AGEVOLAZIONI – BANDO PROGETTI DI R&S RICONVERSIONE ATTIVITÀ PRODUTTIVE VERSO UN MODELLO DI ECONOMIA CIRCOLARE” – PRE COMPILAZIONE DOMANDE DAL 26 OTTOBRE PV. INVIO DAL 5 NOVEMBRE PV

In riferimento alle nostre news sul bando che prevede agevolazioni per progetti di R&S nell’ambito dell’economia circolare, ricordiamo che la procedura di pre-compilazione delle domande e degli allegati sarà disponibile dal 26 ottobre 2020.

Le imprese dovranno allegare alla domanda, tra l’altro, l’attestazione di disponibilità alla concessione del finanziamento, prevista per l’accesso al FRI come specificato nel decreto direttoriale 5 agosto 2020, che fissa termini e modalità di presentazione delle domande.

 

Le istanze, invece, potranno essere inoltrate a partire dal prossimo 5 novembre.

 

Al link https://www.mise.gov.it/index.php/it/214-faq/2041369-progetti-r-s-economia-circolare-domande-frequenti-faq sono consultabili le FAQ della misura che, ricordiamo, sostiene (finanziamento agevolato e contributo alla spesa) la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative e sostenibili, al fine di promuovere la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse abbia una maggiore durata e la produzione di rifiuti sia ridotta al minimo.

In particolare, vengono supportati i progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese, anche in partenariato tra loro o con organismi di ricerca, di importo non inferiore a 500mila euro e non superiore a 2 milioni di euro, nei diversi settori dell’economia circolare individuati dal bando.

Soggetti beneficiari

Le agevolazioni sono rivolte alle imprese e ai centri di ricerca che:

  • sono iscritte nel Registro delle imprese;
  • operano in via prevalente nel settore manifatturiero o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere;
  • hanno approvato e depositato almeno due bilanci;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente.

 

I beneficiari possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila. In caso di progetti congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato.

 

Programmi di investimento ammissibili

Per essere ammessi alle agevolazioni i progetti di ricerca e sviluppo devono:

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale;
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 500mila euro e non superiori ai 2 milioni ed avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi;
  • prevedere attività di ricerca e sviluppo, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs), relative a:

 

innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a «rifiuto zero» e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);

 

progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;

 

sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;

 

strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;

 

sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati e sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

 

 




AUTOTRASPORTO: FRANCIA-DIVIETO DI RIPOSO GIORNALIERO E SETTIMANALE NEI VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI

Con una nota inviata alla Commissione Europea e ai singoli Stati membri, il Governo francese annuncia l’istituzione del divieto di svolgere nel veicolo il riposo giornaliero e settimanale agli autisti dei veicoli leggeri (LCV).

 

Ciò è stato disposto con la Legge n. 1428 del 24 dicembre 2019 che ha introdotto nel Codice dei Trasporti tale disposizione applicabile ai veicoli fino alle 3,5 tonnellate e che prevede, pertanto, un obbligo per l’impresa di autotrasporto di fornire al conducente delle condizioni di alloggio compatibili con la dignità umana e con condizioni igieniche che rispettino la salute.

 

Tale obbligo è previsto qualora il conducente effettui un’operazione di trasporto stradale lontano dalla sede operativa dell’azienda e non possa rientrarvi a fine giornata oppure non possa tornare al proprio domicilio.

La disposizione si applica alle società stabilite in Francia o in uno Stato membro dell’Unione Europea.

 

Il Codice dei Trasporti prevede una sanzione pecuniaria per la violazione della disposizione che può arrivare fino a 1.500 euro, importo che può essere aumentato a 3.000 euro in caso di recidiva. L’autorità giudiziaria competente potrà emanare anche altre sanzioni, come la sospensione temporanea della patente di guida, il fermo temporaneo del veicolo utilizzato per commettere il reato, se il colui che ha messo in atto la violazione sia il proprietario del mezzo oppure la confisca del veicolo.

 

Alla luce delle sanzioni previste, pertanto, risulta necessario che l’impresa di autotrasporto non soltanto organizzi il lavoro, ma sia in grado di prevedere e controllare che il conducente rispetti le disposizioni di cui sopra.

 

Risulta necessario che il datore di lavoro consenta al conducente di dimostrare alle Autorità competenti, con qualsiasi mezzo, che i periodi di riposo giornaliero o settimanale siano stati effettuati fuori dal veicolo (come elemento di prova, ad esempio, si potrà fornire una fattura per un hotel o una sosta per camion, pagata dall’azienda).

 

Qualora l’impresa di autotrasporto non possa fornire prova, il veicolo utilizzato per commettere il reato potrebbe essere trattenuto fino al pagamento di una cauzione di 750 euro per ogni violazione rilevata; si potrà procedere al proseguimento del viaggio soltanto successivamente al pagamento della stessa.

2020-09-09+EN+Rest+in+LCVs+France 2020-09-09+FR+NAF+repos+conducteurs+VUL TSI.REGISTRO UFFICIALE.2020.0015276




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