Export e turismo in difficoltà agricoltura prima a pagare gli albergatori: asiatici in fuga
Disoccupazione al minimo allarme Ocse sul debito record
Svolta sul quotidiano la Stampa Gedi vende a Sae di Leonardis
La metalmeccanica ha perso oltre 100mila posti di lavoro dal 2008
Ets, la revisione sul tavolo del prossimo vertice europeo
1donna1lavoro1conto con Confindustria e Confcommercio
INTERNAZIONALIZZAZIONE | DIFESA COMMERCIALE ATTIVA – Rinnovo misure dell’UE riguardanti biodiesel; ruote in acciaio
Si segnala la pubblicazione di una serie di atti in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea relativi a procedimenti in corso e/o all’adozione di nuove misure di difesa commerciale (dazi antidumping-AD, antisovvenzioni-AS, misure di salvaguardia) applicabili alle importazioni di determinati prodotti immessi nel mercato unionale.
- rinnovo dazi anti-sussidi (aliquote comprese tra 8% e 18%) sull’import di biodiesel dall’Indonesia. Il riesame, avviato su istanza dell’European Biodiesel Board, ha confermato l’elevata probabilità di persistenza delle sovvenzioni e di reiterazione del pregiudizio per l’industria unionale in caso di cessazione dei dazi compensativi. Ad esito dell’istruttoria (riguardante il periodo ott. 2023 – sett. 2024), la Commissione europea ha valutato la permanenza di regimi di sovvenzione pubblica in Indonesia; la significativa sovraccapacità produttiva indonesiana, con potenziale riallocazione verso il mercato unionale; l’elevata attrattività del mercato UE, anche in considerazione di analoghe misure adottate dagli Stati Uniti; la capacità dei produttori indonesiani di esportare a prezzi inferiori al valore di mercato. Per ulteriori dettagli: Regolamento UE 2026/479 ; Caso R829
- rinnovo dazi antidumping sull’import dalla Cina di ruote in acciaio (steel road wheels, NC 8708 70 10 80, 8708 70 10 85, 8708 70 99 20, 8708 70 99 80, 8716 90 90 95 e 8716 90 90 97). L’istanza di proroga è stata avanzata dall’Associazione dei costruttori europei, EUWA. Ad esito dell’indagine, che ha confermato il rischio di persistenza del pregiudizio per l’industria unionale, l’UE ha esteso per un ulteriore quinquennio i dazi con aliquote comprese tra 50,3% e 66,4%. Per ulteriori dettagli: Regolamento UE 2026/428; Caso R833
AMBIENTE | report settimanale ambiente 23-27 febbraio 2026
PWR – Aggiornamento: Atto delegato esenzione dagli obiettivi di riutilizzo per gli imballaggi flessibili in plastica utilizzati per la stabilizzazione e protezione dei pallet
Lo scorso 25 febbraio la Commissione europea ha pubblicato un atto delegato (in allegato) – che recepisce molte delle richieste avanzate da Confindustria nella risposta alla consultazione pubblica UE lanciata sul tema – che esenta dall’obbligo di riuso al 100% i film per l’avvolgimento dei pallet e le reggette utilizzate per fissare le merci durante il trasporto.
Il Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) prevedeva infatti che tali articoli fossero interamente riutilizzabili quando impiegati all’interno di un’impresa o tra imprese situate nello stesso Stato membro. Tuttavia, a seguito del feedback delle parti interessate e di uno studio di fattibilità della Commissione, si è concluso che imporre il riuso esclusivo obbligatorio in questi casi avrebbe potuto comportare costi di adeguamento sproporzionati.
L’esenzione non incide sull’obiettivo generale: dal 1° gennaio 2030, almeno il 40% degli imballaggi per il trasporto e la vendita dovrà essere riutilizzabile. Gli operatori dovranno pertanto continuare a rispettare l’obiettivo complessivo di riuso, ma senza oneri eccessivi legati a specifici componenti dell’imballaggio.
DL Proroghe – Pubblicazione in GU della Legge di conversione
Segnaliamo la pubblicazione in GU della Legge di conversione del DL n. 200 del 2025, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi.
Di seguito ricordiamo le principali misure di interesse:
- il differimento dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2026 del termine fino al quale può essere autorizzato il riutilizzo a scopi irrigui in agricoltura delle acque reflue depurate prodotte dagli impianti di depurazione già in esercizio alla data del 15 aprile 2023 (art. 13, co. 1-bis). Parallelamente, si dispone l’abrogazione del Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue attualmente vigente (DM 12 giugno 2003, n. 185), a decorrere dall’entrata in vigore del DPR ex art. 99 del D.lgs. 152/2006 sui criteri, modalità e condizioni per il riutilizzo delle acque reflue (art. 13, co. 1-ter);
- la proroga al 15 settembre 2026 della possibilità, per i soggetti tenuti all’iscrizione al sistema RENTRI (Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti), di continuare a emettere il formulario di identificazione dei rifiuti (FIR) in formato cartaceo (art. 13, co. 5-bis). Conseguentemente, le sanzioni previste per la mancata o incompleta trasmissione dei dati al RENTRI si applicheranno a decorrere dalla medesima data (art. 13, co. 5-septies);
- l’abrogazione della disposizione, rimasta finora inattuata, che demandava a un apposito DM l’aumento da 60 a 120 giorni del termine per l’iscrizione al RENTRI previsto per enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti, nonché per tutti gli altri soggetti diversi dai produttori iniziali (art. 5, co. 5-octies);
- il differimento, al 30 giugno 2026, del termine a decorrere dal quale la disponibilità di sistemi di geolocalizzazione sui mezzi di trasporto dei rifiuti pericolosi diventa requisito di idoneità tecnica per l’iscrizione alla categoria 5 dell’Albo nazionale gestori ambientali (ANGA). Viene, inoltre, demandato all’ANGA il compito di definire, con proprie deliberazioni ed entro la suddetta data, i tempi e le modalità che i trasportatori di rifiuti pericolosi devono seguire per l’installazione di suddetti sistemi (art. 13, co. 5-quinquies e 5-sexies).
Schema di d.lgs. sulla tutela penale dell’ambiente – Trasmissione memoria Confindustria
Trasmettiamo, in allegato, la memoria elaborata da Confindustria in merito allo schema di decreto di attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, dove, pur condividendo l’obiettivo di rafforzare la tutela penale dell’ambiente, è stata evidenziata la necessità di assicurare un recepimento proporzionato, coerente con l’assetto già esistente e orientato all’effettività dell’enforcement.
Nel documento è stato sottolineato che l’Ordinamento italiano dispone già di un sistema particolarmente avanzato e severo in materia ambientale e che occorre evitare un’ulteriore estensione dell’area del penalmente rilevante – soprattutto con riferimento alle fattispecie di pericolo – senza adeguati criteri di proporzionalità, chiarezza applicativa e distinzione tra dolo e colpa. In questa prospettiva, p stata richiamata, ancora una volta, l’importanza di valorizzare la funzione ripristinatoria e preventiva della disciplina, incentivando la tempestiva eliminazione del danno o del rischio ambientale.
Con specifico riguardo al quadro già modificato dal DL “Terra dei Fuochi”, abbiamo evidenziato come l’inasprimento sanzionatorio e la trasformazione di numerose fattispecie in delitti abbiano determinato un irrigidimento e una significativa espansione dell’area penale, con possibili effetti di sovrapposizione e perdita di selettività. In tale quadro, abbiamo chiesto di valutare correttivi mirati, al fine di evitare ulteriori rigidità derivanti proprio da quell’intervento e di ripristinare un assetto più coerente, proporzionato e funzionale agli obiettivi della direttiva.
Sono attesi i pareri delle competenti Commissioni Giustizia di Camera e Senato.
Sarà nostra cura tenervi aggiornati.
RENTRI – Criticità ancora da risolvere: Nota Confindustria
Confindustria ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e, in particolare, alla Direzione Generale Economia Circolare e Bonifiche (ECB) una Nota – disponibile in allegato – contenente le questioni interpretative che continuano a generare criticità operative nell’ambito del Sistema RENTRI, e che sono state già oggetto di segnalazioni a partire da luglio 2025, senza che sia ancora intervenuto un chiarimento risolutivo.
La Nota evidenzia, in primo luogo, la problematica relativa alla gestione nel RENTRI delle imprese operanti con AIA che ricevono e utilizzano rifiuti all’interno della propria installazione in conformità all’art. 216, comma 8-septies del TUA, per le quali l’attuale configurazione del sistema non consente ai produttori di indicarle come destinatari nei formulari digitali, rendendo di fatto non esercitabile una facoltà espressamente prevista dal legislatore e funzionale alla valorizzazione dei rifiuti nei cicli produttivi.
Sono inoltre rappresentate le criticità connesse alla gestione dei rifiuti prodotti presso siti di soggetti terzi, alla corretta indicazione della provenienza del rifiuto (“urbano” o “speciale”) nei nuovi modelli di registro cronologico e di FIR, nonché ulteriori questioni operative riguardanti, ad esempio, lo spandimento dei fanghi in agricoltura e altre specifiche casistiche di gestione e compilazione del FIR digitale.
Si tratta di profili che incidono in modo diretto sulla possibilità per le imprese di adempiere correttamente agli obblighi di legge e che richiedono un chiarimento tempestivo, anche al fine di evitare soluzioni applicative disomogenee o non pienamente coerenti con l’impianto normativo. Per queste ragioni, Confindustria ritiene necessario un riscontro del Ministero sui punti evidenziati nella Nota.
Tale documento intende rappresentare un primo contributo, nella consapevolezza che l’avvio del FIR digitale richiederà, anche nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, un dialogo costante tra Amministrazione e imprese, finalizzato a intercettare e risolvere progressivamente le ulteriori criticità che dovessero emergere nel corso dell’operatività del sistema.
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.
PFAS – Studio sul contributo dei PFAS alla competitività industriale europea e i potenziali effetti di una loro restrizione totale o parziale
Riportiamo di seguito una sintesi del dibattito svoltosi lo scorso 25 febbraio nella commissione ITRE (industria, ricerca ed energia) del Parlamento europeo su uno studio commissionato sui PFAS e il loro ruolo nell’industria europea (disponibile in allegato).
Nel corso del dibattito, uno degli autori dello studio, Robert White (autore esterno), ha dichiarato che il potenziale di sostituzione delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) è molto limitato in alcuni settori, come quello aerospaziale e della difesa. Ha inoltre aggiunto che lo studio raccomanda di prevedere deroghe temporanee per tali settori nell’ambito di un eventuale restrizione dei PFAS.
Gli eurodeputati dei Verdi hanno sostenuto che lo studio non abbia adottato un approccio olistico e che non abbia tenuto conto di costi aggiuntivi, quali quelli legati alla salute umana e all’ambiente.
Christian Ehler (PPE, Germania) ha accusato i Verdi di ignorare le conseguenze economiche nel momento in cui chiedono l’introduzione di un divieto radicale.
Ribadendo che l’obiettivo principale dello studio era valutare i costi che l’industria dovrebbe sostenere in caso di un divieto effettivo dei PFAS, il Dott. White ha osservato che, qualora non fosse possibile una completa eliminazione graduale dei PFAS, si dovrebbe investire nella ricerca su tecnologie di abbattimento e cattura.
Omnibus I – Pubblicato in GUUE
Lo scorso 26 febbraio è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il testo della Direttiva (UE) 2026/470, che modifica le Direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE, 2022/2464/UE (CSRD) e 2024/1760/UE (CSDDD) per quanto riguarda alcuni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e alcuni obblighi sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (pacchetto Omnibus I).
Il testo Omnibus I – disponibile in allegato – entrerà in vigore il 18 marzo 2026 (il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella GUUE).
ENEA – SAVE THE DATE, 24 marzo 2026: Webinar “La restrizione sulle microplastiche all’interno del Regolamento REACH”
Segnaliamo che ENEA, d’intesa con il MIMIT, ha organizzando un Webinar sulla restrizione microplastiche in collaborazione con Unionchimica Confapi per il giorno 24 marzo dalle ore 10.
Il Titolo dell’evento sarà:
LA RESTRIZIONE SULLE MICROPLASTICHE ALL’INTERNO DEL REGOLAMENTO REACH
La spinta del Regolamento REACH per la riduzione delle microplastiche intenzionalmente aggiunte nei prodotti
Tutte le informazioni, incluso il link per la registrazione, sono disponibili sul sito dell’Helpdesk REACH (https://reach.mise.gov.it/eventi2/388-save-the-date-24-marzo-2024-webinar-enea-mimit-confapi-sulle-microplastiche)
Il link per partecipare all’evento sarà inviato qualche giorno prima a coloro che si saranno registrati.
Nel corso del webinar sarà illustrata, nel dettaglio, la voce di restrizione n. 78, il suo campo di applicazione, i periodi transitori e le deroghe e gli obblighi di informazione introdotti dalla restrizione stessa.
ICESP – SAVE THE DATE, 11 marzo 2026: Workshop “La gestione circolare del fosforo: risultati e prospettive della Piattaforma Italiana del Fosforo”
ICESP informa che il prossimo l’11 marzo (h 9-16 circa), presso l’Auditorium del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si svolgerà il workshop ‘La gestione circolare del fosforo: risultati e prospettive della Piattaforma Italiana del Fosforo’, in presenza. La partecipazione è libera e gratuita nel rispetto della capienza massima della sala (le iscrizioni saranno quindi chiuse al raggiungimento del massimo numero previsto).
Durante l’evento saranno illustrate le innovazioni tecnologiche, la situazione di mercato e il quadro normativo relativi al ciclo del fosforo e saranno date informazioni sui risultati ottenuti dalla Piattaforma nell’ultimo anno di attività. Sarà inoltre illustrato il Database Nazionale del Fosforo e, in una sessione interattiva dedicata, chiesti feedback ai partecipanti utili al suo miglioramento.
Sul sito della Piattaforma, in particolare al link che segue, https://www.piattaformaitalianafosforo.it/it/news-ed-eventi/29-workshop-la-gestione-circolare-del-fosforo-risultati-e-prospettive-della-piattaforma-italiana-del-fosforo.html, trovate tutte le informazioni necessarie, incluso il link alla registrazione (obbligatoria).
allegati: ECTI_STU(2025)778581_EN OJ_L_202600470_EN_TXT Pallet wrappings_C_2026_511_1_EN_ACT_part1_v4_0 Programma webinar microplastiche RENTRI – Criticità ancora da risolvere_febbraio 2026
Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])
TRASPORTI | Resoconto settimanale Rete Logistica, Trasporti e Infrastrutture
Pubblichiamo il resoconto settimanale delle Rete Logistica, Trasporti e Infrastrutture di Confindustria, i cui allegati sono disponibili al seguente link,
DL PROROGHE – APPROVAZIONE DEFINITIVA
Desideriamo informarvi che, lo scorso 25 febbraio, l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva e quindi senza modifiche il DL Proroghe con 98 voti favorevoli, 54 contrari e 1 astenuto.
La documentazione di riferimento è disponibile in allegato.
CONSULTAZIONE MASE SU QUADRO STRATEGICO NAZIONALE PER LO SVILUPPO DELLE INFRASTRUTTURE DEI COMBUSTIBILI ALTERNATIVI – SLIDE CONFINDUSTRIA
Vi ricordiamo che, lo scorso 9 febbraio, il MASE ha avviato una consultazione pubblica sul progetto di Quadro strategico nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture dei combustibili alternativi, ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1804 – AFIR (entrambi in allegato).
Il documento definisce la pianificazione nazionale delle infrastrutture per ricarica elettrica, GNL/GNC e idrogeno, con riferimento ai settori stradale, marittimo, ferroviario, navigazione interna e aereo ed è destinato a orientare le scelte di investimento e attuazione della transizione nei trasporti.
Per facilitare una risposta di sistema, abbiamo predisposto una presentazione che approfondisce nel dettaglio le 11 domande del Modulo di consultazione QSN 2026.
Rimaniamo in attesa di ulteriori contributi e vi trasmettiamo – in allegato – la documentazione di riferimento.
REVISIONE ETS – BUSINESS EUROPE INDICA LE PRIORITÀ DELLE IMPRESE. CONFINDUSTRIA CHIEDE LA SOSPENSIONE DEL SISTEMA
BusinessEurope ha pubblicato un documento di posizione sulle priorità per la revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), delineando le principali richieste del mondo imprenditoriale europeo affinché la riforma tenga maggiormente conto delle esigenze di competitività dell’industria, garantendo al contempo il contributo del sistema agli obiettivi climatici dell’UE.
Nel documento – come riportato a pagina 2 – si evidenzia che, alla luce dei crescenti rischi di carbon leakage, Confindustria chiede la sospensione degli obblighi ETS e una revisione strutturale del sistema.
Di seguito i principali messaggi chiave indicati da BusinessEurope:
- Maggiore attenzione alla competitività, preservando l’ambizione climatica: BusinessEurope ribadisce il ruolo centrale dell’ETS nel quadro climatico dell’UE post-2030 quale strumento di mercato essenziale per il raggiungimento della neutralità climatica al 2050. Tuttavia, viene sottolineato come l’attuale contesto economico sia caratterizzato da una competitività europea in forte sofferenza, con imprese esposte a costi crescenti e a una concorrenza globale intensa, in assenza di adeguate condizioni abilitanti per sostenere gli investimenti nella decarbonizzazione. La revisione del sistema dovrebbe quindi tenere conto delle sfide economiche del periodo post-2030.
- Maggiore flessibilità per garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo: Secondo le stime della Commissione, nel 2039 potrebbero permanere emissioni industriali anche quando il fattore di riduzione lineare (LRF) porterà a zero l’emissione di nuove quote. Per evitare un cosiddetto “ETS Endgame” nel 2040, BusinessEurope propone di adattare il sistema, anche attraverso una revisione dell’LRF. Tra le opzioni indicate figurano l’utilizzo di quote della Market Stability Reserve (MSR), l’introduzione di rimozioni europee e di crediti internazionali di alta qualità. La MSR dovrebbe inoltre essere adeguata al nuovo contesto di scarsità di quote, eliminando la regola di invalidazione. Si sottolinea infine che i proventi dell’ETS dovrebbero essere reinvestiti a sostegno della decarbonizzazione dei settori interessati.
- Misure efficaci contro la rilocalizzazione delle emissioni: BusinessEurope invita la Commissione a riconsiderare la prevista eliminazione graduale delle quote gratuite per tutti i settori. Qualora il CBAM non si dimostrasse efficace nella valutazione prevista per il 2027, la fase di graduale eliminazione delle quote gratuite per i settori coperti dovrebbe essere posticipata nell’ambito della revisione ETS. Si richiede inoltre un ampliamento dell’elenco dei settori a rischio di carbon leakage, una metodologia di benchmark più realistica e l’eliminazione delle condizionalità per l’assegnazione gratuita. Il quadro per la compensazione dei costi indiretti dovrebbe essere mantenuto oltre il 2030, esteso a un numero maggiore di settori e applicato in più Stati membri. Per i settori marittimo e dell’aviazione, viene infine richiesto un allineamento con gli sviluppi regolatori a livello globale per evitare fenomeni di rilocalizzazione.
La documentazione di riferimento è disponibile in allegato.
AGENDA UE PER LE CITTÀ – APPROVATE LE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO
Il Consiglio ha approvato le conclusioni sull’Agenda dell’UE per le città, facendo seguito alla comunicazione della Commissione “Un’agenda dell’UE per le città: promuovere la crescita e la prosperità”, presentata il 3 dicembre 2025.
Nel testo adottato, i ministri responsabili delle politiche di coesione sottolineano il ruolo chiave delle città – insieme alle rispettive aree urbane funzionali – per la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione, nonché per il perseguimento delle priorità europee in materia di competitività, innovazione e sviluppo sostenibile.
Le conclusioni evidenziano il contributo fondamentale delle città alla decarbonizzazione, all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla tutela dell’ambiente e della biodiversità e alla transizione verso l’energia pulita. Viene inoltre riconosciuto il ruolo centrale delle aree urbane nel miglioramento della mobilità, attraverso la promozione di sistemi di trasporto multimodali sostenibili, accessibili, puliti ed efficienti.
Il Consiglio richiama l’importanza della politica di coesione nel rafforzare la dimensione urbana dell’UE, ricordando che oltre 24 miliardi di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) sono destinati allo sviluppo urbano sostenibile nel periodo 2021-2027. Viene altresì sottolineata l’opportunità offerta dalla revisione intermedia della politica di coesione per affrontare priorità quali la carenza di alloggi sociali, sostenibili e a prezzi accessibili, la transizione energetica, la resilienza idrica, la competitività, la difesa e lo sviluppo delle competenze.
Le conclusioni riconoscono inoltre il contributo del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) al sostegno delle città, in particolare per la transizione verde e digitale, la fornitura di servizi pubblici e la realizzazione di alloggi sociali e accessibili. Viene infine richiamato il ruolo della Banca europea per gli investimenti nel fornire finanziamenti e assistenza tecnica per trasporti urbani sostenibili, edilizia sociale, efficienza energetica, economia circolare e infrastrutture verdi, anche attraverso il combinato utilizzo di risorse europee, nazionali e private.
La documentazione di riferimento è disponibile in allegato.
VERSO LA TERZA DIMENSIONE DELLA MOBILITÀ: AEREO, DRONI E SPAZIO
Integrazione verticale dei trasporti, nuove industrie e profili regolatori per merci e passeggeri
Aria, cielo e spazio stanno aggiungendo una “terza dimensione” ai sistemi di mobilità di persone e merci: una componente verticale che, accanto a strade, ferrovie e porti, sta già cambiando modelli logistici, catene del valore e scelte industriali.
Cargo aereo, droni e nuove applicazioni “space-enabled” non sono mondi separati rispetto alle reti tradizionali. Sono elementi di un unico ecosistema che possono rendere i flussi più rapidi, sicuri e sostenibili – a condizione di avere una visione strategica, regole chiare e integrazione digitale tra infrastrutture, dati e operatori.
È una traiettoria già avviata, che incide sulla competitività delle imprese e prepara le filiere di domani. Capirla oggi significa arrivare prima su opportunità, vincoli regolatori e scelte operative.
Il workshop online, organizzato da Federtrasporto in collaborazione con Freight Leaders Council, inaugura un ciclo di approfondimenti trasversali che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori appuntamenti dedicati a: Automazione e guida autonoma, Fattore umano, Green Transport e Cybersecurity.
DATI EVENTO
Titolo: Verso la terza dimensione della mobilità: aereo, droni e spazio
Sottotitolo: Integrazione verticale dei trasporti, nuove industrie e profili regolatori per merci e passeggeri
Quando: mercoledì 4 marzo 2026, ore 15:00 (evento online)
Keynote speaker: Alberto Curnis (Politecnico di Milano)
A seguire: confronto con stakeholder del settore
Per partecipare è richiesta la registrazione al seguente link: LINK ISCRIZIONE
Per seguire il webinar sarà sufficiente collegarsi al seguente link: PARTECIPA AL WORKSHOP
PROGETTO MAPPATURA CONNETTIVITÀ AREE INDUSTRIALI – RILANCIO INIZIATIVA CHATBOT
Desideriamo richiamare la Vostra attenzione sull’iniziativa di Confindustria finalizzata a raccogliere dati puntuali e aggiornati sul livello di connettività (copertura e prestazioni) nelle aree produttive e presso gli stabilimenti delle imprese.
Ad oggi, infatti, le informazioni disponibili sul territorio risultano prevalentemente “lato offerta” e basate sui piani di investimento degli operatori TLC. L’obiettivo del progetto è invece realizzare una rilevazione “lato domanda”, utile a predisporre una mappatura del fabbisogno reale di connettività nelle aree industriali e a supportare, con evidenze concrete, le interlocuzioni con le Istituzioni sul tema della digitalizzazione delle imprese.
Per rendere la partecipazione semplice e immediata, è stato predisposto un chatbot accessibile tramite WhatsApp, compilabile direttamente dallo stabilimento/unità produttiva in pochi minuti. Il questionario prevede anche la geolocalizzazione puntuale e un breve test delle prestazioni della rete mobile, oltre ad alcune domande sui fabbisogni digitali dell’impresa (es. processi 4.0, cloud, logistica, AI, cybersecurity).
Considerata la numerosità delle risposte ancora esigua rispetto all’obiettivo, vi chiediamo di promuovere attivamente l’iniziativa e, in particolare, il chatbot tra le vostre Associate e, per quanto di competenza, all’interno delle vostre reti e strutture tecniche. In allegato trasmettiamo un breve tutorial operativo con le istruzioni per accedere e utilizzare il chatbot (link e QR code).
I dati raccolti verranno trattati nel rispetto della normativa privacy e saranno elaborati e restituiti esclusivamente in forma aggregata (ve. PDF).
Per supporto o chiarimenti potete contattare Michele D’Ambrosio ([email protected] – 338 6197617).
Vi ringraziamo per la collaborazione e per il contributo che vorrete assicurare al rilancio dell’iniziativa.
VALORE DEI NOLI CONTAINER – AGGIORNAMENTO
L’ultimo indice composito Drewry Word Container Index mostra un decremento dell’1% per container da 40 piedi rispetto all’ultima rilevazione del 19 febbraio, assestandosi a 1899 dollari.
Relativamente alle tariffe solitamente monitorate, al 26 febbraio, si osserva quanto riportato nel grafico in allegato
INVITO “CAPITALI DELL’ECONOMIA DEL MARE” – “GENOVA E LIGURIA CAPITALI DEL MARE 2026” – 16-17 APRILE 2026, GENOVA
Un metodo, una visione, una rotta comune
Con l’edizione inaugurale del 2026 a Genova prende avvio “Capitali dell’Economia del Mare”, il nuovo percorso pluriennale promosso da Confindustria per valorizzare i territori che costituiscono l’architrave della blue economy italiana in una prospettiva europea.
L’iniziativa – realizzata in collaborazione con Regione Liguria e Comune di Genova – si terrà il 16 e 17 aprile 2026 e rappresenta l’evoluzione naturale del cammino avviato il 15 luglio 2025 a Roma e consolidato nel successivo appuntamento del 22 settembre al Salone Nautico. Un percorso che ha sancito il pieno riconoscimento dell’Economia del Mare come politica industriale di filiera, fondata su un metodo condiviso e su una visione capace di integrare imprese, istituzioni, enti territoriali, centri di ricerca e mondo accademico.
L’Economia del Mare costituisce oggi una delle infrastrutture strategiche dello sviluppo nazionale: oltre un milione di occupati, più di 200.000 imprese, un valore diretto che supera l’11% del PIL e un effetto moltiplicatore che attraversa trasversalmente l’intero sistema produttivo. Un contributo essenziale anche alla competitività europea, al funzionamento del mercato unico, alla resilienza delle catene logistiche e alla proiezione dell’Europa nel Mediterraneo.
Confindustria – unica realtà associativa che rappresenta ogni settore industriale dell’Economia del Mare e, pertanto, capace di interpretare l’intero ecosistema della blue economy – orienta questo percorso affinchè il mare diventi un generatore stabile di valore, competitività e lavoro per il Paese. Un impegno che mira a rafforzare il ruolo dell’Italia come attore industriale centrale nella costruzione della politica marittima europea.
16 aprile 2026 – Cerimonia di apertura: il lancio di “Capitali dell’Economia del Mare”
La giornata inaugurale segnerà l’avvio ufficiale di “Capitali dell’Economia del Mare – Genova e Liguria 2026”, prima tappa di un percorso itinerante che avrà il compito di portare in tutta Italia il valore della blue economy. In questa tappa, il confronto tra istituzioni, realtà confindustriali locali e imprese sarà l’occasione per sottolineare l’importanza del modello integrato ligure, che unisce sostenibilità e innovazione per favorire la crescita del settore marittimo.
La cerimonia di apertura si concentrerà sull’identità territoriale e sulle opportunità che la collaborazione tra pubblico e privato può offrire, con il mare come risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e occupazionale.
17 aprile 2026 – Il cuore dell’evento: la dimensione nazionale e di filiera
Il 17 aprile, l’iniziativa assumerà una dimensione nazionale, con la partecipazione di esponenti istituzionali nazionali ed europei, per esplorare il ruolo centrale dell’Economia del Mare nella crescita economica e occupazionale del Paese. La giornata si concentrerà su come la semplificazione normativa, l’innovazione tecnologica e la formazione possano rappresentare leve decisive per migliorare la competitività del settore, stimolare nuovi investimenti, e creare occupazione qualificata, rispondendo così alle sfide globali e promuovendo una crescita sostenibile per l’intera economia del Paese.
Il confronto tra istituzioni e sistema produttivo sarà fondamentale per tradurre queste priorità in politiche concrete, con l’obiettivo di favorire la crescita dell’Economia del Mare come settore centrale per il futuro industriale del Paese. La giornata si concluderà con il passaggio di testimone alla Regione Campania e alla Città di Napoli, Capitali dell’Economia del Mare 2027, consolidando un percorso che mira a rafforzare la centralità del mare nello sviluppo industriale italiano.
Lavoriamo insieme. Per lo sviluppo economico e sociale. Per l’occupazione. Per il nostro Paese.
LINK PER ISCRIZIONE Eventi Confindustria
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])