AGEVOLAZIONI | Terzo bando Fondo Transizione Industriale: contributi a fondo perduto programmi di investimento efficienza energetica, realizzazione impianti di autoconsumo, cambiamento processo produttivo e riuso, riciclo o recupero di materie prime. INVIO domande entro il 10 dicembre 2025.

Ricordiamo che sono aperti i termini per la presentazione delle domande a valere sul Fondo per il sostegno alla transizione industriale (Misura Attuazione dell’investimento M2C2 – 5.1, sottoinvestimento 1 del Pnrr) che – con una dotazione di euro 134.018.568,13 – ha l’obiettivo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche UE sulla lotta ai cambiamenti climatici (slide di sintesi allegate).

La domanda per il nuovo sportello, corrispondente al 3° bando, può essere presentata solo online sul sito di Invitalia entro le ore 12:00 del prossimo 10 dicembre.

Le domande saranno avviate alla fase di valutazione istruttoria secondo l’ordine conseguito in graduatoria. Quelle valutate positivamente saranno ammesse alle agevolazioni fino a concorrenza delle risorse disponibili.

Imprese ammissibili

Le agevolazioni sono concesse a imprese, di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale, che, alla data di presentazione della domanda devono:

  • essere regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese;
  • operare nel settore manifatturiero di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019;
  • non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
    essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi.
  • non trovarsi in una delle situazioni di esclusione previste dall’art. 5, comma 2, del DM 21 ottobre 2022.

Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il 50% delle risorse è riservata alle imprese energivore (ovvero quelle inserite nell’elenco tenuto dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA, relativo alle imprese a forte consumo di energia ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge 20 novembre 2017, n. 167).

Investimenti ammissibili

I programmi di investimento devono riguardare una sola unità produttiva dell’impresa proponente, e devono perseguire almeno una delle seguenti finalità:

  1. una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa;
  2. un uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate.

I programmi di investimento devono essere volti al perseguimento, in via esclusiva, di un miglioramento in termini di tutela ambientale dei processi aziendali. Non sono ammessi interventi che determinano un aumento della capacità produttiva, fatti salvi gli aumenti derivanti da esigenze tecniche, qualora non superiori al 20% rispetto alla situazione precedente all’intervento.

I programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso al Fondo, prevedere spese complessive ammissibili di importo compreso tra 3 milioni di euro e 20 milioni di euro ed essere realizzati entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo (con una eventuale proroga del termine di ultimazione del programma non superiore a 12 mesi). Entro tale termine dovrà intervenire anche l’entrata in funzione e la piena operatività degli investimenti oggetto dei programmi di sviluppo agevolato.

I programmi di investimento inoltre devono rispettare il divieto di doppio finanziamento, non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali, ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852 (DNSH, e risultare conformi alla normativa ambientale nazionale e unionale.

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, che riguardino:

  • Suolo aziendale e relative sistemazioni (entro il 10% dell’investimento totale ammissibile)
  • Opere murarie e assimilate (nel limite del 40% dell’investimento totale ammissibile e solo se funzionali agli obiettivi ambientali)
  • Impianti e attrezzature varie di nuova fabbricazione
  • Programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate.

La misura ammette, inoltre, le spese per la formazione del personale. Nello specifico:

  • spese di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione connessi al progetto e costi servizi di consulenza;
  • spese di personale relative ai formatori;
  • costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni sono concesse, nella forma del contributo a fondo perduto, nei limiti delle intensità indicate agli articoli 12 e 15 del Decreto direttoriale 23 dicembre 2024, tenendo conto delle variazioni introdotte dal Decreto direttoriale 18 luglio 2025

Modalità di funzionamento

Le imprese possono presentare una singola domanda per unità produttiva, indipendentemente dalla pluralità di obiettivi ambientali perseguiti dal programma di investimento. Si prevede una procedura valutativa a graduatoria atta a determinare l’ordine di ammissione alle valutazioni istruttorie sulla base dei punteggi attribuiti ai singoli programmi di investimento.

Il punteggio attribuibile a ciascun programma di investimento è determinabile sulla base dei risultati ottenuti a seguito della realizzazione del programma di investimenti in diversi ambiti ambientali. Tali risultati, come individuati nella relazione tecnica, sono valorizzati mediante l’utilizzo di indicatori specifici in relazione a ciascuno dei diversi ambiti ambientali. Laddove si presentino situazioni di parità di punteggio, sarà data preferenza alla domanda di agevolazione il cui contributo agevolativo risulti più contenuto. La graduatoria finale sarà resa disponibile sui siti www.mimit.gov.it e www.invitalia.it.

Fondo Transizione Industriale – Invitalia – 9 ottobre 2023

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano    089.200841     [email protected])

 




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LAVORO | Convalida delle dimissioni presentate durante il periodo di prova da parte dei genitori lavoratori: nota n. 14744/2025 del Ministero del Lavoro

Con la nota n. 14744/2025, in allegato, il Ministero del Lavoro fornisce chiarimenti in merito alla convalida delle dimissioni presentate durante il periodo di prova da parte dei genitori lavoratori, ai sensi dell’art. 55, comma 4, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

Il Dicastero, all’esito di un esaustivo riepilogo della normativa vigente, ritiene che le dimissioni della lavoratrice in gravidanza ovvero di un genitore nei primi tre anni di vita del bambino debbano essere convalidate dall’Ispettorato del lavoro o dall’Ufficio ispettivo del lavoro territorialmente competente, anche se presentate durante il periodo di prova.

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RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

Francesco Cotini  089200815  [email protected]




Caro-materiali, Napoli: <<Dal governo prima risposta positiva»

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RICERCA | Accordi per l’Innovazione: pubblicato in GU decreto di modifica procedure di concessione ed erogazione agevolazioni

In riferimento a quanto anticipato con precedente news, informiamo che, nella Gazzetta Ufficiale n. 244 dello scorso 20 ottobre, è stato pubblicato il decreto ministeriale 4 settembre 2025, che ridefinisce le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni, previste dal decreto 31 dicembre 2021, in favore di interventi di ricerca e sviluppo di rilevante impatto tecnologico, realizzati nell’ambito di accordi stipulati dalle imprese con il Ministero e con le regioni, le province autonome e le altre amministrazioni pubbliche eventualmente interessate.

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda di agevolazioni, che esercitano attività industriali, ivi comprese quelle artigiane, i Centri di ricerca e, limitatamente alle aree di intervento di cui all’allegato n. 3 al decreto, le imprese di servizi.

I citati soggetti possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro e con Organismi di ricerca, fino ad un massimo di cinque soggetti co-proponenti.

Sono ammissibili progetti riguardanti attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti nell’ambito di specifiche aree di intervento individuate all’allegato n. 2 ed all’allegato n. 3 al decreto ministeriale 4 settembre 2025, riconducibili al comparto manufatturiero ed al settore digitale e delle telecomunicazioni.

Le iniziative agevolabili devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro, avere una durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.

Con un successivo provvedimento direttoriale saranno definiti i termini di apertura e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione, nonché eventuali ulteriori elementi utili a garantire la corretta attuazione dell’intervento. Nell’attesa riportiamo, ai fini di un primo approfondimento, una sintesi dei principali contenuti del decreto e anticipiamo, che Confindustria sta organizzando con il MIMIT un seminario rivolto alle imprese per la presentazione della misura, di cui daremo tempestiva notizia.

Ambito e risorse

  • Il decreto ridefinisce le procedure degli Accordi per l’innovazione per indirizzarli verso progetti con forte impatto tecnologico e competitivo.
  • Risorse totali: 731 mln €, di cui 530 mln € FCS (allegato 2) + 201 mln € PSC 2014-2020 (allegato 3, con tetto 40 mln € per l’area 3-4).
  • Riserva 34% ai progetti interamente nel Mezzogiorno.
  • Procedura valutativa negoziale; aiuti conformi al GBER.

Beneficiari

  • Imprese e Centri di ricerca
  • Possibili progetti congiunti (max 5 co-proponenti) con contratto di rete/consorzio/partenariato e capofila con mandato.

Progetti ammissibili

Devono combinare ricerca industriale e sviluppo sperimentale su aree specifiche (vedere allegati 2 e 3) delle seguenti KETs:

  • 1.Materiali avanzati e nanotecnologia
  • 2. Fotonica e micro/nano elettronica
  • 3. Sistemi avanzati di produzione
  • 4. Tecnologie delle scienze della vita
  • 5. Intelligenza artificiale
  • 6. Connessione e sicurezza digitale

Requisiti chiave: realizzazione in Italia; costi 5–40 mln € (e ≤ 60% della media fatturato ultimi 2 esercizi per ciascuna impresa); avvio dopo la presentazione della domanda e entro 3 mesi dal decreto; durata 18–36 mesi (proroga max 12); rispetto DNSH; soglia minima di partecipazione per co-proponenti (10% grandi, 5% altri).

Spese ammissibili

  • Personale tecnico/ricerca; strumenti e attrezzature (quote ammortamento se uso < vita utile); consulenze/ricerca contrattuale/licenze/brevetti; spese generali; materiali.
  • Titoli < 500 € (al netto IVA) non ammessi; contabilità separata; possibili opzioni di costo semplificate.

Agevolazioni

  • Contributo a fondo perduto e, opzionale, finanziamento agevolato (fino a 20% dei costi ammissibili).
  • Intensità base: 45% piccole, 35% medie, 25% grandi; per organismi di ricerca 50% RI e 25% SS.
  • +15 p.p. se: collaborazione effettiva con PMI (nessuno >70% dei costi); progetto interamente in regioni meno sviluppate; collaborazione effettiva con organismi di ricerca (≥10% costi e diritto di pubblicazione).
  • Finanziamento: durata 1–8 anni + preammortamento (max 3 anni). Cumulo vietato con altri aiuti incompatibili (incl. de minimis sulle stesse spese).

Istruttoria e negoziazione

  • Istruttoria secondo graduatorie (non vale l’ordine di arrivo).
  • Due graduatorie distinte (per le due risorse), ordinate su indicatori dell’Allegato 4; in parità prevale il progetto con minor costo.
  • Verifiche su ammissibilità, DNSH, fattibilità tecnico-economica, congruità costi e intensità aiuto.
  • Soglie: rispetto rapporto costi 5–40 mln e del limite 60% fatturato; se i costi ammissibili scendono sotto soglia o non si rispetta A.3.i, non ammissibile.
  • Esito istruttorio entro 90 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie.

Accordo per l’innovazione

  • Dopo istruttoria positiva si sottoscrive l’Accordo: finalità, soggetti, progetto (con split RI/SS), quadro finanziario, forma/misura aiuti, tempi, modalità versamento risorse cofinanziatori.

Decreto di concessione

  • Il Ministero richiede documenti residui e adotta il decreto di concessione entro 30 giorni.
  • Il decreto indica costi ammissibili, importi/forme di aiuto, CUP, impegni, modalità rimborso e condizioni di revoca.

Erogazioni

  • Fino a 5 SAL + saldo; documentazione semestrale (o multipli) su attività e spese quietanzate; pagamenti tracciabili.
  • Anticipazione fino al 30% (o intero finanziamento agevolato) con fideiussione/polizza.
  • Massimo erogabile ante-saldo: 90% per ogni tipologia di aiuto; saldo entro 6 mesi dalla doc. finale (dopo verifiche).
  • Verifiche su avanzamento, cumulo, DURC, obbligo assicurativo, ecc.

Verifiche

  • Verifica intermedia in loco a metà progetto (può portare a proposta di revoca se negativa).
  • Verifica finale prima del saldo su risultati tecnologici e congruità costi; disponibilità della documentazione tecnica e contabile completa.
  • Il Ministero effettua ulteriori accertamenti ai fini del decreto definitivo e del saldo.

Revoche

  • Revoca totale per: requisiti mancanti, procedure concorsuali liquidatorie, mancato avvio entro i termini, nessun primo SAL entro 18 mesi, mancato raggiungimento obiettivi, rilocalizzazione/cessazione entro 5 anni (3 per PMI), ecc.
  • Revoca parziale per ritardi entro limiti (riconoscendo quanto realizzato); commisurata per mancati rimborsi sul finanziamento.
  • In caso di procedure concorsuali non liquidatorie: possibile proroga fino a 2 anni.
  • Il Ministero può valutare il mantenimento degli aiuti se, entro 5/3 anni, calano occupazione/capacità produttiva con impatto sugli obiettivi.

Le risorse

Con il decreto ministeriale 4 settembre 2025 sono state rese disponibili risorse pari a 731 milioni di euro, di cui:

  • 530 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 2 al decreto;
  • 201 milioni di euro per il sostegno delle iniziative di ricerca e sviluppo relative alle aree di intervento indicate nell’allegato n. 3 al decreto.

DM_4_settembre_2025_Accordi_innovazione

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano    089.200841     [email protected])




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