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AMBIENTE | Report settimanale Ambiente 22-26 luglio 2024
Direttiva UE sui rifiuti e raggiungimento degli obiettivi di raccolta e riciclo dei rifiuti urbani e dei RAEE: la Commissione europea apre una procedura d’infrazione contro l’Italia
La Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, inviando una lettera di messa in mora (INFR(2024)2097) per non aver recepito correttamente la direttiva quadro sui rifiuti, nota come direttiva 2008/98/CE, recentemente modificata dalla direttiva UE 2018/851.
La direttiva 2008/98/CE propone di ridurre la produzione di rifiuti, minimizzare gli impatti ambientali dell’uso delle risorse e promuovere l’efficienza nell’utilizzo delle stesse, favorendo così la transizione verso un’economia circolare. La direttiva modificata introduce, poi, obiettivi vincolanti per il riciclaggio e la preparazione dei rifiuti urbani per il riutilizzo. Nello specifico, essa richiede agli Stati membri di migliorare i propri sistemi di gestione dei rifiuti, garantendo un uso più efficiente delle risorse naturali.
Il termine fissato per l’adeguamento delle leggi nazionali alla nuova normativa era il 5 luglio 2020. Nonostante ciò, l’Italia e dieci Stati membri (tra cui Bulgaria, Estonia, Francia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo e Romania), non hanno rispettato tale scadenza, portando la Commissione a intraprendere azioni legali.
Il provvedimento è stato adottato dall’UE nel 2018 come parte del pacchetto di misure sull’economia circolare e l’’Italia lo ha recepito con il decreto legislativo del 3 settembre 2020, n.116 che, secondo la CE, non rispetta diverse disposizioni della direttiva modificata.
In particolare, tra le carenze riscontrate dalla Commissione nel recepimento italiano della direttiva modificata figurano:
- Regimi di responsabilità estesa del produttore: scorretta implementazione degli obblighi riguardanti il ruolo e le responsabilità dei produttori nell’ambito della gestione dei rifiuti (articolo 8 bis paragrafo 4, secondo comma, punto (iii), paragrafo 5, primo comma, paragrafo 6, paragrafo 8);
- Prevenzione dei rifiuti: inadempimenti relativi alla prevenzione dei prodotti che contribuiscono maggiormente alla dispersione dei rifiuti (articolo 9, paragrafo 1, lettera k);
- Raccolta e gestione dei rifiuti: deficit nella gestione della raccolta differenziata e nel trattamento di rifiuti pericolosi e degli oli usati (articoli 10, 20 e 21);
- Riciclaggio di alta qualità: mancanza di misure adeguate a garantire un riciclaggio di alta qualità (articolo 11, paragrafo 1);
- Tracciabilità dei rifiuti: carenze nel sistema di controllo della qualità e nella tracciabilità dei rifiuti urbani (articolo 11 bis) e, inoltre, dei ritardi per quanto riguarda l’operatività del sistema di tracciabilità elettronica (RENTRI);
- Costi di gestione dei rifiuti: insufficiente adempimento degli obblighi riguardanti la copertura dei costi di gestione dei rifiuti (articolo 14);
- Piani di gestione e programmi di prevenzione dei rifiuti: lacune nei piani di gestione e nei programmi di prevenzione dei rifiuti (articoli 28, 29 e 30);
Oltre a questi punti, la Commissione ha notificato all’Italia:
- di non aver raggiunto l’obiettivo di aumentare il riciclaggio dei rifiuti urbani almeno al 50% in termini di peso, come stabilito dall’articolo 11, paragrafo 2, lettera a) della direttiva 2008/98/CE;
- di non aver raggiunto il tasso minimo di raccolta dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), stabilito dall’articolo 7, paragrafo 1 della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
- Alla luce di ciò, la Commissione ha inviato due lettere di costituzione in mora all’Italia. Ora, il governo italiano ha due mesi per fornire chiarimenti e adottare le misure necessarie per conformarsi alla normativa europea o eccezionalmente chiedere una proroga. In mancanza di una risposta adeguata, la Commissione potrà procedere con l’emissione di un parere motivato.
Sarà nostra cura continuare a tenervi informati.
ECHA- Call for evidence su alcune sostanze a base di cromo VI per la preparazione di una proposta di restrizione
Insieme con i Colleghi dell’Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano, vi informiamo che l’ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) ha ricevuto mandato dalla Commissione europea per preparare una proposta per una possibile restrizione sulle sostanze a base di cromo (VI) nell’ambito della proposta di restrizione REACH entro aprile 2025.
L’ECHA ha avviato una call for evidence – riservata alle aziende – volta alla preparazione di tale proposta, che si chiuderà il prossimo 15 agosto. In particolare, la call for evidence si compone di due diversi questionari:
- survey 2a sugli usi dei composti del Cromo (VI);
- survey 2b sulle alternative ai composti del Cromo (VI).
L’indagine 2a è rivolta alle aziende che utilizzano sostanze al Cr(VI) e in particolare:
- utilizzatori di sostanze al Cr(VI) nei settori dei trasporti (marittimo, ferroviario, stradale, aeronautico), aerospaziale e della difesa;
- utilizzatori di Cr(VI) nella galvanica su materie plastiche, verniciatura, spruzzatura, spazzolatura e rivestimento in sospensione e trattamento superficiale speciale, incluso rivestimento di conversione chimica, anodizzazione e passivazione;
- utilizzatori di sostanze al Cr(VI) diverse dal triossido di cromo e dagli acidi di cromo, inclusi gli utilizzatori di cromato di bario.
L’indagine 2b è rivolta ai fornitori (ad esempio produttori, formulatori, fornitori, importatori, distributori) di sostanze alternative al Cr(VI) nonché alle aziende che hanno sostituito le sostanze contenenti Cr (VI) o stanno completando tale sostituzione.
Tutte le informazioni e la documentazione sono disponibili al seguente link.
Importante evidenziare che l’indagine 2a contiene sezioni dedicate relative:
- all’esposizione dei lavoratori;
- ai possibili valori limite di esposizione;
- all’emissioni nell’ambiente (acqua e atmosfera).
Quest’ultima sezione mira ad avere informazioni sugli impatti nell’impresa ipotizzando che venga applicato uno dei seguenti valori di riferimento per l’esposizione dei lavoratori al Cr (VI): 5μg/m3, 1μg/m3, 0,5 μg/m3, 0,1μg/m3 e 0,01μg/m3 (si tratta di medie ponderate nel tempo (TWA) di 8 ore).
A tal proposito, ricordiamo che il valore limite di esposizione in Italia dei composti del Cromo VI definiti cancerogeni è pari a 0,010 mg/m3 fino al 17 gennaio 2025, con eccezioni per i procedimenti di saldatura o taglio al plasma o analoghi procedimenti di lavorazione che producono fumi (Allegato XLIII del Dlgs 81/08), successivamente il valore sarà pari a 0,005 mg/m3.
Si evidenzia, infine, che lo scorso novembre il Comitato consultivo salute e sicurezza della Commissione europea ha approvato un parere in materia (disponibile in allegato), in cui si osserva che il valore limite di esposizione generalmente applicabile di 0,005 mg/m³ per i composti del cromo VI è ancora associato a un rischio residuo significativo. Il parere prevede, quindi, che la Commissione europea effettui uno studio al fine di valutare la fattibilità e l’impatto socioeconomico dell’eventuale abbassamento del valore limite di esposizione per i composti del cromo VI a 0,001 mg/m³ per consentire al Comitato di elaborare successivamente un nuovo parere.
Particolarmente rilevante, quindi, la consultazione dell’ECHA, dal momento che la modifica ai valori limite potrà essere utilizzata dalla Commissione europea al fine di una possibile modifica della direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro l’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione durante il lavoro (CMRD). Importante, quindi, compilare i questionari ponendo massima cautela, con particolare riferimento ai valori limite di esposizione professionale e alle emissioni nell’ambiente.
Vi chiediamo di contattarci laddove le aziende vorranno procedere alla compilazione.
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati sugli esiti.
RESTRIZIONE REACH – PFAS: Prossimi passi nella proposta di restrizione
I Comitati RAC e SEAC stanno continuando il loro lavoro di valutazione per quanto riguarda la proposta di restrizione REACH sui PFAS, sulla base anche dei commenti della consultazione pubblica, concentrandosi sui diversi settori che potrebbero essere interessati.
A seguito dei meeting del mese di giugno (placcatura dei metalli e fabbricazione dei prodotti in metallo; ulteriore discussione sui pericoli, solamente da parte del RAC), i settori che verranno discussi nelle prossime riunioni dei Comitati sono:
- Meeting di settembre 2024:
- Tessili, tappezzeria, pelletteria, abbigliamento, tappeti (TULAC);
- Materiali e imballaggi per il contatto con gli alimenti;
- Petrolio e miniere.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link: https://echa.europa.eu/it/-/next-steps-for-pfas-restriction-proposal
Accordo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR) – Progetto di modifica degli Allegati A e B dell’ADR
Come previsto dalla procedura (art. 14 paragrafo 1 ADR), il 1° luglio u.s il Segretario Generale dell’ONU ha comunicato di aver ricevuto dalla Francia (WP.15 Chief Secretary UNECE), il testo degli emendamenti all’Accordo Europeo sul Trasporto Internazionale di Merci su Strada (ADR), come indicato nella nota C.N.218.2024.TREATIES-XI.B.14 allegata.
Con tale nota è iniziata la procedura di approvazione dell’ADR 2025. Se entro tre mesi dalla data di notifica (ossia il 1° ottobre 2024) non ci saranno obiezioni da parte degli Stati contraenti, il testo verrà approvato in via definitiva e le modifiche entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2025 in regime internazionale.
In particolare, con le modifiche proposte con l’ADR 2025, è pervista l’introduzione di 11 nuovi numeri ONU nella Tabella A del capitolo 3.2. Il testo delle modifiche proposte è disponibile al seguente indirizzo: https://unece.org/transport/standards/transport/dangerous-goods/adr-2023-agreement-concerning-international-carriage
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.
DL Materie Prime Critiche – Aggiornamento
Lo scorso 25 luglio la Commissione Attività produttive della Camera ha avviato e concluso le votazioni sugli emendamenti al DL materie prime critiche, accogliendo alcune proposte (in allegato), tra cui:
- estensione della disciplina del monitoraggio delle esportazioni dei rottami anche a quelli non ferrosi (1 Nuova formulazione Barabotti, Lega e id.);
- norma che consente l’ulteriore approvvigionamento delle materie prime necessarie alle filiere produttive del made in Italy, non ricomprese nel regolamento europeo del 2024 (02 Nuova formulazione Giovine, FdI e id.).
Il provvedimento approderà oggi nell’aula di Montecitorio per l’approvazione in prima lettura.
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.
Webinar “Il nuovo Piano Transizione 5.0. Progetti di innovazione digitale e green per la competitività delle imprese”, 22 luglio – Trasmissione documentazione
Trasmettiamo in allegato le presentazioni illustrate nel corso del webinar “Il nuovo Piano Transizione 5.0. Progetti di innovazione digitale e green per la competitività delle imprese” dello scorso 22 luglio.
ISPRA – Materie Prime Critiche: Presentato il database GeMMA
In occasione dell’evento “Materie prime critiche e strategiche. Il ruolo di ISPRA alla luce del nuovo quadro normativo europeo per l’utilizzo sostenibile e circolare delle materie utili alla transizione ecologica e digitale” dello scorso 24 luglio, ISPRA ha presentato il database GeMMA (Geologico, Minerario, Museale e Ambientale). Tale banca dati, aggiornata nell’ambito del progetto PNRR GeoSciencesIR, rappresenta il punto di partenza per l’elaborazione del programma minerario nazionale, imposto dal Regolamento EU 1252/2024 (Critical Raw Materials Act) e affidato all’ISPRA con il DL 84/2024.
In particolare, il Piano Nazionale di esplorazione Mineraria prevede la raccolta e l’armonizzazione di dati minerari pregressi relativi a tutti i giacimenti coltivati in passato e i risultati delle varie campagne di ricerca, nazionali e locali, con un particolare focus sulle materie prime critiche. Tutte le informazioni raccolte sono inserite nel database GeMMA, che rappresenta anche il punto di accesso ad una serie di banche dati specifiche già realizzate o in via di realizzazione.
In allegato, è disponibile la presentazione illustrata nel corso dell’evento del 24 luglio scorso.
DL Materie prime critiche-em.ti approvati Slide Transizione 5.0_GSE Slide Transizione 5.0_MIMIT slide-fumanti
Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])