ENERGIA | Consultazione MASE sui Certificati Bianchi (TEE): risposta Confindustria
Confindustria ha risposto alla recente (Risposta Confindustria consultazione Mase sui TEE) effettuata nell’ambito dell’aggiornamento degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere conseguiti negli anni dal 2025 al 2028, e che propone una revisione della normativa nazionale vigente.
Il meccanismo dei certificati bianchi negli ultimi anni aveva mostrato difficoltà applicative e di funzionamento, connesse alle dinamiche di mercato con uno squilibrio fra domanda e offerta. Al fine di attuare misure volte a superare le criticità del mercato e i conseguenti forti aumenti dei prezzi dei titoli verificatisi, nonché garantire flessibilità nel raggiungimento degli obiettivi prefissati, nel 2018, è stato stabilito un limite al prezzo di rimborso per i titoli (cap) e la possibilità, per i soggetti obbligati, di adempiere al completo soddisfacimento degli obblighi annuali di risparmio energetico attraverso i cd TEE virtuali emessi dal GSE, cioè titoli non derivanti dalla realizzazione di progetti di efficienza energetica.
Il Mase, con la consultazione, parte dalla considerazione che la fase congiunturale che ha portato alla necessità di introduzione del cap e dei certificati bianchi virtuali sia ormai superata e ne propone l’eliminazione. Confindustria ritiene, in linea di principio, condivisibili le proposte di eliminazione dei TEE virtuali e del cap, da realizzare in modo graduale inquadrando le proposte di aggiornamento del meccanismo dei TEE riportate nel documento di consultazione, alla luce del più ampio sviluppo della normativa vigente relativa al meccanismo stesso. Infatti, Confindustria ha sottolineato l’importanza, richiamando l’approfondimento sul meccanismo delle aste TEE fatto nel 2022, di procedere ad una più generale riforma del meccanismo, integrando il nuovo meccanismo ad aste in modo da riversare la nuova liquidità generata all’interno del mercato e definendo le regole attuative del meccanismo di stabilità. La combinazione dei due strumenti permetterebbe da un lato di aumentare gli scambi in borsa e dunque la sua liquidità, e dall’altro di garantire la sostenibilità dell’incentivo per la collettività e un suo sufficiente stimolo agli investimenti in efficienza energetica.
Confindustria ha poi espresso parere positivo circa la necessità di intervenire per incrementare i progetti presentati, sia aumentando le tipologie di progetti ammissibili, sia semplificando l’accesso diretto da parte dei beneficiari agli incentivi concessi che le procedure di valutazione.
Altre considerazioni favorevoli sono state espresse in relazione alla possibilità di incrementare la vita utile degli interventi ammissibili, in particolare incentivando gli interventi più costosi e complessi; aggregare più interventi con soggetti titolari differenti e in generale tutte le misure volte a semplificare l’utilizzo dello strumento.
