La presente nota raccoglie i recenti aggiornamenti sugli strumenti di supporto ai progetti di ricerca e sviluppo delle imprese, con riferimento alle iniziative dei ministeri competenti MUR e MIMIT. Confindustria opera, in stretta collaborazione con le istituzioni per la definizione, l’attuazione e il monitoraggio delle misure e per la diffusione presso le imprese attraverso tutto il Sistema Associativo.
- Strumenti di supporto ai progetti di R&S per le imprese
- a) Strumenti fiscali
Prosegue l’attività di monitoraggio sull’utilizzo degli strumenti fiscali, con particolare riferimento al credito d’imposta Ricerca e Sviluppo (R&S), al Patent Box e alla Super deduzione Rafforzata.
- b) Strumenti a selezione
- Aggiornamento Accordi per l’Innovazione – MIMIT
Riferimenti normativi e ruolo strategico
Gli Accordi per l’Innovazione costituiscono uno dei principali strumenti nazionali gestiti dal Ministero delle Imprese e Made in Italy (MIMIT) per promuovere progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico. Confindustria ha supportato l’attuazione degli Accordi per l’innovazione attraverso un dialogo costante con il MIMIT e un’azione continua di orientamento e supporto per le imprese.
Insieme al Sistema Associativo, ha promosso la misura per favorire una partecipazione ampia e qualificata, con l’obiettivo di potenziarne l’efficacia a sostegno di ricerca, sviluppo e innovazione
Dotazione finanziaria e recenti rifinanziamenti 2026
La dotazione iniziale della misura per il 2026 ammonta a 731 milioni di euro, di cui il 34% (circa 248 milioni) è riservato a progetti realizzati interamente nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia), in coerenza con le priorità di sviluppo territoriale.
Il numero di domande ricevute (497 istanze) ha evidenziato il grande interesse per questa forma di agevolazione. Il fabbisogno complessivo ha sin da subito superato la dotazione iniziale.
Con Decreto Direttoriale del 6 marzo 2026 sono state approvate le graduatorie di accesso alla fase istruttoria, basate su specifici indicatori di solidità economico- finanziaria.
A fronte del significativo numero di progetti rimasti esclusi, il Decreto del 7 maggio 2026 ha stanziato 349,1 milioni di euro aggiuntivi, interamente destinati ai progetti dell’allegato 2 (sui settori automotive, materiali avanzati, robotica, semiconduttori).
Con Decreto Direttoriale del 13 maggio 2026, le graduatorie sono state aggiornate e rese definitive. Nonostante l’incremento di risorse, restano ancora numerosi i progetti non ammessi all’istruttoria.
Per l’allegato 3 (sui settori quantum, cavi sottomarini, telecomunicazioni, realtà virtuale aumentata) il MIMIT sta attualmente valutando un ulteriore rifinanziamento al fine di consentire lo scorrimento integrale dell’elenco dei progetti presentati.
L’importo e i tempi di questa tranche di finanziamenti sono ancora in corso di definizione.
Soggetti beneficiari, costi e intensità di aiuto
Possono beneficiare delle agevolazioni imprese industriali e di trasporto (incluse le imprese artigiane e ausiliarie in specifiche aree di intervento), centri di ricerca e organismi di ricerca. I soggetti proponenti possono partecipare in forma singola oppure congiuntamente, fino a un massimo di cinque co-proponenti, anche insieme ad enti/organismi di ricerca.
I costi ammissibili per i progetti devono stare nella fascia 5-40 milioni di euro. Le agevolazioni possono essere concesse nei limiti delle intensità massime di aiuto, comprensive delle eventuali maggiorazioni, stabilite dagli articoli 4 e 25 del regolamento (UE) 651/2014. In particolare, il limite massimo dell’intensità d’aiuto delle agevolazioni concedibili è pari al: 45 per cento per le imprese di piccola dimensione; 35 per cento per le imprese di media dimensione; 25 per cento per le imprese di grande dimensione.
Gli IPCEI – Important Projects of Common European Interest – rappresentano, allo stato attuale, l’unico strumento europeo in grado di sostenere progetti di ricerca di frontiera, di prima industrializzazione e di avvio della produzione su scala industriale, consentendo agli Stati membri di accompagnare iniziative di larga scala ad elevata complessità tecnologica e ad alto rischio, difficilmente realizzabili attraverso strumenti ordinari di finanziamento. Lo strumento si caratterizza inoltre per l’approccio di filiera e per il coinvolgimento congiunto di grandi imprese, PMI e organismi di ricerca, con significativi effetti di diffusione delle conoscenze e delle innovazioni generate (spill over).
Confindustria ha collaborato fin dall’inizio alla creazione degli IPCEI, operando in stretta sinergia con la Commissione europea, il MIMIT e gli altri ministeri competenti.
Insieme al Sistema Associativo, ha contribuito a individuare le aree tematiche e ha accompagnato le imprese nella definizione dei progetti, facilitando il dialogo istituzionale e valorizzando le competenze industriali italiane.
Gli IPCEI in stato di attivazione sono: IPCEI Advanced Semiconductor Technologies (AST), IPCEI Artificial Intelligence (AI), IPCEI Compute Infrastructure Continuum (CIC); poi: IPCEI Tecnologie nucleari innovative (IT), IPCEI Biotech e IPCEI Critical Raw Materials (CRM), IPCEI Circular Advanced Materials (Cam).
2.Bando Synergy Grand 2026
Riferimenti normativi e finalità
Il bando del Ministero dell’Universita’ e della Ricerca finanzia proposte di ricerca applicata, innovativa e di frontiera che richiedono modelli avanzati di cooperazione pubblico-privata e integrazione multidisciplinare ed è aperto a tutte le imprese oltre quelle che hanno partecipato al PNRR. Il bando si è chiuso il 6 luglio 2026.
Dotazione e caratteristiche dei progetti
- Dotazione: 50 milioni di euro complessivi (di cui 2 milioni per valutazione)
- Costo progetti: minimo 5 – massimo 8 milioni di euro; durata massima 3 anni
- Almeno il 51% delle attività deve essere svolto da imprese, realizzate mediante partnership agreement formale
Soggetti ammissibili
I proponenti sono gli HUB dei 5 Centri Nazionali nati nell’ambito del PNRR, ciascuno dei quali può presentare fino a 2 proposte. Ogni proposta deve coinvolgere da 2 a 3 attuatori provenienti dagli HUB degli Ecosistemi dell’innovazione, dei Partenariati Estesi e delle iniziative PNC in ambito sanitario. Il progetto vedrà infine la partecipazione di 4-6 esecutori PNRR e fino a 2 altri soggetti esecutori privati non finanziati da PNRR/PNC, che realizzeranno le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Linee tematiche premiali
Fino a 5 punti aggiuntivi sono assegnati alle proposte che afferiscono a settori strategici: High Performance Computing (HPC), intelligenza artificiale, cybersicurezza, tecnologie quantistiche, e tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario. La valutazione privilegia inoltre progetti che integrano linee di ricerca già avviate nel PNRR/PNC, che conseguono elevati Technology Readiness Level (TRL), che generano modelli di gestione e reti di collaborazione sostenibili oltre l’orizzonte PNRR, e che valorizzano il capitale umano stimolando l’iniziativa imprenditoriale.
- Accordo per la Coesione MUR 2021-27
Contesto e finalità
Sottoscritto il 4 giugno 2026 dal Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’Accordo per la Coesione rappresenta lo strumento di programmazione delle risorse nazionali per le politiche di coesione nel ciclo 2021-2027. Finanziato dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), incarna la continuità degli investimenti del PNRR: consolidando i risultati già conseguiti, rafforza la capacità del sistema nazionale di ricerca di generare innovazione, sviluppo e crescita economica sui territori.
Dotazione e vincoli territoriali
La dotazione complessiva ammonta a 381,18 milioni di euro. Almeno l’80% delle risorse FSC è destinato prioritariamente alle regioni del Mezzogiorno, garantendo uno sviluppo equilibrato del sistema scientifico nazionale.
Quattro direttici strategiche
L’Accordo si articola su quattro linee di intervento complementari.
La prima riguarda il potenziamento delle infrastrutture di ricerca pubbliche, mirando ad ammodernare e potenziare laboratori, strumentazione scientifica e grandi impianti di ricerca presso università ed enti pubblici, con priorità al Mezzogiorno al fine di dotare il sistema di strutture competitive a livello internazionale e capaci di attrarre talenti.
La seconda direttrice investe sul rafforzamento del capitale umano altamente specializzato, attraverso l’inserimento di personale tecnico-scientifico presso università, enti pubblici di ricerca e imprese. Una dotazione di 50 milioni è già quantificata per questa linea. L’obiettivo non è limitato alle sole assunzioni, ma esteso al rafforzamento di servizi avanzati di supporto all’innovazione – consulenza tecnico scientifica, sviluppo e validazione di tecnologie – che accompagnano il risultato di ricerca fino all’applicazione industriale.
La terza linea sostiene la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico, con focus su settori strategici: tecnologie quantistiche, High Performance Computing e intelligenza artificiale. Qui si concentra la logica del trasferimento tecnologico, trasformando la conoscenza in prodotti, servizi e competitività aziendale.
La quarta destinazione rafforza le filiere nazionali dei materiali avanzati, considerate asset per l’autonomia tecnologica e la competitività europea, in coerenza con le politiche UE su materie prime critiche e sovranità industriale.
Si segnala che la ripartizione di dettaglio tra queste voci (con importi specifici, elenco degli interventi e cronoprogramma) sarà definita negli allegati tecnici dell’Accordo, non ancora pubblicati.
- Fondo di partecipazione Ricerca e Innovazione
Natura e obiettivi
Nuovo strumento finanziario istituito dal MUR e gestito da Invitalia, con avviso pubblicato il 4 giugno 2026. Il Fondo di Partecipazione Ricerca e Innovazione sostiene ricerca applicata, trasferimento tecnologico ‘market-driven’ e sviluppo di tecnologie innovative strategiche, accelerando il passaggio delle soluzioni dal mondo della ricerca al mercato. È rivolto esclusivamente alle imprese operanti nelle sette regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
I beneficiari sono: startup almeno in fase seed, PMI e grandi imprese.
Dotazione, modalità di erogazione e operatori
Il Fondo dispone di circa 219 milioni di euro attinti dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività (PN RIC) 2021-2027. Le risorse non sono erogate direttamente da Invitalia, bensì affidate a intermediari finanziari regolati e vigilati, che individuano le imprese beneficiarie, valutano i progetti e realizzano le operazioni sul territorio. Gli investimenti assumono forme diverse: equity, quasi-equity e prestiti. Ogni operatore selezionato deve gestire un minimo di 30 milioni di euro e affiancare, per ciascuna operazione di investimento, almeno il 30% di risorse private, così da amplificare l’effetto leva delle risorse pubbliche. Invitalia, nella qualità di gestore, monitora l’attività degli operatori e valuta i risultati sul territorio.