Materie prime: nuova mappa e piano di esplorazione nel 2025
CREDITO | Fondo di Garanzia PMI Attivazione riserva speciale Programma Nazionale “Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”
Il Fondo di Garanzia per le PMI ha comunicato, con la Circolare n. 10/2024, la prosecuzione dell’operatività della Riserva speciale Programma Nazionale “Ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale” anche per il periodo di programmazione 2021-2027, con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro.
La Riserva speciale, che prosegue la propria operatività in continuità con la programmazione 2014-2020, interviene per rafforzare, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente del Fondo, gli interventi di garanzia a supporto di PMI, professionisti e midcap, ubicati nelle Regioni meno sviluppate (vale a dire: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).
In particolare, le garanzie sono concesse:
- con coperture rispettivamente dell’80% e del 90% per le operazioni in garanzia diretta e in riassicurazione;
- su portafogli di finanziamenti con copertura fino all’80% della tranche junior del portafoglio, fino a un limite massimo del 10% dell’ammontare del portafoglio complessivo. Tale ultima copertura sale al 12% nel caso in cui il portafoglio sia composto da finanziamenti concessi a fronte della realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e/o programmi di investimento.
Per maggiori dettagli, invitiamo a consultare la circolare allegata e la pagina dedicata alla Riserva speciale sul sito del Fondo di Garanzia per le PMI.
Circolare-N.10.2024-Sezione-PN-RIC
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected] )
CREDITO | Schema D.lgs. recepimento Corporate Sustainability Reporting Directive: aggiornamenti
In riferimento alle precedenti comunicazioni sul tema in oggetto, informiamo che il Consiglio dei Ministri del 10 giugno u.s. ha approvato in sede preliminare lo schema di Decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2022/2464 (c.d. Corporate Sustainability Reporting Directive o CSRD), che rafforza ed estende gli obblighi in tema di reporting di sostenibilità.
Come noto, nei mesi scorsi, il MEF aveva sottoposto una bozza di decreto a consultazione pubblica, cui Confindustria aveva partecipato, concentrandosi su alcune questioni di rilevante impatto per le imprese, tra cui: il sistema sanzionatorio per l’inadempimento ai nuovi obblighi di reportistica di sostenibilità; l’esercizio dell’attività di attestazione dei report medesimi. Molte delle osservazioni di Confindustria, condivise anche con altre Organizzazioni di rappresentanza, sono state recepite nel testo approvato la scorsa settimana, che quindi risulta migliorativo per le imprese, rispetto alla bozza iniziale.
Restano però alcuni profili di incertezza, in particolare sul tema delle sanzioni penali correlate all’inadempimento ai nuovi obblighi, che Confindustria provvederà ad evidenziare alle Commissioni parlamentari competenti a esprime il proprio parere, entro il prossimo 20 luglio, prima dell’approvazione definitiva da parte del Governo.
In allegato il testo del decreto e una nota di commento sulle principali modifiche intervenute di maggior interesse per le imprese.
Atti 160 dlgs rendicontazione societaria Nota COPRE- Schema Decreto recepimento CSRD
LAVORO | Emergenza caldo – incontro al Ministero del Lavoro
Lo scorso 20 giugno si è tenuto, presso il Ministero del lavoro, l’incontro tra Ministero del lavoro e parti sociali sul tema dell’emergenza “caldo”, che fa seguito agli incontri tenutisi nel 2023 (cfr. nostra informativa del 12/09/2023).
La riunione non è stata preceduta dall’invio di alcun documento, nemmeno quello abbozzato dal Ministero nella analoga occasione del 2023 e non condiviso già all’epoca.
Il sottosegretario Claudio Durigon, introducendo l’incontro, ha manifestato la massima attenzione del Ministro al tema dell’emergenza climatica e alla individuazione condivisa di interventi utili a fronteggiare l’emergenza del caldo.
Il sindacato ha richiesto che il protocollo contenga prescrizioni vincolanti ed aggiuntive rispetto alle disposizioni normative già esistenti, sia per le lavorazioni al chiuso che all’aperto, traducendo il protocollo in norma. Le disposizioni aggiuntive avrebbero dovuto riguardare – nell’ambito della valutazione dei rischi ed in via esemplificativa – la revisione dell’organizzazione del lavoro, l’adozione di dispositivi di protezione individuale aggiuntivi (es. crema solare), la rideterminazione degli orari di lavoro, la sospensione del lavoro a determinate condizioni, l’integrazione della sorveglianza sanitaria, il coinvolgimento del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, la formazione e l’informazione.
Sul versante della gestione della cassa integrazione, il sindacato ha chiesto di estendere lo strumento sul piano soggettivo (es. riders, lavoratori stagionali) e di conferire carattere strutturale alla normativa introdotta l’anno scorso con il DL 98/2023, in particolare con riferimento alla automaticità della CIGO in caso di condizioni di lavoro non sostenibili, in assenza di interventi organizzativi da parte del datore di lavoro.
Le parti datoriali, pur manifestando in modo unanime l’evidente attenzione al tema, hanno rappresentato che i cambiamenti climatici non possono più essere considerati una emergenza ma vanno affrontanti tutti e con responsabilità, hanno evidenziato l’inidoneità del protocollo a sopperire alle specifiche esigenze di una contingenza già disciplinata dalla normativa primaria, dalle linee guida OSHA, dei Ministeri della salute e del lavoro, dalle indicazioni dell’INAIL, dalle considerazioni dell’Ispettorato nazionale del lavoro, delle indicazioni di ASL e delle Regioni, di protocolli settoriali (es. agricoltura), dagli interventi dell’INPS (cfr. nostre informative del 24 e 26 luglio 2023).
A questi strumenti, si sono ora aggiunte le ordinanze delle Regioni (come già accaduto nel 2023) che – a determinate condizioni (settori esposti e limitatamente ad orari che presentano un rischio alto) – prevedono il divieto di svolgere attività lavorativa. Strumenti che, per il loro carattere contingibile e urgente, prevalgono – in via generale – su eventuali disposizioni di legge (e, a maggior ragione, di protocollo).
Sul versante della cassa integrazione, questa volta in linea con la richiesta sindacale, il nostro Sistema centrale, insieme a tutte le parti datoriali, ha evidenziato l’esigenza di rendere strutturale l’intervento temporaneo contenuto nel cd decreto caldo (DL 98/2023), di semplificare ed automatizzare la concessione della CIGO (soprattutto in presenza dell’ordinanza regionale), di non considerare il periodo di cassa concesso ai fini del raggiungimento della durata massima della CIGO e di escludere l’obbligo di contributo addizionale.
È stato anche chiesto di neutralizzare i ritardi conseguenti alle eventuali sospensioni ai fini del computo dei termini considerati nei contratti di appalto pubblici e privati.
Il Ministero, pur prendendo atto della inesistenza delle condizioni per la conclusione di un protocollo condiviso, ha confermato l’intenzione di agire sulla cassa integrazione, riservandosi, tuttavia, di valutare l’adozione di atti normativi o regolamentari per affrontare il tema del caldo, anche sul modello delle ordinanze urgenti adottate in sede regionale.
RELAZIONI INDUSTRIALI:
Giuseppe Baselice 089200829 [email protected]
Francesco Cotini 089200815 [email protected]
LAVORO | Accordo formazione Salute e Sicurezza – bozza definitiva
Facciamo seguito alla nostra informativa del 16 aprile scorso per rappresentare che, nell’ambito del confronto con il Ministero del lavoro, le Regioni, l’Inail, l’INL e le altre parti sociali, il nostro Sistema centrale (d’intesa con le altre parti datoriali coinvolte dal Ministero) ha ulteriormente rappresentato le criticità ancora presenti nella bozza in discussione “Accordo finalizzato alla individuazione della durata e dei contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza, ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81” (in allegato).
Pur non essendo stato raggiunto un accordo in sede tecnica, il rappresentante del Ministero del lavoro ha ritenuto di chiudere questa fase di confronto, inviando la bozza di documento all’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro.
Il nostro Sistema centrale ha ulteriormente rappresentato le criticità del documento sia all’Ufficio legislativo che al Gabinetto del Ministro.
Il documento, quindi, per quanto a nostra conoscenza, non ha ancora né l’avallo politico del Ministero né risulta inviato in modo formale alla Conferenza delle Regioni.
Si è, invece, a conoscenza del fatto che in rete si stanno sviluppando iniziative fondate su una presunta definitività al documento.
Il nostro Sistema centrale commenterà il testo, quando sarà definitivo, anche in ragione del fatto che l’accordo – nel testo noto – prevede sia un adeguato periodo transitorio prima di abbandonare l’attuale regolazione sia il riconoscimento, e quindi la validità, della formazione pregressa.
Non sussistono, quindi, ragioni tali da giustificare azioni che precedono la completa conclusione dell’iter legislativo, anche perché il testo in bozza non pare stravolgere complessivamente il sistema introdotto dai precedenti accordi tra lo Stato e le Regioni.
Si allega, quindi, la bozza con la precisazione che l’iter legislativo non è ancora concluso, riservandoci di dare notizia degli ulteriori sviluppi del confronto e dell’iter del provvedimento.
All.to
Bozza definitiva Accordo formazione salute e sicurezza
RELAZIONI INDUSTRIALI:
Giuseppe Baselice 089200829 [email protected]
Francesco Cotini 089200815 [email protected]
RICERCA | Finanziamento progetti R&S settore aerospaziale: domande dal 1° luglio al 31 ottobre 2024
Informiamo che sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato pubblicato il decreto direttoriale 11 giugno 2024 che disciplina il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo di settore aerospaziale afferenti all’ambito della Sicurezza nazionale (legge 808/85).
Possono beneficiare dei finanziamenti le imprese che svolgono prevalentemente attività industriale nel settore aerospaziale, ovvero che, nei due esercizi antecedenti la presentazione della domanda, abbiano avuto un fatturato medio di almeno il 50% per le grandi imprese o di almeno il 25% per le PMI da attività di costruzione e trasformazione di aeromobili, motori, sistemi ed equipaggiamenti aerospaziali, meccanici ed elettronici.
Il decreto direttoriale 11 giugno 2024 precisa le modalità di presentazione delle domande e dei progetti, le agevolazioni concedibili e le spese finanziabili, con riferimento al nuovo regime di aiuto adottato con il decreto ministeriale 28 settembre 2023.
I modelli per la presentazione delle domande di finanziamento e per la rendicontazione saranno resi a breve disponibili al link https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/progetti-r-s-nel-settore-aerospaziale
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])
