FISCO | Progetto pilota ETACA per imprese multinazionali in materia di cooperative compliance
La Commissione Europea ha promosso un progetto pilota per le multinazionali in materia di cooperative compliance, denominato ETACA (consultabile al seguente link), il cui avvio è previsto per il primo trimestre 2022 e che al momento prevede l’adesione di 8 Paesi membri, tra cui l’Italia.
L’obiettivo del progetto ETACA è quello di fornire un quadro europeo chiaro volto ad incentivare il dialogo preventivo tra le imprese e le amministrazioni fiscali, soprattutto nell’ambito delle tematiche di transfer pricing; al contempo, si prevede un supporto per le imprese al fine di ridurre il rischio di doppia tassazione nelle operazioni internazionali ed i relativi costi di tax compliance.
Il Progetto prende le mosse dall’Action Plan, pubblicato nel luglio 2020, che è poi sfociato nelle linee guida ETACA (all.to), per la cui realizzazione sono state svolte due consultazioni pubbliche e diverse riunioni preparatorie con gli esperti delegati degli Stati partecipanti.
Hanno aderito al progetto, finora, 14 Amministrazioni, quindi circa il 50% degli Stati membri e si auspica che tale numero possa crescere con nuove adesioni.
ETACA è destinato alle imprese multinazionali che presentino almeno 750 milioni di euro di fatturato e la cui capogruppo (UPE) sia localizzata nell’Unione Europea (almeno in questa prima fase iniziale). Sono ammessi anche i gruppi con un fatturato globale inferiore a 750 milioni di euro a condizione che possano fornire lo stesso informazioni contenute nella CbCR.
Il focus del Programma è sui rischi del Transfer Pricing. Verranno prese in considerazioni solo le transazioni routinarie che sono generalmente meno complesse e più facili da confrontare, ma sono comunque fonte di contenzioso e doppia imposizione. Tuttavia, poiché il programma intende essere uno strumento flessibile, lo Stato membro coordinatore con l’accordo degli Stati membri partecipanti può decidere caso per caso di considerare anche le operazioni straordinarie.
I benefici di tale programma dovrebbero riguardare, innanzitutto, i contribuenti i quali hanno la possibilità di spiegare a tutte le Amministrazioni partecipanti il loro modello fiscale e la loro politica dei prezzi di trasferimento, ottenendo in cambio un certo grado di certezza su come tali Amministrazioni interpreteranno i dati. Ciò dovrebbe, quindi, dare al contribuente la possibilità di mappare il proprio rischio fiscale in ciascuna delle giurisdizioni coinvolte.
Le Amministrazioni, dal canto loro, hanno la possibilità di utilizzare in modo più efficiente la documentazione ricevuta e comprendere ancora meglio i modelli di business delle imprese multinazionali. Ciò dovrebbe condurre, in generale, ad una maggiore certezza interpretativa e ad una diminuzione dei fenomeni di doppia tassazione.
La partecipazione al Programma è del tutto volontaria. Per poter essere ammessi, lo Stato membro coordinatore, in consultazione con gli altri Stati partecipanti, dovrà analizzare caso per caso i candidati, tenendo in considerazione dei criteri precisi ossia:
1. il volume e la rilevanza delle transazioni della multinazionale all’interno dell’Unione europea;
2. i precedenti del contribuente in tema di cooperative compliance;
3. l’impegno del contribuente ad essere cooperativo e trasparente in tutto il processo;
4. l’esistenza di un tax control framework interno.
Per poter essere ammessi al Programma si dovrà fornire, innanzitutto, una nota informativa preliminare (Preliminary Information Note) volta a fornire una panoramica dell’impresa e a consentire all’Amministrazione di valutare l’interesse alla partecipazione al Programma stesso.
In un secondo momento dovrà essere prodotto il c.d. Main Documentation Package, il cui scopo è quello di fornire agli Stati membri partecipanti il pieno quadro del gruppo multinazionale nel suo insieme e informazioni adeguate sulle operazioni considerate.
Il programma mira a riunire le Amministrazioni fiscali per eseguire una valutazione comune dei rischi ed è quindi fondamentale che tutte le Amministrazioni coinvolte ricevano e analizzino gli stessi documenti.
Due gli step finalizzati alla valutazione del rischio (risk assessment): i. l’analisi funzionale volta a comprendere e chiarire, sulla base dei fatti e circostanze denunciati dal contribuente, i profili funzionali delle società coinvolte nelle operazioni considerate; ii. la coerenza del metodo Transfer Pricing adottato con il profilo funzionale identificato.
L’analisi del rischio è volta a classificare le operazioni come “low risk” o “no – low risk”.
I risultati dell’analisi possono essere incorporati in un report finale sottoscritto da tutti gli Stati partecipanti. L’Amministrazione coordinatrice notificherà alla capogruppo i risultati con una lettera riepilogativa.
La lettera conterrà:
– il riferimento al European Cooperative Compliance Programme e l’elenco degli Stati membri partecipanti alla valutazione del rischio;
– l’elenco delle entità del gruppo soggette a valutazione;
– la lista delle transazioni considerate;
– l’assegnazione del rating di rischio a ciascuna operazione;
– avvertimenti o limitazioni concordane, se ve ne sono;
– l’obbligo per il contribuente di informare rapidamente le Amministrazioni fiscali interessate di eventuali modifiche sostanziali che incidono sui rischi;
– l’affermazione per cui, in relazione alle operazioni classificate a “basso rischio”, non è previsto che ulteriori risorse per la compliance saranno dedicate dalle competenti Amministrazioni fiscali ad un’ulteriore revisione di questi rischi;
– i covered periods e il roll forward concordato.
I tempi dettati dalla Commissione per questa fase “pilota” sono i seguenti:
– dicembre 2021: campagna di promozione del Programma;
– marzo 2022: inizio della fase di ammissione delle multinazionali;
– maggio 2022: analisi dei rischi;
– ottobre 2022: notifiche delle lettere;
– novembre 2022: valutazione del Progetto “pilota” e revisione delle linee guida, se necessaria.
Guidelines of MNEs programme EU Cooperative Compliance Programmesolo
