ENERGIA | Superbonus, bonus ristrutturazione, bonus barriere e sisma bonus. Le modifiche della Legge 23 maggio 2024, n. 67

Il 23 maggio è stato dato il via libera al Ddl di conversione in legge del DL 39/2024, sul quale il Governo aveva posto la fiducia dopo le innumerevoli critiche al testo.

Per il superbonus, si stabilisce che le spese sostenute dal primo gennaio 2024 (ora al 70%, e nel 2025 al 65%) potranno essere portate in detrazione in 10 anni anziché in 4. Viene allungata a 10 anni (dagli attuali 5) anche la detraibilità per il sismabonus e il bonus barriere. Certamente, questo meccanismo favorisce i contribuenti con una capienza fiscale minore, che in 4 anni avrebbero rischiato di perdere parte della spesa in eccesso; mentre penalizza chi ha più capienza fiscale, che dovrà attendere più tempo per essere rimborsato integralmente.

Per quanto concerne invece il bonus ristrutturazioni l’agevolazione si ridurrà nei prossimi anni. Il bonus è stato confermato nel 2024 al 50%, con un tetto di spesa detraibile di 96mila euro. Dal 2025, salvo proroghe, l’aliquota scenderà al 36%, con un tetto che dovrebbe scendere a 48mila euro. Dal 2028 al 2033 l’aliquota della detrazione per interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica scenderà al 30%.

Un’ulteriore novità riguarda la compensazione da parte degli istituti finanziari che, dal 2025, non potranno più compensare i crediti del superbonus con debiti previdenziali, assistenziali e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, pena il recupero del credito con interessi e una sanzione. Inoltre, banche, assicurazioni e intermediari che hanno acquistato crediti pagandoli meno del 75% del loro valore originario, dovranno ripartire le rate in 6 quote annuali, che non potranno essere cedute o ulteriormente ripartite.

Per il 2025, infine, sono poi previsti due fondi presso il MEF, uno per la concessione di contributi per interventi di riqualificazione energetica nei territori interessati da eventi sismici che si sono verificati dal 1° aprile 2009 (35 milioni) e uno per enti del terzo settore, onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale (100 milioni).




ENERGIA | Audizione Confindustria DL Agricoltura: installazione impianti fotovoltaici a terra e tutele per i settori energy intensive

Lo scorso 28 maggio 2024 il Delegato all’energia Aurelio Regina è stato audito in Senato in Commissione Industria sul DL Agricoltura n. 63/24.

Il contributo di Confindustria è volto a suggerire alcuni miglioramenti all’articolo 5 del DL Agricoltura che prevede limitazioni all’uso del suolo agricolo per l’installazione di pannelli fotovoltaici a terra. La norma rischia di avere effetti che andrebbero oltre le sue finalità, impattando negativamente sulla produzione di energia rinnovabile necessaria a soddisfare gli obiettivi di decarbonizzazione competitiva delle imprese industriali.

Nell’attesa della definizione di un decreto ministeriale che disciplini i criteri di individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici – che auspichiamo venga approvato il prima possibile – Confindustria propone di prevedere un’ulteriore eccezione a fianco di quelle già previste dal provvedimento, stabilendo che tale norma non si applichi ai progetti finalizzati all’autoproduzione di energia rinnovabile, anche indirettamente e a distanza, realizzati da imprese industriali o da soggetti terzi con cui le imprese medesime sottoscrivono contratti di approvvigionamento a termine per l’energia rinnovabile.

Confindustria segnala che un’attenzione particolare va inoltre riservata ai settori energy intensive dell’industria, che sono alla base del sistema manifatturiero e che dovranno raggiungere entro il 2030 un target di riduzione delle emissioni del 62% rispetto al 2005 (obiettivo Ets). Lo stesso Governo con il primo articolo del DL Sicurezza Energetica ha previsto una misura diretta a stimolare investimenti per oltre 12 mld € in linea con questi obiettivi.

Per questo si ritiene che le aree dei siti oggetto di bonifica, inclusi i siti orfani, di proprietà di soggetti pubblici dovrebbero essere offerte in concessione per l’attuazione della misura c.d. energy release. Nella memoria depositata al Senato, Confindustria ha sottolineato che i Sin rappresentano una superficie cumulata di circa 170mila ettari a terra e i soli siti orfani individuati dal Mase ai fini dell’investimento Pnrr rappresentano ulteriori 2mila ettari. Si tratta di aree contaminate e, nella maggior parte dei casi, a storica vocazione industriale in cui le opportunità agricole sono limitate nel periodo in cui viene attuata la bonifica, che pertanto dovrebbero essere destinate alla valorizzazione energetica. Queste modifiche contribuirebbero agli obiettivi di decarbonizzazione dell’industria e alla riduzione del costo dell’energia, uno dei fattori di vitale importanza per la competitività del tessuto manifatturiero italiano, senza alterare l’impostazione di fondo della scelta compiuta dal Governo con l’articolo 5 del DL Agricoltura.

Audizione+Confindustria+DL+Agricoltura




CREDITO | Direttiva UE Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Chiusura consultazione EFRAG standard rendicontazione di sostenibilità PMI – Risposta Confindustria

Il 21 maggio u.s. si è chiusa ieri la consultazione dell’EFRAG sulle bozze di standard per la rendicontazione di sostenibilità delle PMI quotate e non (VSMEs ED), cui Confindustria ha partecipato inviando le proprie osservazioni.

Entrando nel merito, la valutazione generale è stata positiva in quanto l’articolazione in moduli degli standard (base; politiche azioni e obiettivi; business partner) che possono essere scelti singolarmente o sommati tra loro a seconda della dimensione dell’impresa e delle sue relazioni con il mercato, potrà concretamente aiutare le PMI a raccogliere le informazioni loro richieste dal mondo finanziario e dalle grandi imprese, quando operano nelle loro filiere.

È stata però evidenziata la necessità di apportare ulteriori semplificazioni ad alcune informazioni sociali e ambientali, troppo complesse da rendicontare per una piccola impresa, e di consentire flessibilità in merito alla presentazione e collocazione del report di sostenibilità. Inoltre, per una effettiva utilità e diffusione tra le PMI dello standard è stata auspicata l’accettazione generale dello stesso, sia da parte dei preparers che degli utenti.

Infine, con riferimento alla bozza di standard per le PMI quotate (LSMEs ED), visto il numero esiguo di soggetti coinvolti in Italia e di osservazioni pervenute, Confindustria ha ritenuto di non partecipare alla consultazione.

EFRAG Public Consultation – January 2024 – Questionnaire VSME Exposure Draft – Confindustria




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