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EMERGENZA COVID -19 – AMMORTIZZATORI SOCIALI PREVISTI DALLA LEGGE DI BILANCIO 2021: MESSAGGIO INPS 406/2021

Come noto la Legge di Bilancio per l’anno 2021 (Legge 30 dicembre 2020 n.178) ha previsto un ulteriore periodo di trattamenti di integrazione salariale (cassa integrazione salariale ordinaria, in deroga, assegno ordinario e cassa integrazione speciale operai agricoli) connessi all’emergenza epidemiologica Covid-19.

In particolare, l’art. 1, comma 300, della suddetta Legge, nel richiamare quanto previsto dagli articoli da 19 a 22-quinquies del DL 18/2020, prevede per i datori di lavoro che riducono o sospendono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, la possibilità di richiedere la CIGO COVID, l’assegno ordinario COVID e la cassa integrazione in deroga COVID per 12 settimane.

La norma prevede che nel caso di Cigo Covid-19 le 12 settimane siano collocate nel periodo 1° gennaio – 31 marzo 2021.

Nel caso di assegno ordinario e di cassa integrazione in deroga, invece, le 12 settimane dovranno essere collocate nel periodo 1° gennaio – 30 giugno 2021.

Eventuali periodi di integrazioni salariali precedentemente richiesti e autorizzati ex DL 137/2020 (6 settimane fino al 31 gennaio 2021), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021, sono computati nelle nuove dodici settimane.

Per tali 12 settimane di trattamenti di integrazione salariale (cassa integrazione ordinaria e in deroga e assegno ordinario) non è previsto per i datori di lavoro il versamento di un contributo addizionale.

I trattamenti in oggetto trovano applicazione ai lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 1° gennaio 2021 (data di entrata in vigore della Legge 178/2020).

Le domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale ex art. 1, comma 300, della Legge di Bilancio 2021 devono essere inoltrate all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. L’ultimo periodo del comma 301 dell’art. 1 della L. 178/2020 prevede che in sede di prima applicazione, il termine decadenziale di trasmissione delle domande è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021. Considerato quindi che la citata legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2021, tale previsione normativa non modifica la scadenza ordinariamente prevista, che dunque, per le sospensioni o riduzioni dell’attività iniziate nel mese di gennaio, rimane al 28 febbraio 2021.

L’INPS con il messaggio n.406/2021, in allegato, nelle more della pubblicazione della specifica circolare con cui verranno fornite nel dettaglio le novità legislative introdotte dalla Legge di Bilancio 2021, nonché le istruzioni operative per l’attuazione delle stesse, fornisce le prime indicazioni riguardanti le succitate novità, nonché le istruzioni per la presentazione delle istanze dei trattamenti di integrazione salariale.

In particolare l’Istituto comunica che per richiedere l’ulteriore periodo di 12 settimane di cassa integrazione salariale (ordinaria o in deroga) e di assegno ordinario, i datori di lavoro dovranno trasmettere telematicamente domanda di concessione dei trattamenti con la nuova causale, denominata COVID 19 L. 178/20.

All.to

Messaggio numero 406 del 29-01-2021




FONDIRIGENTI: DIFFERIMENTO STORNO RISORSE 2018 NON UTILIZZATE

In considerazione delle difficoltà affrontate dalle imprese nell’attuale contesto pandemico e, soprattutto, degli oggettivi limiti alle attività formative rappresentati dai tre mesi di lock-down 2020, il Consiglio di Amministrazione di Fondirigenti ha deliberato, in via del tutto eccezionale e straordinaria, di posticipare di tre mesi  lo storno delle risorse accantonate nel 2018 e non utilizzate entro lo scorso 31/12/2020.

Vi invitiamo pertanto ad utilizzare le risorse in scadenza, presenti sul vostro conto aziendale, entro 31/03/2021 oltre tale data saranno assorbite dal Fondo.

Il nostro ufficio formazione è a disposizione per ogni supporto necessario.




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Pacchetti di welfare personalizzati saranno più adatti ai nuovi bisogni

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PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA. AUDIZIONE DI CONFINDUSTRIA SULLA PROPOSTA DI PNRR

Si è svolta oggi, alla Camera dei Deputati, l’audizione di Confindustria sulla proposta di PNRR (Piano Nazionale di ripresa e resilienza).

 

La proposta fa registrare alcuni passi avanti rispetto alle precedenti versioni, ma rimane ancora lontano dal livello di dettaglio richiesto dalla Commissione Europea.

C’è solo un’allocazione delle risorse per macro-temi e l’individuazione degli obiettivi generali che s’intendono raggiungere, ma mancano i progetti con cui le risorse verranno spese e, per ciascuno di essi, gli strumenti, il cronoprogramma per la sua realizzazione, i costi e gli impatti su PIL e occupazione.

In ogni caso, pur in assenza di una visione complessiva del Sistema Paese, nel Piano si ritrovano indirizzi e misure coerenti con le esigenze del tessuto produttivo, come il rafforzamento del Piano Transizione 4.0 e gli interventi in tema di Ricerca, Sviluppo e Innovazione.

 

Per governance creare team dedicati coinvolgendo le parti sociali

Evidente la lacuna riguardante la governance del Piano, su cui al momento il testo non contiene indicazioni. Confindustria suggerisce di individuare, per ciascuna linea di intervento, un unico responsabile, con il compito di coordinare un team dedicato, composto dalle migliori professionalità selezionate nelle amministrazioni – centrali e territoriali – coinvolte nella realizzazione dei progetti, così da superare veti e inerzie, anche tra i diversi livelli di governo.

Un ruolo attivo nella governance andrà riconosciuto anche agli attori sociali, il cui coinvolgimento dovrà essere sistematico e non episodico, com’è stato fino a oggi. Chiediamo di colmare questa carenza, condividendo dati e informazioni e ingaggiando in itinere le parti sociali nella valutazione d’impatto dei progetti, oltre che nel monitoraggio degli effetti prodotti.

 

Insufficienti gli interventi su Lavoro e Politiche attive. Riforma Ammortizzatori urgente e non più procrastinabile

Confindustria rilancia la sua proposta, che punta a valorizzare il capitale umano e l’aumento dell’occupabilità, coniugando la riforma degli ammortizzatori sociali con quella delle politiche attive del lavoro, aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private. È necessario impiegare utilmente anche i periodi di riduzione o sospensione dal lavoro con adeguate iniziative di formazione e riqualificazione, garantendo, in altre parole, non solo il sostegno al reddito al lavoratore, ma anche la sua occupabilità.

 

Manca una visione di politica industriale. Lacune da colmare su energia, patrimonializzazione delle imprese, fisco, export

Diverse le lacune e, soprattutto, manca una visione strategica di politica industriale, col rischio di minare non solo gli ambiziosi obiettivi di transizione digitale ed ecologica, ma anche il rafforzamento delle filiere tecnologiche, determinante per migliorare il nostro posizionamento nelle catene del valore europee e globali.

In tema di efficienza energetica, l’indirizzo di policy è troppo focalizzato sul settore residenziale e terziario. Non emergono specifiche indicazioni sullo sviluppo dell’autoproduzione di rinnovabili a beneficio dei settori industriali. Nella prospettiva di raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica, grave l’assenza dell’idrogeno blue.

Manca anche un capitolo dedicato alla definizione di misure per la patrimonializzazione delle imprese e il loro accesso ai mercati finanziari e dei capitali, aspetti decisivi per riattivare il ciclo degli investimenti.

Frammentari e parziali gli indirizzi di riforma del fisco, che invece dovrebbe restituire equità, semplicità e coerenza al sistema di prelievo. Mancano misure strutturali e di ampio respiro per il sostegno dell’export e alla promozione del made in Italy.

 

Oltre a chiedere di colmare queste lacune, Confindustria propone di arricchire il Piano con tre linee progettuali.

Su capitale umano, per: i) creare STEAM Space in tutte le scuole medie italiane; ii) rafforzare la filiera alternanza-apprendistato; iii) sviluppare gli ITS e la filiera terziaria professionalizzante, strategica per la riduzione dello skill mismatch.

Sul riciclo chimico, per realizzare, attraverso diverse tipologie di trattamento, il riciclo e il recupero dei rifiuti che oggi non valorizziamo, in modo da innalzare le nostre performance in linea con gli obiettivi europei e ridurre i conferimenti in discarica.

Sull’economia del mare, per puntare con decisione sulla transizione tecnologica ed energetica nella mobilità marittima e nella movimentazione logistico-portuale.

Nei prossimi giorni pubblicheremo il testo completo dell’audizione.