spesa a tutti i livelli per colmare un deficit di investimenti stimato in 27 miliardi di euro. Inoltre, l’attuazione rigorosa delle norme concordate e della nuova legislazione dovrebbe essere una priorità, come, ad esempio, la progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, le norme sui prodotti sostenibili o il regolamento sulle spedizioni di rifiuti.
- Gestione resiliente dell’acqua
I partecipanti hanno riconosciuto la gravità della sfida idrica posta dal cambiamento climatico e l’urgenza di intervenire. È emerso un forte sostegno generale a favore di un’iniziativa per la resilienza idrica a livello dell’UE, con l’appello a un approccio politico integrato.
Nel dettaglio, secondo quanto emerso, l’iniziativa dell’UE dovrebbe affrontare 8 punti principali:
- uso più efficiente dell’acqua;
- diversificazione dell’approvvigionamento, compreso lo stoccaggio;
- ripristino degli ecosistemi fluviali;
- meccanismi di risoluzione dei conflitti tra utenti concorrenti;
- applicazione e adeguamento delle norme esistenti;
- migliore integrazione tra il diritto dell’UE in materia di acqua e le iniziative e la legislazione settoriali;
- maggiori investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici;
- preparazione alla siccità e alle inondazioni.
- Inquinamento di acqua e aria
Il miglioramento della qualità dell’acqua e la lotta contro l’inquinamento alla fonte sono stati identificati come prioritari. Il Belgio ha sottolineato la necessità di ridurre l’inquinamento da PFAS e altre sostanze chimiche, mentre la Francia ha enfatizzato l’importanza del principio “chi inquina paga” e di strumenti di governance più forti.
Molti Stati membri hanno sottolineato l’importanza di una migliore attuazione della normativa europea in materia di acqua.
Inoltre, durante la tavola rotonda sull’inquinamento transfrontaliero, è emersa la necessità di migliorare la cooperazione tra Paesi e di applicare il principio “chi inquina paga” anche a livello transfrontaliero, nonostante le difficoltà di attuazione.
L’ampliamento dei sistemi di allarme per ridurre l’impatto delle catastrofi legate all’inquinamento è stato menzionato da molti Paesi, facendo riferimento alle pratiche esistenti nei principali bacini idrografici europei.
Ancora, è stata sottolineata l’importanza del ripristino degli ecosistemi fluviali e marini, insieme alla necessità di affrontare i nuovi inquinanti emergenti.
Infine, per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico transfrontaliero, c’è stato un consenso generale sulla necessità di intensificare gli sforzi a livello europeo e internazionale, inclusa la ratifica del protocollo di Göteborg da parte di più Paesi terzi. Tuttavia, le opinioni degli Stati membri divergono sulla necessità di sviluppare sistemi di segnalazione per l’inquinamento atmosferico transfrontaliero.
Soil Monitoring Law – Aggiornamento Consiglio Ambiente 17 giugno 2024
Il Consiglio UE dei Ministri dell’Ambiente, tenutosi a Lussemburgo il 17 giugno u.s., ha approvato la propria posizione (“orientamento generale “) sul testo della Soil Monitoring Law con le indicazioni delle modifiche da introdurre rispetto al testo proposto dalla Commissione europea nel luglio del 2023.
In vista dei triloghi, gli Stati membri hanno indicato le questioni per essi di maggiore sensibilità, tra cui:
- il riconoscimento delle peculiarità nazionali, in termini di varietà dei suoli, climatiche e di gestione dei terreni;
- il mantenimento di costi di attuazione ragionevoli, delle deroghe per esigenze di difesa nazionale e dell’autonomia degli Stati nella pianificazione territoriale;
- la tutela della riservatezza dei dati sull’ubicazione dei terreni e sull’identità dei relativi proprietari;
- le flessibilità concesse nella definizione dei descrittori dello stato di salute dei suoli;
- i principi di gestione sostenibile dei suoli e di mitigazione del loro consumo;
- la disponibilità di risorse finanziarie adeguate.
L’Italia ha espresso una valutazione complessivamente positiva sul testo negoziale. Ha rilevato come la Direttiva risponda alla necessità di un’azione di controllo e intervento per contrastare il degrado e la contaminazione dei suoli, nonché per accrescere la resilienza dei territori agli effetti di cambiamenti climatici ed eventi catastrofici. Inoltre, ha sostenuto l’obiettivo di pervenire ad un sistema di monitoraggio e valutazione efficace ed omogeneo, che consenta l’attuazione di politiche attive di tutela e recupero dei suoli. Ha anche espresso un giudizio favorevole sulle disposizioni che favoriscono il collegamento tra programmi e azioni realizzati per affrontare il degrado e il consumo dei suoli, l’innovazione, la ricerca e il miglioramento dei sistemi di rilevamento, in linea con quanto l’Italia sta facendo. Infine, ha segnalato la necessità di un adeguato sostegno finanziario da parte dell’Unione.
Segnaliamo, infine, che la Presidenza Ungherese, subentrata a quella belga dal 1° luglio, ha redatto un documento sulla proposta di direttiva contenente quattro colonne, rispettivamente con il testo proposto dalla Commissione, il testo con gli emendamenti del Parlamento Europeo e il testo sul quale il Consiglio ha adottato l’orientamento generale, che dovrà ora essere discusso.
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.
MATERIE PRIME CRITICHE – Forum del partenariato per la sicurezza dei minerali: Aggiornamento
Il 18 luglio u.s. l’UE, gli Stati Uniti e i membri del partenariato per la sicurezza dei minerali (MSP) hanno annunciato l’avvio del Forum sul partenariato per la sicurezza dei minerali, a cui hanno aderito otto nuovi Paesi membri (Argentina, Messico, Perù, Uzbekistan, Ucraina, Groenlandia, Kazakistan e Namibia).
Il Forum è una piattaforma di cooperazione nel settore delle materie prime critiche, operante nel quadro della dimensione esterna del pacchetto dell’UE sulle materie prime critiche e si compone di 23 partner (Australia, Canada, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Norvegia, Regno Unito, Repubblica di Corea, Stati Uniti, Svezia, UE e gli 8 nuovi membri di cui sopra.
In particolare, le attività del Forum si concentreranno su:
- un gruppo di progetto incentrato sul sostegno a progetti sostenibili relativi a minerali critici e sull’accelerazione della loro attuazione;
- un dialogo politico mirato a individuare strategie volte a promuovere la produzione sostenibile e le capacità locali, ad agevolare la cooperazione normativa per promuovere la concorrenza leale, la trasparenza e la prevedibilitàe a promuovere elevati standard ambientali, sociali e in materia di governance (ESG) nelle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche.
Europa e Stati Uniti guideranno congiuntamente il nuovo Forum.
Codice contratti pubblici – Primo pacchetto di proposte di modifica prioritarie
E’ stata conclusa la prima fase di valutazione dei profili di criticità del Codice dei contratti pubblici (D. Lgs. n. 36/2023), in collaborazione con le Associazioni territoriali e di categoria direttamente interessate.
Nei giorni scorsi Confindustria ha presentato alle Istituzioni (Presidenza del Consiglio dei Ministeri; Consiglio di Stato; Ufficio Legislativo MIT) un primo pacchetto di proposte emendative – che trovate in allegato – anche in risposta alle sollecitazioni del Governo, che ha manifestato l’intendimento di lavorare ad un decreto correttivo.
REMINDER – RENTRI: Webinar Ruolo delle associazioni, 23 luglio ore 14.30
Ricordiamo che oggi, 23 luglio alle ore 14.30 si terrà il webinar RENTRI dedicato alle associazioni di categoria. Nel corso del webinar verrà illustrato alle associazioni il seguente programma:
1.Quadro di riferimento
- Ruolo del delegato: art. 18 D.M. 59/2023
- Requisiti del delegato: Decreto 143/2023
- Ruolo dell’associazione di categoria nell’art. 190 d.lgs. 152/2006
2.Cosa possono fare le associazioni nel RENTRI
- se iscritte come soggetti delegati
- se non iscritte come soggetti delegati
3.Illustrazione procedura di iscrizione dell’associazione disponibile in ambiente Demo
Per seguire il webinar è sufficiente registrarsi al seguente link: https://ecocerved-it.zoom.us/webinar/register/WN_IjymzxNYSt6DnowxpNxq2w#/registration
ISPRA – Pubblicato il Rapporto rifiuti speciali
Trasmettiamo, in allegato, l’edizione 2024 del Rapporto Rifiuti Speciali di ISPRA, che fornisce i dati del 2022 sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti speciali, sia non pericolosi che pericolosi, a livello nazionale e regionale, e per la gestione anche a livello provinciale e, infine, sull’import/export.
Dal Rapporto emerge che, nel 2022, le attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale hanno generato complessivamente 161,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, registrando una diminuzione del 2,1%, pari a oltre 3,4 milioni di tonnellate in meno rispetto all’anno precedente.
In particolare:
- Il settore delle costruzioni e demolizioni, con 80,8 milioni di tonnellate, è il principale produttore di rifiuti speciali, concorrendo per il 50% alla produzione complessiva.
- I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93,3% del totale dei rifiuti prodotti, sono diminuiti di 2,7 milioni di tonnellate (-1,8%). Anche quelli pericolosi hanno registrato una diminuzione, di quasi 680 mila tonnellate(-6,4%). Complessivamente, i rifiuti speciali non pericolosi ammontano a 151,4 milioni di tonnellate, mentre quelli pericolosi a quasi 10 milioni di tonnellate.
- Il settore manifatturiero è quello che incide maggiormente sulla produzione dei rifiuti pericolosi, con il 37,3% del totale, corrispondente a 3,7 milioni di tonnellate.
- A livello territoriale, il Nord d’Italiaha la maggior produzione di rifiuti speciali, con quasi 92,7 milioni di tonnellate. La Lombardia è in testa con 35,3 milioni di tonnellate, mentre il Centro si attesta a 28,1 milioni, con il Lazio in testa con quasi 11,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Al Sud il valore di produzione è di 40,6 milioni di tonnellate. Il recupero di materia costituisce la quota predominante della gestione dei rifiuti speciali con il 72,2% (127,6 milioni di tonnellate), mentre le operazioni di smaltimento rappresentano il 14,9%. Lo smaltimento in discarica interessa circa 8,9 milioni di tonnellate di rifiuti (il 5% del totale gestito).
Infine, il rapporto fornisce anche informazioni su alcuni flussi di rifiuti che presentano criticità gestionali per quantità o complessità:
- La quantità di rifiuti prodotti contenenti amianto (243 mila tonnellate) è in diminuzione rispetto al 2021 (-28,3%).
- Per i veicoli fuori uso, il reimpiego e riciclaggio sono complessivamente pari all’86%. In Italia sono gestite circa 520 tonnellate dipneumatici fuori uso.
- I fanghi di depurazione delle acque reflue urbane presentano hanno registrato una contrazione di poco superiore alle 40 mila tonnellate rispetto al 2021.
- Il 79,8% dei rifiuti da costruzione e demolizione è stato riciclato. I rifiuti sanitari pericolosi hanno subito un decremento superiore al 3% rispetto al 2021.
ASVIS – Corso e-learning “Azienda 2030 – Le opportunità dello sviluppo sostenibile”
Segnaliamo che, Asvis ha realizzato il nuovo corso e-learning “Azienda 2030: Le opportunità dello sviluppo sostenibile – versione 2.0”, che ha l’obiettivo di approfondire le sfide e le opportunità di una trasformazione del modello di business tenendo conto delle spinte alla transizione verso uno sviluppo economico più sostenibile, tra le quali hanno un ruolo di primo piano gli ultimi sviluppi della normativa europea (es. Corporate Sustainability Reporting Directive, Regolamento Tassonomia).
In particolare, il corso Azienda 2030 si compone di 4 moduli, cui si aggiungono diversi approfondimenti:
- il primo introduce il concetto di sviluppo sostenibile, ripercorrendo le tappe principali, e descrive come la sostenibilità sta trasformando l’economia e il business;
- il secondo descrive le opportunità della trasformazione e i principali driver del cambiamento per le imprese verso la sostenibilità;
- il terzo approfondisce i nuovi modelli di produzione, consumo e offerta di beni e servizi a cui far riferimento per mettere in atto la trasformazione sostenibile;
- Il quarto ha l’obiettivo di indicare il cammino da seguire per avviare il cambiamento, evidenziando i fattori critici di successo della trasformazione e le principali normative europee che coinvolgono le imprese (quali, ad esempio, la Corporate Sustainability Reporting Directive e il Regolamento Tassonomia).
Alla fine di ogni modulo, un test di 5 domande aiuta a verificare la comprensione dei messaggi più importanti.
Di seguito è disponibile il link al teaser del corso: https://youtu.be/Pi-gtw_mgQA
Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link: https://asvis.it/corso-e-learning-azienda-2030-le-opportunita-dello-sviluppo-sostenibile/
Prime proposte Confindustria _Correttivo Codice appalti 36 2023 rapportorifiutispeciali_ed-2024_n-402_versioneintegrale
Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])