AMBIENTE: AGGIORNAMENTI ATTIVITÀ DI CONFINDUSTRIA

Con l’obiettivo di rendervi maggiormente partecipi dell’importante attività di lobbying che Confindustria sta realizzando in tema ambientale, con la collaborazione di tutti gli esperti del Sistema, rendiamo disponibile, in allegato, ai soli associati, il lavoro di sintesi aggiornato al 4 febbraio.

Invitiamo, le aziende interessate alle tematiche oggetto di approfondimento, ad inviarci eventuali osservazioni/proposte, al fine di rappresentarle a livello centrale.

Confindustria 4 febbraio 2021




Le ricette per l’Italia

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CONVENZIONI CONFINDUSTRIA SERVIZI – RETINDUSTRIA: AGGIORNAMENTO OFFERTE DAY, EP, UMANA, UNISALUTE

Si aggiungono alle CONVENZIONI CONFINDUSTRIA gli aggiornamenti delle offerte 2021 di Day, EP, Umana, Unisalute, che confermano per il 2021 le condizioni del 2020 in favore dei Soci Confindustria.

Day: Soluzioni per pausa pranzo, incentivi, piani di welfare aziendale e carburante

EP:  Servizi di Ristorazione e gestione di ristoranti aziendali

Umana: Agenzia per il Lavoro, eroga servizi per la gestione del personale

Unisalute: Sanità integrativa

In allegato le offerte aggiornate già presenti nella sezione Convenzioni del sito https://www.confindustria.it/accordi-e-convenzioni  alla quale è possibile accedere registrandosi: si riceveranno così direttamente note ed aggiornamenti sulle offerte in corso.

Brochure Up_Day_Confindustria

Offerta Day

Offerta EP

Offerta Umana

Offerta Unisalute

Unisalute – Piano Retindustria 1

Unisalute – Piano Retindustria 2




DIVENTARE FORNITORI DELLE NAZIONI UNITE: 17MA EDIZIONE DEL EU-UN PROCUREMENT SEMINAR

Sono aperte le iscrizioni alla 17° edizione del “EU-UN PROCUREMENT SEMINAR”  (www.eupf.org), evento rivolto alle imprese dell’Unione Europea interessate a divenire fornitori a lungo termine delle Nazioni Unite.

L’evento, organizzato in digitale dall’ “European Procurement Forum” (organizzazione no-profit avente l’obiettivo di promuovere la partecipazione delle imprese europee al Procurement delle Nazioni Unite), quest’anno è dedicato a:

– Energy: Waste Management and Power Generation

– Healthcare, Medical Equipment and Supplies

– ICT and Cybersecurity

– Logistics, Transportation and Physical Security

– Infrastructure and Water Sanitation, Purification & Hygiene (WASH)

Il business del procurement delle Nazioni Unite genera un volume di commesse di circa 19 miliardi di dollari l’anno. Il Procurement Seminar, oltre ad essere un ottimo momento di formazione per aziende interessate a lavorare con le Nazioni Unite offre soprattutto la possibilità di avere degli incontri one-on-one con i buyers e gli specialisti di procurement delle principali agenzie delle Nazioni Unite (UNPD, USG, UNDP, UNICEF, UNOPS, DFS LSD).

L’evento 2021 sarà preceduto, a partire dal 4 maggio, da una serie di 3 webinar formativi propedeutici su come lavorare con le UN, ai quali avranno accesso le aziende registratesi per partecipare al seminario:

1. Overview of the United Nations Procurement Market

  1. Doing business with the United Nations: registration as a vendor3. Doing business with the United Nations: the tender process

I costi di partecipazione a carico delle imprese sono strutturati come segue:

– 1ST COMPANY PERSON/REPRESENTATIVE – 490 dollari
– 2ND AND 3RD COMPANY REPRESENTATIVE – 95 dollari

La registrazione scade il 26 marzo per le aziende interessate agli incontri individuali con le Organizzazioni delle Nazioni Unite. I non interessati agli incontri individuali possono registrarsi fino al 15 aprile 2021.

Le imprese interessate a partecipare possono registrarsi qui

Per maggiori informazioni vi invitiamo a scaricare la brochure dell’evento contenente il programma provvisorio e l’articolazione delle giornate.

Si suggerisce di consultare attentamente la sezione ‘General Q&A‘ per i termini e le condizioni della partecipazione.

Per eventuali ulteriori informazioni relative all’evento è possibile contattare l’Ufficio ICE di New York, all’indirizzo di posta  elettronica [email protected], specificando l’oggetto “17th Annual EU-UN Procurement Seminar, New York 25-26 Maggio 2021”, dandocene comunicazione ([email protected]).




AGEVOLAZIONI/FISCO: LE PRINCIPALI MISURE FISCALI DI INTERESSE PER LE IMPRESE DELLA LEGGE DI BILANCIO 2021

La Legge 30 dicembre 2020, n. 178 recante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale 2021-2023 (di seguito Legge di Bilancio 2021), è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2020, n. 322.

L’inedita congiuntura economica e sociale connessa alla pandemia da COVID-19 – che ha colpito il nostro Paese a più ondate nel corso del 2020 – ha impattato in vario modo sul provvedimento.

Sul piano procedurale, il disegno di legge, inizialmente incardinato alla Camera dei Deputati il 20 novembre 2020 (AC 2790), è stato approvato e trasmesso al Senato a fronte di stralcio (AC 2790-bis) solo il 27 dicembre. La tempistica particolarmente compressa non ha consentito adeguati margini di manovra al secondo ramo del Parlamento che, in virtù dell’apposizione del voto di fiducia da parte del Governo, ha provveduto ad approvare definitivamente il testo in aula il 30 dicembre 2020.

Sul piano sostanziale – come già evidenziato da Confindustria durante l’audizione Parlamentare sul disegno di legge tenutasi il 23 novembre 2020, nonché nella Nota di Aggiornamento del 30 dicembre scorso – la Legge di Bilancio 2021 ha continuato ad operare nel solco degli interventi congiunturali volti ad arginare gli impatti della pandemia, dedicando spazi residuali alla definizione di una strategia concreta di transizione e rilancio economico per il futuro.

In tale cornice, il provvedimento ha, tuttavia, introdotto norme funzionali alla gestione finanziaria delle risorse del programma Next Generation EU. Ad un accurato utilizzo di queste, lungo le linee di un serio Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sono ora legate le aspettative più concrete di un rilancio nel prossimo futuro.

L’articolo unico che compone la prima sezione della Legge di Bilancio 2021 consta complessivamente di 1150 commi che si snodano sui vari capitoli di intervento, introducendo un discreto numero di novità fiscali. Tra queste, la nota allegata, redatta all’Area Politiche Fiscali di Confindustria si limita ad analizzare le principali e potenzialmente più rilevanti per le imprese, tenendo conto, ove necessario, delle disposizioni intervenute contestualmente o successivamente all’approvazione della Legge (DL Proroghe, attuazione della c.d. lotteria degli scontrini, circolari dell’Agenzia delle Entrate, Telefisco 2021, etc).

Di seguito, l’elenco delle misure analizzate nella nota:

  • Fondo per interventi di riforma del sistema fiscale, Fondo per la fedeltà fiscale e Fondo per l’assegno universale e i servizi alla famiglia – co. 2 – 7
  • Stabilizzazione detrazione lavoro dipendente – co.8-9
  • Aliquota IVA piatti d’asporto e consegne a domicilio – co. 40
  • IRES enti non commerciali – co. 44-47
  • Estensione agevolazione impatriati – co. 50
  • Proroghe in materia di riqualificazione energetica, impianti di microcogenerazione, recupero del patrimonio edilizio, acquisto di mobili e grandi elettrodomestici e bonus facciate – co. 58-60
  • Modifiche superbonus – co. 66-74
  • Proroga del bonus verde – co. 76
  • Estensione della rivalutazione all’avviamento ed altre attività immateriali- co. 83
  • Credito imposta agroalimentare – co. 131
  • Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno – co. 171-172
  • Zone economiche speciali (ZES) – co. 173
  • Il potenziamento del credito R&S per le aree del Mezzogiorno – co. 185-187
  • Compensazioni multilaterali di crediti e debiti commerciali risultanti da fatture elettroniche – co. 227-229
  • Incentivi fiscali alle operazioni di aggregazione aziendale – co. 233-243
  • Credito di imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni – co. 263
  • Aliquota IVA beni anti Covid-19 – co. 452-453
  • Promozione delle competenze manageriali – co. 536-539
  • Fondo per il cinema – co. 583-584
  • Disposizioni in materia di strutture ricettive – co. 595-597
  • Esenzione IMU – co. 599-600
  • Credito di imposta locazioni – co. 602
  • Misure a sostegno della filiera della stampa – co. 608-610
  • Misure in materia di regime fiscale della nautica da diporto e delle navi adibite alla navigazione in alto mare – co. 708-712
  • Compagnie aeree che effettuano prevalentemente trasporti internazionali – co. 713
  • Canone unico patrimoniale – co. 848
  • Credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali – co. 1051-1063
  • Proroga e potenziamento del credito di imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design – co. 1064
  • Credito formazione 4.0 – co. 1064 (lett. i), l))
  • Contrasto alle frodi nel settore dei carburanti – co. 1075-1078
  • Rafforzamento del dispositivo di contrasto delle frodi realizzato con utilizzo del falso plafond IVA – co. 1079-1083
  • Plastic tax e sugar tax – co. 1084-1086
  • Credito d’imposta per l’acquisto di sistemi di filtraggio dell’acqua potabile – co. 1087-1089
  • Lotteria dei corrispettivi e cashback – co. 1095-1097
  • Credito d’imposta per l’adeguamento ambienti di lavoro co. 1098-1100
  • Modifiche alla disciplina degli accordi preventivi di cui all’articolo 31-ter del DPR 29 settembre 1973, n. 600 – co. 1101
  • Semplificazioni fiscali in materia di IVA – co. 1102-1106
  • Applicazione dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse da un soggetto diverso dal cedente o prestatore – co. 1108
  • Rivalutazione di partecipazioni e terreni – co. 1122–1123
  • Disposizioni in materia di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato – co.1124- 1126

LdB 2021 – nota di aggiornamento Politiche fiscali_10 febbraio 2020-1




L’ipotesi di accorpare Ambiente e Sviluppo per gestire i fondi Ue

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EMERGENZA COVID-19 – UTILIZZO DELLE MASCHERINE: AGGIORNAMENTO

Alcuni Paesi europei o Regioni di Paesi europei (Germania, Baviera, Austria) hanno reso obbligatorio, per determinate attività (uso di trasporti pubblici, acquisti, etc.), l’uso della mascherina del tipo FFP2. In altre (Francia) le Autorità sanitarie (Haut Conseil de la santé publique) hanno evidenziato  l’esigenza di rinforzare l’applicazione delle misure di prevenzione (ad esempio, prevedendo il distanziamento di due metri, in assenza di mascherina, escludendo l’uso delle mascherine di stoffa), anche se esclude la estensione delle maschere FFP2 alla generalità delle persone.

Da tener presente che molti Paesi, nell’aggravarsi della pandemia anche per le varianti del virus, indicano di sostituire le mascherine di tessuto (corrispondenti alle nostre mascherine di comunità) con quelle chirurgiche, che in Italia costituiscono già la regola (almeno per i posti di lavoro), secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria.

Attualmente, il quadro regolatorio in Italia è rappresentato, sul versante normativo, dal DPCM 14 gennaio 2021 e, sul piano tecnico-scientifico, dalle più recenti circolari del Ministero della salute (in particolare, la circolare del 31 gennaio 2021) e delle indicazioni in sede europea (ECDC,  Integrated COVID-19 response in the vaccination era 1 February 2021). Il Governo, nelle proprie FAQ, conferma la equivalenza delle mascherine.

Da registrare l’iniziativa della Provincia autonoma di Bolzano che, in una propria Ordinanza, raccomanda (quindi non si tratta di una prescrizione cogente) “che in tutte le attività produttive vengano adottate misure atte a ridurre la possibilità di contagio tra dipendenti e con l’eventuale clientela. Si raccomanda in particolare che, previa consultazione sindacale, siano ulteriormente promosse, se possibile, forme di lavoro a distanza, che sia incentivato l’utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie FFP2, e che, sulla base di protocolli di sicurezza che individuino casi prioritari, sia offerta ai dipendenti la possibilità di sottoporsi periodicamente a test antigenici rapidi o molecolari”.

L’OMS, nel documento “Mask use in the context of COVID-19”, aggiornato al 1° dicembre 2020, non evidenzia la necessità di adottare mascherine FFP2.

Al livello scientifico, il dibattito si va aprendo alle considerazioni di un maggior rigore nella scelta delle mascherine in relazione alle variazioni del virus che, anche secondo le recenti indicazioni delle autorità sanitarie europee, si caratterizzano per una maggiore trasmissibilità e, in alcuni casi, maggiore gravità (v. anche la circolare del Ministero della salute dell’8 gennaio 2021). Le autorità sanitarie europee hanno anche evidenziato la probabilità molto alta di diffusione delle varianti anche in Italia (v. rapporto settimanale del Ministero della salute 5 febbraio 2021).

Su questa base, il Ministero della salute ha rivisto – per i casi di sospetta variante – il procedimento di ricerca e gestione dei contatti (contact tracing) (circolare 31 gennaio 2021), aggiornando anche le indicazioni con riferimento alla quarantena, ma senza intervenire – nemmeno in queste ipotesi – sulla tipologia di mascherina da indossare.

Ad oggi, dunque, nessuna indicazione pubblica è intervenuta a modificare la prescrizione contenuta nel DPCM 14 gennaio 2021, secondo il quale (art. 1, comma 8) “ai fini di cui al  comma  1,  possono  essere  utilizzate  anche mascherine di comunità,  ovvero  mascherine  monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali  multistrato  idonei  a fornire una  adeguata  barriera  e,  al  contempo,  che  garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

Resta anche confermata la previsione del Protocollo del 14 marzo 2020, qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. Nella declinazione delle misure del Protocollo all’interno dei luoghi di lavoro sulla base del complesso dei rischi valutati e, a partire dalla mappatura delle diverse attività dell’azienda, si adotteranno i DPI idonei. È previsto, per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) in combinato con il DL n. 18 (art 16 c. 1)”.

È evidente, tuttavia, che la maggiore trasmissibilità e rischiosità delle varianti richiama immediatamente l’attenzione sulle misure di precauzione, in particolare sull’eventuale ricorso alla mascherina FFP2, ricordando che si tratta di un DPI e, quindi, necessita di indicazioni sull’uso corretto (in termini di formazione, informazione e addestramento).

Normalmente, la mascherina FFP2 è consigliata per gli operatori sanitari (che spesso utilizzano anche la FFP3, ancora più protettiva) e, in generale, per chiunque si trovi in una situazione ad alto rischio, che può essere rappresentata, per esempio, dal lavoro in spazi chiusi con poco ricambio d’aria e affollati (come nel caso, ad esempio, da parte degli operatori nei luoghi ove si svolgono prove concorsuali, laddove consentite).

È indubbio, infatti, che le maschere FFP2 rappresentino i dispositivi idonei anche per la tutela dell’utilizzatore, a differenza delle maschere chirurgiche, che sono progettate per evitare l’emissione nell’ambiente circostante da parte di che le indossa, e delle maschere di comunità, delle quali non assicurato alcun potere filtrante.

Paradossalmente, tuttavia, va evidenziato che un uso generalizzato (nella società o nei luoghi di lavoro non sanitari) potrebbe anche avere controindicazioni, come un uso inadeguato (che, come spesso accade per le altre mascherine, ne annulla l’effetto protettivo), il maggior costo (che potrebbe indurre ad un uso ripetuto scorretto) e la corsa all’accaparramento (che potrebbe sottrarre la disponibilità al personale sanitario).

In conclusione, alla data odierna le autorità nazionali non hanno formalizzato né disposizioni legislative né studi scientifici che comportano modificazioni alla vigente disciplina del ricorso alle mascherine chirurgiche nei luoghi di lavoro non sanitari.

Non può escludersi, tuttavia, che, in considerazioni della evoluzione della crisi pandemica anche con riguardo alla diffusione delle cd varianti del virus, il legislatore o l’autorità sanitaria potranno prevedere ipotesi, situazioni o luoghi che registrano un aggravamento delle condizioni e delle conseguenti misure di precauzione, prescrivendo, ove necessario, anche l’uso delle mascherine FFP2.

Anche in questo caso, in coerenza con il Protocollo del 14 marzo 2020, la scelta delle mascherine più idonee dovrà seguire le indicazioni del legislatore o delle Autorità sanitarie.

 




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DOSSIER IMPATTO DEGLI EFFETTI SULL’ITALIA DELL’ ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO EU-MERCOSUR

E’ disponibile, in allegato, uno studio di impatto sugli effetti dell’Accordo di Libero Scambio fra Unione Europea e Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay), realizzato per conto del MAECI e dell’Agenzia ICE dal Centro Studi Rossi-Doria, struttura di eccellenza dell’Università degli Studi di Roma Tre specializzata in ricerche e attività di alta formazione nel campo dello sviluppo economico.

Il documento rientra nella strategia adottata già dallo scorso governo di valutare gli effetti sull’Italia degli accordi commerciali in fase di approvazione da parte dell’Unione Europea.

Nota FTA EU-Mercosur_ Analisi di impatto sull’Italia