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AMBIENTE | report settimanale 3-7 luglio 2023

MASE – Emissioni odorigene: pubblicato decreto che adotta le nuove linee di indirizzo nazionali

Trasmettiamo  il decreto direttoriale di approvazione degli “Indirizzi per l’applicazione dell’articolo 272-bis del D.Lgs 152/2006 in materia di emissioni odorigene di impianti e attività” con i relativi allegati.

Tali indirizzi rappresentano un quadro di riferimento importante per i procedimenti decisionali delle autorità competenti in materia di autorizzazioni ambientali e per lo sviluppo futuro della normativa regionale e statale. Nel dettaglio, gli indirizzi hanno ad oggetto i criteri e le modalità di applicazione dell’articolo 272-bis del Dlgs 152/2006, che disciplina, su un piano generale, le emissioni odorigene prodotte da impianti e attività.

Gli “indirizzi” si applicano direttamente agli stabilimenti oggetto della parte quinta del Dlgs 152/2006 (soggetti ad autorizzazione unica ambientale – AUA, autorizzazione alle emissioni o regimi autorizzativi in deroga) e indirettamente, come criterio di tutela nell’istruttoria autorizzativa, alle installazioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale – AIA.

Gli “indirizzi” si applicano anche quando l’autorizzazione alle emissioni è integrata nelle AUA o in altre autorizzazioni uniche (come, ad esempio, quelle in materia di rifiuti o di fonti rinnovabili) e quando l’autorizzazione alle emissioni (o l’AUA in cui è integrata) viene rilasciata per impianti soggetti a procedure autorizzative semplificate in materia di rifiuti.

Fermo restando il potere delle regioni di individuare ulteriori attività, gli indirizzi forniscono un primo elenco “di riferimento” di impianti e di attività aventi un potenziale impatto odorigeno che devono tenere in considerazione le emissioni odorigene nelle domande autorizzative. Inoltre, identificano una serie di procedure istruttorie applicabili a differenti situazioni, in funzione soprattutto della presenza di impianti e attività dell’elenco “di riferimento” o in ulteriori categorie generali individuate dalle autorità regionali.

In particolare, per le fasi dell’iter autorizzativo nelle quali risulta più fattibile/efficace intervenire sulle emissioni odorigene è previsto che l’adempimento del gestore potrebbe modularsi, a scelta delle autorità regionali, con una procedura estesa o una procedura semplificata di istruttoria.

Infine, è prevista anche una specifica procedura istruttoria per gli impianti che manifestano situazioni di crisi durante l’esercizio, risultanti da segnalazioni, sopralluoghi, ecc.. In tali casi, enti locali, territoriali e le autorità e le agenzie tecniche competenti in materia ambientale e sanitaria partecipano alla valutazione della necessità di riesaminare o aggiornare l’autorizzazione e stabilire i tempi di adeguamento del gestore.

L’autonomia regionale rimane ferma per attuare le linee guida con le forme e gli strumenti più appropriati per garantire il necessario livello di tutela.

Nei 5 allegati agli indirizzi sono contenute le regole tecniche per la preparazione delle domande di autorizzazione, lo svolgimento delle istruttorie e le attività di controllo.

Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.mase.gov.it/notizie/emissioni-odorigene-libera-al-decreto-che-adotta-le-nuove-linee-di-indirizzo-nazionali

 

PNRR – Rispetto del principio DNSH: Pubblicate nuove schede per la produzione di energia elettrica da moto ondoso, idroelettrico, dissalatori e impianti di potabilizzazione

Nella sezione Interventi/Il principio DNSH del portale Italia Domani, sono disponibili tre nuove schede tecniche e relative check-list, da compilare nel caso di interventi finanziati dal PNRR che prevedano la Produzione di energia elettrica mediante tecnologie dell’energia oceanica (scheda 32), la Produzione di energia a partire dall’energia idroelettrica (scheda 33), i Dissalatori e gli impianti di potabilizzazione (scheda 34).

Le tre schede e liste di controllo si aggiungono alle 31 già previste nella Guida operativa sul DNSH approvata con Circolare RGS-MEF n. 33/2022, che ha lo scopo di assistere gli enti preposti alla gestione degli interventi PNRR, fornendo indicazioni sui requisiti, la normativa applicabile e gli elementi necessari a documentare il rispetto del principio “non arrecare danno significativo” agli obiettivi ambientali (“Do No Significant Harm”, DNSH).

 

MIMIT – Nuova Sabatini: Aggiornato l’elenco delle certificazioni ambientali di prodotto per accedere ai contributi maggiorati

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato le nuove disposizioni per la concessione dei contributi della Nuova Sabatini, misura che sostiene l’accesso al credito per investimenti in beni strumentali, come macchinari, attrezzature e impianti. Con la Circolare del 3 luglio scorso (in allegato), infatti, è stata aggiornata la disciplina delle agevolazioni a favore delle imprese nei settori dei prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura. Inoltre, è stato aggiornato l’elenco delle certificazioni ambientali di prodotto riconosciute a livello europeo, ricomprese nell’allegato 6/C (anch’esso in allegato) alla Circolare direttoriale del 6 dicembre 2022, n. 410823, necessarie per accedere a contributi maggiorati previsti per gli investimenti green.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.

 

Proposta regolamento materie prime critiche – Avviato esame del Senato

La Commissione Politiche UE del Senato ha avviato l’esame della Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche (in allegato), da parte dell’Unione europea, incentivando al contempo lo sviluppo di fonti di approvvigionamento sostenibili delle stesse.

Secondo la relazione del Governo, la valutazione della proposta di regolamento è complessivamente positiva e si sottolinea la particolare urgenza del progetto.

I principi di sussidiarietà e proporzionalità risultano rispettati e le disposizioni contenute nel progetto sono ritenute conformi all’interesse nazionale. Anche se il negoziato è in una fase iniziale, i lavori procedono speditamente e il testo del regolamento potrebbe essere adottato entro la fine del 2023.

In parallelo, per gli aspetti di merito, anche la Commissione Industria del Senato sta esaminando la proposta di regolamento, con l’intenzione di avviare, la prossima settimana, un ciclo di audizioni che prevederanno l’intervento del Ministro Urso.

Sarà nostra cura continuare tenervi aggiornati.

 

CE – Pubblicato il testo della Proposta di Direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo

Segnaliamo che lo scorso 5 luglio è stata pubblicata la Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sul monitoraggio e la resilienza del suolo (Soil Monitoring Law), con lo scopo di sviluppare per tutti i suoli dell’Unione Europea un sistema di monitoraggio solido e omogeneo, necessario per il raggiungimento dell’obiettivo della salute del suolo al 2050 e per rispettare gli impegni internazionali relativi all’azzeramento del consumo di suolo e alla neutralità e al degrado del suolo e del territorio.

In particolare, gli obiettivi principali della proposta sono: fermare ed invertire i processi di degrado del suolo; prevenire e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici e di perdita di biodiversità; aumentare la resilienza rispetto ai disastri naturali; garantire la sicurezza alimentare; ridurre le contaminazioni del suolo a livelli non più considerati dannosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Le misure proposte si articolano in azioni per:

  • monitoraggio e valutazione della salute del suolo;
  • gestione sostenibile dei suoli;
  • siti contaminati. 

Nel dettaglio, nell’ambito del monitoraggio e valutazione della salute del suolo, ogni Stato Membro dovrà identificare i cosiddetti “Distretti del suolo”, con la relativa autorità per la gestione del monitoraggio e della valutazione della salute del suolo. Inoltre, dovrà essere garantito un monitoraggio su base almeno quinquennale di un set di indicatori per descrivere i processi di degrado del suolo, come salinizzazione, erosione, perdita di carbonio organico e compattazione. Il valore degli indicatori dovrà essere confrontato con specifici criteri di valutazione, alcuni dei quali definiti a livello europeo, mentre altri sono demandati, entro certi limiti, alla decisione di ciascuno Stato Membro.

Il monitoraggio dell’impermeabilizzazione e del consumo di suolo dovrà, invece, essere aggiornato ogni anno sulla base di una metodologia condivisa a livello europeo e che prende come esempio di riferimento proprio il sistema di monitoraggio assicurato da ISPRA e dal SNPA per l’Italia, che quindi si trova già allineata a quanto richiesto su questi temi significativi.

Il monitoraggio e valutazione della salute del suolo sarà oggetto di un reporting quinquennale da parte degli Stati Membri alla Commissione e all’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), i quali si impegnano a rendere tali dati accessibili attraverso un portale europeo. Infine, gli Stati Membri dovranno sviluppare un meccanismo volontario di certificazione della salute del suolo per proprietari e gestori.

Il testo della proposta con i relativi allegati sono disponibili al seguente link: https://environment.ec.europa.eu/publications/proposal-directive-soil-monitoring-and-resilience_en

 

Acqua, fronte comune contro la crisi climatica – Evento 14 e 15 luglio 2023

L’evento che si terrà il prossimo 14 e 15 luglio a Parma dal titolo “Acqua, fronte comune contro la crisi climatica”; due giornate dedicate alla risorsa idrica e ai suoi delicati equilibri ambientali, economici e sociali.

L’acqua riveste un ruolo di crescente centralità negli equilibri che caratterizzano l’ambiente, l’economia e la società, soprattutto alla luce degli impatti del cambiamento climatico. L’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, con il supporto dell’Associazione Nazionale per il Clima Globe Italia, ha organizzato queste due giornate di studio e confronto, con l’obiettivo di sviluppare proposte concrete basate su solide basi scientifiche. L’obiettivo finale è contribuire alla creazione di un piano nazionale integrato che tenga conto delle esigenze sia umane che ambientali.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.

allegati:

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