LAVORO | Condizioni di lavoro trasparenti: circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 4/2022

Facendo seguito alle nostre precedenti informative sul tema (cfr. news del e 3 agosto u.s.)

Vi informiamo che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, d’intesa con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha pubblicato la circolare n. 4/2022, in allegato, con la quale fornisce le prime indicazioni di carattere interpretativo sul D.lgs. n. 104/2022 – c.d. decreto “trasparenza” – recante “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea”.

 

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CREDITO | Nuova classe ELITE, il private market e network del Gruppo Euronext: avvio a novembre. Dettagli operativi e nuovi sviluppi

Informiamo che a novembre partirà la seconda classe ELITE 2022, il private market e network del Gruppo Euronext, di cui Confindustria è partner sin dal suo avvio dieci anni fa e al cui sviluppo ha collaborato con l’attivazione di desk informativi rivolti alle aziende, come quello operativo presso Confindustria Salerno (Elite Desk [email protected]).

 

ELITE, nato come un programma dedicato alle imprese ad alto potenziale di crescita, si è trasformato nel tempo in un ecosistema che offre alle aziende italiane ed internazionali un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale volto a rafforzare la governance, ad aumentare la capacità di internazionalizzazione e a renderle pronte a raccogliere capitali anche sui mercati internazionali.

 

Attraverso ELITE, le aziende avranno la possibilità di accedere a una serie di servizi pensati per ampliare e consolidare le competenze, ottenere maggiore visibilità, supportare i processi di internazionalizzazione, gestire il passaggio generazionale, accelerare l’accesso a nuovi strumenti di finanza come gli ELITE Basket Bond® e di comprendere meglio le dinamiche dei mercati dei capitali, sia privati sia pubblici, inclusa la quotazione in Borsa. 

 

Operativamente, il percorso è sviluppato come indicato nella presentazione allegata e, ai fini dell’ammissibilità, si considerano i seguenti indicatori economico – qualitativi.

 

Criteri finanziari

  • Fatturato > € 10 mln (oppure superiore a € 5 mln con una crescita comprovata nell’ultimo anno)
  • Risultato operativo > 5% del fatturato
  • Utile netto > 0

 

Criteri qualitativi

  • Società ad alto potenziale
  • Impegno a partecipare attivamente e usufruire dei servizi della membership
  • Gestione dell’azienda credibile e con ottima reputazione

 

Segnaliamo, altresì, che è possibile intraprendere il percorso Elite anche attraverso i partner del progetto, che attualmente sono: Banco BPM gruppo, BDO, BNL gruppo BNP Paribas, Deloitte, Deutsche Bank, KPMG, Mediocredito Italiano, UBI Banca, Mediolanum, Leonardo, primo partner industriale, con classi dedicate alle aziende della filiera aerospazio.

 

In vista della presentazione della nuova classe di aziende Elite di novembre, i cui dettagli organizzativi saranno inoltrati nelle prossime settimane, invitiamo le aziende interessate a contattare il nostro desk o, nel caso si stia valutando l’ingresso nel programma tramite uno dei partner sopra citati, di inoltrare una comunicazione a [email protected], così da evitare sovrapposizione informative.

 

Ricordiamo, infine, che le associate a Confindustria Salerno fruiscono di uno sconto sulla quota di iscrizione al network.

ELITE Italia_Giugno 2022




ENERGIA e GAS | Aggiornamenti. Questionario per il Piano di intervento italiano: compilazione entro il 3 settembre 2022

In riferimento alle precedenti comunicazioni sulla crisi energetica, pubblichiamo il focus realizzato da Confindustria e incentrato sui seguenti punti:

  • Analisi congiunturale dei prezzi dell’energia elettrica e gas;
  • Evoluzione scenario sicurezza gas europeo;
  • Evoluzione scenario sicurezza gas italiano;
  • Aree idonee per lo sviluppo FER (fonti energie rinnovabili);
  • Crediti d’imposta energia elettrica e gas, così come estesi dal DL Aiuti Bis del 4 agosto 2022;
  • Pnrr: Mite avvia consultazione per rinnovabili offshore;
  • Pnrr: Teleriscaldamento, stanziati 200 mln € per nuovi progetti;
  • Report mercati energetici e ambientali.

 

In merito all’emergenza gas, rinviamo la proposta di Regolamento, concernenteMisure coordinate di riduzione della domanda di gas” (Allegato 2). Come già anticipato con la nostra comunicazione dello scorso 5 agosto, questo provvedimento stabilisce che ciascuno Stato membro debba ridurre – tra il 1° agosto 2022 e il 31 marzo 2023 – la propria domanda di gas del 15% rispetto al consumo medio degli ultimi cinque anni, attraverso misure volontarie di riduzione. Tale riduzione, tuttavia, diventerebbe obbligatoria solo in caso di attivazione dello stato di allerta unionale (c.d. “Union alert”). Sono previste una serie di esenzioni e deroghe, al fine di considerare le peculiarità dei singoli paesi membri, che stabiliscono il contributo per l’Italia intorno al 7%.

 

Considerando che ogni Paese dovrà predisporre un piano di intervento entro il mese di ottobre 2022, Confindustria ha ritenuto opportuno attivarsi preventivamente, con la collaborazione di Snam Rete Gas ed ENEA, per raccogliere attraverso un questionario una serie di informazioni rilevanti sui principali settori industriali, che consentiranno al Comitato Tecnico per la Sicurezza Gas di disporre di un base informativa adeguata per la costruzione del piano.

 

Il questionario è disponibile al portale https://form.jotform.com/222141945833051 e la raccolta dati sarà attiva fino al 3 settembre 2022.

 

Nell’Allegato 3 troverete i codici ATECO dei settori più rilevanti, in termini di consumi gas, ai fini dell’indagine. Invece, relativamente alla domanda sul calcolo di punta min/media/max, segnaliamo che nei casi di multi-sito, si deve considerare il complesso come unico sito e quindi il dato min/medio/max della somma dei consumi (non sommando quindi valori che occorrono in date differenti).

 

Ricordiamo, infine, che il DL Aiuti Bis, di cui rialleghiamo una nota di approfondimento già inoltrata prima della chiusura feriale, prevede la sospensione, fino al 30 aprile 2023, dell’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consenta all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo, anche se sia riconosciuto il diritto di recesso alla controparte. Fino al medesimo termine, sono inefficaci i preavvisi comunicati per le stesse finalità prima dell’entrata in vigore del DL, salvo che le modifiche contrattuali si siano già perfezionate.

Allegato 2 Proposal Reg coordinated demand reduction Council Energy 26072022

Allegato 3 Codici Ateco Settoriali

DL Aiuti bis-nota primi commenti

Focus Energia Luglio-Agosto 2022 (2)




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ENERGIA | LAVORO – DL Aiuti bis: misure per contenere gli effetti dei rincari di energia e gas e interventi per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori

Pubblichiamo una nota di primo commento delle misure di maggior interesse per le imprese associate, introdotte dal DL Aiuti-bis adottato dal Consiglio dei ministri di ieri.

Il provvedimento, che reca interventi per circa 17 miliardi di euro, si concentra su due principali direttrici: energia e lavoro.

Sulla prima, le misure adottate sono in linea con le aspettative delle imprese e mirano a confermare, anche per i prossimi mesi, gli interventi volti a contenere gli effetti dei rincari dei prezzi di energia e gas; sulla seconda, il Governo ha optato per dare priorità al sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori.

La nota è stata elaborata sulla base del testo ad oggi disponibile e delle informazioni raccolte, ma può comunque rappresentare una utile guida.

Ci riserviamo di ritornare sul tema qualora dovessero intervenire significative modifiche.

DL Aiuti bis-nota primi commenti




PNRR | Nota DDL Concorrenza

Il 2 agosto 2022 il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 (di seguito anche: “DDL” o “legge”).

Come noto, il provvedimento – che rappresenta un passaggio importante nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – era stato presentato al Senato il 3 dicembre 2021, approvato dallo stesso ramo del Parlamento (con non poche difficoltà) il 30 maggio 2022 e poi dalla Camera, con modificazioni, il 26 luglio scorso.

Il PNRR annovera le misure per la promozione della concorrenza tra le riforme abilitanti, cioè tra gli interventi funzionali a garantire l’attuazione del Piano e a rimuovere gli ostacoli (amministrativi, regolatori e procedurali) che condizionano le attività economiche e la qualità dei servizi erogati a cittadini e imprese. Il tema è stato più volte richiamato dal Consiglio Europeo nelle Raccomandazioni specifiche per l’Italia, sino a quelle dell’ultimo biennio.

Pertanto, la legge annuale punta a rivedere quelle disposizioni che ostacolano il gioco competitivo. Essa è stata introdotta dall’art. 47 della legge n. 99 del 2009 e in concreto adottata, fino a oggi, solo nel 2017 (legge n. 124/2017), mentre il PNRR intende assicurarne la cadenza annuale prevista originariamente.

La legge per il 2021 è stata elaborata tenendo conto della Segnalazione adottata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato nel marzo 2021, con cui la stessa AGCM ha formulato una serie di proposte, ipotizzando circa ottanta ambiti di intervento.

Gli obiettivi sono: i) promuovere lo sviluppo della concorrenza, anche per garantire l’accesso ai mercati di imprese di minori dimensioni, tenendo conto degli obiettivi di tutela dell’occupazione, nonché migliorare qualità ed efficienza dei servizi pubblici e potenziare la tutela dell’ambiente e il diritto alla salute dei cittadini; ii) rimuovere gli ostacoli regolatori, normativi e amministrativi, all’apertura dei mercati; iii) garantire la tutela dei consumatori.

La rivitalizzazione in sé di questo strumento va salutata con favore. Infatti, il rilancio della legge annuale può essere utile, in prospettiva, a condizione che divenga un esercizio sistematico, praticato davvero con cadenza annuale, così come prevede il PNRR.

L’iter parlamentare della legge ha messo in luce una certa resistenza dei gruppi parlamentari a condividerne la portata liberalizzatrice, come dimostra la faticosa ricerca di una sintesi su aspetti qualificanti del testo inizialmente proposto dal Governo e, a Camere sciolte, la rimozione dal testo delle disposizioni sul trasporto pubblico non di linea.

Resistenza che cela, in taluni casi, un rifiuto “ideologico” verso la concorrenza e il mercato, motivato probabilmente anche dal fatto che, con la pandemia, si è intensificato l’intervento pubblico in economia; in altri casi, ha pesato la volontà delle forze politiche di affrontare questi temi più per costrizione che per esplicita volontà di cambiamento.

Inoltre, in alcuni ambiti più vicini alle realtà territoriali (es. SPL, concessioni idroelettriche), il Parlamento si è mostrato particolarmente sensibile ad alcune istanze provenienti dalle autonomie territoriali (Regioni e Comuni), finendo per indebolire la portata pro-concorrenziale delle scelte effettuate dal Governo.

A testimonianza di queste difficoltà, vi è anche il ricorso a una sorta di “bicameralismo alternato per articoli”, in base al quale il Senato ha demandato alla Camera la risoluzione di nodi non sciolti in prima lettura. In particolare, i gruppi hanno deciso di rinviare all’altro ramo del Parlamento temi particolarmente divisivi, come la riforma del trasporto pubblico locale e di quello non di linea. Si tratta di una nuova prassi parlamentare che dovrà essere verificata nella sua effettiva funzionalità. Si può notare, tuttavia, come questo tentativo, sebbene possa essere visto come un mezzo per superare il c.d. “monocameralismo alternato”, non faccia recuperare un pieno bicameralismo, in quanto ogni Camera si concentra solo su alcune parti del provvedimento.

Le modifiche approvate in prima lettura avevano già evidenziato un ridimensionamento della portata liberalizzatrice del DDL. Per citare un esempio, nell’ambito della delega per la riforma dei servizi pubblici locali, l’eliminazione dell’obbligo per gli enti locali di giustificare, con motivazione anticipata da trasmettere all’AGCM, la scelta della gestione in house.

È stata altresì ridimensionata la deliberazione della Corte dei conti nella valutazione della costituzione di nuove società pubbliche o acquisizione di partecipazioni da parte della PA: in caso di deliberazione in tutto o in parte negativa, l’amministrazione potrà comunque procedere, purché motivi la decisione e ne dia pubblicità sul proprio sito istituzionale.

Da segnalare la soppressione della misura che puntava a rendere più trasparente la verifica dei requisiti ai fini della nomina dei componenti delle Autorità amministrative indipendenti.

In materia di concessioni portuali, è stata prevista la possibilità per le Autorità di sistema portuale di sottoscrivere, nell’ambito delle procedure di affidamento delle concessioni, accordi integrativi o sostitutivi con i privati ai sensi della legge n. 241/1990.

Soprattutto, come noto, l’esame in prima lettura è stato caratterizzato da un ampio dibattito sulle concessioni demaniali marittime, che ha portato a inserire nel provvedimento una proroga fino al 31 dicembre 2023 delle concessioni in essere e la previsione di una delega per riformare la materia, che rinvia molti punti “problematici” alla sede delegata (v. infra).

In seconda lettura, alla Camera dei deputati, oltre alla soppressione della delega al Governo in materia di trasporto pubblico non di linea (taxi), le principali modifiche hanno riguardato: alcune disposizioni in materia di trasporto pubblico locale; modifiche alla delega per la revisione dei procedimenti amministrativi in chiave pro-concorrenziale e dei controlli sulle imprese. In proposito, certamente apprezzabili le novità in tema di semplificazione per le fonti energetiche rinnovabili e quelle che puntano a valorizzare il possesso di certificazioni di sistemi e modelli per la gestione dei rischi ai fini della frequenza dei controlli.

L’approvazione della legge apre, dunque, una fase di intenso lavoro per il Governo (l’attuale dimissionario e il prossimo), chiamato ad attuare molte delle deleghe in essa previste entro la fine di quest’anno, per centrare gli obiettivi del Piano.

Nota DDL concorrenza – approvazione definitiva




LAVORO | Assenze dal lavoro per mancato possesso Green pass: indicazioni INPS – circolare n. 94/2022

Come noto, sino allo scorso 30 aprile l’accesso ai luoghi di lavoro era subordinato al possesso di valida Certificazione verde (c.d. Green pass).

Con la circolare n. 94/2022 l’INPS, dopo aver ripercorso sinteticamente il quadro normativo di riferimento, fornisce chiarimenti in merito agli effetti sulle prestazioni previdenziali causati da assenze e sospensioni per mancanza di Green Pass.

In particolare, vengono forniti chiarimenti in merito alla gestione di alcune tutele in costanza di rapporto di lavoro quali malattia, maternità, permessi di cui alla legge n. 104/1992, e congedo straordinario ex art. 42, comma 5, D.Lgs. n. 151/2001, riconosciute in capo ai lavoratori del settore privato aventi diritto alle tutele previdenziali INPS, nei casi di assenza dal lavoro fino al 30 aprile u.s. per mancato possesso di valida Certificazione verde.

Si riporta in allegato il testo della circolare INPS n.94/2022.

All.to

Circolare_numero_94_2022