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ENERGIA | Piano contenimento consumi gas settembre 2022
Il Ministero della Transizione ecologica ha diffuso, ieri, il “Piano di contenimento dei consumi di gas naturale” che prevede – tra l’altro – misure volontarie di riduzione della domanda per circa 8,2 miliardi di Smc di gas naturale, in previsione della stagione 2023-2024.
Con piacere abbiamo potuto riscontrare nel testo il riconoscimento dell’impegno di Confindustria e delle sue aziende sul tema, nel quale si fa espresso riferimento al confronto con la Confederazione e alla collaborazione di SNAM e Confindustria volta, mediante questionari (di cui abbiamo dato comunicazione durante il mese di agosto) rivolti alle imprese e diretti a determinare il potenziale di riduzione dei consumi su base volontaria/incentivata, e le categorie di imprese che hanno cicli produttivi non interrompibili senza preavviso.
Il nostro lavoro è stato dunque essenziale per la stesura del Piano, laddove abbiamo fornito i dati e le indicazioni che hanno contribuito a definire al meglio i contenuti e le modalità di attuazione delle misure previste.
Provvederemo ad aggiornarvi sugli ulteriori sviluppi.
LAVORO | Precisazioni in ordine al rientro al lavoro dopo il cd long covid
Con informativa dello scorso 1° settembre abbiamo dato notizia della circolare n. 37615 del 31 agosto circa il nuovo regime dell’isolamento (e della quarantena).
Con riferimento all’ipotesi dell’isolamento e alla particolare fattispecie del cd long covid, la circolare precisa che l’interruzione dell’isolamento al quattordicesimo giorno successivo al primo tampone positivo può avvenire “a prescindere dall’effettuazione del test”.
La circolare deroga sul punto alla regola affermata nel DL 24/2022, secondo cui è necessaria, comunque, la effettuazione del tampone alla fine del periodo di isolamento.
Per quanto riguarda lo specifico tema della tutela della sicurezza sul lavoro, il provvedimento non svolge alcuna considerazione.
Si ricorda, a questo proposito, che il Protocollo del 30 giugno 2022, sul punto, fa rinvio alla stessa norma (art. 4 del decreto-legge 24 marzo 2022 n. 24 convertito in legge 19 maggio 2022 n. 52) e alla circolare del Ministero della salute n. 19680 del 30 marzo 2022 (che ne detta i criteri applicativi).
Quest’ultima rinvia a sua volta, senza aggiornamenti, alla precedente circolare 60136/2021, che, pur non trattando nello specifico il tema del cd long covid, prevedeva in via generale il test alla fine dell’isolamento.
È così sorto il dubbio se debba seguirsi la specifica indicazione dell’ultima circolare (che aggiorna le precedenti dal punto di vista scientifico) ovvero l’indicazione di legge (che non può essere derogata da una circolare e che prevede sempre e comunque il test finale, deve ritenersi anche in caso di long covid) ovvero, ancora, il regime del Protocollo, in quanto specifico per il lavoro (ambito che, normalmente, ha seguito una disciplina autonoma rispetto a quella generale, secondo le linee dei Protocolli via via aggiornati).
Per quanto possa apparire coerente applicare la recente circolare anche al mondo del lavoro in quanto maggiormente aggiornata alle valutazioni scientifiche più recenti, il dubbio relativo necessità di effettuare comunque il tampone alla fine del periodo di isolamento di quattordici giorni appare fondato in quanto l’esito negativo del tampone garantisce maggior sicurezza all’azienda al rientro del lavoratore.
Per questo motivo, il nostro Sistema centrale ha ritenuto opportuno chiedere un parere per le vie brevi al Ministero della salute.
La risposta è nel senso della necessità di seguire il Protocollo del 30 giugno 2022 e, quindi, di eseguire sempre il tampone.
Secondo il Ministero, infatti, “la riflessione preliminare per inquadrare la tematica è che, già dall’inizio della pandemia, le disposizioni in ambito lavorativo hanno seguito una loro specificità per fini di tutela e di prudenza richiesti dalle parti sociali e, in taluni contesti, anche da alcune categorie di lavoratori (fragili, malati cronici etc..).
Parimenti, anche la circolare 37615 DGPREV del 31.08.2022 dispone procedure per la popolazione e non entra nel merito del contesto lavorativo.
Per quest’ultimo rimangono valide, salvo diverse future disposizioni, le modalità definite dai protocolli”.
Ne consegue che il tampone al rientro è sempre necessario, anche in caso di cd long covid.
RELAZIONI INDUSTRIALI:
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