INTERNAZIONALIZZAZIONE | Trade Defence Instruments – Aggiornamenti su Report annuale UE 2025 e proposte di rafforzamento
La Commissione europea ha recentemente pubblicato il Report annuale sull’attività di difesa commerciale dell’UE relativa al 2025, che offre un quadro aggiornato dell’evoluzione e dell’utilizzo dei Trade Defence Instruments – TDIs (antidumping, anti-sussidi, salvaguardie).
I dati e le evidenze contenuti nel documento confermano il crescente rilievo della difesa commerciale nell’ambito della più ampia agenda europea di competitività, resilienza industriale e sicurezza economica. Il Rapporto evidenzia come nel 2025 sia rimasta elevata la domanda di intervento in materia di trade defence, con l’apertura da parte della Commissione europea di 32 nuove indagini e l’adozione di 26 misure definitive, portando a 232 lo stock complessivo delle misure in vigore. Tale dinamica riflette la persistente diffusione di pratiche commerciali ritenute distorsive o lesive per l’industria europea, con particolare concentrazione nei settori più esposti, tra i quali chimico e siderurgico.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il rafforzamento delle attività di sorveglianza e monitoraggio delle importazioni (anche attraverso l’istituzione di una specifica import surveillance task force ), con l’obiettivo di tenere sotto controllo i fenomeni di diversione dei flussi commerciali verso il mercato europeo, analizzare – in collaborazione con il settore industriale – gli sviluppi di mercato, individuare tempestivamente potenziali rischi e, ove necessario, attivare gli strumenti a disposizione (tra gli interventi richiamati vi sono la salvaguardia europea sull’acciaio o le misure adottate su determinate tipologie di ferroleghe). Il Report conferma, inoltre, la crescente attenzione della Commissione alla fase applicativa delle misure di difesa commerciale, considerata essenziale per garantirne l’effettiva capacità di produrre gli effetti correttivi attesi, anche alla luce del carattere sempre più articolato dei tentativi di elusione. In parallelo, la Commissione ha continuato a fornire assistenza agli esportatori europei coinvolti in procedimenti avviati da Paesi terzi, tra i quali le indagini antidumping e antisovvenzioni cinesi su brandy, carne suina e prodotti lattiero-caseari UE.
Nel complesso, il quadro delineato dal Report della UE evidenzia una progressiva evoluzione della funzione dei TDIs, da strumenti prevalentemente reattivi, volti a contrastare specifici fenomeni di dumping o sovvenzioni, a componenti di un sistema di trade defence sempre più strutturato, nel quale assumono crescente rilevanza attività di enforcement, market surveillance e risk detection.
In tale contesto, si inserisce il confronto attualmente in corso in ambito BusinessEurope, al quale Confindustria sta attivamente contribuendo, volto a definire un pacchetto di proposte, da sottoporre all’attenzione della Commissione europea, finalizzate all’efficientamento dell’attuale toolbox europeo di difesa commerciale. La riflessione muove dall’esigenza di rendere i TDIs più incisivi, reattivi e fruibili, adeguandone la capacità di risposta a un contesto competitivo caratterizzato da pratiche commerciali distorsive sempre più diffuse, persistenti condizioni di sovraccapacità produttiva e squilibri concorrenziali strutturali a livello internazionale. Tra i principali ambiti di intervento attualmente oggetto del confronto si segnalano:
- potenziamento della capacità operativa della Commissione (attraverso maggiori risorse e competenze specialistiche dedicate) e una significativa riduzione delle tempistiche di istruttoria e conclusione dei procedimenti;
- semplificazione e maggiore accessibilità delle procedure per le imprese, anche attraverso il rafforzamento del supporto tecnico nella predisposizione delle denunce e nella gestione degli adempimenti connessi alle indagini;
- rafforzamento delle attività di “early detection and intervention”, mediante un monitoraggio più sistematico dei flussi commerciali e dei relativi segnali di rischio al fine di consentire un’attivazione tempestiva degli strumenti disponibili;
- applicazione più incisiva ed efficace degli strumenti esistenti, attraverso maggiore ricorso ai facts available in caso di mancata o insufficiente cooperazione e un rafforzamento dell’azione di anti-circumvention;
- adozione di un approccio maggiormente integrato lungo la value chain, assicurando un adeguato coinvolgimento degli operatori downstream e una valutazione più completa degli effetti delle misure sull’intero ecosistema industriale.
Sarà nostra cura tenere aggiornato il sistema associativo sugli sviluppi del processo.
