AMBIENTE | report settimanale ambiente 24-28 marzo 2025
Materie prime critiche: la CE adotta la lista dei “Progetti strategici”
Il 25 marzo u.s. la Commissione europea ha adottato la lista finale dei Progetti strategici per le materie prime strategiche: 47 progetti che contribuiranno al rafforzamento dell’autosufficienza dell’Unione in termini di approvvigionamenti di materie prime, riducendo le dipendenze da fonti esterne e rendendo le catene del valore sempre più resilienti e sostenibili.
Tali progetti rappresentano una milestone importante nell’implementazione del Critical Raw Materials Act, che mira a garantire che l’estrazione, la trasformazione e il riciclo europei di materie prime critiche e strategiche soddisfino rispettivamente il 10%, il 40% e il 25% della domanda dell’UE entro il 2030.
Le iniziative della lista sono distribuite in 13 nazioni: Belgio, Francia, Italia, Germania, Spagna, Estonia, Repubblica Ceca, Grecia, Svezia, Finlandia, Portogallo, Polonia e Romania. Quattro su dieci progetti di riciclo riconosciuti come strategici a livello europeo sono italiani.
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PFAS – Aggiornamento e Avvio discussione alla camera D.lgs. sulla qualità delle acque destinate al consumo umano
L’Aula della Camera ha approvato la mozione della maggioranza sui PFAS con 156 voti favorevoli, 103 voti contrari e 5 contrari (in allegato). Sono inoltre state accolte alcune parti delle mozioni di Avs (a prima firma Zanella), M5s (a prima firma Ilaria Fontana), Pd (a prima firma Braga) dopo le riformulazioni del Governo.
Con la risoluzione di maggioranza, in particolare, si impegna il Governo a:
- adottare le iniziative di competenza per anticipare la valutazione del rischio che dovrà essere effettuata, nel 2027 in attuazione del decreto legislativo n. 18 del 2023, e l’Anagrafe territoriale dinamica delle acque potabili prevista per il 2029;
- introdurre specifiche misure per la bonifica delle falde acquifere e delle aree del territorio nazionale dove l’inquinamento da Pfas supera stabilmente i livelli attualmente consentiti;
- sostenere, in ambito europeo, l’adozione di misure di restrizione dell’uso dei Pfas e di riduzione dei limiti di tolleranza, coerenti con i più aggiornati studi scientifici attraverso la partecipazione alle attività di valutazione dei comitati dell’ECHA delle informazioni disponibili per identificare i Pfas che destano maggiori preoccupazioni e stabilire misure adeguate di gestione del rischio;
- promuovere compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica incentivi specifici per le attività che eliminano l’uso dei Pfas, adottando invece prodotti alternativi più sicuri e sostenibili;
- adottare iniziative volte a rafforzare le misure di controllo sui siti produttivi che fanno uso di Pfas per le proprie lavorazioni, al fine di ridurre al minimo il loro utilizzo e i rischi di dispersione nell’ambiente, anche introducendo specifiche disposizioni di valutazione e gestione del rischio nell’ambito delle autorizzazioni integrate ambientali e rafforzando gli aspetti relativi alla valutazione di impatto sulla salute;
- promuovere e sostenere la ricerca per lo smaltimento o la riduzione del carico inquinante dei Pfas.
Sul tema, si segnala anche che è stato trasmesso in Parlamento lo schema di D.lgs. sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, approvato in via preliminare dal CdM dello scorso 13 marzo. Il testo è stato assegnato alla Commissione Affari sociali della Camera e alla omologa Commissione del Senato, che dovranno esprimersi con parere entro il prossimo 30 aprile. Inoltre, il provvedimento è stato assegnato anche alle Commissioni Bilancio e Politiche Ue dei due rami del Parlamento rispettivamente per i profili finanziari e di sussidiarietà.
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.
Restrizione REACH sui PFAS – Aggiornamento
Nelle prime riunioni del 2025, i comitati per la valutazione dei rischi (RAC) e per l’analisi socioeconomica (SEAC) dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) hanno proseguito la valutazione della proposta di restrizione delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) a livello europeo.
Al momento, sembrerebbe che i comitati abbiano raggiunto delle prime conclusioni in merito all’uso dei gas fluorurati. Il RAC ha inoltre formulato valutazioni preliminari sulle applicazioni nei settori dei trasporti e dell’energia, mentre il SEAC prevede di approfondire tali aspetti nella riunione prevista per il mese di giugno.
Nella stessa sessione di giugno, i comitati affronteranno la valutazione di ulteriori settori, quali i dispositivi medici, i lubrificanti, i trasporti e l’energia. Il RAC, in particolare, avvierà una discussione introduttiva sulle applicazioni nel settore dell’elettronica e dei semiconduttori. Dopo il mese di giugno, l’attenzione si sposterà sull’elettronica e sui semiconduttori, insieme alle altre applicazioni.
Segnaliamo, infine, che un gruppo di scienziati ha recentemente pubblicato una lettera – il relativo comunicato stampa disponibile al seguente link – con la quale invita la Commissione europea, gli Stati membri dell’UE e il Parlamento europeo a mantenere alta l’attenzione sulla tutela delle acque dolci nell’ambito dei prossimi negoziati di trilogo e a supportare gli obiettivi ambientali della direttiva quadro sulle acque (WFD).
UWWTD: La Corte UE sanziona l’Italia per il mancato rispetto degli obblighi su trattamento acque reflue urbane
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato l’applicazione di sanzioni pecuniarie a carico dell’Italia per il mancato rispetto degli obblighi previsti dalla Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) in quattro agglomerati urbani.
La sentenza segue la pronuncia del 2014, con la quale la Corte aveva già accertato l’inadempimento dell’Italia relativamente a 41 agglomerati. Nonostante la sentenza, la Commissione europea ha rilevato che nel 2024 cinque agglomerati (quattro in Sicilia e uno in Valle d’Aosta) risultavano ancora non conformi, portando a un nuovo ricorso.
In particolare, la Corte ha imposto, con riferimento a quattro dei cinque agglomerati, sanzioni pecuniarie pari a una somma forfettaria di 10 milioni di euro e una penalità semestrale di 13,69 milioni fino alla piena esecuzione delle misure richieste.
In allegato, è disponibile il comunicato stampa.
MIMIT – Moda: agevolazioni per le imprese della filiera di trasformazione delle fibre tessili naturali e della concia della pelle a partire dal 3 aprile
Segnaliamo la news del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che informa di aver stabilito con provvedimento direttoriale i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione inerenti la valorizzazione della filiera di trasformazione delle fibre tessili naturali e di concia della pelle, con particolare attenzione alla certificazione della loro sostenibilità.
Le domande per gli incentivi potranno essere inviate a partire dalle ore 12.00 del 3 aprile e fino alle ore 12.00 del 3 giugno allo sportello online Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Ministero.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la sezione “Rafforziamo le imprese” del sito https://www.invitalia.it/.
Le risorse assegnate alla misura sono pari a 30.042.500,00 al netto degli oneri di gestione (30.500.000 lordi) di cui circa 20 milioni destinati alla concessione di contributi a fondo perduto e oltre 10 milioni per la concessione di finanziamenti agevolati.
Le linee di intervento della misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del tessile (codice ATECO 13) e della concia del cuoio (codice ATECO 15.11) riguardano:
- “Crescita e innovazione”con investimenti finalizzati all’aumento della capacità produttiva, nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale e riduzione degli sprechi e certificati da soggetti qualificati, a cui sono destinate risorse pari a euro 14.019.833,00 (di cui 10.014.167,00 per le micro e piccole imprese e 4.005.666,00 per le medie imprese).
- “Sostenibilità ambientale”con l’acquisizione di beni strumentali, certificazioni ambientali di prodotto e di processo, utilizzo di fibre tessili di origine naturale e di materiali provenienti da processi di riciclo e di scarto di lavorazioni, a cui sono destinate risorse pari a euro 16.022.667,00 (di cui 12.017.000,00 per le micro e piccole imprese e 4.005.667,00 per le medie imprese).
Per i programmi di investimento comportanti spese di importo non superiore a 100mila euro, il contributo a fondo perduto concesso sarà pari al 60% delle spese.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
ASSOLOMBARDA – Pubblicato il Libro bianco: “L’Industria dell’acqua”
Vi informiamo che lo scorso 18 marzo i Colleghi di Assolombarda hanno pubblicato il Libro bianco: “L’Industria dell’acqua”, che è possibile scaricare al seguente link: https://www.assolombarda.it/servizi/ambiente/informazioni/libro-bianco-lindustria-dellacqua
Giornata Mondiale dell’Acqua – ISPRA: Dati BIGBANG
Il 2024 è stato un anno molto piovoso, come ripotato dal BIGBANG, il modello nazionale di bilancio idrologico di ISPRA, che fornisce il quadro quantitativo sulla risorsa idrica dal 1951 in poi, inclusi i deficit, gli eccessi di precipitazione e i trend delle grandezze idrologiche (precipitazioni, deflussi, evapotraspirazione), necessari a caratterizzare la situazione attuale e futura nel Paese.
Nel dettaglio, i dati del modello BIGBANG indicano che, nel 2024, la disponibilità complessiva di risorsa idrica in Italia è stata stimata in 158 miliardi di metri cubi, registrando un incremento del 14% rispetto al valore medio annuo di 138 miliardi di metri cubi. Questo aumento è dovuto principalmente alle abbondanti precipitazioni che hanno interessato il Nord del Paese. Tuttavia, permane, a livello nazionale, un trend decrescente, dal 1951 a oggi, della disponibilità annua di risorsa idrica.
Secondo l’analisi condotta da ISPRA rispetto ai dati contenuti nel Rapporto sulle acque europee dell’EEA 2024, inoltre, emerge che le risorse idriche dell’Europa continuano a subire forti pressioni, rallentando i progressi rispetto al precedente ciclo di pianificazione previsto dalla Direttiva Quadro Acque. Nel 2021, solo il 37% dei corpi idrici superficiali europei ha raggiunto uno stato ecologico buono o elevato, mentre il 29% ha ottenuto uno stato chimico buono.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
ISPRA – Pubblicati i nuovi dati sulle emissioni di gas serra in Italia
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ISPRA, ha pubblicato i dati aggiornati al 2023 per quanto riguarda le emissioni di gas serra in Italia.
Secondo l’ultima edizione dell’“Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra“, nel 2023 le emissioni nazionali sono diminuite del 26% rispetto ai livelli del 1990.
Questa riduzione è attribuibile all’incremento dell’efficienza energetica da fonti rinnovabili nei settori industriali e al passaggio all’uso di combustibili a minor contenuto di carbonio. Rispetto al 2022, le emissioni hanno registrato un ulteriore calo del 6,8%, raggiungendo un totale pari a 385 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.
Di seguito sono riportate le percentuali di emissioni nazionali suddivise per settore (Fonte ISPRA):

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
SAVE THE DATE – ICESP: 10 aprile 2025 – Circular Economy Stakeholder Dialogue
ICESP informa che il 10 aprile p.v. si terrà l’evento “Circular Economy Stakeholder Dialogue”, per discutere delle priorità dell’economia circolare dell’UE per il mandato 2024-2029.
Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.icesp.it/news/circular-economy-stakeholder-dialogue
allegati: _ag 260_442127 1743063388852 Mozione maggioranza relazione illustrativa
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