AMBIENTE | Report settimanale ambiente 19-23 gennaio 2026

Consultazione pubblica relativa al Regolamento di esecuzione che stabilisce le norme per l’applicazione della Direttiva 2008/98/CE riguardo ai criteri EoW per i rifiuti plastici – Risposta Confindustria

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sulla bozza di Regolamento di esecuzione sui criteri “End of Waste” (EoW) per i rifiuti in plastica, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° luglio 2026. L’obiettivo principale del Regolamento è quello di promuovere il mercato unico delle materie prime secondarie e favorire la circolarità delle plastiche.

Tuttavia, l’attuale formulazione della bozza di regolamento presenta delle criticità, sia sotto il profilo giuridico e normativo, sia per gli effetti sistemici che potrebbe generare sul comparto europeo e, in particolare, su quello italiano del riciclo delle plastiche. In particolare, la proposta della Commissione solleva preoccupazioni in quanto introduce limitazioni che appaiono eccessivamente restrittive rispetto alla Direttiva Quadro sui rifiuti (Direttiva 2008/98/CE, WFD) e ai criteri nazionali già esistenti.

Nel complesso, si riconosce il valore della bozza di regolamento come strumento di armonizzazione e rafforzamento del mercato europeo delle plastiche riciclate, tuttavia, si evidenzia la necessità di un approccio equilibrato, che coniughi ambizione ambientale, realismo industriale e tutela della competitività delle imprese europee.

In questa logica, nella risposta alla consultazione Confindustria ha formulato alcune osservazioni e proposte di modifica, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del regolamento, affinché possa rappresentare uno strumento efficace per rafforzare il mercato europeo dei riciclati, senza compromettere le attuali catene di riciclaggio della plastica.

La risposta alla consultazione, redatta con il supporto del Sistema Associativo, è disponibile in allegato.

 

RENTRI – Termini per la fruizione dei servizi per la gestione del FIR digitale

Come noto, l’articolo 7 comma 8 del D.M. 3 aprile 2023 n. 59, stabilisce che il formulario di identificazione del rifiuto è emesso e gestito in modalità digitale a partire dalla data indicata all’articolo 13, comma 1, lettera c), quindi a partire dal 13 febbraio 2026.

A questo proposito, il MASE ha rilasciato in ambiente di produzione le seguenti funzionalità:

  • gestione dispositivi mobili, disponibile in Area Operatori alla voce Interoperabilità, per la configurazione dei dispositivi mobili ai fini dell’utilizzo dell’APP RENTRI FIR digitale;
  • servizi di supporto, presenti in Area Operatori, per la creazione e compilazione dei FIR digitali. La possibilità di firmare digitalmente i FIR sarà disponibile unicamente a partire dal 13 febbraio 2026;
  • API, disponibili nell’area Servizi per l’interoperabilità, per la creazione e compilazione dei FIR digitali. La possibilità di firmare digitalmente i FIR sarà disponibile unicamente a partire dal 13 febbraio 2026;
  • APP RENTRI FIR digitale per configurare l’app sui dispositivi mobili, creare e compilare FIR digitali. La possibilità di firmare digitalmente i FIR sarà disponibile unicamente a partire dal 13 febbraio 2026.

L’attivazione completa in produzione delle funzionalità complete correlate all’apertura del FIR digitale avverrà nella giornata del 12 febbraio 2026, in modo da consentire l’utilizzo del FIR in formato digitale a decorrere dalla giornata del 13 febbraio 2026.

Per maggiori informazioni sul FIR digitale si rimanda al materiale didattico pubblicato sul portale RENTRI e, in particolare:

Gli aspetti tecnico informatici sono trattati nella documentazione pubblicata nell’area “Servizi per l’interoperabilità

 

ANGA – RENTRI: Nuovo ciclo formativo anno 2026

L’ANGA informa che il 28 gennaio 2026 inizierà il 7° ciclo di formazione sul RENTRI.

L’iniziativa, rivolta a imprese ed Enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente dal RENTRI, è organizzata dalla Segreteria dell’Albo nazionale gestori ambientali con il supporto di Ecocerved ed Unioncamere.

Il percorso è articolato in 10 webinar finalizzati a fornire indicazioni pratiche sugli aspetti operativi del RENTRI, con un particolare focus sul FIR Digitale.

La partecipazione agli eventi è completamente gratuita e aperta a tutti i soggetti interessati.

I webinar avranno una durata indicativa di 60 minuti. Non è previsto il rilascio di alcun attestato di partecipazione.

Programma dei webinar 

  • Iscrizione produttori terzo scaglione: soggetti obbligati e modifiche introdotte dalla L.199/2025
  • Mercoledì 28 gennaio 2026, ore 11:00

 

  • Il FIR dopo il 13/02/2026
  • Giovedì 29 gennaio 2026, ore 11:00
  • Martedì 10 febbraio 2026, ore 11:00

 

  • I servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale
  • Lunedì 02 febbraio 2026, ore 11:00
  • Giovedì 12 febbraio 2026, ore 11:00
  • Giovedì 05 marzo 2026, ore 11:00
  • Mercoledì 01 aprile 2026, ore 11:00

 

  • Produttori di rifiuti – I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale
  • Giovedì 05 febbraio 2026, ore 11:00
  • Giovedì 12 marzo 2026, ore 11:00
  • Giovedì 16 aprile 2026, ore 11:00

Sul sito istituzionale RENTRI, sono disponibili gli argomenti e le date dei prossimi incontri di formazione online e sarà pubblicato 48 ore prima della data di ciascun evento il link per la registrazione necessaria alla partecipazione.

Ciascun webinar ha una capienza massima di 5.000 partecipanti: si raccomanda pertanto di procedere alla registrazione solo qualora vi sia ragionevole certezza di partecipazione, al fine di non precludere l’accesso agli utenti effettivamente interessati.

 

DL Proroghe – Bozza fascicolo emendamenti

Trasmettiamo in allegato la bozza del fascicolo degli emendamenti presentati al DL Proroghe presso le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.

Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.

 

DdL delegazione europea – Aggiornamento

Segnaliamo che, la Commissione Politiche Ue del Senato ha avviato l’esame in seconda lettura del DdL Delegazione europea, disponibile in allegato.

Il DDL prevede l’inserimento, nell’Allegato A, della Direttiva (UE) 2024/3019 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2024, relativa al trattamento delle acque reflue urbane, disponendone così il recepimento senza la declinazione di specifici principi e criteri direttivi (allegato A, n. 5).

Come noto, Confindustria aveva sostenuto una proposta emendativa volta alla soppressione di tale previsione, ritenendo allo stato non opportuno includerla tra gli atti oggetto di delega al Governo. Sin dall’avvio dell’iter europeo, infatti, Confindustria ha manifestato la propria contrarietà al provvedimento, ritenendo che il regime EPR – applicato esclusivamente ai produttori di medicinali per uso umano e di cosmetici e fondato su un contributo proporzionato alle quantità e alla pericolosità delle sostanze immesse sul mercato – risulti sproporzionato e troppo oneroso per i settori coinvolti.

Per tali ragioni, Confindustria ha nuovamente presentato un emendamento volto a sopprimere la disposizione che include la Direttiva sulle acque reflue urbane nell’Allegato A del DDL.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi futuri.

 

Dlgs ripristino della natura – Aggiornamento

Trasmettiamo in allegato lo schema di decreto legislativo che reca disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura, all’esame delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato.

Il provvedimento, su cui le Commissioni dovranno esprimersi entro il 18 febbraio, è stato assegnato con riserva, in quanto manca ancora il parere da parte della Conferenza Unificata, ed è adottato sulla base della delega contenuta nell’art. 18 della Legge di delegazione europea 2024.

Il testo all’art. 1 individua l’oggetto e l’ambito di applicazione del provvedimento, mentre l’articolo 2 indica il MASE e il MASAF quali autorità competenti per il coordinamento delle attività da svolgere nell’ambito di tale Regolamento europeo. Si prevede inoltre l’adozione di un Piano nazionale di ripristino che ogni Stato membro è chiamato a elaborare e a presentare alla Commissione europea entro il 1° settembre 2026 e l’istituzione di un Tavolo interministeriale di indirizzo e coordinamento strategico, volto ad assicurare il necessario indirizzo e coordinamento tra le amministrazioni coinvolte ai fini della corretta attuazione delle disposizioni del Regolamento e del coinvolgimento dei soggetti a varo titolo interessati.

Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.

 

Green Claims – Recepimento della direttiva (UE) 2024/825: Documento DG JUST

Segnaliamo che, nell’ambito del recepimento della direttiva (UE) 2024/825 sulla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde (c.d. Direttiva Green Claims), la DG JUST ha fornito un riscontro a una nota congiunta presentata da EuroCommerce e altre associazioni di categoria.

Il documento, disponibile in allegato, fornisce chiarimenti sull’applicazione delle nuove disposizioni in materia di claim ambientali, con particolare riferimento alle comunicazioni commerciali rivolte ai consumatori a partire dal 27 settembre 2026.

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Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])




AGEVOLAZIONI | EXPORT Attivata “Misura USA” Simest e riepilogo altre linee di finanziamento operative. Acquisizione adesioni webinar di approfondimento.

Informiamo che, dallo scorso 14 gennaio, è operativa una nuova misura Simest, dedicata a rafforzare la competitività delle imprese italiane, anche non esportatrici, che intendono avviare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico ad alto potenziale di crescita per il Made in Italy.
In particolare, con un plafond di 200 milioni di euro, la misura USA è progettata per finanziare:
– il rafforzamento patrimoniale dell’impresa tramite nuovi investimenti;
– la capitalizzazione delle proprie controllate negli Stati Uniti;
– l’internazionalizzazione e l’inserimento/consolidamento nel mercato statunitense.

Al fine di presentare in dettaglio la misura alle associate, stiamo valutando con Simest l’organizzazione di un webinar, che confermeremo a fronte di una significativa richiesta da parte delle imprese. A tal fine, vi invitiamo a manifestare l’interesse all’iniziativa, inviando una mail a [email protected] entro il prossimo 6 febbraio.

Nell’attesa, pubblichiamo una presentazione di tutte le misure Simest attualmente fruibili dalle imprese.

SIMEST_Presentazione_Istituzionale 1

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano  089.200841  [email protected] Monica De Carluccio 089.200810 [email protected])




AGEVOLAZIONI | Webinar misure Legge di Bilancio 2026 per investimenti produttivi, innovazione, competitività e novità IVA.

Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con Monitor Legislativo, l’iniziativa di formazione promossa da Confindustria e SFC, con il supporto di 4Manager, dedicata all’analisi delle principali novità normative di interesse per il sistema delle imprese.

La Legge di Bilancio 2026 introduce un quadro articolato di misure fiscali e strumenti di sostegno agli investimenti produttivi, all’innovazione e alla competitività delle imprese, che rendono particolarmente opportuno un momento di approfondimento e confronto operativo.

A ciò si affiancano alcune novità IVA destinate a incidere sugli adempimenti e sui processi amministrativi aziendali.

In tale contesto, è in avvio un ciclo di webinar volti a fornire alle imprese indicazioni chiare e aggiornate sulle principali novità.

In particolare:

·         due incontri dal contenuto analogo saranno dedicati alle misure fiscali e agli incentivi agli investimenti previsti dalla Legge di Bilancio 2026, con un focus su crediti d’imposta, agevolazioni per gli investimenti materiali e immateriali, strumenti a supporto dei percorsi di innovazione e delle strategie di sviluppo delle imprese, a cura dei colleghi dell’Area Politiche Fiscali e dell’Area Politiche per il Digitale e filiere, Scienze della vita e Ricerca di Confindustria. I webinar si terranno i prossimi 16 e 27 febbraio; in allegato pubblichiamo i programmi dei lavori, contenenti il link e il QR-Code per l’adesione.

·         un terzo webinar affronterà il nuovo adempimento, in vigore dal 1° gennaio 2026, relativo all’obbligo di collegamento degli strumenti di pagamento elettronico con i sistemi di trasmissione telematica dei corrispettivi, alla luce delle modalità operative definite dall’Agenzia delle Entrate. L’evento, previsto in una data da confermare a fine febbraio, sarà a cura dell’Area Politiche Fiscali di Confindustria e di rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate. Nei prossimi giorni divulgheremo il relativo programma.

Programma 16 febbraio _Monitor Legislativo_Legge di Bilancio 2026 Programma 27 febbraio_Monitor Legislativo_Legge di Bilancio 2026_

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano    089.200841     [email protected] )




AGEVOLAZIONI | Transizione 5.0: risorse prenotate e calcolo fabbisogno imprese in lista d’attesa. Nuovo Iperammortamento: anticipazioni

Transizione 5.0: risorse prenotate e calcolo del fabbisogno per le imprese in lista d’attesa

Il Piano Transizione 5.0 si è definitivamente chiuso il 27 novembre 2025 dopo che il Mimit aveva comunicato, con il decreto direttoriale del 7 novembre, l’esaurimento delle risorse. Al riguardo, si ricorda infatti che il Piano era stato definanziato con la rimodulazione del PNRR ed era stata stabilita una dotazione di 2,5 miliardi.

Il termine per la chiusura del Piano è stato fissato dal D.L. 175/2025 (convertito in legge il 15 gennaio scorso) che ha previsto, tra le altre disposizioni, un rifinanziamento della misura pari a 250 milioni di euro.

Il tema delle risorse resta comunque aperto. Infatti, secondo le informazioni attualmente disponibili, il credito d’imposta 5.0 richiesto dalle imprese ammonterebbe a circa 4,8 miliardi di euro al netto delle “doppie prenotazioni” sul 4.0 e 5.0 effettuate sui medesimi investimenti.

A fronte di tale fabbisogno, le risorse destinate al credito d’imposta 5.0 ammontano a 2,5 miliardi di euro del PNRR e 250 milioni di rifinanziamento stanziati dal D.L. 175/2025. A tali risorse si potrebbero aggiungere 1,3 miliardi attualmente assegnati dalla Legge di Bilancio al Piano Transizione 4.0 e che potrebbero essere destinati a soddisfare le richieste di agevolazione delle imprese in “lista d’attesa” per il 5.0 secondo criteri e modalità da definire.

Rimarrebbero tuttavia circa 700-800 milioni di nuove risorse da individuare per soddisfare tutte le richieste di accesso al credito d’imposta 5.0. L’importo esatto di tali richieste si potrà conoscere solo dopo il 28 febbraio 2026, che è il termine fissato per l’invio della documentazione di fine progetto (perizie, certificazioni, ecc.). A tale riguardo, si evidenzia inoltre che la piattaforma del GSE è chiusa da dicembre e che dovrebbe essere riaperta a breve proprio per consentire alle imprese di completare le comunicazioni e di poter fruire del credito di imposta maturato.

A tale riguardo, come ricordato dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 1/2026 del 12 gennaio scorso, per disposizione di legge il credito di imposta 5.0 residuo al 31 dicembre 2025 potrà essere fruito dalle imprese in cinque quote annuali di pari importo dal 2026 al 2030. Sul piano operativo le imprese, prima di procedere all’utilizzo di tale credito, dovranno verificare che l’importo maturato e comunicato dal MIMIT all’Agenzia delle Entrate sia visibile nella propria area riservata (cd. cassetto fiscale).

Nuovo iperammortamento

È in fase di definizione il decreto attuativo che disciplinerà l’accesso al c.d. nuovo iperammortamento.

La bozza di decreto informalmente circolata specifica che sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali “prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, e che per definire il momento dell’effettuazione dell’investimento, rilevano i criteri di competenza dei componenti reddituali stabiliti dalla disciplina fiscale, vale a dire fini la data della consegna o spedizione dei beni come previsto all’art. 109 TUIR.

Il decreto definisce, inoltre, la procedura per l’accesso all’iperammortamento che si articola in tre comunicazioni da effettuare sulla piattaforma gestita dal GSE:

1.            comunicazione preventiva, con l’importo complessivo degli investimenti programmati in ciascuna struttura produttiva, dati identificativi, tipologia e ammontare degli investimenti;

2.            comunicazione intermedia entro 60 giorni dalla prima comunicazione, in cui si attesta il pagamento di almeno il 20% del valore di acquisto;

3.            comunicazione di completamento al completamento degli investimenti e in ogni caso entro il 15 novembre 2028, con dati e le informazioni, comprensive delle perizie, attestazioni e certificazioni, attestanti l’effettiva realizzazione degli investimenti.

Sono agevolabili i beni strumentali materiali e immateriali contenuti rispettivamente nei nuovi allegati IV (che sostituisce l’Allegato A dei precedenti piani 4.0 e 5.0) e V (che sostituisce l’Allegato B) che, sulla base delle proposte di Confindustria, sono stati integrati con nuove tecnologie. L’elenco delle tecnologie integrate negli allegati è riportato nella tabella allegata.

 

 

Sono ammessi all’agevolazione anche i beni materiali finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Per il fotovoltaico sono ammessi solo quelli a più alta efficienza e compresi nel registro dell’ENEA.

Quanto agli oneri documentali, il decreto conferma l’obbligo di produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da ingegneri o periti industriali iscritti nei rispettivi albi professionali e da enti di certificazione accreditati. Per i beni con un costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro la perizia può essere sostituita da una dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa. È confermato anche l’obbligo di una certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese e la loro corrispondenza alla documentazione aziendale.

L’aspetto più complesso della disciplina, e considerato critico da più soggetti, riguarda la limitazione dell’agevolazione ai beni Made in Europe, aspetto sul quale i ministeri starebbero valutando una modifica normativa al fine di ammettere all’iperammortamento anche i beni provenienti da altri paesi OCSE, e in particolare da USA e Giappone. La questione è particolarmente sensibile per i beni immateriali posto che le società sviluppatrici di software risiedono prevalentemente in Paesi extra UE (Stati Uniti, India, UK e Cina).

Considerato che il testo non è chiuso e che dalle interlocuzioni con i ministeri è emersa la possibilità di apportare modifiche che non alterino l’impianto delle norme, Confindustria è intervenuta richiedendo alcune semplificazioni e chiarimenti.

In particolare, con riferimento ai beni immateriali, pur essendo un aspetto già chiarito con la legge di bilancio per il 2019, è stato richiesto di ribadire che l’iperammortamento può essere applicato anche ai canoni pagati per l’utilizzo da remoto di software attraverso piattaforme di cloud computing (cosiddetto SaaS – Software as a Service”) pur essendo voci di costo. Si tratta di una modalità di acquisizione molto utilizzata dalle imprese in campi cruciali per la loro evoluzione tecnologica, dalla supply chain alla cyber security, in quanto consente un rilevante abbattimento dei costi di acquisizione e manutenzione rispetto al tradizionale acquisto in licenza.

Inoltre, è stata richiesta una semplificazione relativa alle comunicazioni, che nel testo attuale devono essere presentate per gli investimenti realizzati in ogni struttura produttiva: la proposta è di consentire alle imprese multi-localizzate di presentare un’unica comunicazione per tutti gli investimenti realizzati anche se in strutture diverse.

Tabelle_allegati IV e V

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano    089.200841     [email protected] )




LAVORO | CCNL Industria Metalmeccanica: Ipotesi di accordo 22 novembre 2025 – Erogazione welfare per l’anno 2026

Federmeccanica ricorda che l’ipotesi di accordo sottoscritta il 22 novembre 2025, oltre ad aver elevato l’importo degli strumenti di welfare da 200 a 250 euro, ha stabilito per il solo anno 2026 l’anticipazione dell’erogazione entro il mese di febbraio.

Come noto l’efficacia delle nuove disposizioni previste dall’ipotesi di accordo resta subordinata allo scioglimento della riserva da parte di FIM, FIOM e UILM, condizionato all’esito del referendum nazionale tra i lavoratori previsto per i giorni 18, 19 e 20 febbraio prossimi. Solo a seguito dell’esito positivo si procederà alla sottoscrizione formale dell’accordo, rendendo pienamente effettivi tutti gli istituti contrattuali, inclusi gli strumenti di welfare del valore di 250 euro.

Al fine di agevolare le aziende nella predisposizione sin da ora delle attività necessarie (individuazione dei fornitori e dei servizi, scelta della eventuale piattaforma, ecc.) per l’erogazione degli strumenti di welfare entro il mese di febbraio o comunque entro il primo momento utile successivo si informa che gli aventi diritto sono i lavoratori che, superato il periodo di prova, risultino in forza al 1° febbraio 2026 (o successivamente assunti entro il 31 dicembre dello stesso anno) con contratto a tempo indeterminato, ivi compresi i lavoratori in staff leasing.

Per i lavoratori con contratto a termine e in somministrazione a termine, il requisito dei 3 mesi di anzianità di servizio nell’anno 2026 si concretizzerà solo successivamente al mese di febbraio e su tale aspetto interverrà una specifica circolare dopo lo scioglimento positivo della riserva.

Sarà nostra cura confermarvi l’esito del referendum non appena comunicato dalle organizzazioni sindacali a Federmeccanica.

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

Francesco Cotini  089200815  [email protected]




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