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Sindacati in pressing sui salari “Recuperare il caro energia”
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Banda larga, il Mise pronto a cambiare i voucher Pmi
Turismo, 2022 in netta ripresa: le presenze crescono del 43%
LAVORO | AZIENDE E MANAGER – Politiche attive per azioni e soluzioni: webinar 27 aprile 2022 ore 10.00
Vi informiamo che mercoledì 27 aprile p.v., alle ore 10.00, Confindustria Campania ha organizzato con 4.Manager e Federmanager Napoli un webinar di approfondimento sul tema delle politiche attive, in occasione del quale sarà illustrato il progetto di 4.Manager “Rinascita Manageriale: l’iniezione di competenze manageriali specifiche e altri strumenti strategici per la gestione del management”.
Si trasmette in allegato il programma dei lavori.
Le aziende interessate potranno partecipare in presenza inviando una mail al seguente indirizzo: [email protected] (al fine di verificare la disponibilità dei posti), oppure da remoto accedendo al seguente link:
https://us06web.zoom.us/j/83190723748?pwd=ZXFpN2tpT2RjS0lqaFVibTNBUkIrdz09
ID riunione: 831 9072 3748
Passcode: 058079
All.to
RELAZIONI INDUSTRIALI:
Giuseppe Baselice 089200829 [email protected]
Francesco Cotini 089200815 [email protected]
AMBIENTE | resoconto settimanale ambiente 4/8 aprile 2022
Proposta di revisione della Direttiva sulle emissioni industriali – Aggiornamento UE
Lo scorso 5 aprile, la Commissione ha presentato una proposta di revisione della direttiva sulle emissioni industriali che va ad aggiornare il quadro normativo vigente alla luce degli obiettivi del Green Deal europeo. Nello specifico, nonostante la prevenzione e il controllo seguirà il processo di autorizzazione corrente basato sulle “migliori tecniche disponibili”, l’iniziativa prevede:
- un rafforzamento delle norme concernenti il rilascio delle autorizzazioni, con valori limite di emissione degli inquinanti più severi; valutazioni concernenti la fattibilità del raggiungimento delle migliori prestazioni; e norme in materia di deroghe rafforzate.
- l’istituzione di un centro di innovazione per la trasformazione e le emissioni industriali, volto ad aiutare l’industria ad individuare soluzioni per ridurre l’inquinamento.
- Maggiore attenzione all’efficienza e al riutilizzo dell’energia, dell’acqua e delle risorse materiali, così come la promozione dell’uso di prodotti chimici più sicuri e meno tossici (o non tossici) nei processi industriali, nonché un aumento delle sinergie tra “disinquinamento” e decarbonizzazione.
Si propone, inoltre, che le nuove norme vengano applicate ad una platea di impianti più ampia, estendendo lo strumento ad un maggior numero di allevamenti intensivi su vasta scala e includendo le imprese attive nel settore dell’estrazione di metalli e minerali industriali e della produzione di batterie su larga scala. Infine, la proposta intende aumentare i livelli di trasparenza e la partecipazione pubblica al processo. A tal proposito, il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti diventerà un portale sulle emissioni industriali nell’UE.
Sul tema, Confindustria, oltre a contribuire all’elaborazione del posizionamento di BusinessEurope in materia, ha iniziato, già in questa fase preliminare, a lavorare affinché:
- la normativa non imponga a priori un eccessivo orientamento della produzione, che rischierebbe di sconfinare nella logica della “mono produzione”, provocando gravi impatti in termini di competitività e di tutela della concorrenza. A tal proposito, ha proposto un approccio più flessibile, che introduca un “self-benchmark” specifico per ogni sito e ogni prodotto – e non, di contro, già definito nei BREF. Ha ipotizzato, in altre parole, che l’impresa abbia “valori obiettivo” di miglioramento rispetto a sé stessa, prescindendo, dunque, da benchmark uniformi definiti dai BREF che porterebbero ad un inevitabile e pericoloso appiattimento della produzione, minimizzando così le specificità dei vari settori produttivi.
- Venga mantenuta l’esenzione dai requisiti di efficienza per gli impianti ETS.
- Si riveda la previsione di imporre il valore minimo come limite, nel caso i BAT-AEL siano espressi come un range di valori. Fissare il principio in maniera così rigida, elimina quasi del tutto la possibilità di stabilire il limite da rispettare mediante un confronto con l’autorità competente, che invece va salvaguardato e reso più semplice. Ad esempio, finora è stato possibile avviare proficui confronti distinguendo fra impianti esistenti e nuovi, e tenendo in considerazione la qualità delle materie prime e le condizioni di processo (a maggior ragione se la materia prima è costituita, ad esempio, da rifiuti). Inoltre, visto che spesso i lavori sui BREF e sulle BAT conclusions risultano condizionati dalla presenza delle imprese più grandi e/o in grado di garantire performance più elevate, il limite inferiore dei BAT-AEL rischia di essere molto penalizzante. Pertanto, si propone di mantenere la chiara indicazione di fissare il limite di emissione al livello più basso possibile, garantendo, quindi, le finalità di protezione per ambiente/salute, senza, tuttavia, vincolare al limite inferiore del range, che pregiudicherebbe l’attività anche delle imprese più piccole.
Con il supporto del GdL Permitting ambientale di Confindustria, gli uffici centrali lavoreranno per la costruzione di un posizionamento unitario da veicolare alle istituzioni europee e nazionali.
Sarà nostra cura tenervi informati.
Proposte su F-GAS e ODS – Aggiornamento UE
Informiamo che lo scorso 5 aprile, la Commissione europea ha proposto due nuovi regolamenti per controllare in modo più rigoroso i gas fluorurati a effetto serra e le sostanze che riducono lo strato di ozono.
- Proposta di regolamento sui gas fluorurati (disponibile qui)
L’iniziativa propone il rafforzamento del sistema di quote per gli idrofluorocarburi e l’introduzione di nuove restrizioni affinché i gas fluorurati nelle nuove apparecchiature siano usati solo se non siano disponibili alternative adeguate. Prevede misure di monitoraggio e di enforcement più rigorose, rendendo più efficace l’azione di controllo delle autorità doganali e di vigilanza, oltre che norme più severe in tema di registrazione e l’introduzione di un prezzo fisso della quota. La nuova normativa, inoltre, dovrebbe coprire un una gamma più ampia di sostanze e attività e migliorare le procedure di comunicazione e di verifica dei dati nonché allineare il quadro europeo al protocollo di Montreal per quanto riguarda l’eliminazione graduale degli HFC.
- Proposta di regolamento sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (disponibile qui)
La proposta prevede che la maggior parte delle ulteriori riduzioni delle emissioni si otterrà imponendo il recupero o la distruzione delle ODS nelle schiume isolanti durante la ristrutturazione o la demolizione degli edifici. Propone un aggiornamento del sistema di licenze e degli obblighi relativi alle quote e alla registrazione nonché un’estensione dell’obbligo di comunicazione ad un maggior numero di sostanze e attività. Rafforza, infine, le misure di sorveglianza e monitoraggio per combattere le attività illegali.
Sarà nostra cura tenervi aggiornati.
Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare – EDIZIONE 2022
Durante la quarta Conferenza nazionale sull’economia circolare, che si è svolta il 5 aprile u.s., è stato presentato il Rapporto 2022 sull’economia circolare in Italia, realizzato dal Circular Economy Network in collaborazione con ENEA.
A questo link, inoltre, sono disponibili le presentazioni illustrate nel corso della Conferenza dal CEN, MISE, ENEA, UE e Circle Economy.
A questo link, invece, è disponibile la registrazione dell’evento al quale ha preso parte anche Confindustria.
Dipendenze strategiche – Approfondimento MiSE e richiesta contributi
Come noto, la Commissione ha identificato all’interno del documento SWD 352 final, che fa parte dell’aggiornamento 2021 della strategia di politica industriale, 137 prodotti appartenenti agli ecosistemi per i quali l’UE e suoi Stati Membri sono fortemente dipendenti dalle importazioni.
Inoltre, ha istituito nell’ambito del Forum Industriale, una Task Force sulle dipendenze e le capacità strategiche, nella quale l’Italia è rappresentata dalla Direzione Generale per la politica industriale, l’innovazione e le piccole e medie imprese del MiSE.
Tale Task Force ha focalizzato l’attenzione su 6 aree strategiche:
materie prime, batterie, principi attivi farmaceutici, idrogeno, semiconduttori e tecnologie cloud.
Al riguardo, il MISE informa che la Commissione ha richiesto ad ogni Stato membro di voler segnalare i prodotti maggiormente impattanti tra i 137 già individuati nella mappatura bottom-up e il loro ruolo nelle catene di approvvigionamento complessive (input, prodotto intermedio, prodotto finale).
Il 23 febbraio u.s. la Commissione europea ha pubblicato l’Annual Single Market Report 2022 e una seconda analisi sulle dipendenze strategiche.
Questo ultimo documento esamina cinque aree in cui l’Europa deve affrontare le sue dipendenze dai paesi terzi, quali:
terre rare e magnesio, prodotti chimici, pannelli fotovoltaici, cybersecurity e software IT.
Nel già menzionato contesto è intervenuta poi, con i pesanti effetti che conosciamo, la crisi Ucraina-Russia. L’11 marzo u.s. i leader dell’UE hanno firmato una Dichiarazione congiunta, concordata al vertice di Versailles, dove si impegnano a ridurre le dipendenze dai paesi terzi, con l’intento di costruire una base economica più solida, più resiliente, competitiva e che si adatti alla doppia transizione, basandosi sui punti di forza del mercato unico.
I seguenti settori sono fondamentali per affrontare le nostre dipendenze strategiche, in particolare nelle aree più sensibili: materie prime critiche,semiconduttori, salute, digitale e sicurezza alimentare.
Vi chiediamo, pertanto, di volerci segnalare i prodotti maggiormente impattanti tra i 137 già individuati nella mappatura bottom-up e il loro ruolo nelle catene di approvvigionamento complessive (input, prodotto intermedio, prodotto finale), in modo tale da consentire agli uffici di Confindustria di trasmettere queste informazioni al MISE entro il 13 aprile p.v.
Webinar ISPRA – Le emissioni in atmosfera e caratterizzazione del sistema energetico nazionale 14 aprile ore 10.30
Il 14 aprile si svolgerà il webinar ISPRA dedicato alla presentazione dei dati e delle informazioni sullo stato emissivo con un approfondimento sull’efficienza energetica nel nostro paese.
Per valutare le politiche messe in atto a livello nazionale per fronteggiare i cambiamenti climatici e il rispetto degli impegni di riduzione delle emissioni previsti dagli accordi internazionali, è fondamentale monitorare l’andamento delle emissioni dei gas serra e degli altri inquinanti, che verranno presentati nel corso dell’evento.
Quest’anno si conclude, inoltre, il secondo periodo del Protocollo di Kyoto ed i dati dei gas serra comunicati ufficialmente al Segretariato delle Nazioni Unite della Convenzione-Quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC) sono contabilizzati per la verifica degli impegni di riduzione delle emissioni fissati in ambito europeo.
Verrà poi illustrata la contabilizzazione delle attività LULUCF previste dagli art. 3.3 e 3.4 del Protocollo di Kyoto per le attività forestali e per le attività di gestione delle terre agricole e dei prati e pascoli.
Nel corso dell’evento verranno, infine, resi noti i principali indicatori di decarbonizzazione e di efficienza energetica per il consumo energetico totale e nel settore elettrico in Italia.
Al seguente link sono disponibili tutte le informazioni utili, compreso il programma dell’evento.
SMET- Permitting procedures for the deployment of renewable energy technologies
La task force per l’enforcement del Mercato Interno (SMET) è stata istituita dalla Commissione europea (DG Grow) nell’ambito del Piano di Azione a lungo termine per migliorare l’applicazione e l’attuazione delle regole del mercato interno (COM (2020) 94 final del 10.03.2020), al fine di affrontare e rimuovere con azioni mirate, attraverso un impegno congiunto tra Commissione e Stati membri, le barriere che ancora ostacolano il corretto funzionamento del mercato interno
La Commissione- DG Grow ha elaborato un piano di lavoro, articolato su diverse priorità, tra le quali, sulla base delle proposte pervenute dagli Stati membri, ha recentemente individuato la tematica dei provvedimenti autorizzatori per l’istallazione degli impianti di energia rinnovabile, oggetto, come noto, di particolare attenzione da parte dell’UE in considerazione dell’esigenza di ridurre le dipendenze strategiche nel settore
La Commissione, sulla base dello studio ″RES Simplify″, condotto dalla DG ENER ed in pubblicazione a breve, ha individuato, all’esito della consultazione degli stakeholder nazionali, come principali barriere allo sviluppo del mercato interno quelle che nello studio sono definiti ostacoli “legati al processo”, cioè ostacoli legati alle procedure amministrative nazionali: oneri burocratici, procedimenti non trasparenti, problemi legati al personale, procedure non digitalizzate, quadro giuridico poco coerente, linee guida incomplete e vaghe
Nel corso dell’ultima riunione del gruppo Sherpa del 14 marzo scorso e della riunione SMET del successivo 22 marzo, la Commissione ha presentato una tabella che individua, per ciascuno Stato membro, le principali barriere all’istallazione degli impianti in questione, chiedendo ai membri della SMET un feedback sulla rilevanza delle barriere segnalate e di concordare con la DG Grow, entro la fine di aprile, l’elenco definitivo delle stesse. A seguito dell’accordo, ogni Stato membro dovrà presentare proposte per eliminare/migliorare ciascun ostacolo individuato.
La Commissione ha, altresì, anticipato che, nel prossimo mese di maggio, contestualmente allo studio “RES Simplify”, verranno pubblicate le raccomandazioni e le linee guida per la velocizzazione dei procedimenti di autorizzazione per i progetti di energie rinnovabili e per facilitare l’uso delle flessibilità già previste dall’attuale legislazione UE.
Lo scorso 6 aprile 2022 si è svolta una riunione di coordinamento presso il Dipartimento per le Politiche Europee, al quale ha preso parte anche Confindustria, volta ad acquisire dai partecipanti le valutazioni e gli elementi di competenza sulle barriere individuate nel settore dell’istallazione degli impianti di energie rinnovabili – come da elenco allegato alla convocazione – in vista del riscontro alla Commissione europea che dovrà essere fornito entro la fine del corrente mese di aprile.
Nel corso della riunione è emersa, in generale, sul piano interno, l’esigenza di semplificazione e di riordino normativo del settore, sino ad oggi oggetto principalmente di decretazioni d’urgenza e ripetuti interventi legislativi non sistematici, che hanno alla lunga determinato un quadro normativo incerto e di difficile interpretazione e applicazione, sia da parte delle amministrazioni che degli operatori, stante anche la complessità istituzionale della materia, derivante dal riparto di competenze tra Stato e regioni.
L’esigenza di semplificazione delle procedure amministrative autorizzative si rende peraltro ancor più pressante alla luce degli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione stabiliti a livello UE. Alla luce delle considerazioni espresse il DPE ha invitato le amministrazioni competenti a coordinarsi tra loro (in particolare cercando un contemperamento degli interessi coinvolti nelle procedure in questione dove riveste un ruolo importante anche il Ministero della attività culturali) e ad attivarsi a tutti i livelli istituzionali (statale, regionale e comunale) per un’iniziativa finalizzata al riordino e alla semplificazione della materia, considerato altresì che il successivo step dell’esercizio avviato in ambito Sherpa prevede proprio che gli Stati membri, una volta concordato l’elenco delle barriere, adottino le opportune misure di semplificazione per la loro definitiva rimozione.
Le amministrazioni hanno rappresentato anche l’opportunità di sollecitare un’armonizzazione a livello europeo della disciplina delle valutazioni di impatto, attualmente caratterizzate da regolamentazioni eterogenee, per lo più a livello regionale, con conseguente impatto anche sui termini di conclusione delle procedure autorizzative, di durata variabile e non prevedibile, che finiscono per scoraggiare gli investimenti.
Tra le misure governative di più recente introduzione, i rappresentanti del Mite si sono soffermati sulla disciplina delle aree idonee, che prevede la definizione, con apposito decreto interministeriale di prossima adozione, di principi e criteri omogenei per tutto il territorio, che le regioni dovranno poi attuare con proprie leggi provvedendo alla mappatura del proprio territorio e all’individuazione delle aree idonee all’istallazione degli impianti, dove saranno previste procedure semplificate e più veloci per i rilascio dei titoli abilitativi. È stato anche ricordato che presso il Mite è già attiva una commissione tecnica (Commissione PNRR PNIEC) incaricata di svolgere le procedure di valutazione ambientale per una serie di progetti di competenza statale, in particolare, di quelli che hanno ad oggetto gli impianti rinnovabili compresi nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nel Piano energia-clima 2030.
Confindustria ha illustrato le sue proposte concrete finalizzate al superamento degli ostacoli segnalati, che troverete riepilogate nel documento allegato.
UNI – aggiornamenti
Vi inviamo di seguito le news di maggiore interesse in materia di normazione tecnica, predisposte e selezionate dall’UNI, che ringraziamo molto per la preziosa collaborazione. Per ognuna di queste news, cliccando sul relativo link, verrete indirizzati agli approfondimenti.
- La compliance aziendale tra i Sistemi di Gestione e il modello 231
Lunedì,04 Aprile 2022
Si tiene il 19 aprile il webinar organizzato con AIAS ed EPC Editore in tema di compliance aziendale, Sistemi di Gestione e modello 231.
- Promuovere la diversità e l’inclusione
Martedì, 05 Aprile 2022
Un corso dedicato alla UNI ISO 30415.
