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AMBIENTE | Report settimanale ambiente 5-9 gennaio 2026

Legge di Bilancio – Pubblicazione in GU

Lo scorso 30 dicembre è stato pubblicato sulla  Gazzetta Ufficiale la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

Con riferimento alle disposizioni in materia ambientale, segnaliamo in particolare:

 

  • Plastic tax (c.125): viene differita al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore dell’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI).

 

  • Disciplina transitoria controllo PFAS nelle acque destinate al consumo umano (c. 608-611, 622-623) e gestione acque: viene prevista una proroga limitata e una disciplina transitoria in materia di controllo dei PFAS nelle acque destinate al consumo umano. In particolare, viene rinviata di 6 mesi l’applicazione del valore di parametro relativo alla somma di PFAS previsto dall’articolo 24 del d.lgs. n. 18 del 2023, che attua la direttiva (UE) 2020/2184. Nel periodo transitorio, alcune specifiche molecole PFAS (ADV-N2, ADV-N3, ADV-N4, ADV-N5, ADV-M3 e ADV-M4), pur elencate tra quelle monitorate, non vengono conteggiate ai fini del rispetto del limite. La disposizione consente così ai gestori idrici e alle autorità di controllo un tempo aggiuntivo di adeguamento tecnico e analitico, evitando effetti immediati sul regime di conformità delle acque potabili. Inoltre, viene prorogato al 31/12/2027 il Commissario straordinario per la scarsità idrica, con potenziamento delle funzioni di coordinamento.

 

  • RENTRI (c.789): in linea con una proposta di Confindustria, la norma esclude dal campo di applicazione del RENTRI i soggetti di cui all’art. 190, co. 5 e 6 del D.lgs. n. 152/2006 (Codice dell’ambiente), con particolare riferimento agli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 c.c., alle imprese che raccolgono e trasportano i propri rifiuti non pericolosi di cui all’art. 212, co. 8 del Codice dell’ambiente, nonché, per i soli rifiuti non pericolosi, alle imprese e agli enti produttori iniziali che non hanno più di 10 dipendenti e particolari tipologie di attività riconducibili all’attività di imprese di cui all’art. 190, co. 6 del Codice dell’ambiente. La misura esclude, altresì, dal campo di applicazione del RENTRI anche i Consorzi per la gestione dei rifiuti, a meno che non svolgano attività di intermediazione di rifiuti. La ratio dell’intervento è evitare oneri amministrativi e costi in capo alle PMI e ai Consorzi di gestione dei rifiuti, sproporzionati rispetto agli obiettivi di tutela ambientale che, con la nuova norma, rimangono inalterati, trovando comunque applicazione la disciplina ambientale generale per la corretta gestione dei rifiuti. L’intervento, inoltre, contribuisce a chiarire l’ambito dei soggetti esclusi dall’obbligo di iscrizione, anche in considerazione dell’avvio dell’ultimo scaglione di iscrizione, partito il 15 dicembre u.s., che coinvolge i produttori iniziali di rifiuti pericolosi con meno di 10 dipendenti.

 

  • Gestione delle terre e rocce da scavo (c.829): la norma inserisce, tra i criteri guida per la definizione della relativa disciplina semplificata, demandata a un decreto attuativo ministeriale (art. 48 del decreto-legge n. 13/2023), il riferimento ai residui di lavorazione di materiali lapidei, alle terre e rocce da scavo provenienti da affioramenti geologici naturali contenenti amianto e ai sedimenti escavati negli alvei dei corpi idrici superficiali e del reticolo idrografico, in zone golenali di corsi d’acqua, di spiagge, di fondali lacustri e di invasi artificiali, nonché di fondali marini e portuali, derivanti da attività finalizzate alla realizzazione di un’opera.

 

DL Proroghe – Testo camera

Segnaliamo che, il 31 il DL c.d. Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre u.s., è stato trasmesso alla Camera (testo allegato).

Sarà nostra cura aggiornarvi sugli sviluppi futuri.

 

Consultazione pubblica Atto delegato PPWR esenzioni obblighi di riuso – Risposta Confindustria

Lo scorso 10 dicembre la Commissione europea ha avviato la consultazione pubblica relativa all’atto delegato sul Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), concernente le esenzioni dagli obblighi di riuso per involucri e reggette in plastica (exemptions from the reuse obligations for plastic wrappings and straps). A questo proposito, al seguente link è disponibile la risposta di Confindustria – elaborata con il supporto del GdL Imballaggi – alla consultazione. In allegato è altresì disponibile il documento contenente ulteriori osservazioni allegato alla consultazione in commento.

 

Omnibus I – Approvazione riforma rendicontazione di sostenibilità e dovere di diligenza

Facendo seguito alle precedenti comunicazioni sul pacchetto di semplificazioni proposto dalla Commissione Europea c.d. Omnibus I, vi informiamo che il 16 dicembre u.s. il Parlamento ha dato il via libera alla modifica delle norme UE sulla rendicontazione e dovere di diligenza in tema di sostenibilità per le imprese.

Le revisioni approvate a entrambe le discipline, che concludono l’iter ascendente di definizione del nuovo quadro normativo, nel complesso sono da valutarsi positivamente e contemplano alcune semplificazioni fortemente sostenute da Confindustria, in quanto riducono la platea delle imprese obbligate e alleggeriscono l’impianto degli oneri a loro carico.

In allegato, il testo approvato che, a seguito dell’adozione formale anche da parte del Consiglio, entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Di seguito una sintesi delle questioni più rilevanti:

CS3D:

  • Ambito di applicazione: aumentante le soglie rilevanti che passano da 1000 a 5000 dipendenti e da 450.000 mln a 1,5 mld di fatturato; i diritti di licenza da 22,5 a 75 mln, a condizione di aver realizzato a livello mondiale un fatturato che passa da 80 a 275 mln;
  • armonizzazione: rafforzata la clausola di armonizzazione richiamando anche gli articoli 9 (attribuzione di priorità), 15 e 16 (monitoraggio e comunicazione);
  • individuazione e valutazione degli impatti: rafforzato il risk based approach. In particolare, si prevede che le informazioni debbano essere ragionevolmente disponibili, possono essere richieste a imprese con meno di 5000 dipendenti solo se non possono essere ottenute diversamente e sulla base dell’attribuzione di priorità;
  • attribuzione di priorità: si prevede che il mero fatto di non aver gestito un impatto negativo meno significativo non espone la società a sanzioni;
  • prevenzione/arresto impatti: confermata la rimozione dell’obbligo di cessazione del rapporto (fermo restando come extrema ratio l’obbligo di sospensione);
  • lotta ai cambiamenti climatici: cancellato l’obbligo di adottare piani di transizione climatica;
  • autorità di controllo: si prevede che gli SM debbano designare le autorità di controllo entro il 26 luglio 2028;
  • sanzioni/positivo: fissato al 3% del fatturato mondiale il limite massimo delle sanzioni;
  • responsabilità civile: confermata la rimozione del regime di responsabilità specifico, fermo restando il diritto al risarcimento dei danni causati dal mancato rispetto degli obblighi di due diligence;
  • riesame: posticipata dal 26 luglio 2030 al 26 luglio 2031 la presentazione della relazione della Commissione ai fini dell’eventuale riesame della direttiva e previsto che tale adempimento debba essere ripetuto non più ogni tre ma ogni cinque anni;
  • recepimento/positivo: posticipati dal 26 luglio 2027 al 26 luglio 2028 il recepimento da parte degli SM e, di conseguenza, dal 26 luglio 2028 al 26 luglio 2029 l’applicazione da parte delle imprese.

CSRD:

  • Ambito di applicazione: viene ristretto, per cui la direttiva si applica alle imprese europee con 1000 dipendenti e un fatturato netto di 450 milioni di euro (attuale disciplina obbliga le grandi imprese – che superino due dei tre criteri: più di 250 dip.; stato patrimoniale > € 25 milioni; ricavi netti > € 50 milioni – e tutte le quotate escluse le microimprese). Anche per le imprese di paesi terzi vengono innalzate le soglie dimensionali: gli obblighi di reportistica scattano per quelle con un fatturato netto di 450 milioni di euro (prima 150 milioni) all’interno dell’UE con una controllata/filiale europea che abbia un fatturato netto di 200 milioni di euro (prima 40 milioni);
  • esenzioni: le imprese di partecipazione finanziaria UE e non UE sono esentate dalla rendicontazione consolidata; estesa anche alle quotate che fanno parte di un gruppo l’esenzione, se comprese nel report consolidato dell’impresa madre; per garantire certezza del diritto, viene poi prevista la possibilità per gli Stati membri di esentare, per il 2025 e il 2026, le società che dovevano iniziare a presentare relazioni già a partire dall’esercizio finanziario 2024 (quelle della “prima ondata”, cioè, quotate, banche e assicurazioni con più di 500 dip.), ma che non rientreranno più nel nuovo ambito di applicazione. I nuovi obblighi partiranno dall’esercizio finanziario 2027 per le imprese sopra soglia (dipendenti/fatturato);
  • modifiche nella composizione del gruppo societario: in caso di acquisizioni, fusioni o uscite nell’anno finanziario, l’impresa madre può decidere di non includere nel suo rapporto consolidato sulla sostenibilità le informazioni riguardanti le imprese coinvolte;
  • catena del valore: alle imprese della catena del valore che non superano i 1000 dipendenti non possono essere richieste informazioni ulteriori rispetto a quelle previste nello standard volontario che sarà elaborato dalla CE (entro 4 mesi dall’entrata in vigore della direttiva). A tali imprese è riconosciuto il diritto di rifiutarsi di fornire informazioni oltre quelle del volontario;
  • omissione di informazioni: le imprese possono omettere dal report le informazioni che potrebbero danneggiare la loro posizione commerciale, nonché – sono state aggiunte -quelle relative alla proprietà intellettuale, le “informazioni tecnologiche” e classificate. L’impresa deve dichiarare di aver utilizzato l’esenzione e impregnarsi a rivalutarla ogni anno;
  • standard per la garanzia limitata: reintrodotta una scadenza per l’adozione di tali standard, entro luglio 2027. La necessità di standard per guidare e limitare l’attività dei revisori è stata fortemente sostenuta dalle imprese, anche nel position paper di BE, con la richiesta di definirli il prima possibile;
  • nuovo portale digitale e rapporto sulla digitalizzazione: ne è prevista la creazione, per supportare le imprese nella raccolta delle informazioni e nel reperimento di linee guida e modelli di rendicontazione;
  • clausola di revisione: introdotto il dovere della Commissione di riesaminare ogni 5 anni – ed eventualmente modificare – le soglie dimensionali, anche in base all’inflazione:
  • recepimento: gli SM devono conformarsi alla nuova Direttiva entro 12 mesi dall’entrata in vigore.

 

EU Raw Materials Mechanism – Nuova piattaforma di matchmaking della Commissione europea

La Commissione europea ha lanciato il Raw Materials Mechanism, una piattaforma dedicata di matchmaking sviluppata nell’ambito della EU Energy and Raw Materials Platform.

Il Raw Materials Mechanism è uno strumento market-based online concepito per sostenere le imprese europee nel rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti e nella diversificazione delle catene di fornitura di materie prime strategiche, in coerenza con gli obiettivi del Critical Raw Materials Act e del RESourcEU Action Plan. La piattaforma nasce con l’obiettivo di aumentare la resilienza industriale dell’Unione, riducendo l’esposizione a shock geopolitici e a rischi di prezzo, e favorendo al contempo una maggiore cooperazione tra operatori economici.

In concreto, il meccanismo consente di aggregare la domanda di materie prime strategiche da parte delle imprese stabilite nell’UE e di metterla in contatto con fornitori europei e internazionali, investitori e soggetti che offrono servizi di stoccaggio. Attraverso questo sistema, la Commissione intende facilitare la conclusione di accordi di offtake e promuovere forme di collaborazione industriale, inclusi acquisti congiunti, consorzi di investimento e iniziative comuni lungo la catena del valore.

Il Raw Materials Mechanism copre tutte le 17 materie prime strategiche individuate dal CRMA, articolate in oltre 150 prodotti, ed è strutturato in round tematici con finalità differenti. Da un lato, i cosiddetti round di diversificazione sono orientati a rispondere a esigenze immediate delle imprese europee che intendono ridurre la dipendenza da forniture concentrate. Dall’altro, i round dedicati allo sviluppo dei progetti mirano a sostenere iniziative ancora in fase di sviluppo, facilitando l’accesso a partner commerciali e finanziari e contribuendo a ridurre il rischio degli investimenti nel medio-lungo periodo.

La prima tornata operativa è prevista per marzo 2026 e si concentrerà in particolare su terre rare, materie prime strategiche per le batterie e per il settore della difesa. La partecipazione è riservata ai soggetti registrati sulla piattaforma, non comporta obblighi di partecipazione alle singole call né costi di adesione.

La Commissione incoraggia pertanto le imprese potenzialmente interessate a procedere fin da ora con la registrazione, così da completare per tempo il processo di validazione, ricevere aggiornamenti sulle prossime iniziative e valutare in modo informato un eventuale coinvolgimento nelle future tornate.

In allegato, è disponibile una presentazione di sintesi predisposta dalla Commissione, che illustra nel dettaglio il funzionamento del meccanismo, i benefici per l’industria e le modalità pratiche di registrazione alla piattaforma

 

MASE – SIN: Pubblicato lo stato dei procedimenti di bonifica nei SIN, giugno 2025

Segnaliamo che nella sezione del portale web dedicata all’”Avanzamento dei procedimenti di Bonifica”, è stato pubblicato il nuovo aggiornamento dello stato delle procedure – dati giugno 2025. Nella nuova versione del report è stata aggiunta una tabella di sintesi sullo stato di approvazione dei progetti, nelle cartografie sono state aggiunte delle campiture che permettono di identificare le aree oggetto di indagine.

Il rapporto è disponibile al seguente link: https://bonifichesiticontaminati.mite.gov.it/sin/stato-delle-bonifiche/

 

ISPRA – Pubblicato il Rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia”

Segnaliamo che al seguente link è disponibile il Rapporto sulle bonifiche dei siti regionali, che fornisce il quadro aggiornato al 1° gennaio 2024 dei procedimenti di bonifica sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni/Province Autonome/Agenzie per la protezione dell’Ambiente nell’ambito del popolamento 2024 di MOSAICO, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica.

Il Rapporto contiene alcune elaborazioni di carattere generale effettuate sui 16.365 procedimenti in corso e i 22.191 conclusi censiti in MOSAICO, con un focus sui 17.406 procedimenti che hanno superato l’approvazione del piano di caratterizzazione.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/lo-stato-delle-bonifiche-dei-siti-contaminati-in-italia-quarto-rapporto-sui-dati-regionali

 

Appalti pubblici – Incontro formativo sul ciclo di vita del procurement di servizi e forniture – 28 gennaio

Il prossimo 28 gennaio, alle ore 10, si svolgerà in Confindustria – soltanto in presenza – un incontro di formazione sugli appalti pubblici di servizi e forniture organizzato con il supporto di Itaca, dal titolo “I soggetti Aggregatori regionali incontrano il sistema associativo di Confindustria – Confronto aperto sul ciclo di vita del procurement”.

Le principali Centrali di Committenza regionali approfondiranno l’intero ciclo di vita del procurement pubblico di servizi e forniture, dalla programmazione delle gare alla progettazione, all’affidamento e all’esecuzione contrattuale.

L’incontro sarà l’occasione per esaminare con gli operatori economici le diverse fasi del procurement pubblico e valutare la centralità di ciascuna di esse per la realizzazione di acquisti pubblici efficaci e per la generazione di valore per il mercato.

Durante il momento riservato al dibattito sarà possibile condividere esperienze concrete e confrontarsi su possibili misure di ottimizzazione di ogni fase del processo degli acquisti pubblici.

Su questa pagina del sito di Confindustria sono reperibili alcune informazioni utili, il programma dei lavori e il collegamento al form di iscrizione all’evento, la cui compilazione è indispensabile per partecipare.

RMM_Registration_Overview C.2753 dl 200_25 Milleproroghe Consultazione pubblica Atto delegato esenzioni obblighi di riuso involucri e reggette in plastica_Oss. Conf.

Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842 [email protected])




AGEVOLAZIONI | Innovation Fund Info Day 29 gennaio 2026, ore 9.00, Confindustria – Roma. Bandi decarbonizzazione sistemi produttivi, idrogeno e calore industriale.

Lo scorso 4 dicembre 2025, la Commissione europea ha lanciato tre nuove opportunità di finanziamento nell’ambito dell’Innovation Fund, uno dei più grandi programmi di finanziamento per la dimostrazione di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio. Il budget a disposizione è pari a 5,2 miliardi di euro provenienti dai proventi del sistema EU – ETS.

Il pacchetto comprende:

  • 2025 Net-Zero Technologies Call con un budget di 2,9 miliardi di euro per tecnologie a zero emissioni. Finanzia interventi di decarbonizzazione dei sistemi produttivi, di produzione dell’idrogeno rinnovabile e transizione dal calore generato con combustibili fossili al calore pulito, elettrico e rinnovabile. Il bando include i seguenti topic: General decarbonisation – Large-Scale Projects: per progetti con un capex superiore a 100 milioni di euro; General decarbonisation – Medium-Scale Projects: per progetti da oltre 20 milioni e fino a 100 milioni di euro; General decarbonisation – Small-Scale Projects: per progetti da 2,5 milioni e fino a 20 milioni di euro; Clean-tech manufacturing: per progetti che incrementino la capacità produttiva degli impianti e con un capex di oltre 2,5 milioni di euro; Pilot projects: per tecnologie altamente innovative e dirompenti per la deep decarbonisation, con un capex superiore ai 2,5 milioni di euro.

Il budget di 2,9 miliardi di euro, è così suddiviso tra i vari topic:

Large-Scale Projects: 1,2 miliardi di euro;

Medium-Scale Projects: 300 milioni di euro;

Small-Scale Projects: 100 milioni di euro;

Clean-tech Manufacturing: 1 miliardo di euro;

  • Terza asta per la produzione di idrogeno nell’ambito dell’iniziativa European Hydrogen Bank con un budget di 1,3 miliardi di euro.
  • Prima asta per la decarbonizzazione del calore di processo industriale nell’ambito della Industrial Decarbonisation Bank con un budget di 1 miliardo di euro.

Le call saranno gestite dall’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente (CINEA). Secondo la Commissione, questi strumenti contribuiranno in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e alla neutralità climatica al 2050, rafforzando al contempo la competitività e la resilienza dell’industria europea.

La Net-Zero Technologies Call è aperta fino al 23 aprile 2026, ore 17:00 (CET), mentre le altre due call su idrogeno e calore industriale sono aperte fino al 19 febbraio 2026, ore 17:00 (CET).

Con particolare riferimento a Net-Zero Technologies Call, il Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica, in collaborazione con Confindustria, organizza una giornata di approfondimento che si terrà – esclusivamente in presenza – il prossimo 29 gennaio a Roma, presso la sede di Confindustria, viale dell’Astronomia n° 30.

L’evento mira ad informare i partecipanti circa le caratteristiche principali e le novità dei bandi e a fornire informazioni e strumenti utili a confezionare proposte progettuali di successo, attraverso sessioni di approfondimento e case studies. Sarà l’occasione per approfondire gli aspetti tecnici delle call con i referenti nazionali ed europei e per favorire il networking tra i partecipanti.

Sarà inoltre offerta l’opportunità di confrontarsi con gli esperti di CINEA e DG CLIMA sugli schemi progettuali da proporre attraverso dialoghi di orientamento appositamente organizzati, nonché la possibilità di ricevere chiarimenti sul testo del bando.

Per partecipare all’evento è necessario iscriversi al seguente link: https://www.confindustria.it/events/innovation-fund-info-day/

Sulla stessa pagina, nei prossimi giorni sarà disponibile il programma.

Durante la giornata saranno anche presentati i due bandi ad asta (IF25 Hydrogen Auction – € 1,3 miliardi – idrogeno e IF25 Heat Auction – € 1 miliardo – decarbonizzazione del calore di processo industriale).

Come accennato, infatti, l’Innovation Fund è uno dei maggiori programmi di finanziamento al mondo per la dimostrazione di tecnologie innovative a basse emissioni di carbonio. L’obiettivo generale del Fondo è quello di supportare progetti altamente innovativi, che introducano tecnologie, processi, business model, prodotti o servizi che abbiano la potenzialità di ridurre le emissioni di gas serra.

Oltre alle call tradizionali, i finanziamenti nell’ambito dell’Innovation Fund possono essere erogati tramite aste, che finanziano progetti dopo il loro avvio e assegnano sovvenzioni a seguito di una procedura competitiva basata sul prezzo. I bandi ad asta sono economicamente più efficienti per le tecnologie che passano dalla dimostrazione commerciale allo scale-up. Il bando d’asta contribuisce, quindi, agli obiettivi della direttiva ETS 2003/87 revisionata, che autorizza l’uso di gare d’appalto per assegnare il contributo dell’Innovation Fund e per coprire fino al 100% dei costi rilevanti.

Nel 2026 i bandi d’asta saranno due:

1) Fixed premium auction call 2025 for Hydrogen: un bando che viene assegnato sulla base di una procedura di offerta competitiva sul prezzo di vendita dell’idrogeno e che intende sostenere in modo efficiente dal punto di vista dei costi la nuova produzione di idrogeno di origine non biologica (RFNBO). Il budget complessivo del bando è di 1,3 miliardi di euro.

2) Fixed premium auction call 2025 for Industrial Process Heat Decarbonisation: un bando d’asta che fornisce un “premio fisso” per tonnellata di CO₂ evitata (grazie alla produzione di calore industriale decarbonizzato). La call intende rendere economicamente conveniente per le imprese la transizione dal calore generato con combustibili fossili al calore pulito, elettrico o da fonti rinnovabili. Il bando dispone di un budget complessivo di 1 miliardo di euro.

Per entrambe le aste, la scadenza per presentare i progetti è il 19 febbraio 2026, ore 17:00 (Bruxelles).

Pubblichiamo schede di approfondimento sui bandi, la cui normativa di riferimento è disponibile al link l’EU Funding & Tenders Portal

Scheda_Auction_Hydrogen_IF 2025 Scheda_Auction_Industrial Heat_IF 2025 Scheda_Net Zero Technologies_IF 2025




APPALTI PUBBLICI | Incontro formativo sul ciclo di vita del procurement di servizi e forniture. Mercoledì 28 gennaio, ore 10.00, Confindustria – Roma

Il prossimo si svolgerà a presso la sedeun , organizzato con il supporto di Itaca, dal titolo ”.

Le principali Centrali di Committenza regionali approfondiranno l’intero ciclo di vita del processo di acquisto pubblico. A partire dalla programmazione delle gare, illustreranno i successivi passaggi della progettazione, dell’affidamento e dell’esecuzione contrattuale, fornendo una lettura integrata dei processi che caratterizzano gli appalti pubblici di servizi e forniture.

L’iniziativa rappresenta un’occasione di confronto diretto con gli operatori economici per esaminare le diverse fasi del procurement pubblico, e valutarne la centralità ai fini della realizzazione di acquisti efficaci e della generazione di valore per il mercato.

Nel corso del momento dedicato al dibattito sarà possibile condividere esperienze concrete, e confrontarsi su possibili misure di ottimizzazione delle singole fasi del processo degli acquisti pubblici.

Su questa pagina del sito di Confindustria sono reperibili alcune informazioni utili, il programma dei lavori, che pubblichiamo anche con questa news, e il collegamento al form di iscrizione all’evento, la cui compilazione è indispensabile per partecipare.

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