Pubblichiamo il resoconto settimanale delle Rete Logistica, Trasporti e Infrastrutture di Confindustria, con approfondimenti in materia di trasporti eccezionali, riformale portuale, sviluppo energia rinnovabili settore trasporti, sicurezza attività subacquee, noli.
DL MILLEPROROGHE – PROPOSTA EMENDATIVA TRASPORTI ECCEZIONALI
Confindustria ha presentato il 21 gennaio all’On. Silvana Andreina Comaroli una proposta di emendamento in materia di trasporti eccezionali, volta a prevedere una proroga di 12 mesi del termine per la definizione del Piano nazionale per i trasporti in condizioni di eccezionalità (scaduto il 31 dicembre 2025) e dell’entrata in vigore delle nuove Linee guida sui trasporti eccezionali, attualmente fissata al 30 marzo 2026.
La proposta nasce dall’esigenza di evitare che l’applicazione delle nuove disposizioni, in assenza di un quadro conoscitivo infrastrutturale completo e omogeneo, determini effetti restrittivi sull’operatività del sistema autorizzativo e sulla continuità dei flussi logistici, a servizio del sistema produttivo. Infatti, la proroga richiesta risponde a motivazioni tecniche e operative oggettive e si rende necessaria per:
(i) attendere la definizione, da parte degli enti territoriali, in particolare Province e Comuni, entro il 31 dicembre 2026, delle attività previste dalle Linee guida ponti per la classificazione del rischio di ponti e viadotti, oggi ancora in larga parte incomplete;
(ii) disporre di un quadro conoscitivo omogeneo e affidabile sullo stato del patrimonio infrastrutturale nazionale, condizione indispensabile per l’assunzione di responsabilità autorizzative fondate su dati tecnici certi;
(iii) evitare che, in assenza di tali informazioni, prevalgano approcci meramente prudenziali da parte degli enti gestori, con il conseguente blocco o forte riduzione delle autorizzazioni ai trasporti eccezionali, in particolare sulla viabilità locale e sull’ultimo miglio;
(iv) allineare l’applicazione delle Linee guida sui trasporti eccezionali con la disponibilità di evidenze tecniche e sperimentali utili a definire criteri equilibrati, omogenei e realmente applicabili su tutto il territorio nazionale.
La proroga mira a garantire la continuità dei trasporti eccezionali a supporto di settori industriali strategici e di evitare ricadute negative sulla realizzazione di investimenti, cantieri e opere pubbliche e private, assicurando al contempo che le decisioni autorizzative e regolatorie siano adottate sulla base di dati tecnici completi, affidabili e omogenei, presupposto indispensabile per provvedimenti fondati, coerenti e proporzionati rispetto alle effettive condizioni del patrimonio infrastrutturale.
L’On. Comaroli, condividendo le motivazioni e i contenuti della proposta presentata da Confindustria, ha fatto propri i relativi rilievi, sostenendo a titolo personale lo specifico emendamento 9.87 Comaroli (Lega).
In allegato, la documentazione citata.
DDL “RIFORMA DELLA PORTUALITÀ NAZIONALE” – RICHIESTA CONTRIBUTI PER EVENTUALI PROPOSTE EMENDATIVE
Come noto, dopo oltre trent’anni dalla Legge 84 del 1994, il Governo avvia una riforma complessiva della portualità nazionale. Il disegno di legge di riordino, approvato dal Consiglio dei ministri il 22 dicembre scorso, è destinato ad avviare l’iter parlamentare. Si tratta di un passaggio cruciale che incide in modo strutturale sull’assetto di governance, sui modelli di programmazione e sulle modalità di finanziamento delle infrastrutture portuali strategiche.
Il 19 dicembre, anticipando la formale approvazione del DdL, Confindustria invia una nota congiunta al Ministro Salvini, firmata dal Presidente del Gruppo Tecnico Logistica e Trasporti, Leopoldo Destro, dal Presidente del Gruppo Tecnico Economia del Mare, Mario Zanetti e dal Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Portuali, Costanzo Jannotti Pecci.
La comunicazione contiene specifiche considerazioni sul progetto di riforma in discussione, con l’obiettivo di contribuire in modo costruttivo al processo decisionale e rappresentare le priorità del sistema industriale e logistico nazionale.
Al fine di garantire continuità al lavoro già avviato e in attesa che il DdL venga incardinato nel processo parlamentare, invitiamo tutti gli interessati a inviarci eventuali proposte emendative alla mail [email protected]
La documentazione di riferimento è disponibile in allegato.
DDL SULLA SICUREZZA DELLE ATTIVITÀ SUBACQUEE – APPROVAZIONE DEFINITIVA
Il 21 gennaio 2026, l’Assemblea della Camera dei deputati ha definitivamente approvato il disegno di legge (A.C. 2521) recante disposizioni in materia di sicurezza delle attività subacquee. Il provvedimento, che si propone di disciplinare le attività subacquee in aree sottoposte alla sovranità o giurisdizione nazionale e, limitatamente alle infrastrutture di interesse nazionale, nell’alto mare, mira a garantire la sicurezza delle infrastrutture e la protezione delle persone impegnate in tali attività.
Il testo, composto da 35 articoli, introduce misure specifiche riguardanti l’accesso agli spazi subacquei, la protezione delle infrastrutture subacquee energetiche e di comunicazione, la regolamentazione dei mezzi sottomarini e dei lavori subacquei, promuovendo la conoscenza e la tutela della dimensione subacquea nel suo complesso.
Tra i principali articoli, l’articolo 1 definisce l’ambito di applicazione del provvedimento, escludendo dalle disposizioni le attività militari, di polizia, di protezione civile e altre attività specifiche. Gli articoli successivi regolano la creazione dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee, l’organizzazione e le competenze di questa istituzione, nonché le modalità di gestione della navigazione subacquea e delle infrastrutture connesse.
Il provvedimento prevede anche misure relative alla certificazione dei mezzi e degli operatori, l’iscrizione al registro professionale, e sanzioni per chi non rispetta le normative previste. Inoltre, viene introdotto un sistema di monitoraggio e di cooperazione internazionale per la protezione delle infrastrutture subacquee.
La legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, con alcune disposizioni che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2027.
La documentazione di riferimento è disponibile in allegato.
PROPOSTA DI DECISIONE SULLA RISERVA STABILIZZATRICE DEL MERCATO – MEMORIA DI CONFINDUSTRIA
Lo scorso 21 gennaio, Confindustria ha inviato una memoria alla Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato, esprimendo la propria posizione sulla proposta di decisione relativa alla riserva stabilizzatrice del mercato (MSR) per il nuovo sistema di scambio di quote di emissione ETS2. Il sistema ETS2, destinato ad entrare in vigore dal 1° gennaio 2027, coinvolge settori diffusi come l’edilizia e il trasporto stradale e prevede l’introduzione di meccanismi per stabilizzare i prezzi delle quote di CO₂.
Nel documento, Confindustria ha evidenziato l’importanza di rendere il mercato delle quote di emissione più prevedibile e meno volatile, ma ha anche sollevato preoccupazioni significative riguardo alla sostenibilità economica e sociale di un avvio così ravvicinato dell’ETS2. Il rischio di impatti negativi su famiglie e PMI, che spesso non dispongono delle risorse finanziarie e tecnologiche per adattarsi rapidamente ai nuovi obblighi, è stato sottolineato come uno degli aspetti più critici.
Confindustria ha ribadito la sua contrarietà all’avvio dell’ETS2 il 1° gennaio 2027, chiedendo una revisione della tempistica di attuazione, affinché il sistema possa essere introdotto in modo sostenibile e senza compromettere la competitività del nostro sistema economico e la qualità della vita dei cittadini.
Le proposte della Commissione, che includono misure per migliorare la liquidità e la prevedibilità del mercato, sono state giudicate positive, ma Confindustria ha chiesto che l’avvio del sistema sia posticipato e che vengano adottate politiche di supporto per accompagnare famiglie e PMI verso la transizione energetica.
La documentazione di riferimento è disponibile in allegato.
DECRETO LEGISLATIVO 9 GENNAIO 2026 – PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE
Lo scorso 20 gennaio 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, che attua la direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, adottata il 18 ottobre 2023. Questa direttiva modifica la direttiva (UE) 2018/2001, il regolamento (UE) 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE in merito alla promozione dell’energia da fonti rinnovabili e abroga la direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio. Il decreto entrerà in vigore il 4 febbraio 2026 e introduce misure volte a sostenere l’adozione delle energie rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra e favorire la transizione energetica in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea.
Il decreto stabilisce obiettivi vincolanti per il 2030, con l’obiettivo di raggiungere almeno il 42,5% di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale di energia dell’Unione Europea, con l’introduzione di misure di semplificazione per le autorizzazioni e l’accelerazione dei tempi per l’installazione di impianti di energia rinnovabile, fissando un massimo di 12 mesi per l’autorizzazione.
Nel settore dei trasporti, il decreto prevede che entro il 2030 il settore raggiunga una quota del 29% di energia rinnovabile nel consumo finale di energia. L’adozione di biocarburanti avanzati, come biometano e bioidrogeno, è uno degli strumenti chiave per raggiungere tale obiettivo, con l’impegno di garantire almeno l’8% di biocarburanti avanzati nel mix di carburanti per i trasporti. L’idrogeno verde viene promosso come fonte di energia per il trasporto pesante, inclusi camion, navi e aerei, dove l’elettrificazione completa non è praticabile. A supporto di queste tecnologie, il decreto introduce incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli a basse emissioni e per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento di idrogeno.
La documentazione di riferimento è disponibile in allegato.
ECONOMIA DEL MARE – INTERVISTA PRESIDENTE MARIO ZANETTI RADIO 1 RAI
Venerdì 23 gennaio, Mario Zanetti, Presidente di Confindustria per l’Economia del Mare e Presidente di Confitarma, è stato intervistato su Radio 1 RAI, nel programma condotto da Gelsomina Testa, dedicato al Made in Italy. Il Presidente ha evidenziato l’importanza strategica dell’Economia del Mare, che oggi vale oltre 200 miliardi di euro, pari all’11% del PIL italiano, coinvolge più di 200.000 imprese e dà lavoro a oltre un milione di persone.
Ha sottolineato come il settore marittimo non sia solo una via di trasporto, ma una vera e propria infrastruttura naturale che sostiene l’export, la logistica e il turismo. Ha anche rimarcato l’importanza di una governance portuale unitaria per attrarre investimenti e migliorare la competitività dei porti italiani.
Il Presidente ha trattato, inoltre, il tema della transizione energetica, esprimendo preoccupazione per l’impatto dell’ETS sul settore marittimo, con un onere stimato di circa 304 milioni di euro nel 2024, destinato a crescere rapidamente. Ha sottolineato la necessità che le risorse generate dall’ETS vengano reinvestite nel settore per sostenere il rinnovo delle flotte e ammodernare i porti.
Infine, ha parlato delle tensioni commerciali e dei dazi, che aumentano la pressione sulle infrastrutture marittime e le catene di approvvigionamento, con impatti diretti sulla competitività del sistema produttivo italiano.
L’intervista può essere ascoltata al seguente link a partire dal minuto 24:00.
VALORE DEI NOLI CONTAINER – AGGIORNAMENTO
L’ultimo indice composito Drewry Word Container Index mostra un decremento del 10% per container da 40 piedi rispetto all’ultima rilevazione del 15 gennaio, assestandosi a 2212 dollari.
Relativamente alle tariffe solitamente monitorate, al 26 gennaio, si osserva quanto riportato nel grafico allegato.
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