Auto, immatricolazioni Ue -3,1% crollo Tesla del
Africa, finanza verde e rinnovabili per avere più energia
INTERNAZIONALIZZAZIONE | DIFESA COMMERCIALE UE – Notifica nuovi procedimenti e misure antidumping/antisovvenzioni dell’UE
Segnaliamo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’UE dei seguenti provvedimenti, relativi a procedimenti in corso e/o nuove misure di difesa commerciale (dazi anti-dumping-AD, dazi anti-sussidi-AS, salvaguardia).
– dazi AD provvisori sulle importazioni di acido gliossilico originario della Cina con aliquote individuali per specifici produttori-esportatori cinesi variabili tra 27,2% e 175,8%, 78,5% per le aziende cooperanti e aliquota media ponderata 280,3% per tutte le altre importazioni originarie della Cina. La sostanza chimica in questione è utilizzata nei settori cosmetico, farmaceutico, alimentare ecc. I dazi definitivi sono attesi per settembre 2025. Per maggiori dettagli: Reg.to di esecuzione (UE) 2025/591 – https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202500591; Caso AD714: https://tron.trade.ec.europa.eu/investigations/case-view?caseId=2742
– avviso di imminente scadenza (17.12.2025) dei dazi AD sull’import di nitrato di ammonio originario della Russia, in vigore dal 2020. Il composto chimico in questione è utilizzato principalmente per la produzione di fertilizzanti. Ai fini del rinnovo delle misure, i produttori dell’UE possono presentare alla Commissione richiesta di riesame come da istruzioni riportate nell’avviso. Per maggiori dettagli: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:C_202501686
– apertura indagine AD sulle importazioni di acido fosforoso – attualmente classificato con il codice NC 2811 19 80, codice TARIC 2811 19 80 60 – originario della Cina. Il prodotto ha, tra l’altro, applicazioni nell’industria chimica, come stabilizzante per materie plastiche o nel trattamento delle acque ecc. I dazi provvisori sono indicativamente previsti nel mese di ottobre 2025; quelli definitivi ad aprile 2026. Per maggiori dettagli: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:C_202501687; Caso AD730: https://tron.trade.ec.europa.eu/investigations/case-view?caseId=2781
– dazi AD definitivi sulle importazioni di filati in fibra di vetro (glass fibre yarns.GFY) originari della Cina, con aliquote variabili tra 26,3% e 56,1%. Per maggiori dettagli: Reg.to UE 2025/501 – https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202500501; Caso AD702: https://tron.trade.ec.europa.eu/investigations/case-history?caseId=2715
– registrazione import di carbonato di bario originario della Cina e dell’India nel quadro del procedimento AD in corso, ai fini dell’eventuale applicazione retroattiva dei dazi. Il prodotto è impiegato principalmente nell’industria ceramica come componente di smalti. Per maggiori dettagli: Reg.to UE 2025/482 – https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202500482; Caso AD723: https://tron.trade.ec.europa.eu/investigations/case-history?caseId=2765
– apertura indagine AD sule importazioni di acido adipico (impiegato principalmente nella produzione di polimeri, resine, plastificanti ecc) originario della Cina. I dazi provvisori sono indicativamente previsti nel mese di settembre 2025; quelli definitivi ad aprile 2026. Per maggiori dettagli: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:C_202501608; Caso AD731: https://tron.trade.ec.europa.eu/investigations/case-view?caseId=2782
– dazi AS definitivi sulle importazioni di ruote di alluminio (aluminium road wheels ARW) originarie del Marocco con aliquote comprese tra 5,6% e 31,4%. Il procedimento, aperto su istanza dell’Associazione dei produttori europei di ruote-EUWA, ha appurato la sussistenza di diversi schemi di sovvenzione concessi dal governo marocchino (tra cui sussidi diretti, finanziamenti tramite prestiti garantiti dallo Stato, aiuti dalla cooperazione tra Marocco e Cina e assicurazioni per il credito all’esportazione) di cui hanno beneficiato i produttori locali. Per maggiori dettagli: Reg.to di esecuzione (UE) 2025/500 – https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202500500; Caso AS703: https://tron.trade.ec.europa.eu/investigations/case-history?caseId=2716#AS703
AMBIENTE | Report settimanale ambiente 17-21 marzo 2025
RENTRI – Segnalazione modifiche delle API di Interoperabilità
Segnaliamo che, a seguito della manutenzione tecnica programmata del 18 marzo scorso della piattaforma RENTRI, sono state apportate alcune modifiche ai servizi delle API di interoperabilità RENTRI. Tali modifiche sono disponibili al seguente link: https://api.rentri.gov.it/docs?page=changelog
Rifiuti – Fanghi da depurazione: Sentenza del Consiglio di Stato del 10 febbraio 2025
Segnaliamo la sentenza del Consiglio Sez. IV n. 1064 del 10 febbraio 2025 (disponibile presso i nostri uffici), relativa al caso dei fanghi il cui processo di trattamento non sia ancora completato presso altri impianti di trattamento di acque reflue urbane e che possano rientrare tra “i materiali” che l’art. 110, comma 3, lett. c), considera idonei ad essere conferiti in altri impianti idonei a trattarli.
La decisione pone fine a un contenzioso giudiziario in cui la Provincia di Frosinone sosteneva che tali fanghi dovessero essere considerati rifiuti e non potessero beneficiare della deroga legislativa prevista dall’art. 110, comma 3, lett. c). Con la sentenza citata, invece, il Consiglio di Stato ha stabilito che tali fanghi non sono rifiuti e che acquisiranno tale qualifica solo al termine del processo di trattamento nell’impianto di depurazione.
- Il ragionamento della Corte
Il Consiglio di Stato, richiamando quanto già affermato nell’ordinanza cautelare n. 1716 del 2024, ribadisce che “i fanghi prodotti nell’ambito dell’attività di depurazione dei reflui possono essere sottoposti alla disciplina dei rifiuti solo una volta completato il processo di trattamento, ovvero se il produttore abbia necessità di disfarsene, sì che il recupero dei fanghi presso impianti di depurazione più grandi e avanzati deve ritenersi consentito.”
Sottolinea, quindi, che è rilevante nella ricostruzione del quadro normativo l’art. 127 del d.lgs. n.152 del 2006 (Fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue), secondo cui “i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti, ove applicabile e comunque solo alla fine del complessivo processo di trattamento effettuato nell’impianto di depurazione”.
L’espressione “comunque solo” – sottolinea il Consiglio di Stato – è stata inserita dall’articolo 9, comma 1, del d.l. del 14 aprile 2023, n. 39, convertito con modificazioni dalla legge 13 giugno 2023, n. 68, e rafforza sostanzialmente quanto poteva già desumersi prima del citato intervento normativo, ovvero che la qualifica di rifiuto può essere attribuita ai fanghi solo al termine del complessivo processo di trattamento.
La sentenza conclude che “La “precisazione” normativa sgombra definitivamente il campo dal dubbio sull’interpretazione corretta della norma.” Non è un caso che la sentenza della stessa sezione (la n. 1685 del 2023), citata dalla Provincia appellante, abbia optato in passato una per diversa interpretazione proprio perché pubblicata prima della citata “precisazione” normativa.
Secondo il Consiglio di Stato, nel caso in esame è emerso chiaramente che Acea Ato 5 S.p.A intende trasferire i fanghi in un altro impianto idoneo a completarne il trattamento. Questo elemento è sufficiente per escludere la qualifica di rifiuto, in quanto l’azienda non si disfa dei fanghi, ma li trasferisce in altro impianto al fine di completare il processo depurativo.
- 127 del d.lgs. n. 152 del 2006
La deroga prevista dall’art. 127 del D.lgs. 152/2006 ha lo scopo di consentire il trattamento dei materiali in altro impianto idoneo a riceverli qualora negli impianti di provenienza non sia possibile completare il processo produttivo. L’uso del termine “materiali” anziché “rifiuti” evidenzia che, se il trattamento non è ancora ultimato e i fanghi vengono trasferiti in un altro impianto, essi non possono essere considerati rifiuti ai sensi dell’art. 127 del d.lgs. n. 152 del 2006.
Nel caso di specie, inoltre, ACEA ATO 5 s.p.a. non “si disfa” affatto dei fanghi, che rimangono nella sua disponibilità materiale e giuridica e continuano a far parte del ciclo di depurazione dei reflui gestito dall’azienda nel territorio della Provincia di Frosinone. Solo al termine del processo di trattamento i fanghi potranno eventualmente essere classificati come rifiuti e avviati a smaltimento e/o a recupero presso idonei impianti autorizzati.
Non essendo stato completato il processo di trattamento dei fanghi presso gli impianti di depurazione, quindi, i fanghi non possono essere considerati rifiuti ai sensi dell’art 127 del d.lgs. n. 152 del 2006.
Per tali ragioni, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello della Provincia di Frosinone, ritenendolo infondato.
Terre e rocce da scavo: Notifica TRIS e trasmissione al CdS
Vi informiamo che, il 21 marzo u.s., l’Italia ha provveduto alla notifica alla Commissione europea (notifica TRIS numero 2025/0161/IT, disponibile al seguente link), ai sensi della Direttiva (UE) 2015/1535, del progetto di Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo, ai sensi dell’articolo 48 del Decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 aprile 2023, n. 41.
A decorrere dalla data di notifica, si apre un periodo di “status quo” della durata di tre mesi – durante il quale lo Stato membro notificante non può adottare la regolamentazione tecnica in questione – che consente alla Commissione e agli altri Stati membri di esaminare il testo notificato e rispondere adeguatamente.
Parallelamente, il provvedimento è stato trasmesso al Consiglio di Stato per l’acquisizione del parere di competenza.
ESPR – Riunione Ecodesign Forum 19 e 20 febbraio 2025: Aggiornamento
Il 19 e il 20 febbraio u.s. si è svolta la prima riunione dell’Ecodesign Forum, il gruppo di esperti designato a supportare la Commissione europea nell’attuazione del nuovo regolamento sull’Ecodesign per prodotti sostenibili (ESPR).
A seguito di un aggiornamento fornito dai rappresentanti del MIMIT che partecipano al Forum, condividiamo le informazioni che seguono.
Segnaliamo, innanzitutto, che, per quanto riguarda il metodo di lavoro del Forum, i temi oggetto di discussione verranno resi disponibili 30 giorni prima di ogni riunione, al fine di consentire l’elaborazione di osservazioni e contributi da parte degli stakeholder, che potranno essere espressi durante il Forum e trasmessi in forma scritta, nelle modalità previste di volta in volta dalla Commissione, nei 30 giorni successivi alla riunione.
Durante la riunione sono stati discussi due temi principali:
- Piano di lavoro sui prodotti prioritari proposto dalla Commissione;
- Beni di consumo invenduti: divulgazione delle informazioni e deroghe al divieto di distruzione.
In merito agli unsold products, è stato oggetto di discussione il format per la divulgazione delle informazioni, con particolare riferimento al numero delle cifre per l’individuazione dei prodotti nella Nomenclatura Combinata, per cui è previsto un numero di digit tra 2 e 4 a seconda dei prodotti, e quindi anche il livello di dettaglio delle informazioni richieste.
Altro argomento di dibattito è stata la proposta sull’assoggettabilità a verifica di parte terza delle informazioni e il ruolo degli SM e delle autorità di sorveglianza.
In merito alle deroghe al divieto di distruzione dei beni di consumo invenduti, che riguardano a vario titolo motivi di ragioni igieniche e di salute, conformità a norme statali, europee e schemi volontari, violazione del diritto di proprietà ed altri, è stato dato generale risalto alla necessità di aderire a regole oggettive per evitare un’elusione indiscriminata del ban.
Sempre nell’ambito del Piano di lavoro proposto dalla Commissione, sono stati identificati due temi prioritari:
- Settore Tessile, con un focus specifico sull’abbigliamento. A tal proposito, segnaliamo che le calzature sono escluse da questa categoria, pur essendo incluse nello studio preparatorio sui prodotti tessili condotto dal JRC (Joint Research Centre), la cui prima milestone è stata pubblicata all’inizio del 2024.
- Ferro e acciaio, anch’essi oggetto di uno studio preparatorio condotto dal JRC.
Per entrambi, l’adozione dell’atto delegato è prevista indicativamente nel quarto quadrimestre del 2026 o, al più tardi, all’inizio del 2027.
Il Piano di lavoro prevede l’elaborazione di atti delegati per ulteriori categorie di prodotti finali:
- Pneumatici (indicativamente nel 2027);
- Arredamento, con esclusione dei materassi (indicativamente nel 2028).
Per quanto riguarda i prodotti intermedi, nel 2027 è prevista l’adozione dell’atto delegato sull’alluminio, attualmente non ancora oggetto di uno studio preparatorio, ma che con ogni probabilità seguirà il medesimo iter adottato per ferro e acciaio.
Inoltre, è prevista l’adozione di atti delegati disciplinanti nel 2028 di due requisiti orizzontali, che saranno oggetto di specifici studi preparatori:
- Riparabilità (2026);
- Riciclabilità e contenuto minimo di riciclato (2028).
Il contenuto minimo di riciclato riguarderà, in particolare, le apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE).
Infine, segnaliamo che, ad oggi, i prodotti chimici e le materie plastiche risultano esclusi dalle discussioni del Forum.
E’ disponibile, presso i nostri uffici, anche la documentazione trasmessa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito della riunione di insediamento del Tavolo Ecodesign del 13 marzo u.s. e, in particolare:
- Resoconto sintetico dei lavori (file word);
- Slides utilizzate nel corso della riunione.
Loop Forward: Building a Circular Economy for a Sustainable and Competitive Europe – Trasmissione documentazione evento
Lo scorso 18 marzo, presso il Parlamento europeo, si è svolto l’evento Loop Forward: Building a Circular Economy for a Sustainable and Competitive Europe, durante il quale Confindustria ha presentato il secondo Rapporto sull’Economia Circolare, dal titolo “Economia Circolare: Strategie e prospettive per l’industria”.
Nel corso dell’incontro, Confindustria ha ribadito il valore dell’economia circolare non solo come strumento per la sostenibilità ambientale, ma anche come leva strategica per la competitività e l’indipendenza industriale del Paese. Il nuovo Rapporto evidenzia le eccellenti performance del Sistema associativo e auspica il superamento delle criticità esistenti per una piena transizione verso un modello produttivo sostenibile e competitivo.
All’evento hanno preso parte, oltre al Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, e alla Vicepresidente per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG di Confindustria, Lara Ponti, anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, gli Onorevoli Massimiliano Salini e Antonio Decaro, nonché Aurel Ciobanu Dordea, Direttore per l’Economia Circolare presso la DG Ambiente della Commissione europea.
Tra i relatori erano inoltre presenti rappresentanti del settore industriale italiano, francese e tedesco, tra cui Antonio D’Amato (Amministratore Delegato di Seda), Marco Mantellassi (Amministratore Delegato di Manteco), Emmanuel Katrakis (membro del Consiglio di Amministrazione di Federrec), Adèle Naudy-Chambaud (Vicepresidente per gli Affari Governativi dell’UE di Schneider Electric), Pär Larshans (Direttore Responsabile di Ragn-Sells) e Alexander Kessler (Senior Manager per Ambiente, Tecnologia e Sostenibilità della Federazione delle Industrie Tedesche – BDI).
Segnaliamo, inoltre, che al seguente link è possibile scaricare:
- L’Executive Summary e il capitolo dedicato alle proposte di politiche industriali (italiano e inglese);
- Il Rapporto completo;
- L’Allegato con le best practices del Sistema Associativo nell’implementazione di tecnologie circolari.
Infine, è disponibile, presso i nostri uffici, la presentazione della Vice Presidente per la Transizione Ambientale e gli Obiettivi ESG di Confindustria, Lara Ponti.
Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])
DIRITTO D’IMPRESA | APPALTI INNOVATIVI –SMARTER ITALY Bando dedicato a soluzioni innovative per sviluppo socio economico comunità territoriali attraverso valorizzazione beni culturali
Informiamo che è stato avviato l’iter amministrativo per la pubblicazione del bando di gara Soluzioni e servizi digitali per lo sviluppo socio-economico delle comunità territoriali periferiche attraverso la creazione e la valorizzazione delle destinazioni del turismo culturale*.
Sono in corso le ultime operazioni tecniche necessarie per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e nei prossimi giorni invieremo una nuova comunicazione per annunciare il via ufficiale alla gara.
Tutte le informazioni relative all’iniziativa, il materiale raccolto durante le fasi consultive, i documenti con la sintesi degli elementi principali del capitolato e del disciplinare di gara, sono disponibili nella pagina diario della sfida.
Ricordiamo che è a disposizione lo strumento “Facciamo squadra!”, un elenco pubblico di oltre 300 operatori economici che hanno manifestato interesse alla iniziativa, con l’obiettivo di facilitare la costituzione di squadre vincenti, in grado di ideare le migliori soluzioni per rispondere alla sfida. È ancora possibile manifestare interesse per essere inseriti nell’elenco pubblico.
Il tema della valorizzazione delle destinazioni del turismo culturale è stato oggetto di un recente confronto con soggetti nazionali e internazionali organizzato da AgID insieme al Centro Intellect dell’Università Tor Vergata di Roma, dal titolo “Digital Transformation in Cultural Tourism: an international dialogue”. Nell’occasione, è stata annunciata l’imminente pubblicazione del bando.
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])
AGEVOLAZIONI | Credito d’imposta investimenti pubblicitari incrementali: invio comunicazione entro il 31 marzo 2025
Ricordiamo che entro il prossimo 31 marzo, le imprese interessate a fruire del credito d’imposta investimenti pubblicatori incrementali devono inviare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Come noto, il bonus è una misura agevolativa destinata alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali in relazione agli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche online.
Sono ammessi gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte al ROC e sui giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea o in formato digitale, registrati presso il Tribunale, ovvero presso il ROC, e dotati del Direttore responsabile.
Dal 2023, per beneficiarne, è necessario che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente.
L’incentivo consiste in un credito d’imposta pari al 75% del valore incrementale degli investimenti realizzati. È concesso nel limite massimo dello stanziamento annuale e nel rispetto dei regolamenti dell’Unione europea in materia di aiuti “de minimis”. Pertanto, se l’importo complessivo dei crediti richiesti supera l’ammontare delle risorse disponibili, queste sono ripartite percentualmente tra tutti coloro che hanno diritto al bonus.
Per accedere al bonus, è necessario inviare la domanda tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, attraverso l’apposita procedura disponibile nella sezione dell’area riservata “Servizi per” alla voce “Comunicare”, accessibile previa autenticazione con Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE). La procedura può essere gestita direttamente da parte dell’impresa interessata o da intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).
In particolare:
· dal 1° al 31 marzo dell’anno per il quale si chiede l’agevolazione, è necessario inviare la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, che è una sorta di prenotazione delle risorse, contenente (oltre ai dati degli investimenti effettuati nell’anno precedente) i dati degli investimenti già effettuati e/o da effettuare nell’anno agevolato;
· dal 9 gennaio al 9 febbraio dell’anno successivo, i soggetti che hanno inviato la “comunicazione per l’accesso” debbono inviare la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati“, resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante gli investimenti effettivamente realizzati nell’anno agevolato.
L’ammontare del credito d’imposta effettivamente fruibile da ciascun richiedente è stabilito con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento stesso. Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 (codice tributo “6900”), che deve essere presentato tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti ammessi.
Per ulteriori informazioni e dettagli, è possibile consultare i siti internet del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria – soggetto gestore della misura e dell’Agenzia delle Entrate responsabile della gestione delle istanze per la fruizione dell’agevolazione.
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])
