Rifiuti: investimenti in salita dell’8% Ora la sfida del Pnrr

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Alluminio in panne nel caos di forniture

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Materiali, manodopera e clima: edilizia record, rischi in crescita

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La voltura dei depositi fiscali subordinata all’assenso delle Dogane

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Pil e imprese in crescita con le donne al lavoro

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Metallurgia, meccanica e chimica: dalla Sace 4 miliardi di garanzie per l’effetto Covid

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Grande distribuzione, Selex investe 460 milioni per 95 supermercati

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Made in Italy, al via la nuova campagna Farnesina Ice

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Msc pronta a investire 2 miliardi in Italia «Svolta su idrogeno e nuovi carburanti»

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Ambiente| Resoconto settimanale 22/26 novembre 2021

Etichettatura imballaggi – Interrogazione parlamentare On. Vannia Gava

Vi informiamo che si è svolta in Commissione Ambiente Camera la discussione di una interrogazione parlamentare presentata dall’on. Gadda (IV) con la quale viene richiesto al Governo se intenda adottare iniziative volte ad introdurre un periodo di sospensione per l’applicazione del secondo periodo dell’art. 219, comma 5 del Codice dell’ambiente sull’obbligo di etichettatura degli imballaggi. La Sottosegretaria Gava, in risposta all’interrogazione, ha evidenziato che il Governo si sta attivando per proporre una modifica della norma, prevedendo una misura che chiarisca le modalità applicative di tale obbligo con l’obiettivo di assicurare certezza e omogeneità, nonché il rispetto della normativa europea sulla libera circolazione delle merci nel mercato unico. Ha infine chiarito che tale modifica normativa sarà inserita nel primo veicolo utile o nel correttivo del Dlgs 116/2020.

 

Decreti PNRR economia circolare – Pubblicati correttivi decreti, FAQ e Fac Simile proposte

Ricordiamo che, al seguente link, potete trovare, oltre ai decreti e ai bandi per i progetti di economia circolare finanziati con le risorse PNRR, anche le recenti modifiche apportate ai decreti suddetti, nonché le FAQ e i fac simile delle proposte per accedere ai benefici.

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali – Circolare n. 11 del 22 novembre 2021

Vi informiamo che, con la Circolare n. 11 del 22 novembre, il Comitato nazionale ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’obbligo di iscrizione all’Albo nella categoria 1, sottocategoria D7 per l’attività di raccolta e trasporto di rifiuti abbandonati sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua. Il Comitato chiarisce che l’attività di mera pulizia delle spiagge e rive, anche se effettuata mediante l’utilizzo di macchine operatrici e/o veicoli uso speciale, finalizzata al solo raggruppamento dei rifiuti, non necessita di iscrizione all’Albo in quanto attività preliminare alla raccolta.

 

Pubblicato il manuale ISPRA-CINEAS sulla prevenzione del danno ambientale

Vi segnaliamo che, in attuazione di un Accordo sottoscritto tra l’ISPRA ed il Consorzio CINEAS, è stato pubblicato il manuale “La prevenzione del danno ambientale e la gestione delle emergenze ambientali in relazione agli incendi presso gli impianti di gestione e di deposito di rifiuti”. Il manuale pone in rilievo i temi della prevenzione del danno ambientale e della gestione delle emergenze ambientali come ulteriori prospettive nelle quali individuare prassi, soluzioni e proposte per la gestione degli incendi presso gli impianti di gestione dei rifiuti, dalla pianificazione e dalle autorizzazioni iniziali fino alla fase post-incendio.

Per maggiori informazioni e per scaricare la pubblicazione è possibile collegarsi al seguente link.

 

DdL Salvamare – avvio esame e termine emendamenti

Segnaliamo che la Commissione Ambiente della Camera ha avviato questa settimana l’esame in terza lettura del DdL Salvamare, la cui relatrice è Paola Deiana (M5S).

Vi terremo informati sugli ulteriori sviluppi.

 

Revisione del regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti

La Commissione Europea propone nuove norme più rigorose per l’esportazione dei rifiuti, un sistema più efficiente per la circolazione dei rifiuti considerati risorsa e un’azione incisiva contro il traffico illegale, a partire dal 2024. Nel 2020 (Dato Eurostat). L’UE ha esportato circa 33 milioni di tonnellate di rifiuti verso Paesi non-UE e ne ha importati circa 16 milioni di tonnellate, mentre ogni anno le spedizioni tra Paesi UE movimentano quasi 70 milioni di tonnellate. Complessivamente, dal 2004 a oggi le esportazioni sono aumentate del 75% e la Commissione rileva che tra il 15% e il 30% delle spedizioni “potrebbe essere illegale, per un importo di 9,5 miliardi di euro”.

Pertanto, per quanto riguarda le misure proposte per i movimenti transfrontalieri all’interno dell’UE, la CE propone:

  • completa digitalizzazione di tutte le procedure che regolano le spedizioni di rifiuti tra gli Stati membri dell’UE;
  • nuove disposizioni per sostenere l’uso di procedure accelerate per le spedizioni di rifiuti destinati al recupero, quando sono destinati a impianti certificati dagli Stati membri dell’UE;
  • classificazione armonizzata dei rifiuti a livello UE, per aiutare a superare l’attuale frammentazione del mercato UE, dove una spedizione di rifiuti può essere soggetta a diverse interpretazioni e procedure quando attraversa i confini dell’UE;
  • nuove e più severe condizioni per le spedizioni di rifiuti per l’incenerimento o la messa in discarica, in modo che siano autorizzate solo in casi limitati e ben giustificati.

Per quanto riguarda l’esportazione di rifiuti extra UE, la CE prevede:

  • limitazioni alle esportazioni di rifiuti verso paesi non appartenenti all’OCSE, autorizzate solo previa disponibilità dei i Paesi terzi e loro dimostrazione di capacità di gestione integrata e sostenibile di quei rifiuti. Le spedizioni di rifiuti verso questi Paesi saranno monitorate e potranno essere sospese in caso di problemi ambientali generati nel Paese di destinazione; verrà creato un elenco di Paesi autorizzati a importare rifiuti dall’UE;
  • che tutte le imprese dell’UE che esportano rifiuti fuori dall’Unione dovranno garantire che gli impianti destinatari siano sottoposti a un audit indipendente (a carico delle imprese) da cui risulti che gestiscono i rifiuti in modo da non generare effetti negativi sull’ambiente e sulla salute;
  • inasprimento delle regole e delle relative sanzioni amministrative contro la spedizione illegale di rifiuti.

 

Nuova strategia UE per il suolo

La strategia definisce un quadro con misure concrete per la protezione, il ripristino e l’uso sostenibile del suolo e propone una serie di misure, sia volontarie che vincolanti. Ciò sarà fatto tramite un nuovo atto legislativo, che sarà proposto entro il 2023 in seguito a una valutazione d’impatto e un’ampia consultazione degli Stati membri. Inoltre, in questa strategia la CE annuncia che la Commissione rivedrà la direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi e valuterà la direttiva sui fanghi di depurazione, limiterà sostanze come le microplastiche e gli PFAS ai sensi del regolamento REACH, migliorerà le metodologie di valutazione del rischio e rivedrà l’applicazione del regolamento sui prodotti fertilizzanti. La Commissione intende anche valutare le opzioni per proporre disposizioni giuridicamente vincolanti per identificare, registrare e bonificare i siti contaminati.

 

Regolamento per frenare il disboscamento e il degrado forestale:

Il regolamento stabilisce regole di due diligence obbligatorie per gli operatori che immettono sul mercato dell’UE prodotti specifici associati alla deforestazione e al degrado delle foreste come soia, manzo, olio di palma, legno, cacao e caffè e alcuni prodotti derivati, come pelle, cioccolato e mobili. Il suo scopo è quello di assicurare che solo i prodotti che non hanno provocato la deforestazione e legali (secondo le leggi del paese d’origine) siano ammessi sul mercato dell’UE. Gli operatori saranno tenuti a raccogliere le coordinate geografiche dei terreni dove sono stati prodotti i prodotti che immettono sul mercato, al fine di poter presentare una dichiarazione a un sistema informativo europeo che confermi che hanno esercitato con successo la due diligence e che i prodotti che immettono sul mercato sono conformi alle norme UE. Un sistema di benchmarking gestito dalla Commissione identificherà i paesi che presentano un rischio basso, standard o alto di produrre merci o prodotti che sono causa di deforestazione o non conformi alla legislazione del paese produttore. Gli obblighi per gli operatori e le autorità varieranno a seconda del livello di rischio del paese o della regione di produzione, con obblighi di due diligence semplificati per i prodotti provenienti da aree a basso rischio e un maggiore controllo per le aree ad alto rischio.