Aggiornamento dossier Europei: Regolamento sulla progettazione ecocompatibile (Ecodesign); Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR); Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D); Qualità dell’aria; Direttiva sui termini di adozione di standard di reporting di sostenibilità per alcuni settori
Di seguito, inviamo un aggiornamento in merito ai seguenti dossier europei.
- Regolamento Ecodesign
Il 23 aprile scorso il Parlamento ha dato il via libera alla revisione delle norme UE sulla progettazione ecocompatibile, introducendo criteri di sostenibilità ambientale per molti prodotti.
Il regolamento, frutto di un accordo informale con il Consiglio dell’UE, è stato adottato in via definitiva con 455 voti favorevoli, 99 contrari e 54 astensioni.
In particolare, il testo delega alla Commissione l’approvazione di normative secondarie per determinare i requisiti specifici che i singoli prodotti dovranno rispettare, dando priorità ad alcuni prodotti considerati prioritari tra cui figurano ferro, acciaio, alluminio, vernici, pneumatici e prodotti chimici.
Inoltre, il Regolamento (in allegato) prevede la creazione del passaporto digitale dei prodotti, che dovrà contenere informazioni accurate e aggiornate, tali da consentire ai consumatori di effettuare scelte di acquisto informate. La Commissione gestirà un portale web pubblico che consentirà ai consumatori di cercare e confrontare le informazioni contenute nei passaporti dei prodotti.
Infine, le norme vietano specificamente la distruzione di abbigliamento, accessori e calzature invenduti, a partire da due anni dopo l’entrata in vigore della legge (sei anni per le imprese medie). In futuro, la Commissione potrà aggiungere ulteriori categorie all’elenco dei prodotti invenduti per i quali dovrebbe essere introdotto un divieto di distruzione.
Ora anche il Consiglio deve approvare formalmente la legge prima che possa entrare in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale UE.
- Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio
Il 24 aprile u.s. il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva, con 476 voti favorevoli, 129 contrari e 24 astensioni, il Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (testo in allegato).
Prima di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale UE ed entrare in vigore, l’accordo dovrà essere approvato formalmente anche dal Consiglio.
Inoltre, lo scorso 19 aprile, in una lettera indirizzata al Parlamento Europeo, il Commissario per l’Ambiente Virginijus Sinkevičius ha chiarito le preoccupazioni sollevate riguardo all’articolo 29 (Art.26 della proposta) del testo di compromesso consolidato del PPWR. In particolare, le preoccupazioni riguardano gli obiettivi di riutilizzo degli imballaggi per il trasporto, come pallet, cassette di plastica e scatole di plastica pieghevoli.
Il testo dell’accordo provvisorio raggiunto dai co-legislatori, infatti, estende l’obbligo di utilizzare per il trasporto solamente imballaggi riutilizzabili, sia all’interno della stessa azienda che tra aziende dello stesso Stato membro, includendo gli avvolgimenti e le fascette dei pallet. Di conseguenza, gli operatori saranno obbligati a sostituire completamente gli avvolgimenti e le fascette monouso dei pallet. Questo aspetto solleva delle preoccupazioni per quanto riguarda la fattibilità, l’efficienza del trasporto, la sicurezza, i vincoli economici, la distruzione delle catene di approvvigionamento e gli impatti ambientali negativi non voluti.
In risposta alle preoccupazioni e alle richieste d’azione ricevute, la Commissione ha dichiarato che valuterà i dati scientifici ed economici più recenti sull’uso di avvolgimenti e fascette di plastica dei pallet, tenendo conto in particolare dei vincoli economici e delle questioni ambientali. La Commissione affronterà questo tema prioritariamente all’entrata in vigore del regolamento, adottando prontamente un atto delegato per esentare gli avvolgimenti e le fascette di plastica dei pallet dal campo di applicazione dell’articolo 29(2) e (3).
- Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D)
Lo scorso 24 aprile si è tenuto il voto sulla proposta di direttiva CS3D durante la sessione Plenaria del Parlamento europeo. Gli eurodeputati hanno approvato il testo licenziato dal COREPER con 374 a favore, 235 contro e 19 astensioni. In allegato è disponibile il testo approvato.
La direttiva dovrà ora essere formalmente approvata dal Consiglio, firmata e infine pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Gli Stati membri avranno due anni per recepire le nuove norme nel diritto nazionale.
Con l’eccezione degli obblighi di comunicazione, l’applicazione sarà graduale e riguarderà:
- le imprese con oltre 5 000 dipendenti e un fatturato superiore a 1 500 milioni di euro a partire dal 2027;
- le imprese con oltre 3 000 dipendenti e un fatturato superiore a 900 milioni di euro a partire dal 2028;
- tutte le altre imprese che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva (ovvero quelle con oltre 1 000 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni dieuro) a partire dal 2029.
- Direttiva sulla Qualità dell’aria
Il 24 aprile il Parlamento ha adottato in via definitiva un accordo politico provvisorio con i governi dell’UE su nuove misure per migliorare la qualità dell’aria nell’UE con 381 voti favorevoli, 225 contrari e 17 astensioni (testo in allegato).
Le nuove norme stabiliscono limiti e valori obiettivo più severi per il 2030, rispetto alle norme attuali, per diversi inquinanti, tra cui il particolato (PM2,5, PM10), NO2 (biossido di azoto) e SO2 (biossido di zolfo). Per il PM2,5 e NO2, i valori limite annuali devono essere più che dimezzati da 25 µg/m³ a 10 µg/m³ e da 40 µg/m³ a 20 µg/m³ rispettivamente. Ci saranno anche più punti di campionamento della qualità dell’aria nelle città e i dati da essi raccolti saranno comunicati con indici comuni tra tutti i Paesi dell’Unione rendendoli comparabili.
Inoltre, gli Stati membri potranno richiedere che la scadenza del 2030 per il raggiungimento dei valori limite per la qualità dell’aria venga posticipata fino a dieci anni, se saranno soddisfatte condizioni specifiche, anche quando le riduzioni necessarie potranno essere ottenute solo sostituendo una parte considerevole degli impianti di riscaldamento domestico esistenti che causano superamenti dell’inquinamento.
Oltre ai piani per la qualità dell’aria, richiesti per i Paesi dell’UE che superano i limiti, tutti gli Stati membri dovranno creare tabelle di marcia per la qualità dell’aria entro il 31 dicembre 2028 che definiscano misure a breve e lungo termine per rispettare i nuovi valori limite 2030 proposti da Parlamento.
Infine, i cittadini europei avranno la possibilità di citare gli Stati membri in giudizio in caso di mancata applicazione delle regole attuali e, in caso, di ottenere dei risarcimenti per i danni alla propria salute.
L’accordo deve ancora essere adottato dal Parlamento e dal Consiglio, dopodiché la nuova legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrerà in vigore 20 giorni dopo. I Paesi dell’UE avranno quindi due anni per applicare le nuove regole.
- Standard di rendicontazione di sostenibilità – approvata la Direttiva che posticipa i termini per l’adozione per alcuni settori e per le imprese extra-UE
Ricordiamo che, il 29 aprile u.s. il Consiglio dell’UE ha approvato in via definitiva la direttiva che posticipa i termini per l’adozione degli standard di rendicontazione di sostenibilità (ESRS) specifici per settore e per le imprese di Paesi terzi, che modifica la direttiva sulla rendicontazione aziendale di sostenibilità (CSRD).
In particolare, la Direttiva posticipa al 30 giugno 2026 (due anni dopo rispetto alla data originariamente prevista) l’adozione di standard di rendicontazione di sostenibilità specifici per settore (standard settoriali) per le società europee e di standard generali di rendicontazione le società extra-UE.
Più nello specifico, i settori che beneficeranno di questa proroga, per adeguarsi ai nuovi standard di rendicontazione settoriale (ESRS), sono quelli del petrolio e gas, dell’estrazione mineraria, trasporti stradali, prodotti alimentari, automobili, agricoltura, produzione di energia e tessile.
Dopo la firma del Presidente del Parlamento Europeo e del Presidente del Consiglio, la direttiva sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea ed entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione.
Direttiva (UE) 2024/1203 sui crimini ambientali – Pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’UE
E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 30 aprile 2024, la Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, che fissa norme minime a livello UE sulla definizione dei reati ambientali e delle sanzioni, ed abroga le Direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.
La direttiva fissa norme minime a livello di UE sulla definizione dei reati e delle sanzioni e si applicherà solo ai reati commessi all’interno dell’UE. Tuttavia, gli Stati membri possono decidere di estendere la loro giurisdizione a reati commessi al di fuori del proprio territorio.
Rispetto alla precedente normativa del 2008, il numero di condotte che costituiranno reato passerà da nove a venti. I nuovi reati comprendono: il traffico di legname, il riciclaggio illegale di componenti inquinanti di navi e le violazioni gravi della legislazione in materia di sostanze chimiche.
Inoltre, la nuova direttiva introduce una clausola relativa ai “reati qualificati” che si applica quando un reato di cui alla direttiva è commesso intenzionalmente e provoca la distruzione dell’ambiente o un danno irreversibile o duraturo allo stesso.
Per quanto riguarda le sanzioni, i reati dolosi che provocano il decesso di una persona saranno punibili con una pena detentiva massima pari ad almeno dieci anni (gli Stati membri possono decidere di prevedere sanzioni ancora più severe nella loro legislazione nazionale). Altri reati comporteranno la reclusione fino a cinque anni. La pena detentiva massima per i reati qualificati sarà di almeno otto anni.
Per le imprese le sanzioni pecuniarie ammonteranno ad almeno il 5% del fatturato mondiale totale per i reati più gravi o, in alternativa, a 40 milioni di euro. Per tutti gli altri reati, la sanzione pecuniaria massima sarà pari ad almeno il 3% del fatturato o, in alternativa, a 24 milioni di euro.
Gli Stati membri dovranno provvedere affinché le persone fisiche e le imprese possano essere sanzionate con misure supplementari, quali l’obbligo per l’autore del reato di ripristinare l’ambiente o di risarcire i danni, l’esclusione dello stesso dall’accesso ai finanziamenti pubblici o il ritiro di permessi o autorizzazioni.
Infine, dalla sua entrata in vigore (20 maggio 2024), gli Stati membri disporranno di due anni per adeguare le norme nazionali alla direttiva.
Regolamento (UE) 2024/1157 relativo alle spedizioni di rifiuti – Pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’UE
Il Regolamento (UE) 2024/1157 del Parlamento e del Consiglio dell’11 aprile 2024, relativo alla spedizione di rifiuti, che modifica i Regolamenti (UE) n. 1257/2013 e (UE) 2020/1056 e abroga il Regolamento (CE) n. 1013/2006, il 30 aprile u.s. è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE.
Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 21 maggio p.v., abrogando il Reg. (CE) n. 1013/2006 le cui disposizioni però resteranno valide fino al 21 maggio 2026 (data di applicazione del nuovo regolamento) fatta eccezione per alcuni casi, tra i quali:
- le disposizioni relative agli Accordi per le zone di confine (art.30 Reg. 1013/2006)cessano di applicarsi a decorrere dal 20 maggio 2024;
- le procedure di esportazione dei rifiuti elencati nell’allegato III o III A (art.37 Reg. 1013/2006)continuano ad applicarsi fino al 21 maggio 2027;
- le disposizioni relative alle Relazioni degli Stati membri (art.51 Reg. 1013/2006)continuano ad applicarsi fino al 31 dicembre 2025;
- il recupero o smaltimento dei rifiuti di spedizioni per le quali le autorità competenti hanno rilasciato autorizzazione ai sensi del Reg. 1013/2006 dovrà essere completato entro il 21 maggio 2027;
- le spedizioni destinate ad impianti di recupero dotati di autorizzazione preventiva per le quali le autorità competenti interessate hanno rilasciato autorizzazione dovranno essere completate non oltre il 21 maggio 2029.
SAVE THE DATE – FINANZA SOSTENIBILE: Linee Guida ISPRA, Roma 22 maggio 2024
Il prossimo 22 maggio, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Via di Santa Maria in Via, 37b), si terrà il convegno organizzato da ISPRA “La Sfida Ambientale per la Finanza Sostenibile. Le Linee Guida ISPRA”, cui parteciperà anche Confindustria (programma in allegato).
L’evento sarà l’occasione per un primo focus sulle sfide imposte dal nuovo quadro legislativo europeo sulla finanza sostenibile, nel cui ambito sono stati introdotti strumenti per riorientare gli investimenti del settore privato verso attività sostenibili, ai fini del perseguimento delle politiche di de-carbonizzazione e di tutela del capitale naturale.
Durante l’evento ISPRA presenterà le Linee Guida per la Finanza Sostenibile, uno strumento metodologico e di orientamento per le imprese, gli investitori e le Autorità di vigilanza.
Segnaliamo, infine, che le iscrizioni saranno aperte fino a oggi 7 maggio.
Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link.
B7 Italy 2024 – G7 Industry stakeholder Conference, Torino 28 aprile
Il 28 aprile 2024 si è tenuta a Torino la seconda conferenza degli stakeholder del B7 Italy 2024, in concomitanza con la riunione ministeriale del G7 su Energia, Ambiente e Clima.
Durante la Conferenza, la Presidente Emma Marcegaglia – B7 Chair – e i principali attori dell’energia e del settore finanziario dei Paesi del G7 e i rappresentanti di organizzazioni internazionali e multilaterali si sono confrontati sui fattori chiave per navigare nelle transizioni energetiche e ambientali.
In occasione della Conferenza, Confindustria e Deloitte, hanno realizzato la nota B7 Flash, un documento che ha messo in luce i dati di scenario e le priorità della transizione energetica.
Di seguito alcuni dei punti principali contenuti nella nota.
La COP 28 di Dubai di fine 2023 ha visto i Paesi G7 rafforzare l’impegno a intraprendere azioni per ridurre le emissioni di gas serra. L’implementazione del primo Global Stocktake (GST) ha consentito di monitorare i progressi verso gli obiettivi degli Accordi di Parigi. L’attenzione si è concentrata sull’accelerazione dello sviluppo di tecnologie a zero e a basse emissioni ed è stato fissato l’impegno di aumentare la capacità mondiale di energia rinnovabile, fino ad almeno 11.000 GW, e di migliorare il tasso annuo d’incremento dell’efficienza energetica dal 2% al 4% entro il 2030. Al contempo, 22 Paesi si sono impegnati a triplicare la capacità di produzione di energia nucleare entro il 2050 ed è stato riconosciuto il ruolo delle tecnologie a basse emissioni, insieme ai combustibili di transizione come il gas naturale. Gli impegni della COP 28 sullo sviluppo delle rinnovabili sono in linea con gli scenari IEA-NZE (Net Zero Emissions).
Tra gli svantaggi competitivi vi è l’elevato costo delle emissioni di gas serra nel G7 rispetto ai Paesi che non hanno ancora adottato efficaci politiche di sostenibilità, con il prezzo Europeo delle quote di emissione di gas serra nel 2023 pari a 90,26 $/tCO2e, dieci volte superiore al prezzo cinese. I costi elevati dell’energia elettrica costituiscono un ulteriore onere, in particolare per le aziende e i consumatori Europei che sostengono prezzi tra i più alti a livello internazionale, doppi rispetto al mercato cinese. Altro aspetto da considerare è l’elevato valore degli stranded assets, dovuto all’obsolescenza anticipata delle infrastrutture energetiche delle fonti fossili, sostenuto in maniera più rilevante dai Paesi caratterizzati da una transizione energetica più veloce e valutato dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) in 4 mila miliardi di dollari. È necessario, poi, prendere atto del fattore di rischio legato al sostanziale controllo cinese delle supply chain coinvolte nella transizione energetica, con quote che vanno da circa l’80% per il fotovoltaico al 65% per le batterie, con la prospettiva di passare dalla dipendenza storica del nostro sistema energetico dai combustibili fossili a quella per l’approvvigionamento delle tecnologie verdi. Affrontare queste sfide richiede un grande aumento degli investimenti pubblici e privati, regolamentati da politiche pubbliche convergenti tra i Paesi del G7. Tali politiche devono stabilire regole di mercato chiare per mitigare gli impatti economici della transizione, promuovere un assetto energetico globale resiliente e diversificato, incoraggiare la transizione e ridurre la vulnerabilità dei mercati.
Trasmettiamo in allegato la nota B7 Flash-Energia, Clima e Ambiente.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
G7 Clima, Energia e Ambiente: Approvata la “Carta di Venaria”
Dal 28 al 30 aprile u.s. i Ministri del G7 di Clima, Energia e Ambiente si sono riuniti a Torino, nella Reggia di Venaria. I lavori si sono conclusi con l’adozione di una Dichiarazione congiunta, la cd. Carta di Venaria, che dà un preciso seguito agli obiettivi concordati alla COP 28 e trasmette un messaggio chiaro agli altri Paesi, in particolare alle maggiori economie, sul livello di impegno che occorre per rispondere adeguatamente alla sfida del cambiamento climatico, in modo ambizioso ed efficace.
Di seguito, alcuni degli impegni e delle iniziative contenute nella Dichiarazione congiunta:
- Abbandonare l’uso di carbon fossile nella produzione energetica non abbattuta entro il 2035, per arrivare a emissioni climalteranti zero entro il 2050;
- Promuovere strategie circolari per l’approvvigionamento sicuro e sostenibile dei minerali critici;
- Ridurre le emissioni di metano;
- Eliminare le emissioni di gas a effetto serra diversi dalla CO2;
- Creare un “Hub G7” per accelerare le azioni di adattamento;
- Favorire la forte crescita delle rinnovabili attraverso la moltiplicazione della capacità di stoccaggio dell’energia. In particolare, sestuplicare la capacità degli accumuli di energia al 2030, al fine di attuare l’impegno assunto nella COP28 di triplicare la capacità di produzione al 2030;
- Promuovere la collaborazione del G7 nel settore dell’energia da fusione. In particolare, istituire un Gruppo di Lavoro sull’Energia da fusione;
- Istituire una “G7 Water Coalition”, per una gestione coordinata ed efficiente delle risorse idriche;
- Promuovere lo sviluppo di una “Agenda volontaria comune sul tessile e la moda circolari”;
- Assicurare una transizione giusta verso l’energia pulita nei Paesi in via di sviluppo, in particolar modo all’Africa.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito del MASE.
REMINDER – EFRAG public consultation on sustainability reporting standards for SMEs: RICHIESTA CONTRIBUTI
Con riferimento al lavoro dell’EFRAG sugli standard per il reporting di sostenibilità, ricordiamo che è stata avviata la consultazione pubblica sui principi di rendicontazione per le PMI. In particolare, i documenti pubblicati sono:
- Exposure Draft ESRS per le PMI quotate (ESRS LSME ED) che ha lo scopo di stabilire obblighi di segnalazione proporzionati alla portata e complessità delle attività, nonché alle capacità e alle caratteristiche di tale tipologia di imprese. L’auspicio dell’EFRAG è che lo standard possa aiutare le LSME a ottenere un migliore accesso ai finanziamenti in quanto consentirà la disponibilità di informazioni standardizzate sulla sostenibilità;
- Exposure Draft per lo standard di rendicontazione volontario per le PMI non quotate (VSME ED) che si propone quale semplice strumento di rendicontazione per assistere, da un lato, le micro, piccole e medie imprese non quotate nel rispondere in modo efficiente e proporzionato alle richieste di informazioni sulla sostenibilità che ricevono dalle controparti commerciali (es.banche, investitori o società di maggiori dimensioni di cui sono fornitori) e per facilitare, dall’altro, la loro partecipazione alla transizione verso un’economia sostenibile. L’obiettivo finale è quello – sulla base dell’accettazione da parte del mercato – di standardizzare le attuali richieste multiple di dati ESG, aiutandole ad avere un migliore accesso a finanziatori, investitori e clienti.
Gli Exposure Draft sono disponibili in allegato e per maggiori informazioni sulla consultazione trovate di seguito il link al sito dell’EFRAG https://www.efrag.org/News/Public-479/EFRAGs-public-consultation-on-two-Exposure-Drafts-on-sustainability-r .
La scadenza per la presentazione delle risposte è il 21 maggio 2024, Confindustria, anche in coordinamento con Business Europe, è intenzionata a rispondere – come avvenuto per il primo set di ESRS trasversali – per far mergere problematiche e difficoltà prima che gli standard vengano definiti e per orientarli in modo che diventino uno strumento realmente utile per le imprese, soprattutto quello volontario, capace di sostituire tutti i diversi questionari sulla sostenibilità che oggi le PMI ricevono, riducendo al contempo il numero di richieste, gli oneri e i costi.
A questo proposito, vi invitiamo a trasmetterci eventuali contributi e osservazioni entro il prossimo 9 maggio.
Responsabile Tecnico – Sentenza Corte di Cassazione n.16191-2024
La Corte di Cassazione, con la Sentenza del 18 aprile 2024, n. 16191, si è pronunciata in merito all’omessa vigilanza del Responsabile Tecnico (RT) per reati commessi e connessi alla mala gestione dei rifiuti in azienda. La sentenza evidenzia, infatti, che il RT ha il dovere di impedire la “mala gestione” dei rifiuti e risponde degli illeciti connessi a violazioni normative.
In base al principio di diritto sancito dalla Corte di Cassazione nella sentenza di cui sopra, è lo stesso regolamento dell’Albo Nazione Gestori Ambientali – laddove affida al RT il compito di porre in essere tutte le azioni dirette ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa a vigilare sulla corretta applicazione della stessa, “in maniera effettiva e continuativa” – a costituire in capo al responsabile tecnico una vera e proprio “posizione di garanzia”.
Il Responsabile Tecnico risponde, quindi, al pari del legale rappresentate, dei reati commessi e connessi in riferimento alla gestione illecita dei rifiuti in azienda.
Legge 29 aprile 2024, n. 56 – Pubblicata in GU
È stata pubblicata in GU la Legge 29 aprile 2024 n. 56, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
In allegato il testo pubblicato in GU.
PNRR – Approvata la richiesta di revisione mirata
Il 26 aprile u.s., la Commissione Europea ha approvato la richiesta di revisione mirata del PNRR italiano, la cui domanda era stata presentata il 4 marzo scorso. Le modifiche proposte sono di natura tecnica e fanno seguito alla revisione completa del piano italiano, adottata dal Consiglio l’8 dicembre 2023.
Il PNRR nazionale ammonta a 194,4 miliardi di euro, di cui 71,8 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti. Comprende in totale 620 traguardi e obiettivi, 66 riforme e 150 investimenti.
Ad oggi la Commissione ha erogato oltre il 50% dei fondi assegnati all’Italia nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, vale a dire oltre 102 miliardi di euro, compresi i prefinanziamenti.
Maggiori informazioni sul Piano italiano di ripresa e resilienza sono disponibili al seguente link.
Risoluzione presentata da Forza Italia su correttivi al Codice dei contratti pubblici
Segnaliamo che il Gruppo parlamentare di Forza Italia ha presentato in Commissione Ambiente della Camera una risoluzione sulla necessità di apportare correzioni e integrazioni al nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023).
In vista della calendarizzazione della risoluzione in Commissione e di eventuali audizioni, Confindustria sta lavorando per predisporre un documento di proposte emendative e di osservazioni, che tenga conto delle esigenze associative.
SAVE THE DATE – “VERSO LA NIS 2 – Dialogo con ACN sulle principali novità“- 9 maggio 2024 ore 10.00
Segnaliamo che, in vista del recepimento e dell’entrata in vigore della nuova Direttiva NIS2, in collaborazione con l’Agenzia per la Cibersicurezza Nazionale (ACN), Confindustria ha organizzato l’evento informativo per il Sistema “VERSO LA NIS 2 – Dialogo con ACN sulle principali novità”.
L’evento si svolgerà in modalità ibrida, in presenza presso la Sala Pininfarina di Confindustria, Viale dell’Astronomia 30 Roma, e da remoto, segnalando in fase di iscrizione la preferenza di seguire i lavori online.
Interverranno il Vice Presidente di Confindustria con Delega per il Digitale Agostino Santoni, il Direttore dell’ACN Bruno Frattasi e, a seguire, gli esperti dell’ACN per illustrare la Direttiva e lo stato di avanzamento del Regolamento attuativo.
Tutte le ulteriori informazioni e le indicazioni per la registrazione sono disponibili al seguente link.
REMINDER – ISPRA: “Le emissioni in atmosfera. Focus sul settore industriale”, 9 maggio 2024
Ricordiamo il convegno “Le emissioni in atmosfera. Focus sul settore industriale”, che si terrà il 9 maggio p.v., dalle ore 9:30 alle ore 13:30. Nell’ambito del convegno verranno presentati gli ultimi dati sulle emissioni nazionali dei gas serra e di altri inquinanti, ufficialmente comunicati da ISPRA ai diversi organismi internazionali nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), dell’Accordo di Parigi e della Convenzione sull’Inquinamento Atmosferico Transfrontaliero a Lungo Raggio (CLRTAP/UNECE), cui seguirà un approfondimento delle emissioni dal settore industriale, evidenziando sia la criticità di alcune metodologie di stima che presuppongono un impegno anche volontario delle principali associazioni industriali nella condivisione dei dati di base che l’importanza dei sistemi di raccolta dati come il registro ETS (European Emissions Trading Scheme) e il registro nazionale delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti PRTR (Pollutant Release and Transfer Register).
Al convegno parteciperà anche Confindustria. Dopo la presentazione ISPRA, infatti, seguirà una tavola rotonda con i principali stakeholder dei settori industriali.
In allegato il programma dell’evento.
SAVE THE DATE – Webinar “Una riforma del sistema ETS per la sostenibilità della manifattura europea: il caso di Confindustria Ceramica”, 13 maggio ore 12:00
Segnaliamo che, lunedì 13 maggio, dalle ore 12:00 alle ore 13:00, si terrà il Webinar dal titolo “Una riforma del sistema ETS per la sostenibilità della manifattura europea: il caso di Confindustria Ceramica”.
In allegato il programma dell’evento, che prevede la presentazione di uno studio di Nomisma Energia che analizza l’impatto del sistema ETS sull’industria ceramica italiana, evidenziando la necessità di adottare politiche climatiche che tengano conto della realtà tecnologica e della sostenibilità sociale ed economica del percorso di decarbonizzazione.
Per partecipare al webinar è necessario iscriversi al seguente link:
https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZMkdumhrjMoHdL24aRtd6JLW-odRdO7Sf4w
A seguito dell’iscrizione si riceverà il link per la connessione.
Programma Life 202-2027 – Aperti i bandi per i progetti green
Nell’ambito del Programma Life 2021-2027, la Commissione europea ha promosso la pubblicazione, per l’anno 2024, degli inviti a presentare delle proposte di progetti sul clima, natura, economia circolare, transizione energetica. I Bandi LIFE 2024 sono stati pubblicati sul portale Funding&tender Opportunities lo scorso 18 aprile 2024.
In particolare, per il 2024 sono stati stanziati 571 milioni di euro e i bandi finanziano lo sviluppo di progetti pilota e azioni dimostrative attraverso un contributo a fondo perduto per coprire fino al 60% dei costi di progetto. Le proposte di progetto dovranno essere presentate entro settembre 2024.
Tutte le informazioni sui bandi e le relative scadenze sono disponibili al seguente link.
ALLEGATI
23-APR-24-EP-Legislative-Resolution-on-the-ESPR-proposal 24-APR-24-EP-legislative-resolution-on-the-proposal-on-ambient-air-quality 25-April-24-EP-First-Reading-Position-CSDDD-Proposal-TA-9-2024-0329 30-APR-24-CEC-Directive-on-the-protection-of-the-environment-though-criminal-law 30-APR-24-CEC-Regulation-2024-1157-on-waste-shipment 20240430_100_SO_019 B7+Flash+-+Energia,+Clima+e+Ambiente Exposure Draft ESRS for listed SMEs (ESRS LSME ED) 240122 Exposure Draft for the voluntary reporting standard for non-listed SMEs (VSME ED) 240122 FINAL VOTED TEXT IN EP -PPWR_TA-9-2024-0318_EN finanza_sostenibile Invito-13maggio2024_Webinar ETS programma programma_finanza_sostenibile_24_04 Risoluzione presentata da FI su codice appalti-
Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,089.200842([email protected])