AGEVOLAZIONI | Avviso “Fondo regionale per la crescita Campania”: pubblicati modello di domanda e FAQ. Apertura termini 10 febbraio 2022

Sul sito di Sviluppo Campania https://www.sviluppocampania.it/2022/01/07/fondo-per-la-crescita/ è disponibile la modulistica per la presentazione delle domande di agevolazione, a valere sul bando FONDO REGIONALE PER LA CRESCITA CAMPANIA – FRC”, strumento finanziario composto da un contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato finalizzato a supportare investimenti di rafforzamento e ristrutturazione aziendale e di innovazione produttiva, organizzativa e di efficienza energetica.

È opportuno che i soggetti interessati a partecipare, verifichino – prima della presentazione delle domande – il possesso dei requisiti previsti dall’Avviso presso il relativo Registro Imprese (per esempio: data di inizio attività, codice ATECO, eventuali procedure concorsuali pendenti, ecc.). Nel caso in cui la visura estratta dal Registro Imprese contenesse informazioni non corrette/aggiornate, è necessario regolarizzare la posizione dell’impresa attraverso gli opportuni adempimenti presso la Camera di Commercio competente.

Sono state anche pubblicate le FAQ, aggiornate al 24 gennaio 2022, che riportano molti chiarimenti in merito ai settori e investimenti ammissibili, alla cumulabilità della misura, alle modalità di presentazione della domanda.

In merito alla cumulabilità con altri incentivi, evidenziamo che le agevolazioni di cui all’Avviso FRC non sono cumulabili con altri aiuti pubblici concessi per le medesime spese ammissibili e sono concesse a titolo di de minimis

Ricordiamo, che le risorse messe a disposizione dalla Regione Campania sono pari ad euro 196.5 milioni a valere su Fondi POR FESR. I beneficiari sono:

  • Piccole e microimprese, che siano costituite ed iscritte nel Registro delle imprese della Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura, competente per il territorio da almeno 12 mesi antecedenti alla data di pubblicazione del presente Avviso sul BURC;
  • Liberi professionisti che sono equiparati alle PMI ai fini dell’accesso alle agevolazioni previste dalla programmazione dei fondi strutturali 2014 – 2020, che siano titolari di Partita IVA da almeno 12 mesi antecedenti la data di pubblicazione del presente Avviso sul BURC.

Sono ammissibili tre tipologie di interventi da realizzare sul territorio della Regione Campania e relativi a:

  • Digitalizzazione e Industria 4.0, investimenti materiali e immateriali a sostegno dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione produttiva per la transizione 4.0;
  • Sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale, investimenti finalizzati ad accrescere la performance ambientale e sociale dell’impresa garantendo la salute e la sicurezza degli operatori;
  • Nuovi modelli organizzativi, investimenti tesi alla riorganizzazione dei processi aziendali attraverso l’introduzione di nuove soluzioni gestionali, di impianti e attrezzature volti a aumentare la produttività e la performance economica.

Le spese ammissibili sono relative a impianti e macchinari, opere di impiantistica, servizi reali, conseguimento delle certificazioni, software, sistemi, piattaforme, applicazioni e programmi informatici, spese amministrative, spese per studi di fattibilità, oneri per il rilascio di attestazioni tecnico-contabili e garanzie a copertura della restituzione del finanziamento.

Le agevolazioni sono concesse a copertura del 100% del programma di spesa ammissibile e ripartite come segue:

  • 50% delle spese ammissibili, a titolo di contributo a fondo perduto;
  • 50% delle spese ammissibili, a titolo di finanziamento a tasso zero.

Il finanziamento prevede le seguenti condizioni:

  • Durata complessiva: 6 anni
  • Rimborso: 60 mesi con rate trimestrali posticipate a quote capitale costanti (ammortamento italiano), più 12 mesi di differimento decorrenti dalla data di erogazione dell’anticipazione.
  • Tasso di interesse: 0%.
  • Garanzie personali e/o reali prestate dai soggetti e con le modalità previste dall’Avviso.

Il programma di spesa deve essere compreso tra un importo minimo di 30.000,00 euro e un importo massimo di 150.000,00 euro.

In seguito alla presentazione e all’invio della Domanda di agevolazione non è possibile allegare ed inviare ulteriori documenti ad integrazione della stessa. La Domanda deve essere firmata digitalmente dal titolare/legale rappresentante dell’impresa richiedente, esclusivamente con firma Cades rilasciata da un ente accreditato, secondo le istruzioni indicate in piattaforma, pena l’inammissibilità.

FAQ-aggiornate-24_01_22

SVILUPPO_CAMPANIA_AVVISO_SOSTEGNO_MPI_BURC_27_12_21_BANDI_DI_GARA




AGEVOLAZIONI | Operativo il Fondo Rotativo Imprese: pubblicato il bando per progetti di ricerca, sviluppo sperimentale e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con il Green new deal

Il MISE ha pubblicato il decreto che rende operativo il bando Fondo Rotativo Imprese – FRI, di cui abbiamo dato notizia con nostre precedenti comunicazioni. La misura rende disponibili complessivamente risorse pari a 750 milioni di euro, destinata a sostenere, nella forma di agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto, investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo sperimentale e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con gli ambiti di interventi del “Green new deal italianoe, limitatamente alle PMI, per l’industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo.

Possono richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione, che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti – anche in forma congiunta tra loro – di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento, con particolare riguardo agli obiettivi di:

  • decarbonizzazione dell’economia
  • economia circolare
  • riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi
  • rigenerazione urbana
  • turismo sostenibile
  • adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

Le agevolazioni concedibili possono essere concesse nella forma:

  1. a) del finanziamento agevolato, a valere sulle risorse del FRI pari a 600 milioni di euro, per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili non inferiore al 50 per cento e, comunque, non superiore al 70 per cento;
  2. b) del contributo a fondo perduto, cui sono assegnati 150 milioni di euro, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili:

– pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione;

pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione.

L’intervento del Fondo per la crescita sostenibile ai sensi del presente decreto avviene utilizzando:

  1. a) per i progetti con spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3 milioni e non superiori a euro 10 milioni, la procedura a sportello
  2. b) per i progetti con spese e costi ammissibili superiori a euro 10 milioni e fino a euro 40 milioni, la procedura negoziale

I progetti devono essere realizzati sul territorio nazionale, avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Ministero dello Sviluppo economico.

Il decreto, firmato anche dal ministro dell’Economia e delle finanze, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, mentre un successivo provvedimento ministeriale indicherà i termini e le modalità di presentazione delle domande delle imprese.

DM_1_dicembre_2021




LAVORO | Collocamento mirato – Invio Prospetto Informativo scadenza 31 gennaio 2022

Ricordiamo che scade il prossimo 31 gennaio il termine per la trasmissione telematica del prospetto informativo disabili, relativo, alla situazione al 31 dicembre 2021.

L’adempimento interessa i datori di lavoro pubblici e privati che occupavano al 31 dicembre 2021 almeno 15 dipendenti, per i quali siano intervenuti cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, rispetto al prospetto informatico presentato l’anno precedente (relativo quindi alla situazione al 31/12/2020).

 

Ricordiamo che la comunicazione deve essere effettuata esclusivamente per via telematica (accesso con Spid), costituendo mancato adempimento l’invio con strumenti diversi.

 

Dal Prospetto Informativo risulteranno:

– il numero complessivo dei lavoratori dipendenti;

– il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva;

– i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori disabili destinatari dei predetti obblighi.

 

Ai sensi dell’art. 15, comma 1, della L. 68/1999 il mancato o ritardato invio, nonché l’omissione delle predette informazioni, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pari a 702,43 euro per ritardato invio del prospetto, maggiorato di 34,02 euro per ogni giorno di ulteriore ritardo. Si ricorda a tal proposito che le suddette sanzioni sono state adeguate a decorrere dal 1° gennaio 2022 con il D.M. 194/2021.

 

Nel Prospetto dovranno inoltre essere specificate eventuali situazioni preventivamente definite con l’Ufficio competente, che consentono di derogare ad assumere le quote di disabili, ovvero:

 

– convenzione stipulate coi servizi competenti per graduare o posticipare l’obbligo;

 

– richieste di esonero parziale (massimo il 60%) delle quote di riserva in presenza di condizioni rischiose delle lavorazioni o nel caso di occupazione di una certa percentuale di lavoratori assicurati Inail con tasso di tariffa superiore al 60 per mille (a decorrere dal 1° gennaio 2022 l’importo del contributo esonerativo è pari ad € 39,21 per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore disabile non occupato);

 

– sospensione dell’obbligo per ricorso a licenziamenti collettivi o Cigs.




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