Aggiornamento principali dossier europei: PFAS; PPWR; UWWTD
Di seguito un aggiornamento in merito ai principali dossier europei.
- PFAS – Consultazione sulla bozza di parere del SEAC nell’ambito della restrizione REACH-PFAS
Trasmettiamo in allegato i pareri del Comitato per la valutazione dei rischi (RAC) e del Comitato per l’analisi socioeconomica (SEAC) dell’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche), relativi alla proposta di restrizione sui PFAS.
Sul progetto di parere del SEAC, in particolare, l’ECHA ha avviato una consultazione pubblica, aperta per un periodo di 60 giorni, con scadenza 25 maggio 2026. Nel dettaglio, la consultazione si articola in questionari specifici per i 14 settori valutati dal SEAC e per il settore manifatturiero dei PFAS: Produzione di PFAS; Tessuti, tappezzeria, pelle, abbigliamento e tappeti (TULAC); FCM e confezionamento; Placcatura dei metalli e fabbricazione dei prodotti metallici; Miscele di prodotti di consumo e articoli di consumo vari; Cosmetici; Cera da sci; Applicazione dei gas fluorurati; Dispositivi medici; Trasporti; Elettronica e semiconduttori; Energia; Prodotti per l’edilizia; Lubrificanti; Petrolio e attività minerarie.
È inoltre previsto un questionario generale, che copre le sezioni del progetto di parere del SEAC applicabili a tutti i settori, inclusi quelli che non sono stati specificamente valutati dal SEAC.
Confindustria intende partecipare alla consultazione in oggetto.
Tutti i dettagli sulla consultazione, unitamente ai questionari, sono disponibili al seguente link: https://ec.europa.eu/consultation/runner/echa_pfas_seac_do_consultation
- PPWR – Pubblicato documento interpretazione Regolamento Imballaggi
La Commissione europea ha pubblicato oggi il documento di orientamento sull’attuazione del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), disponibile anche in allegato. Di seguito una sintesi dei principali contenuti del documento di guidance della Commissione, con particolare riferimento ai chiarimenti interpretativi forniti.
Il documento ha l’obiettivo di supportare un’applicazione uniforme del Regolamento, fornendo chiarimenti su numerose disposizioni. Si precisa tuttavia che la guida non ha valore giuridicamente vincolante e che l’interpretazione definitiva resta di competenza della Corte di Giustizia dell’UE.
Principali chiarimenti
- Definizione di imballaggio
La qualificazione di un prodotto come imballaggio deve essere effettuata caso per caso, sulla base della funzione (contenere, proteggere, trasportare, presentare) e dell’uso concreto. L’elenco dell’allegato è solo indicativo. Alcuni prodotti possono essere imballaggi solo in specifiche condizioni (es. bicchieri riempiti al punto vendita), mentre altri sono esclusi perché parte integrante del prodotto (es. dispositivi medici come siringhe e sacche per infusioni).
- Distinzione tra “manufacturer” e “producer”
Il manufacturer è il soggetto che decide design e caratteristiche dell’imballaggio ed è responsabile della conformità normativa. Il producer è invece il soggetto che immette per primo l’imballaggio sul mercato di uno Stato membro ed è responsabile degli obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR). I due ruoli non coincidono necessariamente, soprattutto nelle filiere complesse e transfrontaliere.
- Importatore e status delle filiali
Una branch non è considerata un’entità giuridica autonoma e non può qualificarsi come importatore. È necessario che vi sia un soggetto giuridico stabilito nell’UE o un rappresentante autorizzato. Questo chiarimento ha impatti rilevanti per gruppi multinazionali.
- PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti
I limiti si applicano dal 12 agosto 2026 e non è previsto alcun periodo transitorio per l’esaurimento delle scorte. Viene inoltre proposto un approccio in più fasi per la verifica della conformità (fluoro totale, verifica della natura del fluoro, analisi specifiche PFAS). Le autorità di controllo avranno un ruolo centrale, in assenza di metodi completamente armonizzati.
- Riciclabilità degli imballaggi
L’obbligo generale si applica dal 2026, ma i criteri tecnici completi saranno definiti successivamente: il design for recycling dal 2030 (o 24 mesi dopo gli atti delegati) e il requisito di riciclo su larga scala dal 2035. Fino ad allora, si applicheranno standard esistenti, con un periodo transitorio caratterizzato da minore certezza.
- Contenuto riciclato ed esenzioni
Sono previste esenzioni, ad esempio per imballaggi a contatto con alimenti o in assenza di tecnologie adeguate, ma queste devono essere dimostrate tramite documentazione tecnica dettagliata. L’onere della prova ricade sulle imprese.
È limitata a specifiche applicazioni e, in alcuni casi, può essere richiesta dagli Stati membri. Tuttavia, devono essere rispettate condizioni precise per evitare contaminazioni dei flussi di rifiuti. Viene chiarito che il compostaggio domestico non è equivalente a quello industriale e può essere applicato solo in contesti controllati.
- Minimizzazione degli imballaggi
Dal 2030 gli imballaggi dovranno essere progettati riducendo peso e volume al minimo necessario per garantirne la funzionalità. Il marketing e l’accettazione del consumatore non sono più considerati criteri validi per giustificare un eccesso di imballaggio. Sono previsti standard tecnici per supportare la verifica.
È prevista una piena armonizzazione a livello UE. Gli Stati membri non potranno mantenere sistemi nazionali paralleli e l’etichettatura dovrà seguire specifiche comuni. Alcune informazioni, come quelle relative all’EPR, dovranno essere fornite in formato digitale.
I target di riutilizzo si applicano in funzione del tipo di imballaggio e del contesto di utilizzo. La Commissione chiarisce che la fattibilità tecnica, ad esempio la presenza di residui o contaminazioni, è un elemento determinante per valutare la possibilità di riutilizzo.
- Rapporto tra PPWR e direttiva SUP (plastiche monouso)
Il PPWR prevale per specifiche categorie di imballaggi. Viene inoltre chiarito che gli imballaggi contenenti più del 5% di plastica sono considerati plastici ai fini dell’applicazione dei divieti.
- Raccolta differenziata e sistemi DRS
È fissato un obiettivo del 90% di raccolta entro il 2029 per alcune categorie di imballaggi, con obbligo di introdurre sistemi di deposito cauzionale (DRS), salvo specifiche esenzioni. Sono previsti obblighi anche per operatori transfrontalieri.
Riportiamo di seguito un aggiornamento sulla discussione tenutasi durante la sessione plenaria del Parlamento europeo sulla tematica Direttiva acque reflue urbane (UWWTD). In allegato è disponibile il testo dell’interrogazione.
Il 25 marzo u.s. i membri del Parlamento europeo hanno infatti discusso l’interrogazione orale presentata da Oliver Schenk (DE), Peter Liese (DE) e Tomislav Sokol (HR), a nome del gruppo PPE, riguardante l’attuazione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) e le sue potenziali implicazioni per la sicurezza dell’approvvigionamento di medicinali.
Il dibattito si è concentrato su come bilanciare gli obiettivi ambientali, in particolare la rimozione dei microinquinanti dalle acque reflue, con le preoccupazioni relative all’impatto della responsabilità estesa del produttore (EPR) sui settori farmaceutico e cosmetico.
La Commissaria Jessika Roswall ha difeso la direttiva, affermando che essa rispetta il principio “chi inquina paga”, mantenendo al contempo costi relativamente contenuti (stimati in circa 3,50 euro per cittadino all’anno) e consentendo un’attuazione graduale e flessibile. Ha sottolineato che i costi del trattamento primario e secondario restano a carico degli Stati membri, mentre i contributi dell’industria sarebbero limitati alla fase più avanzata. Ha inoltre evidenziato che la Commissione intende evitare possibili carenze di medicinali, condividendo buone pratiche e monitorando gli effetti su prezzi e disponibilità. Entro il 2033, quando una quota significativa (10-20%) degli impianti sarà pienamente operativa, sarà possibile valutare l’impatto della direttiva con dati concreti, mentre la piena attuazione è prevista per il 2045.
In generale, i gruppi politici a sinistra hanno evidenziato la volontà di mantenere il lavoro già svolto sulla direttiva, mentre tra i gruppi più a destra e il PPE si è affermata la richiesta di sospendere gli obblighi previsti e condurre uno studio complessivo e indipendente.
Sono emerse chiare divisioni politiche:
I gruppi PPE, ECR, PfE ed ESN hanno espresso forti preoccupazioni per i potenziali effetti economici della direttiva. In particolare, Oliver Schenk (DE, PPE) ha sottolineato la necessità di conciliare tutela ambientale e sicurezza dell’approvvigionamento di medicinali, evidenziando come l’EPR possa incidere significativamente sulla capacità delle imprese farmaceutiche e comportare un aumento dei prezzi per i consumatori. Ha inoltre messo in dubbio l’affidabilità delle stime sui costi.
Peter Liese (DE, PPE) ha ribadito l’importanza dell’acqua pulita, ma ha evidenziato che l’introduzione di nuovi oneri rischia di compromettere gli obiettivi del Critical Medicines Act, chiedendo più tempo per individuare soluzioni adeguate. Sulla stessa linea, Tomislav Sokol (HR, PPE) ha denunciato il rischio che la direttiva ostacoli il rafforzamento dell’autonomia strategica dell’UE e ha proposto una moratoria di un anno.
Altri interventi del PPE, come quello di Letizia Moratti (IT, PPE), hanno sottolineato i rischi per le catene produttive, con possibili carenze e aumenti dei prezzi, nonché un impatto negativo sugli investimenti in ricerca. Anche esponenti di ECR, come Michele Picaro (IT, ECR) e Aurelijus Veryga (LT, ECR), hanno criticato la mancanza di chiarezza e trasparenza nella valutazione degli impatti, chiedendo una sospensione delle misure EPR e una nuova valutazione complessiva. Analoghe posizioni sono state espresse da altri deputati, che hanno evidenziato il rischio di delocalizzazione della produzione e l’eccessivo peso dei costi sull’industria.
Al contrario, i gruppi S&D, Verdi/ALE e The Left hanno difeso con forza la direttiva e il principio “chi inquina paga”. Alessandra Moretti (IT, S&D) ha criticato l’allineamento del PPE con la destra più radicale, ribadendo la disponibilità a negoziare sulla base dei dati ma sottolineando che i costi dell’inquinamento non devono ricadere sui cittadini. Christophe Clergeau (FR, S&D) ha evidenziato il legame tra qualità dell’acqua, salute pubblica ed economia, mentre Rasmus Nordqvist Clausen (DK, The Left) ha ribadito che il costo della depurazione deve essere sostenuto dall’industria e non dai contribuenti, mettendo in discussione la riapertura di un accordo già negoziato.
Una posizione più equilibrata è emersa tra i membri di Renew Europe: pur sostenendo il principio del “polluters pay”, hanno sottolineato la necessità di trovare un punto di equilibrio tra tutela ambientale e accesso ai medicinali. In particolare, Vlad Voiculescu (RO, Renew) ha evidenziato la necessità di distinguere tra farmaci essenziali e generici e di valutare attentamente i potenziali rischi per l’approvvigionamento.
Altri interventi hanno posto l’accento su aspetti specifici, come la necessità di maggiore trasparenza nei criteri di valutazione, la richiesta di studi indipendenti (Kateřina Konečná, CZ, The Left), e l’esigenza di considerare anche il ruolo del settore cosmetico e delle importazioni da paesi terzi (Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, PL, PPE). È stata inoltre sollevata la questione della ripartizione dei costi tra produttori europei e importatori.
Nel complesso, pur in presenza di un ampio consenso sull’importanza sia della tutela ambientale sia dell’accesso sicuro ai medicinali, il dibattito ha evidenziato profonde divergenze sulla valutazione dei rischi, sulla ripartizione dei costi e sulle implicazioni per il settore farmaceutico europeo e l’autonomia strategica dell’UE.
Sarà nostra cura tenervi aggiornati rispetto ad eventuali sviluppi.
- Incontro Commissaria Roswall Milano 23 marzo – Aggiornamento
Vi informiamo che lunedì 23 marzo, presso la Rappresentanza della Commissione europea a Milano, Confindustria ha partecipato a due sessioni a porte chiuse con la Commissaria europea Jessika Roswall (Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare), alla presenza di Claudia Colla (Rappresentanza CE Milano), Paulina Dejmek Hack (Capo di Gabinetto) e Axel Hellman (Membro di Gabinetto).
Confindustria è stata rappresentata dalla Vicepresidente Lucia Aleotti, con delega al Centro Studi e attiva sui temi della politica industriale e della chimica, e dal Vicepresidente Francesco De Santis, delegato per Ricerca e Sviluppo e impegnato sui dossier innovazione, bioeconomia e transizione industriale.
Primo panel – Industria chimica, Circular economy
Hanno partecipato: Lucia Aleotti (Vicepresidente, Confindustria), Francesco Buzzella (Presidente, Federchimica), Guido Guidesi (Assessore allo Sviluppo Economico, Regione Lombardia), Pierfrancesco Maran (Membro del Parlamento europeo), Ilaria Re (MASE) e Fulvio Renoldi (Bracco).
Il confronto, articolato ma con un’impostazione piuttosto rigida da parte della Commissione, ha toccato i principali dossier:
- UWWTD: criticità sull’estensione dell’EPR a inquinamento diffuso (impatti su costi, farmaci, delocalizzazione); richiesta proporzionalità ed evidenze;
- Packaging (PPWR): rischi interpretativi (soglia 5%, prodotti con minima plastica) e richiesta di certezza giuridica;
- SUP (Direttiva plastiche monouso): necessità di maggiore coerenza e allineamento con il PPWR;
- Revisione Regolamento REACH: incertezza su revisione e priorità, con rischio per gli investimenti;
- Restrizione PFAS: richiesta approccio basato su rischio e uso, evitando divieti generalizzati.
La Commissaria ha sostanzialmente confermato le posizioni della CE, senza indicare grandi margini di flessibilità nel breve periodo.
Secondo panel – Bioeconomia
Hanno partecipato: Francesco De Santis (Vicepresidente, Confindustria), Catia Bastioli (CEO, Novamont), Sabina Bellione (Direttore, Fondazione Triulza), Davide Bollati (Presidente, Davines), Danilo Bonato (Direttore, Erion), Edoardo Croci (Direttore, GREEN), Massimo Di Amato (Delegato del Presidente, Assolombarda) e Fabrizio Grillo (Presidente, Federated Innovation at MIND).
I principali temi emersi:
- Strategia UE per la bioeconomia: centralità per competitività, sostenibilità e autonomia strategica;
- Quadro regolatorio: esigenza di maggiore coerenza e neutralità tecnologica;
- Innovazione e scale-up: necessità di rafforzare il passaggio alla fase industriale;
- Plastiche e riciclo: criticità sul riciclo chimico evidenziate da Novamont.
In sintesi, in particolare nel primo panel, è emersa una distanza ancora significativa tra le priorità industriali e l’orientamento della Commissione; tuttavia, la convergenza degli stakeholder rappresenta un segnale rilevante in vista dei prossimi sviluppi.
Proposta di regolamento europeo per sveltire le valutazioni ambientali – Memoria Confindustria
Trasmettiamo in allegato la memoria parlamentare elaborata in merito alla proposta di Regolamento europeo per sveltire le valutazioni ambientali, presentata dalla Commissione Europea il 10 dicembre 2025, nell’ambito del c.d. “Omnibus Ambiente”.
La memoria, nell’evidenziare apprezzamento per la proposta di Regolamento, formula altresì una serie di osservazioni sui principali aspetti inerenti le valutazioni ambientali, in coerenza con la risposta fornita da Confindustria nell’ambito della consultazione pubblica sulle semplificazioni in materia ambientale, al fine di rafforzare ulteriormente il provvedimento lungo l’iter di approvazione unionale.
DDL Valorizzazione della risorsa mare – Approvazione in prima lettura
Facendo seguito a quanto segnalato con il Resoconto della settimana 9-13 marzo 2026, vi informiamo che l’aula del Senato lo scorso 25 marzo ha approvato il DDL valorizzazione della risorsa mare, con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 58 astenuti.
Nel testo modificato dalla Commissione – disponibile in allegato – è stato approvato l’emendamento del relatore (30.0.1000) che contiene la delega al Governo per il recepimento della direttiva relativa alle emissioni industriali e della direttiva relativa alle discariche di rifiuti.
Il DDL passa ora alla Camera per la seconda lettura.
Sarà nostra cura tenervi aggiornati sugli sviluppi futuri.
Market day Consip 2026 – Tavoli operativi
Il 24 marzo Confindustria ha partecipato al Market day 2026 di Consip, durante il quale è emerso in maniera forte come il Piano Industriale 2026-2029 rafforzi e acceleri il riposizionamento di Consip come centrale di acquisto nazionale: moderna, digitale e innovativa.
Tra gli obiettivi perseguiti, il Piano mira anche a mettere in connessione in modo più efficace la domanda delle PA con l’offerta del mercato. Il fine è quello di garantire un procurement sempre più allineato ai fabbisogni della pubblica amministrazione e all’offerta delle imprese, centrato su innovazione e qualità della spesa pubblica.
In quest’ottica, proseguendo la sperimentazione dello scorso anno, anche per il 2026 sono stati organizzati otto Tavoli tematici.
L’intento è quello di rafforzare il dialogo diretto con gli stakeholder, individuare nuovi ambiti di presidio della spesa attraverso gare e mercati digitali e creare fiducia nel procurement pubblico.
Per ciascuno dei temi individuati, verranno esaminati i profili più rilevanti e raccolte proposte funzionali ad aumentare la qualità e la sostenibilità degli appalti pubblici, valorizzando contributi ed esperienze che emergeranno dal confronto con gli operatori. Di seguito l’elenco dei Tavoli, raggruppati in tre ambiti (vedi anche slides allegate):
Ingegneria del procurement
- Concorrenza e mercati: impatti e opportunità sostenibili
- Trasparenza: chiarezza e tracciabilità negli appalti pubblici
Il Procurement al servizio della Comunità e del Cittadino
- Servizi socio-sanitari per il Paziente
- Tecnologie e soluzioni per i Presidi Ospedalieri
- Servizi al cittadino: trasporti, scuola, ambiente
Procurement digitale e intelligente
- Intelligenza artificiale: scelta di modelli e soluzioni
- Soluzioni sostenibili per il patrimonio immobiliare pubblico
- Infrastrutture e tecnologie per le città del futuro.
Gli incontri dei Tavoli si svolgeranno tra aprile e settembre 2026 e la presentazione degli esiti è prevista per ottobre.
In questa pagina sono indicate le date dei primi incontri e il link al questionario che gli interessati dovranno compilare per partecipare ai lavori e ricevere le comunicazioni.
Qualora interessati a partecipare, vi invitiamo a segnalarcelo ai recapiti sottostanti
Per permetterci di avere una visione completa, finalizzata anche a formulare una posizione confederale, i nominativi degli iscritti e i contributi di merito eventualmente inseriti nelle risposte al questionario andranno inviati anche ai nostri uffici.
allegati: Annex to the Communication to the Commission_Guidance PPWR ddl mare testo aula Memoria Confindustria Proposta di regolamento europeo per sveltire le valutazioni ambientali_27.03.26 Parliamentary question RAC opinion_pfas_rac_opinion_en SEAC_pfas_seac_draft_opinion_en
Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])