LAVORO | CCNL logistica, trasporto merci e spedizione: Fondo SANILOG – Contribuzione 1° semestre 2025

Sanilog – Fondo di assistenza sanitaria integrativa a favore dei dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione  – con la circolare n. 4 del 14 ottobre 2024, in allegato, ricorda che entro e non oltre il 16 novembre 2024 le aziende dovranno versare per il singolo dipendente, non in prova a tempo indeterminato compreso l’apprendista, in forza alla data del 31 ottobre 2024, la prima rata semestrale di contribuzione per il periodo 1° gennaio 2024 – 30 giugno 2024, par ad € 75,00.

Il versamento dovrà essere effettuato tramite modello F24.

Per riscontrare la correttezza dell’elenco della forza lavoro e conoscere l’importo totale del versamento, dal 4 novembre 2024 al 16 novembre 2024 l’azienda dovrà accedere alla propria area riservata, verificare la distinta di contribuzione del “I semestre 2025” ed effettuare la registrazione di eventuali nuove assunzioni o cessazioni.

Il ritardato pagamento del contributo da parte dell’azienda comporterà la sospensione della copertura Sanilog dei dipendenti dal 1° gennaio 2025 e la successiva comunicazione dell’omissione contributiva agli stessi tramite posta ordinaria.

In caso di omissione contributiva l’azienda ha una responsabilità diretta nei confronti dei propri dipendenti.

Infatti, in base al vigente CCNL logistica, trasporto e spedizione, “…l’azienda che ometta il versamento dei contributi è responsabile verso i lavoratori non iscritti al Fondo sia per l’omissione contributiva che per la perdita delle relative prestazioni sanitarie, salvo il risarcimento del maggior danno subito”.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda alla lettura della circolare allegata.

All.to

Circolare-4-2024-Scadenza-contributiva-I-semestre-2025

 

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice 089200829[email protected]

Francesco Cotini 089200815[email protected]




AGEVOLAZIONI | Nuovo regime di aiuto MINI CONTRATTI DI SVILUPPO programmi investimento tecnologie digitali e innovazioni deep-tech, tecnologie pulite, biotecnologie.

Lo scorso 8 ottobre, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato pubblicato il decreto ministeriale 12 agosto 2024 (di seguito decreto) che introduce, ai sensi dell’articolo 8, comma 2, del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60, convertito in legge 4 luglio 2024, n. 95 (cd DL Coesione), un nuovo strumento agevolativo a supporto della realizzazione di investimenti in grado di sostenere lo sviluppo o la fabbricazione di tecnologie critiche, o salvaguardare e rafforzare le rispettive catene del valore negli ambiti individuati dal Regolamento STEP.

Prima di illustrare le caratteristiche del nuovo regime di aiuto, denominato mini contratto di sviluppo in quanto finanzia piani di investimento di importo non inferiore a 5 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro, riportiamo una sintesi delle disposizioni del Regolamento STEP, in vigore dal marzo scorso, e relativo stato dell’arte.

Regolamento STEP

Il Regolamento istituisce la Strategic Technologies for Europe Platform – STEP, diretta a sostenere lo sviluppo e la produzione in tre ambiti strategici:

  • tecnologie digitali e innovazione deep-tech;
  • tecnologie pulite ed efficienti;

STEP raccoglie e indirizza i finanziamenti in 11 programmi dell’UE verso queste tre priorità. L’obiettivo generale è quello di favorire progetti che contribuiscano a rafforzare la competitività dell’industria europea e ridurre le dipendenze strategiche in settori critici. Inoltre, per massimizzare gli investimenti pubblici e privati, STEP prevede l’assegnazione di un ‘marchio di sovranità STEP’ ai progetti di alta qualità, che fungerà da riconoscimento di eccellenza, aiutando i relativi progetti ad accedere ai finanziamenti dell’UE e ad attirare altri investimenti.

L’implementazione del Regolamento è affidata ad una task force ad hoc, istituita presso la Direzione Generale Bilancio della Commissione europea. Una pagina STEP continuamente aggiornata fornisce tutte le informazioni necessarie sulle opportunità per i promotori di progetti, gli investitori e le autorità di gestione. La Commissione dialoga costantemente con le autorità di gestione nazionali e regionali e con i Focal Points previsti dal Regolamento e nominati dagli Stati membri (per l’Italia: Federica Busillo, Direttore generale Dipartimento per le politiche di coesione, [email protected]) sulle possibili modifiche da apportare ai programmi operativi nazionali per inserire gli opportuni riferimenti a STEP e permettere l’accesso ai fondi di coesione. Il 2 maggio, la Commissione ha adottato una Guidance Note per chiarire il campo di applicazione del Regolamento, fornendo esempi di tecnologie e progetti che potranno essere inclusi. Il 10 settembre la Commissione ha lanciato il Portale STEP (Get funding – European Union (europa.eu), sportello unico online che racchiude tutti i bandi e gli strumenti di finanziamento accessibili. In parallelo, la Commissione invita a rispondere alla survey aperta per “Share your perspective on the funding experience under STEP” EUSurvey. Confindustria ha presidiato l’intero iter legislativo ed ha accolto con favore il raggiungimento di un accordo sul Regolamento STEP, che considera come uno strumento per rafforzare la sovranità e la competitività a lungo termine dell’UE. Continua a monitorare sia l’implementazione del Regolamento sia le attività della Piattaforma.

Mini Contratti di Sviluppo

Il decreto ministeriale 12 agosto 2024 introduce, come sopra accennato, un nuovo strumento agevolativo a supporto della realizzazione di investimenti negli ambiti individuati dal Regolamento STEP, ossia: tecnologie digitali e innovazione delle tecnologie deeptech; tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, incluse le tecnologie a zero emissioni nette; biotecnologie, compresi i medicinali inclusi nell’elenco dell’Unione dei medicinali critici.

Investimenti ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di investimento proposti dalle imprese, di tutte le dimensioni, aventi ad oggetti di seguenti ambiti produttivi:

a.1) tecnologie riportate nell’allegato I al decreto;

a.2) medicinali riportati nell’allegato II al presente decreto;

a.3) materie prime critiche riportate nell’allegato III al presente decreto;

a.4) componenti e i macchinari specifici utilizzati primariamente per la produzione delle tecnologie di cui alla lettera a.1) o delle biotecnologie, compresi i medicinali critici, di cui alla lettera a.2).

a.5) servizi essenziali e specifici per la fabbricazione dei prodotti di cui alle lettere a.1) e a.2), come individuati nell’allegato IV al presente decreto.

  1. b) conformemente al Regolamento STEP, gli investimenti devono contribuire a ridurre o a prevenire le dipendenze strategiche dell’Unione negli ambiti di cui alla lettera a) e/o garantire l’apporto di elementi innovativi, emergenti e all’avanguardia con un notevole potenziale economico negli ambiti di cui alla medesima lettera a).

I piani di sviluppo possono riguardare la creazione di una nuova unità produttiva; l’ampliamento della capacità di produzione di un’unità produttiva esistente; la riconversione di un’unità produttiva esistente, intesa quale diversificazione della produzione per ottenere prodotti che non rientrano nella stessa classe della classificazione delle attività economiche ATECO 2007 dei prodotti fabbricati in precedenza; la ristrutturazione di un’unità produttiva esistente, intesa quale cambiamento fondamentale del processo produttivo esistente attuato attraverso l’introduzione di elementi innovativi, e

Spese ammissibili

Le spese ammissibili devono riferirsi all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, e sono: il suolo aziendale e sue sistemazioni; le opere murarie e assimilate; macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica. Rientrano in tale categoria le spese per la realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili o di impianti di cogenerazione (ad eccezione delle connesse opere murarie) destinati a soddisfare i fabbisogni dell’unità produttiva oggetto di intervento e dimensionati alle esigenze della medesima; programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi.

Per le sole PMI, sono ammissibili le spese relative a consulenze connesse alla realizzazione del piano di investimenti, nella misura massima del 4% dell’importo complessivo ammissibile del piano di investimenti.

Tipologia agevolazione concedibile

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo a fondo perduto a copertura delle spese ammissibili, secondo le seguenti percentuali:

  • piccole imprese: 55%;
  • medie imprese: 45%;
  • imprese di grandi dimensioni: 35%

L’applicazione di tali percentuali di contribuzione è subordinata all’approvazione, entro la data di concessione delle agevolazioni, della modifica alla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale prevista dalla comunicazione della Commissione C (2024) 3570 final del 31 maggio 2024. In caso di mancata approvazione della richiamata modifica, le percentuali sono ridotte di cinque punti percentuali.

Risorse assegnate

Le risorse destinate all’attuazione dei mini contratti di sviluppo sono pari 300 milioni di euro a valere sui fondi del Programma nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale FESR 2021-2027”.

Termini presentazione domande

Decreto_12_agosto_2024_firmato

Con successivo provvedimento del Ministero saranno fissati i termini per la presentazione delle domande di agevolazione. Il soggetto gestore della misura sarà Invitalia.




AMBIENTE | report settimanale ambiente 14-18 ottobre 2024

DL Ambiente – Pubblicato in GU

Trasmettiamo, in allegato, il Decreto-legge 17 ottobre 2024, n. 153, recante “Disposizioni urgenti per la tutela ambientale del Paese, la razionalizzazione dei procedimenti di valutazione e autorizzazione ambientale, la promozione dell’economia circolare, l’attuazione di interventi in materia di bonifiche di siti contaminati e dissesto idrogeologico” (c.d. DL Ambiente), pubblicato in GU lo scorso 17 ottobre.

Tra le novità più rilevanti segnaliamo, tra le altre, quelle riguardanti le procedure autorizzative ambientali (art. 1). In particolare, si segnalano le norme che puntano a rafforzare le norme di semplificazione che escludono la previa valutazione di impatto ambientale (VIA) per talune tipologie di impianti, opere e infrastrutture e si prevede una accelerazione dei tempi per la conclusione dei procedimenti di VIA, laddove applicabili.

Il DL introduce anche la misura relativa alla figura del Responsabile Tecnico (RT) (art. 4, comma 2), che stabilisce che il legale rappresentante di un’impresa può assumere il ruolo di Responsabile Tecnico per la stessa, a condizione che abbia svolto il ruolo di RT per almeno cinque anni consecutivi nella medesima impresa. La misura, sebbene vada nella direzione auspicata da Confindustria, presenta criticità importanti in quanto subordina la facoltà per il legale rappresentante di un’impresa di assumere il ruolo di RT alla condizione che abbia svolto tale ruolo per almeno cinque anni consecutivi. Infatti, prevedere che il legale rappresentante debba aver ricoperto anche il ruolo di RT rischia di ridurre significativamente la portata innovativa della misura, in termini di semplificazione e razionalizzazione.

Al riguardo, in linea con una proposta di Confindustria, sarebbe invece opportuno prevedere che il ruolo di RT possa essere ricoperto da colui che è legale rappresentante dell’impresa per un determinato periodo di tempo (3 o 5 anni). In tal modo, verrebbe eliminato l’obbligo di esternalizzazione, che oggi comporta elevati costi senza effetti sostanziali per l’ambiente e di esonero di responsabilità per le imprese.

Inoltre, l’art. 5 prevede misure volte alla promozione di politiche di sostenibilità ed economia circolare, che incentivano operazioni di recupero dei rifiuti e di riutilizzo dei materiali provenienti dalla realizzazione degli interventi relativi al coordinamento e al monitoraggio delle attività dei soggetti attuatori relativi al Tunnel sub-portuale e alla Diga foranea di Genova, anche per ridurre il conferimento in discarica dei rifiuti. A tal fine, è prevista l’adozione di un Piano, che prevede un utilizzo semplificato per la gestione integrata e circolare dei rifiuti e materiali provenienti da tali operazioni.

L’art. 6 del provvedimento interviene in materia di bonifiche e, più in particolare, sul Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani – per Confindustria di strategica importanza, poiché sono aree a storica vocazione industriale, spesso vicine a infrastrutture su cui possono insistere impianti energetici, impianti per l’economia circolare, ecc. – fissando specifiche in relazione alle procedure operative e amministrative.

Ulteriori disposizioni riguardano la gestione della crisi idrica (art. 3), il censimento e il monitoraggio degli interventi in materia di difesa del suolo (art. 8), la programmazione e il finanziamento degli interventi affidati ai Commissari di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico (art. 9)

Seguirà nei prossimi giorni una nota di approfondimento con un’analisi di dettaglio dei contenuti del Provvedimento.

DdL Delegazione europea 2024 – Avvio esame

La Commissione Politiche UE del Senato ha avviato l’iter del DdL Delegazione europea 2024 – in allegato – con la relazione illustrativa del Sen. Scurria (FdI) e che reca la delega al Governo per attuare gli ultimi provvedimenti emanati dall’Unione europea.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati sul prosieguo.

 

MASE – PNRR: Pubblicato il Vademecum “Il principio DNSH e l’analisi dei rischi climatici nel PNRR”

E’ disponibile sul sito del MASE il Vademecum “Il principio DNSH e l’analisi del rischi climatici nel PNRR”, predisposto dall’Unità di Missione PNRR del Ministero dell’Ambiente.

Il documento offre indicazioni operative e metodologiche per condurre l’analisi dei rischi climatici fisici a cui potrebbe essere esposto un intervento.

Questa analisi fa parte delle verifiche necessarie per garantire che ogni intervento PNRR rispetti il principio DNSH, in particolare in relazione all’obiettivo di Adattamento ai cambiamenti climatici, volto ad assicurare il maggior grado possibile di resilienza dell’opera ai rischi climatici fisici, quali siccità, alluvioni, ondate di calore, terremoti.

In sintesi, il Vademecum comprende:

  1. una sezione introduttiva dedicata al principio DNSH;
  2. una parte che descrive l’attività di analisi e valutazione dei rischi climatici negli interventi PNRR, distinguendo tra quelli con importo inferiore a 10 milioni di euro e quelli pari o superiori a 10 milioni di euro;
  3. indicazioni pratiche e link utili per chi deve redigere la documentazione progettuale degli interventi PNRR.

 

Aggiornamento Dossier europei – Regolamento UE sulla Deforestazione; Direttiva Qualità dell’aria

Aggiornamenti relativamente al Regolamento UE sulla Deforestazione e alla Direttiva sulla qualità dell’aria.

  1. Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR)

Durante il COREPER I tenutosi il 16 ottobre scorso, la Presidenza ungherese del Consiglio ha richiamato l’attenzione sul fatto che la proposta legislativa di rinviare la data di applicazione del regolamento dell’UE sulla deforestazione rientra in un pacchetto più ampio, presentato il 2 ottobre u.s., volto a sostenere le parti interessate a livello mondiale, gli Stati membri e i Paesi terzi nei preparativi per l’attuazione del regolamento dell’UE sulla deforestazione, con l’obiettivo di garantirne un’applicazione più semplice ed efficace.

La Presidenza ha, inoltre, evidenziato che, durante la discussione in sede di Coreper del 9 ottobre u.s., diversi Stati membri hanno chiaramente espresso che avrebbero potuto sostenere la proposta solo a condizione che non venissero introdotte ulteriori modifiche.

La presidenza ha quindi invitato il Coreper ad approvare la proposta della Commissione senza apportare modifiche, sottolineando che un rapido accordo del Consiglio sulla proposta invierebbe un segnale forte al Parlamento, esortandolo a non riaprire il testo e a favorire un’adozione agevole senza la necessità di un negoziato di trilogo. È stato altresì precisato che, durante la fase di revisione linguistica, potrebbero essere aggiunti i consueti considerando relativi al principio di sussidiarietà e alla procedura di consultazione del parlamento nazionale.

La Commissione europea, tenuto conto della discussione svoltasi il 14 ottobre scorso presso la commissione ENVI del PE, ha richiesto il ricorso alla procedura d’urgenza, ovvero l’invio diretto del testo al voto in Aula, senza una relazione scritta della Commissione.

A seguito della votazione da parte degli Stati membri, è stata raggiunta la maggioranza qualificata. Per quanto riguarda le fasi successive, la Presidenza invierà una lettera al Presidente della Commissione ENVI del Parlamento europeo, informandolo della posizione del Consiglio e dell’intenzione di concludere il processo di adozione entro la fine dell’anno. Il Parlamento europeo dovrebbe votare la proposta nella sessione plenaria del prossimo 14 novembre. Se la proposta sarà approvata senza emendamenti, il testo potrà essere trasmesso al Consiglio per l’adozione finale.

  1. Direttiva sulla qualità dell’aria

Il 14 ottobre scorso, durante il Consiglio Ambiente, i Ministri dell’Unione Europea hanno approvato in via definitiva la nuova Direttiva sulla qualità dell’aria.

Come noto, le nuove disposizioni mirano a ridurre i livelli di inquinanti atmosferici quali benzene, particolato fine (PM2.5 e PM10), biossido di azoto (NO2), biossido di zolfo (SO2) e ozono (O3). L’obiettivo generale è quello di migliorare progressivamente la qualità dell’aria fino al raggiungimento di livelli non più considerati nocivi per la salute umana, gli ecosistemi naturali e la biodiversità.

Per conformarsi ai nuovi standard di qualità dell’aria, i piani d’azione degli Stati membri dell’UE potranno includere misure come la promozione di veicoli elettrici o ibridi, la creazione di zone a traffico limitato, l’adozione di tecnologie per la riduzione delle emissioni industriali e l’incremento degli investimenti in fonti di energia rinnovabile. Per gli Stati membri sarà possibile richiedere una proroga rispetto alla scadenza prefissata, se motivata da fattori orografici e climatici particolari e a patto di documentare e informare la Commissione europea tempestivamente in merito alle azioni intraprese per ridurre i livelli di inquinamento secondo una precisa tabella di marcia.

La valutazione dell’efficacia delle normative sarà effettuata attraverso metodi e criteri uniformi per tutti gli Stati membri e, se necessario, saranno elaborati piani di sviluppo in vista del 2030. La Commissione Europea avrà il compito di vigilare sull’applicazione delle nuove norme e di garantire che gli Stati membri rispettino gli obblighi previsti.

La direttiva prevede inoltre un sistema di accesso alla giustizia per coloro che abbiano subito o potrebbero subire conseguenze dalla sua attuazione.

La direttiva sarà ora pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione in GU. La direttiva sarà soggetta a revisione annuale fino al 2030, e successivamente ogni cinque anni.

 

 

CE – Innovation Centre for Industrial Transformation and Emissions (INCITE)

La Commissione europea ha avviato la piattaforma Incite (Innovation Centre for Industrial Transformation and Emission), un hub informativo unico per la presentazione e la consultazione di dati e informazioni sulle tecnologie innovative pulite, a zero emissioni e circolari, che saranno implementate dagli impianti industriali.

La piattaforma è funzionale a raccogliere dati su tutti i settori industriali coperti dalla Direttiva IED 2.0 (Direttiva sulle emissioni industriali e zootecniche), con un’attenzione particolare nella fase iniziale sulle industrie ad alta intensità energetica (come, ad esempio, la produzione di ferro, acciaio, cemento o prodotti chimici).

Nello specifico, la piattaforma si propone di:

  • favorire il dialogo e la cooperazione tra industria, fornitori di tecnologia e stakeholder pubblici e privati per accelerare l’adozione di tecnologie innovative;
  • supportare le autorità nazionali nell’autorizzazione di impianti tecnologici avanzati;
  • facilitare lo sviluppo di nuove norme ambientali attraverso il processo di Siviglia;
  • informare attori e istituzioni finanziari per incentivare investimenti in tecnologie innovative;
  • promuovere progetti di successo per la loro diffusione in tutta l’UE.

Tutte le ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link.

EEA – Pubblicato il nuovo report sulla salute delle acque europee

Il 15 ottobre u.s. l’Agenzia europea dell’ambienta ha pubblicato il nuovo report sulla salute delle acque europeo, disponibile al seguente link.

Il Rapporto che presenta, appunto, lo stato delle acque in Europa, delinea tre sfide globali che la futura gestione delle acque in Europa dovrà affrontare, vale a dire:

  1. proteggere e ripristinare gli ecosistemi acquatici;
  2. raggiungere l’ambizione di inquinamento zero;
  3. adattarsi alla scarsità di acqua, alla siccità e ai rischi di inondazione.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.

 

SAVE THE DATE – Convegno Confindustria/MASE sul SoutH2Corridor

Vi informiamo che Confindustria, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), organizza il convegno Le imprese italiane e la sfida del SoutH2Corridor.

Il convegno, che si terrà mercoledì 30 ottobre 2024 alle ore 9:00 presso la sala Pininfarina nella sede di Confindustria (Viale dell’Astronomia, 30 – Roma), vedrà la partecipazione del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, del Presidente dell’ARERA, Stefano Besseghini e di molte figure istituzionali e di Associazioni di Settore del Sistema Confindustriale e sarà incentrato sulle opportunità collegate al Corridoio Meridionale dell’Idrogeno per l’import di idrogeno, per possibili collaborazioni industriali con i Paesi del Nord Africa e per la regolazione per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto dell’idrogeno.

Tutte le informazioni sono disponibili nella pagina dedicata al convegno: https://www.confindustria.it/home/appuntamenti/eventi-confindustria/dettaglio-evento/Le-imprese-italiane-+e-la-sfida-del-SoutH2Corridor

Per partecipare al convegno è necessario iscriversi: https://eventi.confindustria.it/app/event-32/le-imprese-italiane-e-la-sfida-dal-southcorridor

Il programma sarà disponibile a breve.

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