INTERNAZIONALIZZAZIONE | Accordi sui DAZI con gli Usa, il Parlamento europeo approva l’intesa
Il Parlamento europeo ha adottato la propria posizione su due proposte legislative volte ad attuare gli aspetti tariffari dell’accordo UE-USA, concluso a Turnberry nell’estate scorsa tra Ursula von der Leyen e Donald Trump.
Nel merito, i testi prevedono l’eliminazione della maggior parte dei dazi sui beni industriali statunitensi e la concessione di un accesso preferenziale al mercato europeo per un’ampia gamma di prodotti ittici e agricoli USA, in linea con gli impegni assunti nel quadro dell’intesa politica.
Contenuti delle intese
Il Parlamento ha tuttavia rafforzato in modo significativo le condizioni di salvaguardia e reciprocità. In primo luogo, è stata potenziata la clausola di sospensione, che consentirebbe alla Commissione di proporre la sospensione totale o parziale delle preferenze tariffarie qualora gli Stati Uniti introducessero nuovi dazi oltre il tetto concordato del 15% o adottassero misure discriminatorie o di coercizione economica nei confronti dell’UE.
È stata inoltre introdotta una cd. sunrise clause, che subordina l’entrata in vigore delle concessioni tariffarie europee al pieno rispetto degli impegni da parte statunitense. In particolare, si prevede che gli USA riducano i dazi sui prodotti europei con contenuto di acciaio e alluminio inferiore al 50% a un massimo del 15%. Per i prodotti con contenuto superiore al 50%, in assenza di adeguamento da parte USA, le preferenze tariffarie europee su acciaio e alluminio verrebbero meno dopo sei mesi dall’entrata in applicazione del regolamento.
Il Parlamento ha poi inserito una cd. sunset clause, fissando al 31 marzo 2028 la scadenza del regime, prorogabile solo tramite una nuova proposta legislativa basata su una valutazione d’impatto approfondita.
Ulteriore elemento rilevante è il rafforzamento del meccanismo di salvaguardia: la Commissione sarà incaricata di monitorare gli effetti delle nuove misure e potrà sospendere temporaneamente le concessioni qualora le importazioni dagli USA raggiungano livelli tali da arrecare un grave pregiudizio all’industria europea (ad esempio in caso di incremento del 10% per specifiche categorie di prodotti).
Dal punto di vista politico è stato chiarito che il via libera definitivo sarà subordinato alla presenza di garanzie solide e al pieno rispetto degli impegni da parte degli Stati Uniti.