AGEVOLAZIONI | Aggiornamenti PIANO 5.0: introduzione limite di spesa per pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo – INDUSTRIA 4.0: monitoraggio e obblighi di comunicazione fruizione crediti d’imposta 4.0 e R&S
La Commissione Bilancio e Tesoro della Camera dei Deputati ha completato l’esame in prima lettura del DDL di conversione in legge del DL n. 19/2024 (c.d. DL PNRR), contenente l’art. 38 relativo al Piano Transizione 5.0, approvando alcuni emendamenti.
Con riferimento a questi ultimi, oltre ad alcuni correttivi puramente formali, è stata approvata una modifica del testo, che rinvia al decreto attuativo del Ministero del Made in Italy (più brevemente “MIMIT”) la definizione di un limite di spesa per i pannelli fotovoltaici e i sistemi di accumulo. Sostanzialmente, saranno stabiliti limiti di spesa crescenti all’aumentare della potenza dell’impianto fotovoltaico.
Confindustria continua le sue interlocuzioni con il MIMIT per segnalare i nodi ancora critici che dovranno essere sciolti nel futuro decreto attuativo.
Gli obiettivi sono quelli di: ampliare il perimetro delle imprese che potranno fruire del Piano Transizione 5.0 (riducendo l’ambito delle attività escluse in quanto non conformi al principio DNSH), una semplificazione delle modalità di misurazione dell’efficientamento energetico.
Con riferimento, invece, ad Industria 4.0, come già anticipato con precedenti news, il decreto-legge 29 marzo 2024, n. 39, recante alcune misure urgenti in materia di agevolazioni fiscali, all’articolo 6 detta nuove indicazioni ai fini del monitoraggio dei crediti d’imposta per:
– investimenti in beni strumentali 4.0, di cui all’articolo 1, commi 1057-bis e ss della L. n. 178/2020 e
– investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica di cui all’articolo 1, commi 200 e ss, della L. n. 160/2019.
L’articolo 6 introduce, infatti, nuovi obblighi formali necessari per poter fruire dei crediti.
Finora, l’accesso a tali crediti era stato di fatto automatico; con la norma in commento, invece, si impone un obbligo comunicativo ex ante (e ex post) in mancanza del quale viene preclusa la possibilità di utilizzare il credito.
Ai sensi della nuova norma, ai fini della fruizione dei crediti, le imprese sono tenute a comunicare preventivamente, in via telematica, l’ammontare complessivo degli investimenti che si intendono effettuare a decorrere dal 30 marzo 2024, la presunta ripartizione negli anni del credito e la relativa fruizione. La comunicazione deve essere altresì aggiornata al completamento degli investimenti e tale adempimento riguarderà anche gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2024 fino al giorno antecedente l’entrata in vigore del decreto-legge (quindi, fino al 29 marzo 2024).
Le comunicazioni dovranno essere effettuate sulla base del modello già adottato con DM 6 ottobre 2021 e saranno, quindi, destinate al MIMIT; modello che, tuttavia, dovrà essere opportunamente aggiornato con un apposito decreto del MIMIT che dovrà definire il contenuto, le modalità e i termini di invio delle comunicazioni, ma le cui tempistiche di emanazione non vengono specificate nella bozza di decreto.
In sostanza, quindi, rispetto al passato per cui il mancato invio del modello di cui al DM 6 ottobre 2021 non determinava comunque effetti in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria circa la corretta applicazione della disciplina agevolativa, l’articolo 6 introduce un obbligo comunicativo che, al contrario, costituisce condizione per poter accedere all’agevolazione.
Per quanto concerne, invece, il solo credito per investimenti in beni 4.0 relativi all’anno 2023, diventa obbligatoria, ai fini della compensazione dei crediti maturati (e, ovviamente, non ancora utilizzati), l’invio della comunicazione effettuata sulla base del decreto MIMIT che dovrà essere emanato.
Infine, il MIMIT comunica mensilmente al Ministero dell’Economia e delle Finanze i dati acquisiti con tali comunicazioni e necessari ai fini del monitoraggio.
Nelle more dell’adozione del decreto direttoriale citato, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 19/E del 12 aprile scorso, di cui abbiamo dato notizia con news dedicata, ha disposto la sospensione dell’utilizzo in compensazione mediante modello F24 dei crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 e dei crediti ricerca e sviluppo. In particolare, tale sospensione riguarda i codici tributo “6936” e “6937”, quando in corrispondenza degli stessi viene indicato come “anno di riferimento” 2023 o 2024 e i codici tributo “6938”, “6939” e “6940”, quando in corrispondenza degli stessi viene indicato come “anno di riferimento” 2024.
Successivamente, l’Agenzia, su segnalazione di Confindustria, con FAQ del 16 aprile ha chiarito che, con riferimento al codice tributo 6936 che ricomprende anche investimenti effettuati nel 2022, non sorge l’obbligo di comunicazione preventiva ed è possibile utilizzare il relativo credito in compensazione tramite modello F24, indicando il codice tributo 6936 e l’anno di avvio dell’investimento, a prescindere dall’anno in cui questo si è concluso o dall’anno di interconnessione del bene strumentale (ciò ha evitato che la sospensione si applicasse anche ai crediti per investimenti operati nel 2022).
In merito ai nuovi obblighi di comunicazione per i crediti di imposta 4.0 e ricerca e sviluppo, introdotti dall’articolo 6 del DL n. 39/2024, segnaliamo la recente risposta ad un’interrogazione parlamentare del 17 aprile scorso da parte del Ministro On. D’Urso. Il Ministro D’Urso ha chiarito che tale ultima disposizione è frutto di una decisione del Ministero dell’economia e delle finanze volta a monitorare il flusso di cassa generato dal credito d’imposta 4.0, come sollecitato dalla Ragioneria dello Stato, al fine di evitare sforamenti incontrollati rispetto alla spesa programmata (come avvenuto per il superbonus 110). Il Ministro ha tenuto a precisare che non si interviene sul diritto a compensare i crediti maturati, che rimane assolutamente integro, ma si prescrive solamente un obbligo di comunicazione circa l’ammontare complessivo degli investimenti che si intendono effettuare e la presunta ripartizione negli anni del credito in compensazione. Ha espresso, infine, il suo impegno a far uscire entro la prossima settimana in decreto direttoriale MIMIT di definizione del contenuto, delle modalità e i termini di invio delle comunicazioni.
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected] )

