AMBIENTE | report settimanale Ambiente 4-8 marzo 2024

ISPRA – Dichiarazione PRTR 2024

Sul sito di ISPRA sono disponibili le informazioni relative alla Dichiarazione PTPR (Pollutant Release and Transfer Registers) 2024 per l’acquisizione dei dati relativi all’anno 2023. Tutti i gestori degli stabilimenti italiani soggetti all’obbligo di trasmettere le informazioni ai sensi dell’art. 4 DPR 157/2011 (Regolamento di esecuzione del Regolamento (CE) n. 166/2006 relativo all’istituzione di un Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti e che modifica le direttive 91/689/CEE e 96/61/CE), dovranno infatti comunicare – entro il 30 aprile 2024 – i dati relativi all’anno 2023 mediante la compilazione e la trasmissione di un modulo in formato excel, predisposto e aggiornato a tale scopo. Rispetto ai precedenti esercizi, cambia la modalità di comunicazione dei dati di attività (scheda II.b del modulo) a partire dall’anno di riferimento 2023, in applicazione di quanto richiesto agli Stati membri dalla Decisione di esecuzione della Commissione europea n. 142/2022 (Parte 2 dell’Allegato alla Decisione stessa). Tale variazione riguarda solo le metriche e le unità di misura da usare per comunicare il livello di attività. Tutte le informazioni di dettaglio sono disponibili al seguente link.

MUD – Disponibile il software per la compilazione della Dichiarazione

Al seguente link è disponibile il software per la compilazione delle comunicazioni del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) per l’anno 2024. Tale software consente di compilare le comunicazioni ed esportare il file contenente i dati da trasmettere alle Camere di commercio attraverso il portale MUD Telematico.

Regolamento UE Imballaggi – Aggiornamento

Forniamo, di seguito, un aggiornamento in merito al secondo – e ultimo – trilogo che si è tenuto il 4 marzo u.s. sul Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

In particolare, il secondo trilogo ha visto i co-legislatori dell’Unione Europea raggiungere un accordo su molti punti politici cruciali, tanto che l’accordo provvisorio tra Consiglio UE e Parlamento europeo è stato immediatamente annunciato. La Commissione, tuttavia, deve ancora approvare l’accordo e, in particolare, un nuovo paragrafo all’Articolo 7, riguardante il raggiungimento degli obiettivi di contenuto minimo riciclato per gli imballaggi in plastica.

La soluzione proposta, dapprima dai Francesi e successivamente dalla Presidenza Belga del Consiglio, è una cosiddetta clausola specchio, in base alla quale le aziende con sede in Paesi terzi dovrebbero attenersi ai criteri di sostenibilità dell’UE per far sì che il loro contenuto riciclato venga conteggiato. Tuttavia, tale soluzione potrebbe non essere conforme alle norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Per tale motivo, la Commissione ha deciso di porre una riserva sull’approvazione del compromesso. Tale riserva sarà oggetto di discussione in sede di Collegio dei Commissari, previsto per il prossimo 12 marzo. A seguito della decisione dei Commissari, la riserva potrebbe essere confermata ponendo il testo al voto di unanimità in Consiglio, dove, qualora anche solo uno Stato membro dovesse concordare con le perplessità espresse della Commissione, le modifiche apportate dal Parlamento alla proposta verrebbero rigettate.

Nonostante questa impasse, sono stati raggiunti accordi su altri importanti punti in sospeso. Tra questi:

  1. Restrizioni sui PFAS nei materiali a contatto con gli alimenti – sostanze che destano preoccupazione (Articolo 5). Il testo approvato rafforza i requisiti relativi alle sostanze presenti negli imballaggi, introducendo una restrizione all’immissione sul mercato di imballaggi destinati al contatto con gli alimenti contenenti sostanze alchiliche per- e polifluorurate (PFAS) oltre determinate soglie. Per evitare sovrapposizioni con altri atti legislativi, i co-legislatori hanno incaricato la Commissione di valutare la necessità di modificare tale restrizione entro quattro anni dalla data di applicazione del regolamento.

 

  1. Sistemi di restituzione in deposito (DRS) – Articolo 44. Secondo le nuove norme, entro il 2029 gli Stati membri dovranno garantire la raccolta differenziata di almeno il 90% all’anno delle bottiglie di plastica monouso e dei contenitori metallici per bevande. Per raggiungere tale obiettivo, gli Stati membri dovranno istituire sistemi di deposito cauzionale (Deposit Return Systems, DRS) per questi formati di imballaggio. I requisiti minimi per tali sistemi non si applicheranno ai sistemi già esistenti prima dell’entrata in vigore del regolamento, se i sistemi in questione raggiungeranno l’obiettivo del 90% entro il 2029. I co-legislatori hanno concordato di aggiungere un’esenzione dall’obbligo di introdurre un DRS per gli Stati membri che raggiungono un tasso di raccolta differenziata superiore all’80% nel 2026 e che presentano un piano di attuazione con una strategia per raggiungere l’obiettivo generale del 90% di raccolta differenziata. I co-legislatori hanno concordato una clausola di revisione dell’interoperabilità per quanto riguarda il DRS nelle regioni con un elevato numero di attività transfrontaliere, senza restituire il deposito addebitato all’utente finale, e una clausola di revisione per consentire alla Commissione di valutare l’efficienza.

 

  1. Riutilizzo, ricarica e limitazione dei formati (Articolo 26).. Il testo stabilisce nuovi obiettivi vincolanti di riutilizzo per il 2030 e obiettivi indicativi per il 2040. Gli obiettivi variano a seconda del tipo di imballaggio utilizzato dagli operatori: bevande alcoliche e analcoliche (esclusi vino e vini aromatizzati, latte e altre bevande altamente deperibili), imballaggi per il trasporto e la vendita (esclusi gli imballaggi utilizzati per merci pericolose o attrezzature di grandi dimensioni e gli imballaggi flessibili a diretto contatto con gli alimenti) e imballaggi raggruppati. Anche gli imballaggi in cartone sono generalmente esenti da tali requisiti. L’accordo introduce una deroga generale di cinque anni, rinnovabile, al raggiungimento degli obiettivi di riutilizzo in presenza di condizioni specifiche, tra cui:

 

  • lo Stato membro esonerato superi di 5 punti percentuali gli obiettivi di riciclaggio da raggiungere entro il 2025 e si prevede che superi di 5 punti percentuali gli obiettivi di riciclaggio per il 2030;
  • lo Stato membro esonerato sia sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di prevenzione dei rifiuti;
  • gli operatori hanno adottato un piano aziendale di prevenzione e riciclaggio dei rifiuti che contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e riciclaggio dei rifiuti stabiliti dal regolamento.

 

Le nuove norme esentano anche le microimprese dal raggiungimento di tali obiettivi e introducono la possibilità per gli operatori economici di formare pool di cinque distributori finali per raggiungere gli obiettivi di riutilizzo delle bevande. I co-legislatori hanno stabilito l’obbligo per le attività di take-away di offrire ai clienti la possibilità di portare i propri contenitori da riempire con bevande fredde o calde o cibi pronti, senza costi aggiuntivi. Inoltre, entro il 2030, le attività di take-away dovranno offrire il 10% dei prodotti in formati di imballaggio adatti al riutilizzo.

 

  1. Restrizioni degli imballaggi monouso (Articolo 22 e Allegato V). Il compromesso ha mantenuto il principio dei divieti di cui all’Allegato V anche per gli imballaggi utilizzati nella ristorazione, per gli imballaggi in miniatura negli alberghi, per i prodotti ortofrutticoli e per gli imballaggi monouso utilizzati nei settori Horeca, limitandoli agli imballaggi in plastica e aggiungendo alcune modifiche tecniche per tenere conto delle realtà settoriali. Inoltre, è stato aggiunto un divieto sulle buste di plastica molto leggere nell’Allegato V e una clausola di revisione dopo 7 anni per rivedere i divieti e le deroghe. Infine, sono stati aggiunti nuovi divieti come emendamenti dalla SUPD (Direttiva sulle plastiche monouso).

 

  1. Altri accordi riguardanti la gestione dei rifiuti e la sostenibilità. Le nuove norme ridurranno gli imballaggi inutili fissando una percentuale massima di spazio vuoto del 50% negli imballaggi raggruppati, per il trasporto e per il commercio elettronico, e richiedendo ai produttori e agli importatori di garantire che il peso e il volume degli imballaggi siano ridotti al minimo, ad eccezione dei modelli di imballaggio protetti (a condizione che tale protezione fosse già in vigore alla data di entrata in vigore del regolamento).  L’accordo provvisorio mantiene gli obiettivi principali del 2030 e del 2040 per il contenuto minimo di materiale riciclato negli imballaggi in plastica. I co-legislatori hanno deciso di esentare da tali obiettivi gli imballaggi in plastica compostabili e quelli la cui componente in plastica rappresenta meno del 5% del peso totale dell’imballaggio. La Commissione dovrà rivedere l’attuazione degli obiettivi per il 2030 e valutare la fattibilità degli obiettivi per il 2040. L’accordo prevede, inoltre che, la Commissione valuti, tre anni dopo l’entrata in vigore del regolamento, lo stato dello sviluppo tecnologico degli imballaggi in plastica a base biologica e, sulla base di tale valutazione, stabilisca i requisiti di sostenibilità per il contenuto a base biologica negli imballaggi in plastica.

 

Tuttavia, rimangono ancora criticità nel testo, che riteniamo sia fondamentale risolvere durante il prossimo incontro del COREPER previsto per il 15 marzo p.v..

Tra queste, ne segnaliamo due, che riguardano trasversalmente tutti i settorii:

  • “Grandfathering” – Riferimento a “Entry into application” e non, invece, a “Entry into force” all’Articolo22(1a) – Riga 428a (pagina 318). Nel dettaglio, contrariamente alla formulazione concordata nel trilogo, la disposizione fa riferimento a “entry into application” e non, invece, a “Entry into force”. Così come formulato, di fatto, consentirebbe agli Stati membri di introdurre restrizioni per ulteriori 18 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento. Inoltre, è importante evitare il “grandfathering” per i divieti nazionali futuri nell’Allegato V.
  • i costi di littering a carico del sistema di EPR all’ Articolo 40(1a).(c). Il fenomeno del littering dipende, infatti, da un comportamento scorretto dei cittadini e non dei produttori di imballaggi o di beni imballati. Per tale ragione, imputare ai “produttori” i costi di relativi alla gestione del littering e, di conseguenza, alle organizzazioni EPR che operano per conto dei “produttori”, è un’applicazione distorta del principio “chi inquina paga”, che invece dovrebbe computare tali costi nelle tariffe del servizio pubblico. Inoltre, devolvere una quota significativa dei fee EPR per coprire tali costi, andrebbe a detrimento dei finanziamenti a copertura dei costi di raccolta differenziata e contestualmente disincentiverebbe le autorità locali a predisporre le necessarie infrastrutture di raccolta differenziata. La raccolta differenziata, o comunque le raccolte finalizzate al riciclo, sono il criterio base per la conformità al requisito di riciclabilità degli imballi che determina la possibilità o meno di immettere al consumo un imballaggio.

Segnaliamo infine che, una volta superato l’impasse con la Commissione, l’accordo provvisorio sarà sottoposto ai rappresentanti degli Stati membri in seno al Consiglio (Coreper), previsto il prossimo15 marzo, e alla Commissione ambiente del Parlamento per l’approvazione prevista 19 marzo e in seguito in sede Plenaria (probabilmente l’ultima sessione di aprile 22-25 ).

Se approvato, il testo dovrà essere adottato formalmente da entrambe le istituzioni, dopo la revisione da parte dei giuristi-linguisti, prima di poter essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrare in vigore. Il regolamento sarà applicato a partire da 18 mesi dopo la data di entrata in vigore.

MASE – Decreto di attuazione per il nuovo tax credit

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di concerto con il Ministero delle Imprese e dell’Economia, ha licenziato il decreto che dà attuazione al nuovo tax credit anti-plastica monouso.

Questo credito d’imposta del 20%, fino a un massimo di 10.000 euro, avrà a disposizione nove milioni di euro per coprire le annualità 2022, 2023 e 2024. Le imprese, principalmente nel settore della ristorazione, potranno richiederlo per l’acquisto e l’utilizzo di prodotti come tazze, bicchieri e contenitori per alimenti in plastica, così come elencati nell’allegato al D.lgs. 196/2021 (Attuazione della direttiva (UE) 2019/904, del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente).

Le spese ammissibili sono quelle sostenute tra il 2022 e il 2024. Per l’anno 2022, in particolare, sono incluse solamente le spese effettuate a partire dal 15 gennaio 2022, data di entrata in vigore del decreto e sarà data priorità alle spese sostenute per l’acquisto di prodotti destinati a entrare in contatto con gli alimenti.

Inoltre, per ottenere il contributo, si dovrà presentare un’autocertificazione sulle spese, firmata dal presidente del collegio sindacale, da un revisore legale o da un professionista abilitato, insieme a una certificazione che attesti che i prodotti acquistati sono riutilizzabili o realizzati in materiale biodegradabile e/o compostabile secondo la normativa UNI EN 13432:2002. Tutta la documentazione dovrà essere presentata tramite istanza telematica, gestita da Invitalia.

Come anticipato, il tax credit base sarà del 20% per un massimo di 10.000 euro. Tuttavia, qualora fosse superato il tetto dei 9 milioni di euro, l’importo del credito verrebbe ridotto per restare nei limiti di copertura. Il ministero dell’Ambiente effettuerà controlli e ispezioni a campione, mentre l’Agenzia delle Entrate si occuperà della verifica della legittima fruizione del credito di imposta.

SAVE THE DATE – “Dall’emergenza all’efficienza idrica”, Roma, 22 marzo 2024

In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, Confindustria organizza l’evento Dall’emergenza all’efficienza idrica”, che si terrà il prossimo 22 marzo a Roma, a partire dalle ore 09.00, presso la sede di Confindustria, Viale dell’Astronomia 30.

L’evento sarà l’occasione per un confronto sulla gestione della risorsa idrica, per analizzarne le sfide – attuali e future – individuare le opportunità, le criticità e le risposte adeguate ad assicurare a tutti, cittadini, agricoltura e industria, un accesso equo e sostenibile all’acqua.

Il tema sarà affrontato sotto molteplici punti di vista, grazie alla partecipazione qualificata di numerosi relatori, provenienti dal mondo delle imprese, delle istituzioni nazionali e locali e dal mondo accademico.

Inoltre, durante l’evento sarà presentato il paper di Confindustria “Dall’emergenza all’efficienza idrica”, realizzato con la collaborazione del Sistema associativo.

In allegato trasmettiamo il programma dell’evento. Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link

 

Programma_Dall’emergenza all’efficienza idrica_220324_Confindustria

ISPRA – On-line la nuova Banca dati indicatori ambientali

Vi informiamo che ISPRA ha pubblicato la nuova Banca dati degli indicatori ambientali, disponibile al seguente link:  https://indicatoriambientali.isprambiente.it/.

Organizzata in 38 Temi ambientali, con gli oltre 300 indicatori che costituiscono il core set ISPRA, la Banca dati raccoglie dati statistici e informazioni sullo stato dell’ambiente in Italia.

Gli indicatori, classificati nei Temi ambientali, sono strutturati in schede contenenti informazioni di tipo descrittivo (metadati) quali, ad esempio, gli obiettivi da raggiungere, la valutazione dello stato, il trend e dati rappresentati con grafici, tabelle e mappe. Le principali novità riguardano l’organizzazione dei contenuti, le modalità di navigazione e la Dashboard.  In particolare, attraverso il Catalogo aggregazioni, è possibile consultare gli indicatori aggregati con modalità diverse, in funzione delle esigenze informative provenienti dai principali framework e core set nazionali e internazionali.

 

Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile, 089.200842([email protected])




INTERNAZIONALIZZAZIONE | Pubblicata la GRADUATORIA dei contributi camerali per la partecipazione a fiere 2024. Tempi e procedure per le istanze di liquidazione

La Camera di Commercio di Salerno ha approvato e pubblicato la graduatoria dei contributi per la partecipazione a manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero per l’anno 2024 (ricordiamo che, ai sensi del regolamento camerale, la pubblicazione sul sito della CCIAA ha valore di notifica).

L’elenco è allegato alla presente.

elenco aziende ammesse contributi fiere anno 2024

Le procedure per la gestione del contributo (rendicontazione, istanza di liquidazione, erogazione contributo, cambio fiera) sono disciplinate ai sensi del REGOLAMENTO n.17 del 28 marzo 2023 PER L’AMMISSIONE AI CONTRIBUTI PREDISPOSTI PER LA PARTECIPAZIONE ALLE MANIFESTAZIONI FIERISTICHE IN ITALIA E ALL’ESTERO, completo di relativi format.

 

Al fine di sintetizzare i principali adempimenti, ricordiamo di seguito i passaggi salienti.

 

Come procedere per l’Istanza di liquidazione del contributo

Ricordiamo che, ai fini dell’ottenimento del contributo spettante, l’azienda dovrà inviare esclusivamente a mezzo PEC[email protected] l’apposito modulo C entro il termine perentorio di gg. 60 a decorrere dalla data in cui ha avuto termine la manifestazione fieristica di riferimento, pena decadenza dal beneficio.

L’istanza di liquidazione deve contenere le seguenti indicazioni:

  • generalità complete del richiedente, codice fiscale, residenza anagrafica;
  • denominazione o ragione sociale dell’impresa richiedente, con indicazione della sede legale, del codice fiscale, del numero d’iscrizione nel Registro delle Imprese della provincia di Salerno;
  • esatta denominazione della manifestazione fieristica cui si è partecipato e periodo di svolgimento della stessa;
  • dichiarazione resa dal titolare o dal legale rappresentante dell’impresa richiedente, secondo quanto richiesto dal Regolamento (art. 6).

L’istanza dovrà essere completa dei seguenti allegati:

  • documentazione a supporto (così come elencata all’art. 7 del Regolamento), relativa a fotocopie di schede di prenotazione dell’area espositiva, notifica assegnazione, fatture quietanzate relative pagamento per la locazione e l’allestimento dell’area espositiva, documento d’identità del legale rappresentante.
  • modulo D, Questionario di valutazione.

 

ATTENZIONE: per le fiere che hanno già avuto luogo prima della pubblicazione della graduatoria si invita a procedere subito con l’istanza di liquidazione

 

Come procedere per l’Erogazione del Contributo

Per l’erogazione del contributo, l’impresa deve presentare la seguente documentazione:

  • modello di trasmissione delle coordinate bancarie.

Il contributo è erogato entro 30 gg. dalla data di conclusione dell’istruttoria della domanda di liquidazione e, comunque, dopo aver acquisito il DURC (documento unico di regolarità contributiva), che dovrà risultare in regola.

 

Come procedere per eventuali CAMBI FIERA

Le imprese ammesse hanno la facoltà di modificare la manifestazione fieristica indicata, a condizione che inviino una richiesta di “cambio fiera”, esclusivamente a mezzo PEC a [email protected] secondo le seguenti modalità:

  • se la nuova fiera si svolge prima di quella ammessa a contributo, l’impresa deve inviare la richiesta entro il termine perentorio di 7 giorni prima dell’inizio della nuova fiera alla quale intende partecipare, pena la decadenza dal beneficio;
  • se la nuova fiera si svolge dopo quella ammessa a contributo, l’impresa deve inviare la richiesta rispettando il termine dei 60 giorni dalla fine della manifestazione fieristica per la quale è stata ammessa al contributo e comunque entro il termine perentorio di 7 giorni prima dell’inizio della nuova fiera alla quale intende partecipare, pena la decadenza dal beneficio.

 

Per quanti collocati in lista con esito “NON AMMESSE” la motivazione è precisata in elenco.

 

Per ogni ulteriore dettaglio, si rimanda al regolamento, scaricabile al seguente al link che segue, unitamente a tutta la modulistica richiamata: SCARICA REGOLAMENTO E ALLEGATI




LAVORO | Rinnovo CCNL Dirigenti Industria – quinta informativa

Facendo seguito alle nostre precedenti comunicazioni sul tema (cfr. informative del 17 gennaio u.s., 2 febbraio, 8 febbraio u.s. e 1° marzo u.s.) Vi informiamo che lo scorso 7 marzo, presso la sede del nostro Sistema centrale, si è svolto l’incontro con la delegazione negoziale di Federmanager, per il rinnovo del CCNL Dirigenti sulle materie del welfare e delle assicurazioni.

Federmanager ha posto l’accento sulla necessità di implementare adeguate politiche di welfare e, in particolare:

  • ha prospettato l’opportunità di consolidare la partnershiptra FASI e ASSIDAI, favorendo una maggiore diffusione del «Prodotto Unico», per salvaguardare ed elevare il posizionamento sul mercato;
  • con riferimento al Previndai, ha proposto di:
  1. incrementare il massimale retributivo annuo attualmente pari a € 180.000;
  2. elevare l’importo del livello minimo annuo dei contributi a carico azienda attualmente pari a 4.800 euro;
  3. ripartire in modo differenziato le aliquote di contribuzione al Fondo incrementando l’aliquota a carico dell’azienda dal 4 al 5%, ferma restando la facoltà della stessa, previo accordo con il dirigente, di farsi carico di una quota di contribuzione dovuta dal dirigente fino al limite del 3% rimanendo pertanto a carico del dirigente un contributo minimo nella misura dell’1%.
  • ha proposto di introdurre forme di welfareaziendale per destinare uno specifico e distinto importo annuo, spendibile dal dirigente in beni e servizi che beneficiano di incentivi fiscali.

 

La delegazione di Confindustria ha confermato la disponibilità a discutere le diverse questioni sollevate da Federmanager sui temi del welfare senza, però, snaturare il contratto collettivo, che deve continuare ad essere una cornice di garanzia entro cui disciplinare il rapporto fra impresa e manager.

In questa prospettiva ha ribadito la necessità di privilegiare le politiche di welfare rivolte alle tematiche della previdenza integrativa e dell’assistenza sanitaria dal contratto collettivo nazionale, ritenendo i temi del welfare contrattuale una prerogativa esclusivamente aziendale.

Confindustria ha evidenziato, quindi, la necessità di considerare complessivamente il quadro dell’attuale sistema di welfare, la sua sostenibilità, anche economica, rispetto alle prospettive occupazionali, ma non solo, connesse con le transizioni digitali e green.

Federmanager, poi, ha riaperto la riflessione sull’opportunità – già affrontata nel precedente rinnovo – di tentare di dare attuazione agli artt. 12 e 15 del CCNL tramite una polizza dedicata.

Il confronto, però, ha confermato le vedute divergenti che, già durante la precedente fase di rinnovo, non hanno consentito di portare a compimento l’iniziativa.

Il prossimo incontro, che si terrà il 20 marzo p.v., alle ore 15:00, nella sede del nostro Sistema centrale, avrà ad oggetto le questioni relative alla formazione e alle politiche attive.

Sarà nostra cura fornirVi successivi aggiornamenti.

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

Francesco Cotini  089200815 [email protected]

 




TRASPORTI | Avvio voli di linea Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi. Incontro su accoglienza flussi turistici, 15 marzo pv, ore 15.00 c/o Next, loc. Cafasso, Capaccio.

La Camera di Commercio di Salerno, in vista dell’avvio dell’operatività dell’Aeroporto Salerno- Costa d’Amalfi, con i primi voli programmati nel prossimo mese di luglio, ritiene opportuno promuovere una riflessione comune con gli operatori economici di tutti i settori interessati, al fine di preparare al meglio il territorio ai potenziali significativi flussi turistici che l’avvio dei voli determinerà.

 

Il primo incontro si terrà a Capaccio, il prossimo venerdì 15 marzo, alle ore 15.00, presso il Next (ex tabacchificio), località Cafasso.

 

Interverranno il Presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, il presidente del Consorzio Aeroporto di Salerno-Pontecagnano, Anna Ferrazzano, il presidente della Commissione trasporti della Regione Campania, Luca Cascone e il presidente della Camera di Commercio di Salerno, Andrea Prete. Seguirà una sessione di dibattito con i presenti che parteciperanno ai lavori.

 

Per esigenze organizzative, invitiamo gli interessati a confermare la partecipazione via mail a [email protected]




LAVORO | Welfare aziendale: circolare Agenzia delle Entrate n.5/2024

Con comunicato stampa diffuso sul proprio portale, l’Agenzia delle Entrate rende nota la pubblicazione della circolare n. 5/2024 (in allegato) con la quale vengono illustrate le nuove misure per il welfare aziendale, il trattamento integrativo speciale per i lavoratori del settore turistico, ricettivo e termale e gli effetti fiscali relativi alle norme sul riscatto dei periodi non coperti da retribuzione.

La circolare passa in rassegna alcune delle novità in materia di welfare aziendale. La legge di Bilancio 2024 (in deroga all’art. 51 del Tuir) stabilisce infatti che non concorrono al reddito di lavoro dipendente, entro il limite di 1.000 euro, i beni e i servizi prestati e le somme erogate o rimborsate ai lavoratori. Questo tetto sale a 2.000 euro se il dipendente ha figli a carico.

Tra i fringe benefit possono rientrare non solo le somme per il pagamento delle utenze domestiche (energia elettrica, acqua e gas), ma anche quelle per l’affitto o gli interessi sul mutuo dell’abitazione principale del lavoratore, anche se il contratto di affitto o il mutuo sono intestati al coniuge o a un altro familiare del dipendente.

L’Agenzia fornisce chiarimenti anche sulle modalità per determinare il compenso in natura in caso di prestiti concessi al lavoratore, con particolare riguardo al tasso ufficiale di riferimento (Tur) e sulla riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato dal 10 al 5%.

La legge di Bilancio 2024 riconosce a favore dei lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e per quelli del comparto del turismo, ivi inclusi gli stabilimenti termali, un trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15%.

La misura si riferisce alle prestazioni rese tra il 1° gennaio 2024 e il 30 giugno 2024 dai lavoratori dipendenti con redditi non superiori a 40mila euro per il periodo di imposta 2023.

L’agevolazione è calcolata sulla retribuzione lorda corrisposta per lavoro straordinario in giorni festivi o in periodo notturno. Il datore di lavoro, a partire dalla prima retribuzione utile e, comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno, eroga come sostituto d’imposta il trattamento integrativo speciale, indicando poi l’importo nella certificazione unica del dipendente relativa al periodo di imposta 2024.

La circolare fa infine il punto sugli effetti fiscali delle nuove misure in materia di riscatto ai fini pensionistici di periodi non coperti da retribuzione.

In via sperimentale per il biennio 2024 -2025 gli iscritti presso una delle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps, non titolari di pensione e privi al 31 dicembre 1995 di anzianità contributiva, possono riscattare i periodi antecedenti all’entrata in vigore della legge di Bilancio compresi tra l’anno del primo e quello dell’ultimo contributo accreditato.

Sono previste specifiche condizioni per l’applicazione e i periodi riscattabili non possono superare i 5 anni anche non continuativi. Il dipendente può chiedere al proprio datore di lavoro di sostenere l’onere del riscatto utilizzando i premi di produzione spettanti al lavoratore.

Per ulteriori approfondimenti, si rimanda alla lettura della circolare allegata.

All.toCircolare n 5 del 7 marzo_2024 LB1_DL Anticipi

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

Francesco Cotini  089200815 [email protected]

 




Studio sul fabbisogno infrastrutturale e logistico in Campania: raccolta contributi entro il 15 marzo pv

Nel quadro delle azioni del progetto regionale relativo allo sviluppo infrastrutturale per la ripresa dell’economia, finanziato dal Programma Infrastrutture del Fondo di perequazione camerale 2020-2021, a cui partecipa la rete delle Camere di Commercio regionali con il coordinamento di Unioncamere Campania e il supporto tecnico di Uniontrasporti, è stata promossa una riflessione sul fabbisogno infrastrutturale e logistico delle imprese.

Attraverso quest’azione si intende proseguire il percorso avviato di coinvolgimento attivo di imprese e associazioni, al fine di aggiornare l’elenco di opere già individuate nella scorsa edizione nel “Libro Bianco sulle priorità infrastrutturali della Campania”.

L’attività di ascolto del mondo datoriale ha l’obiettivo di far giungere agli enti di governo centrali e locali le richieste del sistema produttivo regionale rispetto alle opere indifferibili e necessarie, per tornare a competere sui mercati nazionali e internazionali,

Vi invitiamo a partecipare all’indagine compilando, entro il prossimo 15 marzo, il seguente questionario on line https://forms.gle/wGrFc8Xs7xhUiRkx6

Tutta la documentazione del programma è disponibile sul sito: Programma Infrastrutture | UnionCamere Campania




PROGRAMMA Laboratorio ESG_ Smart Building ed Edilizia Sostenibile_ Confindustria Salerno 26 marzo pv ore 15:00

Inoltriamo il programma del Laboratorio ESG Smart building ed edilizia sostenibile, organizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center, che si svolgerà in sede il prossimo 26 marzo, alle ore 15.00. Il file è completo del link da utilizzare (in corrispondenza del tasto RVSP) per confermare la partecipazione ai lavori.

Ricordiamo che il Laboratorio ESG è un percorso di sviluppo promosso dalla banca e rivolto a tutte le imprese e relative filiere, interessate alle tematiche ESG, volto a generare – anche grazie al coinvolgimento di start up – proficue sinergie e a sostenere una crescita di lungo periodo.

programma smartbuilding

per iscrizioni: [email protected] 




FORMAZIONE PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE | Corso executive gratuito “le competenze chiave per l’internazionalizzazione” 3,11 e 15 aprile 2024

NIBI, la Business School di Promos Italia dedicata alla formazione e all’aggiornamento per i mercati esteri, organizza un Corso Executive focalizzato sullo sviluppo di competenze strategiche e pratiche nel contesto internazionale delle diversità culturali, strutturato in 3 incontri online da 4 ore ciascuno.

Di cosa si tratta

Il programma si concentra sull’essenziale ruolo dello sviluppo di un global mindset, della cultural awareness e delle competenze interculturali per il successo dell’internazionalizzazione aziendale. I partecipanti acquisiranno le competenze fondamentali per assumere un atteggiamento adeguato e per definire strategie comunicative, comportamentali e organizzative più appropriate a seconda dei paesi/culture target di riferimento.

Date e modalità di volgimento

Il corso si svolge in modalità on line e si struttura su 3 appuntamenti:

3 aprile 20249:30 – 13:30

11 aprile 20249:30 – 13:30

15 aprile 20249:30 – 13:30

 

Destinatari

Il Corso Executive è gratuito e si rivolge alle aziende dei territori delle Camere di Commercio Socie di Promos Italia, tra cui SALERNO.

Possono partecipare Imprenditori, Export Manager, Responsabili aree vendite all’estero, General Manager, Direttori di Filiali o di Produzione all’estero di aziende delocalizzate.
Non saranno ammessi società di consulenza e liberi professionisti.

 

Termini di adesione: 27 marzo 2024

 

COME ISCRIVERSI

E’ necessario registrarsi a questo LINK

 




INTERNAZIONALIZZAZIONE | opportunità per l’industria italiana di tecnologie elettromeccaniche (Milano, 27 marzo ore 14:30)

Confindustria e Federazione ANIE delle imprese italiane manifatturiere elettroniche ed elettrotecniche organizzano un seminario di approfondimento il prossimo mercoledì 27 marzo alle ore 14:30 a Milano, presso la Sala Consiglio di ANIE (Viale V. Lancetti, 43).

Attraverso gli interventi dello US Department of Energy, di Deloitte e delle imprese italiane già presenti sul mercato USA verranno condivisi scenari, prospettive, strumenti e strategie utili ad indirizzare i piani di sviluppo delle PMI che guardano con interesse agli Stati Uniti come mercato di destinazione.

 

Il settore dell’energia negli Stati Uniti è ad altissimo potenziale di crescita:

“The US Energy Information Administration expects renewable deployment to grow by 17% to 42 GW in 2024 and account for almost a quarter of electricity generation.”

Il mercato americano è articolato ed esigente ed è fondamentale orientare le imprese e fornire indicazioni su come poter cogliere questa opportunità ed agganciare la transizione energetica americana.

 

L’incontro si svolgerà in presenza e in italiano ed è rivolto alle aziende manifatturiere dei comparti dell’elettromeccanicatecnologie e sistemi per la produzione da fonti tradizionali e rinnovabili, trasmissione e distribuzione elettrica.

 

La partecipazione è gratuita previa iscrizione da effettuare entro il 20 marzo p.v. compilando l’apposito modulo online.

In allegato il programma.Programma USA Transizione Energetica_27.03.24




LAVORO | D.P.R. n. 177/2011 problematiche sui luoghi confinati e ambienti sospetti di inquinamento – Obbligo di certificazione dei contratti – Limitazione ai contratti cd atipici – Superamento della circolare INL n. 694 del 24 gennaio 2024

Con la nota n. 694 del 24 gennaio 2024, l’Ispettorato nazionale del lavoro aveva risposto a richieste di chiarimento in ordine alle problematiche concernenti l’obbligatorietà della certificazione dei contratti ai sensi del Titolo VIII, capo I, del D.Lgs. n. 276/2003 per il personale impiegato in servizi resi in ambienti sospetti di inquinamento o confinati in regime di appalto o subappalto.Come noto, secondo la disciplina del DPR 177/2011, almeno il 30% del personale impiegato nell’attività relativa a lavori in ambienti confinati deve essere assunto “con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ovvero anche con altre tipologie contrattuali o di appalto, a condizione, in questa seconda ipotesi, che i relativi contratti siano stati preventivamente certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276”.

Nel commentare il tema della certificazione dei contratti di lavoro, l’Ispettorato aveva evidenziato che “qualora l’impresa decida di utilizzare personale con altre tipologie contrattuali, allora l’impresa dovrà procedere alla certificazione del contratto di lavoro ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del D.Lgs. n. 276/2003. Inoltre, nel caso in cui l’impiego del personale in questione avvenga in forza di un contratto di appalto, occorrerà certificare i relativi contratti di lavoro del personale utilizzato dall’appaltatore – ancorché siano contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato – ma non certificare anche il contratto “commerciale” di appalto”.

In particolare, risaltava l’indicazione secondo cui, in caso di ricorso al contratto di appalto, “occorrerà certificare i relativi contratti di lavoro del personale utilizzato dall’appaltatore – ancorché siano contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato”.

Una impostazione esattamente contraria a quanto affermato dal medesimo Ispettorato con la precedente nota 11649 del 27 giugno 2013, secondo la quale “qualora l’appaltatore si avvalga di professionalità attraverso forme contrattuali diverse da quelle del rapporto subordinato a tempo indeterminato, è necessario che i relativi contratti siano certificati ai sensi del Titolo VIII, capo I, D.Lgs. n. 276/2003”.

Il nostro Sistema centrale – rilevando l’improprietà della certificazione dei contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato – ha sollecitato l’Ispettorato a rivedere la propria posizione, e a confermare la necessità di certificare la bontà dei contratti di lavoro esclusivamente laddove si tratti di contatti diversi da quello subordinato a tempo indeterminato.

Con la nota n. 1937 del 7 marzo 2024, l’Ispettorato – anticipando una iniziativa normativa per apportare alcuni chiarimenti al DPR 177/2011 (del quale anche Confindustria ha da tempo denunciato alcune improprietà e difficoltà applicative) – ha accolto la sollecitazione ed ha precisato che “ nelle more degli esiti di tale iniziativa, debba essere osservata una interpretazione “letterale” dello stesso D.P.R. n. 177/2011 secondo la quale sono oggetto di certificazione ai sensi del Titolo VII, Capo I – recante “Certificazione dei contratti di lavoro” – del D.Lgs. n. 276/2003, esclusivamente i contratti di lavoro c.d. “atipici” e non anche i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato”.

Resta, ovviamente, confermato che non occorre certificare i contratti commerciali, considerato che il rinvio al titolo VIII, capo I, del Dlgs 276/2003 afferisce alla certificazione dei contratti di lavoro.

All.toinlavoro.INL-DCVIG.REGISTRO UFFICIALE(U).0001937.07-03-2024 (1)

 

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