AGEVOLAZIONI | Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione e design: aggiornamenti su albo certificatori e piattaforma informatica, moduli comunicazione, proroga riversamento al 31 ottobre 2024, linee guida.

In riferimento alle nostre precedenti news sui molteplici aspetti afferenti al credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione e design, riportiamo di seguito un aggiornamento sulle temi che Confindustria sta monitorando presso i Ministeri/Organismi a vario titolo coinvolti nelle procedure:

 

  • ALBO CERTIFICATORI: dal 15 maggio è possibile consultare l’Albo dei certificatori del credito d’imposta in attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica di cui all’art. 2 del D.P.C.M. del 15 settembre 2023.

Il MIMIT ha provveduto a disporre l’iscrizione all’Albo dei certificatori dei soggetti indicati all’Allegato 1 del predetto Decreto, selezionando gli idonei tra le domande pervenute al 30 aprile 2024.

 

  • PIATTAFORMA INFORMATICA: contestualmente alla pubblicazione dei primi soggetti iscritti all’Albo dei certificatori, è diventata operativa la piattaforma informatica con la quale le imprese che hanno effettuato o che intendano effettuare investimenti nei campi della ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica possono selezionare il certificatore prescelto e versare i diritti di segreteria. Attraverso lo stesso portale sarà possibile per i certificatori, a far data dal 5 giugno 2024, provvedere al caricamento delle certificazioni richieste dalle imprese e ad esse rilasciate.

 

  • MODULI PER COMUNICAZIONE DATI: il Ministero ha reso disponibili i nuovi moduli di comunicazione dei dati e delle altre informazioni ai fini della compensazione del credito d’imposta (vedi decreto allegato 24 aprile 2024).

La richiesta di compensazione va inviata:

  • sia in via preventiva che in via consuntiva, per gli investimenti effettuati a partire dal 30 marzo 2024;
  • esclusivamente in via consuntiva, per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1° gennaio 2024 al 29 marzo 2024

 

A partire dal 18 maggio 2024 la richiesta di compensazione va presentata unicamente (è stata disabilitata la modalità di invio dei moduli tramite PEC) tramite la nuova funzionalità semplificata attivata sul portale del GSE. Nella Piattaforma GSE, previa registrazione all’Area Clienti, l’utente potrà accedere all’applicazione “Transizione 4.0 – Accedi ai questionari” e, selezionando la tipologia di investimento, compilare in pochi passaggi il modulo per la compensazione dei crediti d’imposta. All’interno del portale è inoltre disponibile la guida per la compilazione.

Ricordiamo che sui moduli deve necessariamente essere apposta la firma elettronica qualificata da parte del Rappresentante Legale o di uno dei Rappresenti Legali, il cui certificato digitale deve essere in corso di validità e rilasciato da un prestatore di servizi fiduciari accreditato AgID. il sistema per la compilazione dei moduli (SIAD) è ottimizzato per browser Chrome, Firefox e IE10 ma supporta, per l’apertura e la compilazione dei pdf, esclusivamente Adobe Reader 9.1 e superiori. Se richiesto, sarà necessario autorizzare l’esecuzione di Javascript.

Le richieste di supporto potranno essere inviate:

 

  • TEMPI RIVERSAMENTO: Per quanto riguarda i tempi di riversamento spontaneo del credito d’imposta ricerca e sviluppo (ossia quello introdotto nel 2015), il decreto Agevolazioni fiscali, convertito definitivamente in legge, ha differito al 31 ottobre 2024 il termine entro il quale è possibile effettuare il riversamento (vedi DL Fiscale allegato).

 

  • LINEE GUIDA: proseguono le interlocuzioni tra Confindustria e MIMIT affinché il Ministero renda al più presto disponibili le linee guida per la corretta applicazione del credito d’imposta.

DD_modello_comunicazione_art_6_DL_29_marzo_2024 DL FISCALE Riversamento




LAVORO | Rinnovo CCNL Industria Metalmeccanica: incontro del 30 maggio 2024 – Position Paper Federmeccanica

Nell’ambito delle trattative per il rinnovo del CCNL dell’Industria Metalmeccanica, Federmeccanica e Assistal si sono incontrate lo scorso 30 maggio con le Organizzazioni Sindacali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil.

Il Presidente di Federmeccanica ha aperto l’incontro con un intervento a tutto campo che ha definito i contorni che deve avere il confronto, considerando lo scenario in cui le imprese metalmeccaniche operano, i valori del rinnovamento ed il cambiamento culturale che deve essere portato avanti.

Il sindacato ha illustrato la piattaforma con sfumature diverse su alcuni temi nei tre interventi delle singole Organizzazioni (dalla valorizzazione del welfare, all’orario di lavoro, fino al mercato del lavoro e appalti).

Il comune denominatore delle Organizzazioni Sindacali è stata la richiesta salariale con motivazioni generiche.

La delegazione datoriale ha evidenziato come nel CCNL 5 febbraio 2021 il riferimento all’inquadramento nella definizione del TEM (insieme all’IPCA NEI) derivava da un lavoro fatto a partire dal 2016 in sede di commissione che ha poi portato nel rinnovo successivo ad una riforma attesa da 50 anni.

La richiesta sindacale avanzata in piattaforma nell’incontro del 30 maggio u.s., non ha nessun ancoraggio a qualcosa di concreto che possa considerarsi un’innovazione tecnologica e organizzativa estendibile a tutto il Sistema come lo poteva essere solo l’inquadramento.

È stato evidenziato come il riferimento all’inquadramento fosse esplicitamente riferito alla vigenza del CCNL in scadenza, non oltre, e che l’unico elemento divenuto strutturale è l’adeguamento dei minimi ex post alle dinamiche dell’IPCA NEI.

La Federazione ha comunque manifestato l’assoluta necessità di rimanere aderenti alla realtà. L’ultimo incremento contrattuale (giugno 2023) infatti non ha eguali e non ha precedenti e anche il prossimo (giugno 2024) potrebbe essere molto significativo.  Non si può non tener conto di questa realtà, in un contesto peraltro di contrazione della profittabilità nelle imprese, così come non si può non tener conto della realtà del rinnovamento, che ha portato risultati importanti anche dal punto di vista economico, sia a livello nazionale sia a livello aziendale.

Tutti tasselli di un mosaico che hanno sostenuto i redditi delle persone e inciso positivamente sulla capacità di spesa (dall’assistenza sanitaria integrativa, ai flexible benefits fino ai premi di risultato e agli altri elementi aventi valore economico riconosciuti in azienda).

La delegazione datoriale ha percorso i capitoli del documento allegato (Position Paper – Rinnovamento Contrattuale) che ha seguito un filo logico per collegare i vari punti e legarli alla realtà.

Infine, sono stati programmati quattro incontri due a giugno (18/06 e 27/06) e due a luglio (11/07 e 26/07) per dare risposte ancora più puntuali su ogni singolo tema della piattaforma con l’obiettivo anche di ribadire e ulteriormente argomentare la posizione datoriale.

All.to02. Federmeccanica_PositionPaper_30052024_RinnovamentoContinua

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

Francesco Cotini  089200815  [email protected]

 




TRASPORTI | Focus Confindustria 2020-2024 Trasporti, Logistica e Infrastrutture

Negli ultimi anni, la mobilità è stata interessata da un profondo cambiamento, originando un ecosistema di trasporti sempre connessi, efficienti e multimodali.

Agli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione europei, si aggiungono, inoltre, gli accadimenti geopolitici, che rendono i trasporti più complessi, ma anche più resilienti.

È in questo contesto che il ruolo di Confindustria è fondamentale nel guidare il processo di transizione ambientale e digitale, facendo sintesi delle problematiche provenienti dal mondo industriale e avanzando proposte efficaci, definite nell’incontro tra domanda e offerta di servizi e contenute nel focus allegato.

Relazione Quadrienno 2020- 2024 finale




ENERGIA | Superbonus, bonus ristrutturazione, bonus barriere e sisma bonus. Le modifiche della Legge 23 maggio 2024, n. 67

Il 23 maggio è stato dato il via libera al Ddl di conversione in legge del DL 39/2024, sul quale il Governo aveva posto la fiducia dopo le innumerevoli critiche al testo.

Per il superbonus, si stabilisce che le spese sostenute dal primo gennaio 2024 (ora al 70%, e nel 2025 al 65%) potranno essere portate in detrazione in 10 anni anziché in 4. Viene allungata a 10 anni (dagli attuali 5) anche la detraibilità per il sismabonus e il bonus barriere. Certamente, questo meccanismo favorisce i contribuenti con una capienza fiscale minore, che in 4 anni avrebbero rischiato di perdere parte della spesa in eccesso; mentre penalizza chi ha più capienza fiscale, che dovrà attendere più tempo per essere rimborsato integralmente.

Per quanto concerne invece il bonus ristrutturazioni l’agevolazione si ridurrà nei prossimi anni. Il bonus è stato confermato nel 2024 al 50%, con un tetto di spesa detraibile di 96mila euro. Dal 2025, salvo proroghe, l’aliquota scenderà al 36%, con un tetto che dovrebbe scendere a 48mila euro. Dal 2028 al 2033 l’aliquota della detrazione per interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica scenderà al 30%.

Un’ulteriore novità riguarda la compensazione da parte degli istituti finanziari che, dal 2025, non potranno più compensare i crediti del superbonus con debiti previdenziali, assistenziali e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, pena il recupero del credito con interessi e una sanzione. Inoltre, banche, assicurazioni e intermediari che hanno acquistato crediti pagandoli meno del 75% del loro valore originario, dovranno ripartire le rate in 6 quote annuali, che non potranno essere cedute o ulteriormente ripartite.

Per il 2025, infine, sono poi previsti due fondi presso il MEF, uno per la concessione di contributi per interventi di riqualificazione energetica nei territori interessati da eventi sismici che si sono verificati dal 1° aprile 2009 (35 milioni) e uno per enti del terzo settore, onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale (100 milioni).




ENERGIA | Audizione Confindustria DL Agricoltura: installazione impianti fotovoltaici a terra e tutele per i settori energy intensive

Lo scorso 28 maggio 2024 il Delegato all’energia Aurelio Regina è stato audito in Senato in Commissione Industria sul DL Agricoltura n. 63/24.

Il contributo di Confindustria è volto a suggerire alcuni miglioramenti all’articolo 5 del DL Agricoltura che prevede limitazioni all’uso del suolo agricolo per l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra. La norma rischia di avere effetti che andrebbero oltre le sue finalità, impattando negativamente sulla produzione di energia rinnovabile necessaria a soddisfare gli obiettivi di decarbonizzazione competitiva delle imprese industriali.

Nell’attesa della definizione di un decreto ministeriale che disciplini i criteri di individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici – che auspichiamo venga approvato il prima possibile – Confindustria propone di prevedere un’ulteriore eccezione a fianco di quelle già previste dal provvedimento, stabilendo che tale norma non si applichi ai progetti finalizzati all’autoproduzione di energia rinnovabile, anche indirettamente e a distanza, realizzati da imprese industriali o da soggetti terzi con cui le imprese medesime sottoscrivono contratti di approvvigionamento a termine per l’energia rinnovabile.

Confindustria segnala che un’attenzione particolare va inoltre riservata ai settori energy intensive dell’industria, che sono alla base del sistema manifatturiero e che dovranno raggiungere entro il 2030 un target di riduzione delle emissioni del 62% rispetto al 2005 (obiettivo Ets). Lo stesso Governo con il primo articolo del DL Sicurezza Energetica ha previsto una misura diretta a stimolare investimenti per oltre 12 mld € in linea con questi obiettivi.

Per questo si ritiene che le aree dei siti oggetto di bonifica, inclusi i siti orfani, di proprietà di soggetti pubblici dovrebbero essere offerte in concessione per l’attuazione della misura c.d. energy release. Nella memoria depositata al Senato, Confindustria ha sottolineato che i Sin rappresentano una superficie cumulata di circa 170mila ettari a terra e i soli siti orfani individuati dal Mase ai fini dell’investimento Pnrr rappresentano ulteriori 2mila ettari. Si tratta di aree contaminate e, nella maggior parte dei casi, a storica vocazione industriale in cui le opportunità agricole sono limitate nel periodo in cui viene attuata la bonifica, che pertanto dovrebbero essere destinate alla valorizzazione energetica. Queste modifiche contribuirebbero agli obiettivi di decarbonizzazione dell’industria e alla riduzione del costo dell’energia, uno dei fattori di vitale importanza per la competitività del tessuto manifatturiero italiano, senza alterare l’impostazione di fondo della scelta compiuta dal Governo con l’articolo 5 del DL Agricoltura.

Audizione+Confindustria+DL+Agricoltura




CREDITO | Direttiva UE Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Chiusura consultazione EFRAG standard rendicontazione di sostenibilità PMI – Risposta Confindustria

Il 21 maggio u.s. si è chiusa ieri la consultazione dell’EFRAG sulle bozze di standard per la rendicontazione di sostenibilità delle PMI quotate e non (VSMEs ED), cui Confindustria ha partecipato inviando le proprie osservazioni.

Entrando nel merito, la valutazione generale è stata positiva in quanto l’articolazione in moduli degli standard (base; politiche azioni e obiettivi; business partner) che possono essere scelti singolarmente o sommati tra loro a seconda della dimensione dell’impresa e delle sue relazioni con il mercato, potrà concretamente aiutare le PMI a raccogliere le informazioni loro richieste dal mondo finanziario e dalle grandi imprese, quando operano nelle loro filiere.

È stata però evidenziata la necessità di apportare ulteriori semplificazioni ad alcune informazioni sociali e ambientali, troppo complesse da rendicontare per una piccola impresa, e di consentire flessibilità in merito alla presentazione e collocazione del report di sostenibilità. Inoltre, per una effettiva utilità e diffusione tra le PMI dello standard è stata auspicata l’accettazione generale dello stesso, sia da parte dei preparers che degli utenti.

Infine, con riferimento alla bozza di standard per le PMI quotate (LSMEs ED), visto il numero esiguo di soggetti coinvolti in Italia e di osservazioni pervenute, Confindustria ha ritenuto di non partecipare alla consultazione.

EFRAG Public Consultation – January 2024 – Questionnaire VSME Exposure Draft – Confindustria




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