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AMBIENTE | Survey sul prezzo del carbonio dell’EU ETS – partecipazione fino al 12 novembre p.v.

BusinessEurope, in collaborazione con Deloitte, ha promosso una survey sul prezzo del carbonio dell’EU ETS.

L’iniziativa, supportata anche da Confindustria, punta a informare il dibattito politico con dati aggiornati su come l’EU ETS influenzi le decisioni di investimento delle aziende in materia di decarbonizzazione. I risultati forniranno, dunque, utili spunti basati su dati concreti sugli effetti sulla pianificazione degli investimenti e su quali condizioni politiche favoriscano o limitino gli sforzi di decarbonizzazione industriale.

La survey, rivolta alle aziende, rimarrà aperta fino al 12 novembre p.v. ed è raggiungibile al link: https://survey.potloc.com/l/80f6a490-cddb-4bf4-8376-be993367a6e8?locale=en

 

Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])

 




AMBIENTE | report settimanale 19-23 ottobre 2026

DL Ambiente – Audizione Confindustria

Lo scorso 20 ottobre, Confindustria è intervenuta in audizione presso la Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sul c.d. DL Ambiente, sul quale ha espresso un giudizio complessivamente positivo, apprezzando le misure volte a semplificare le procedure di valutazione e autorizzazione ambientale, favorire l’economia circolare e accelerare gli interventi di bonifica.

Particolare rilievo è stato attribuito al recepimento di tre proposte di Confindustria contenute nel documento “Costo Zero”, relative alla semplificazione delle procedure autorizzative per la sostituzione dei combustibili tradizionali con CSS-combustibile, alla maggiore flessibilità dei quantitativi orari, giornalieri e infrannuali utilizzabili dagli impianti, nel rispetto del limite annuale autorizzato, e all’eliminazione di ferro e manganese dall’elenco delle concentrazioni soglia di contaminazione delle acque sotterranee.

Nel corso dell’audizione, inoltre, Confindustria ha sottolineato la necessità di preservare le misure già previste dal decreto durante l’iter di conversione in legge, proponendo ulteriori interventi di semplificazione, già oggetto di confronto nelle sedi istituzionali competenti, in materia di trasporto marittimo dei rifiuti, semplificazione degli obblighi di rendicontazione della plastica, valorizzazione mediante gassificazione degli scarti del riciclo, bonifiche dei siti contaminati, riutilizzo delle acque nei processi industriali e attività estrattive di interesse strategico nelle aree percorse dal fuoco. L’obiettivo è favorire gli investimenti e la competitività delle imprese, coniugando semplificazione amministrativa e tutela ambientale.

Il testo dell’audizione è disponibile in allegato.

PdL in materia di consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue – Aggiornamento

Segnaliamo che la Commissione Ambiente della Camera ha concluso l’esame della PdL di iniziativa del CNEL sulle in materia di consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue, approvando diverse proposte di modifica al testo, disponibili in allegato.

Il provvedimento come modificato è stato trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva per l’espressione dei prescritti pareri. Acquisiti tali pareri, la proposta di legge tornerà presso la Commissione di merito per il conferimento del mandato al Relatore a riferire in Aula, dove il provvedimento non risulta al momento ancora calendarizzato.

Sarà nostra cura aggiornarvi sugli sviluppi.

 

 

 

Aggiornamento principali dossier europei

Riportiamo, di seguito, un aggiornamento sui principali dossier europei:

  • Omnibus Ambiente – Parlamento e Consiglio approvano le rispettive posizioni sulla semplificazione degli obblighi EPR

Il 20 e 21 ottobre scorso il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno approvato le rispettive posizioni negoziali sulle proposte di semplificazione degli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR), nell’ambito del pacchetto Omnibus VIII ambientale.

Le proposte riguardano la sospensione temporanea dell’obbligo per i produttori stabiliti nell’UE di nominare un rappresentante autorizzato ai fini EPR in ciascuno Stato membro in cui commercializzano i propri prodotti.

In particolare, il 20 ottobre la plenaria del Parlamento europeo ha confermato la posizione della Commissione Ambiente (ENVI), chiedendo di limitare la sospensione alle sole micro e piccole imprese stabilite nell’UE, ossia quelle con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro. La sospensione sarebbe applicabile fino al 2035 o fino all’entrata in vigore del futuro Circular Economy Act, se precedente. Le imprese stabilite al di fuori dell’UE continuerebbero invece a essere soggette all’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato.

Il Parlamento ha inoltre precisato che gli altri obblighi EPR, compresi i contributi finanziari per la gestione dei rifiuti, rimarrebbero invariati, chiedendo una maggiore armonizzazione degli obblighi di rendicontazione, l’interoperabilità dei sistemi digitali e un migliore scambio di informazioni tra Stati membri.

Le due posizioni sono state approvate rispettivamente con 616 voti favorevoli, 9 contrari e 39 astensioni per batterie e imballaggi e 612 voti favorevoli, 8 contrari e 39 astensioni per tessili, calzature, apparecchiature elettriche ed elettroniche e plastica monouso.

Il 21 ottobre il Consiglio ha invece approvato la propria posizione sulla proposta relativa agli imballaggi, prevedendo un criterio di esenzione differente rispetto a quello sostenuto dal Parlamento.

In particolare, il Consiglio propone di esentare dall’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato i produttori stabiliti nell’UE che immettono sul mercato di un altro Stato membro meno di una tonnellata di imballaggi per anno civile, indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa.

La posizione introduce inoltre una clausola di salvaguardia in caso di mancato rispetto degli obblighi EPR e prevede che la Commissione riesamini la durata della sospensione entro il 31 dicembre 2030, prima della sua scadenza prevista nel 2032, anche alla luce delle disposizioni del futuro Circular Economy Act.

Con l’adozione delle rispettive posizioni, Parlamento e Consiglio possono ora avviare i negoziati interistituzionali, che dovranno in particolare definire l’ambito di applicazione e la durata delle esenzioni, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente un accordo.

Maggiori informazioni sono disponibili ai seguente link: comunicato del Consiglio e comunicato del Parlamento.

  • Circular Economy Act – Il Parlamento europeo discute le priorità per la futura normativa europea sull’economia circolare

Il 21 ottobre u.s. il Parlamento europeo ha tenuto un dibattito in plenaria sul futuro Circular Economy Act (CEA), nel corso del quale Commissione, Consiglio ed eurodeputati hanno illustrato le rispettive priorità per rafforzare la competitività, l’autonomia strategica e l’accessibilità economica attraverso una maggiore circolarità delle risorse.

In particolare, il Commissario europeo Wopke Hoekstra ha sottolineato la necessità di ridurre la dipendenza dell’UE dalle importazioni di materie prime e rafforzare il mercato unico delle materie prime secondarie, individuando diversi ambiti prioritari per il futuro provvedimento:

  • Armonizzazione dei sistemi EPR: riduzione della frammentazione normativa tra Stati membri e semplificazione degli obblighi amministrativi per le imprese.
  • Mercato delle materie prime secondarie: rafforzamento della domanda di materiali riciclati e introduzione di criteri comuni per la cessazione della qualifica di rifiuto (end-of-waste).
  • Digitalizzazione e controlli: maggiore interoperabilità dei sistemi, semplificazione delle procedure e rafforzamento dell’applicazione delle norme.
  • Recupero delle risorse strategiche: miglioramento del recupero delle materie prime critiche, con particolare attenzione ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.
  • Investimenti e incentivi: sostegno alle tecnologie e alle infrastrutture di riciclo, in complementarità con la legislazione sull’ecodesign e sui prodotti da costruzione.

La Presidenza irlandese del Consiglio ha posto particolare attenzione alla frammentazione degli obblighi EPR, alla promozione della domanda di materiali riciclati, alla riduzione degli oneri per le PMI e al rafforzamento dei controlli sui materiali provenienti da Paesi terzi.

Nel dibattito parlamentare è emerso un ampio sostegno al rafforzamento dell’industria europea del riciclo, pur con differenze tra i gruppi politici sulle modalità di intervento.

In particolare, PPE, ECR e PfE hanno privilegiato semplificazione normativa, sostenibilità economica e tutela dalla concorrenza sleale, mentre S&D ha chiesto misure più incisive per stimolare la domanda di materiali riciclati e sostenere gli investimenti. Renew ha sottolineato la necessità di preservare i sistemi nazionali efficaci, mentre Verdi/ALE e The Left hanno sostenuto un rafforzamento delle misure di prevenzione dei rifiuti, riutilizzo, riparazione ed efficienza delle risorse.

Diversi eurodeputati hanno inoltre proposto l’introduzione di uno sportello unico digitale europeo per la registrazione EPR, con l’obiettivo di facilitare le attività transfrontaliere e ridurre gli adempimenti duplicati.

Il dibattito contribuirà a orientare il confronto politico sulla futura proposta legislativa, attesa entro la fine del 2026.

  • Regolamento Batterie – La Commissione avvia una consultazione pubblica sui diritti di accesso alle informazioni del passaporto digitale

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica su un progetto di regolamento di esecuzione volto a definire i diritti di accesso a determinate informazioni contenute nel passaporto digitale delle batterie, previsto dal Regolamento (UE) 2023/1542.

A partire dal 18 febbraio 2027, le batterie per veicoli elettrici, le batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh e le batterie per mezzi di trasporto leggeri (LMT) dovranno essere accompagnate da un passaporto digitale accessibile tramite codice QR, contenente informazioni sulle caratteristiche, sulle prestazioni e sulla sostenibilità delle batterie.

Il passaporto comprenderà informazioni con diversi livelli di accessibilità, tra cui dati pubblici sulle prestazioni e sulla sostenibilità, informazioni riservate alle autorità competenti e dati tecnici destinati agli operatori con un interesse legittimo.

La proposta sottoposta a consultazione mira in particolare a individuare i soggetti autorizzati ad accedere alle informazioni riservate, necessarie per attività quali la riparazione, la rifabbricazione, il riutilizzo per finalità diverse da quelle originarie e il riciclaggio delle batterie.

L’obiettivo è garantire un equilibrio tra accessibilità delle informazioni, tutela dei dati sensibili e funzionamento delle filiere circolari, facilitando le attività degli operatori economici coinvolti nella gestione delle batterie durante il loro ciclo di vita.

La consultazione resterà aperta fino al 16 novembre 2026, mentre l’adozione dell’atto di esecuzione è attualmente prevista per il quarto trimestre del 2026.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.

  • Regolamento batterie – Pubblicate le deroghe agli obblighi di rimovibilità e sostituibilità delle batterie portatili

Lo scorso 22 ottobre è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE il regolamento delegato della Commissione che introduce ulteriori deroghe agli obblighi di rimovibilità e sostituibilità delle batterie portatili, previsti dall’articolo 11 del Regolamento batterie (UE) 2023/1542.

La normativa stabilisce, come principio generale, che le batterie portatili incorporate nei prodotti debbano poter essere rimosse e sostituite dagli utilizzatori finali, al fine di prolungare la vita utile dei dispositivi, agevolarne la riparazione e migliorare la raccolta dei rifiuti di batterie.

Le nuove deroghe consentono tuttavia, per specifiche categorie di prodotti, che la rimozione e la sostituzione delle batterie siano effettuate esclusivamente da professionisti indipendenti, qualora esigenze tecniche o di sicurezza rendano inappropriato l’intervento diretto dell’utilizzatore.

Le deroghe riguardano in particolare:

  • dispositivi indossabili, quali smartwatch, fitness tracker e occhiali intelligenti, per i quali la miniaturizzazione o la necessità di garantire sicurezza, resistenza e impermeabilità possono rendere difficoltosa la sostituzione delle batterie;
  • apparecchi progettati per essere lavati, risciacquati o utilizzati in ambienti umidi, nei quali l’accesso alla batteria potrebbe compromettere la sicurezza;
  • dispositivi medici professionali, comprese apparecchiature per diagnostica per immagini, radioterapia e diagnostica in vitro;
  • sonde wireless per termometri alimentari e apparecchiature destinate ad atmosfere potenzialmente esplosive (ATEX);
  • giocattoli elettrici con batterie ricaricabili, per i quali è prevista una deroga temporanea fino al 31 luglio 2030.

L’atto, adottato dalla Commissione nel luglio 2026, è accompagnato da orientamenti aggiornati sull’applicazione armonizzata delle disposizioni relative alla rimovibilità e sostituibilità delle batterie portatili e delle batterie LMT.

Il regolamento delegato entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, mentre gli obblighi generali dell’articolo 11 saranno applicabili dal 18 febbraio 2027.

Maggiori informazioni sono disponibili ai seguenti link: regolamento delegato e orientamenti della Commissione.

  • Bioeconomia – La Commissione lancia la Bio-based Europe Alliance per sostenere il mercato dei materiali a base biologica

Lo scorso 21 ottobre la Commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, ha annunciato il lancio della Bio-based Europe Alliance (BEA), in occasione del Global Bioeconomy Summit di Dublino, con l’obiettivo di stimolare la domanda di materiali e prodotti a base biologica e favorire la diffusione commerciale di soluzioni innovative.

L’Alleanza, di natura volontaria, riunisce acquirenti, produttori, fornitori e autorità pubbliche, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione lungo le filiere europee della bioeconomia e offrire maggiore prevedibilità alle imprese.

In particolare, l’iniziativa punta a sviluppare mercati di riferimento per i prodotti a base biologica, ridurre l’incertezza degli investimenti e facilitare il passaggio dalla ricerca alla produzione su scala commerciale. L’aumento della domanda dovrebbe inoltre contribuire a ridurre la dipendenza dell’UE dalle materie prime fossili e a rafforzare la competitività industriale europea.

Nella stessa giornata si è svolta anche la seconda riunione del Bioeconomy Investment Deployment Group (BIDG), che riunisce operatori finanziari pubblici e privati per affrontare le difficoltà di accesso ai finanziamenti e mobilitare investimenti nei progetti industriali a base biologica.

Il Gruppo ha concordato una tabella di marcia per il prossimo anno, con particolare attenzione al rafforzamento dei progetti pronti a ricevere investimenti, all’accesso ai capitali e allo sviluppo industriale su larga scala. La prossima riunione plenaria è prevista nel 2027.

Maggiori informazioni sono disponibili ai seguenti link: Bio-based Europe Alliance e iniziativa europea per l’industria a base biologica.

ISPRA – Pubblicata la stima trimestrale delle emissioni in atmosfera per il 2026

Segnaliamo che ISPRA ha effettuato una stima trimestrale delle emissioni di gas serra, che consente di monitorare con regolarità la relazione tra l’andamento dell’economia e l’impatto ambientale, offrendo una chiave di lettura importante per seguire l’evoluzione climatica del Paese. I nuovi dati mostrano una iniziale riduzione delle emissioni di gas serra, un primo segnale da consolidare per il raggiungimento degli obiettivi climatici.

Sulla base dei dati disponibili relativi al secondo trimestre di rilevazione, infatti, per il 2026 ISPRA prevede un decremento delle emissioni di gas serra dell’1,5% rispetto al 2025, a fronte di un incremento del PIL pari allo 0,8%. La riduzione complessiva è trainata in particolare dal calo dei consumi di carbone, impiegato sia nel settore civile sia in quello delle emissioni climalteranti per l’industria con un calo del 7,7%, seguita da una riduzione dell’1,4% nella produzione di energia e dell’1,2% per il riscaldamento, in linea con i consumi di gas naturale. Si attesta invece su una leggera decrescita il settore dei trasporti, che segna un -0,2% dovuto principalmente alla riduzione dei consumi di gasolio per autotrazione, parzialmente bilanciati dalla crescita dei consumi di benzina. Per quanto riguarda l’agricoltura e la gestione dei rifiuti, nel 2026 non sono previsti scostamenti rilevanti rispetto al 2025.

Inoltre, nel corso del 2026, secondo i dati ISPRA la richiesta di energia elettrica si attesta a 156.671 GWh, registrando un aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025 del 2,5% e del 3,3% rispetto al 2024. Tale fabbisogno energetico è stato soddisfatto per il 42,8% da Fonti Energetiche Rinnovabili, per il 41,1% da fonti non rinnovabili e per la restante quota del 16,2% dal saldo estero. Maggiori dettagli sulla metodologia e i dati di emissione sono disponibili qui: https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/#Report

Tutti i dettagli sono disponibili sul sito di ISPRA: https://www.isprambiente.gov.it/it

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LAVORO | Distacco dei lavoratori: richiesta di partecipazione alla survey della Commissione europea in collaborazione con ELA – scadenza 29 ottobre 2026

Lo scorso 23 ottobre il nostro Sistema centrale ha ricevuto dal Dipartimento per gli Affari Europei della Presidenza del Consiglio dei Ministri una richiesta di partecipazione a una survey promossa dalla Commissione europea, in collaborazione con l’Autorità Europea del Lavoro (ELA) in materia di distacco dei lavoratori.

L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità per le imprese, in quanto mira a individuare i principali ostacoli di natura amministrativa e burocratica che attualmente caratterizzano la gestione dei distacchi dei lavoratori all’interno dell’Unione europea.

La consultazione assume particolare rilievo alla luce dell’attuale evoluzione del quadro normativo europeo in materia (rif. e-Declaration).

Il termine per la compilazione e l’invio delle risposte è fissato al 29 ottobre 2026.

Come sottolineato dal Dipartimento per gli Affari Europei, il tema è da tempo all’attenzione della task force SMET (Single Market Enforcement Taskforce) e rientra tra le attività che la Commissione europea e gli Stati membri stanno portando avanti per affrontare le cosiddette Terrible Ten, individuate nella Strategia per il Mercato Unico. Tra queste, come noto, figura anche la rimozione degli ostacoli al distacco transfrontaliero dei lavoratori.

Di seguito il link per accedere al questionario:

Survey for employers/employers organisations

 RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

Francesco Cotini  089200815  [email protected]