Istat, le imprese tengono ma va risollevata la fiducia
Il tesoro per l’energia
Bollette al rialzo dei record
CREDITO – DL Aiuti Ter: interventi in materia di garanzie SACE e Fondo di Garanzia PMI
Il Decreto legge n. 144/2022 cd. “DL Aiuti-ter”, come anticipato con new dedicate alle disposizioni generali del provvedimento, dispone, tra gli altri, alcuni interventi sul fronte della liquidità, al fine di supportare le imprese colpite dal caro bollette (articolo 3).
Al fine di contenere il costo dei finanziamenti bancari concessi alle imprese per il pagamento delle bollette, il DL contiene diverse previsioni in tema di garanzie pubbliche. Si tratta nel complesso di disposizioni che, pur prevedendo la gratuità delle garanzie pubbliche, non rappresentano un effettivo rafforzamento di tali garanzie perché contengono una serie di previsioni di portata contenuta e che rischiano di rivelarsi sostanzialmente inefficaci. Inoltre, non sfruttano pienamente, come richiesto da Confindustria, le possibilità offerte dal Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato alle imprese colpite dal conflitto russo-ucraino e dalla crisi energetica (QT).
In particolare:
per quanto riguarda le garanzie di SACE, l’articolo 3 del DL prevede, nell’ambito dello schema delineato dall’articolo 15 del DL Aiuti (garanzie a sostegno dell’accesso al credito bancario i) a favorire delle imprese di tutte le dimensioni colpite dal conflitto russo-ucraino e dalla crisi energetica; ii) con coperture comprese tra il 70% e il 90% in base alla dimensione aziendale; iii) di durata fino a 8 anni; iv) di ammontare non superiore al 15% del fatturato o al 50% dei costi energetici dell’anno precedente) la gratuità della garanzia in caso di finanziamenti concessi dalle banche alle imprese per il pagamento delle bollette emesse nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2022 (fuori da tale caso, la garanzia resta onerosa).
La gratuità è prevista a condizione che le banche applichino, sulla parte garantita del finanziamento, un tasso di interesse non superiore, al momento dell’erogazione, al rendimento dei BTP di durata media pari o superiore al finanziamento concesso, fermo restando che il costo complessivo del finanziamento dovrà essere limitato al recupero dei costi e inferiore al costo che sarebbe stato richiesto in assenza della garanzia.
In proposito, va rilevato che riferire la disposizione a soli 3 mesi di bollette (non appare peraltro chiaro come vadano stimati i costi di tali bollette) e prevedere un tetto al tasso di interesse che potrebbe spiazzare l’offerta delle banche, rischia di rendere la previsione di modesta utilità se non anche inefficace.
Inoltre, va rilevato che per le grandi imprese e per importi elevati di finanziamento garantito, ipotizzando che la gratuità rappresenti un aiuto ai sensi della sezione 2.1 del QT, la misura potrebbe rivelarsi inefficace per via della capienza massima di tale sezione (500mila euro).
Il DL prevede inoltre che, per le imprese energivore come definite dall’articolo 17, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 2003/96/CE, l’ammontare delle garanzie possa eccedere le soglie sopra indicate (15% del fatturato e 50% dei costi dell’energia dell’anno precedente) ed essere elevato fino a coprire il fabbisogno di liquidità autocertificato dalle imprese per i successivi 12 mesi, per le piccole e medie imprese, e 6 mesi per le grandi imprese; in ogni caso la garanzia non potrà eccedere i 25 milioni. Va verificato ai sensi di quale sezione del QT sarà notificata tale misura. Se fosse notificata, come sembrerebbe, ai sensi della sezione 2.4. potrebbero presentarsi alcune criticità applicative.
Infine, il DL modifica poi le condizioni di accesso alla garanzia SACE previste dall’art. 15 del DL Aiuti. In dettaglio, tra le condizioni da dimostrare ai fini dell’accesso alla garanzia viene eliminato l’esplicito riferimento alla contrazione della produzione o della domanda (resta la necessità di dimostrare che la crisi in atto comporta dirette ripercussioni economiche negative sull’attività d’impresa dovute a perturbazioni nelle catene di approvvigionamento dei fattori produttivi ovvero che l’attività sia limitata o interrotta quale conseguenza immediata e diretta dei rincari dei costi per energia e gas) e viene precisato che tra le esigenze di liquidità riconducibili a tali ripercussioni negative sono comprese quelle relative agli obblighi di fornire collaterali per le attività di commercio sul mercato dell’energia;
per quanto riguarda il Fondo di Garanzia per le PMI, l’articolo 3 del DL prevede la concessione di garanzie a titolo gratuito alle medesime condizioni stabilite per SACE. Valgono, al riguardo, le stesse perplessità sopra indicate.
Va inoltre segnalato che la garanzia del Fondo, che sarà concessa a tutte le imprese indipendentemente dalla loro fascia di rating, può arrivare fino all’80%, mentre sarebbe stato necessario elevarla al 90% (ed eventualmente anche fino al 100% per finanziamenti fino a 500mila euro), come consentito dal QT e previsto per SACE. Per il resto, e in particolare per quanto attiene alla durata dei finanziamenti garantiti, si ritiene che valgano le regole di funzionamento della garanzia del Fondo oggi previste sia nell’ambito del QT, che dispone una durata massima pari a 8 anni, sia nel contesto delle regole ordinarie sugli aiuti di Stato, per le quali è possibile garantire finanziamenti di durata più lunga ma entro i limiti di aiuto previsti dai regimi de minimis e in esenzione.
Inoltre, per il Fondo non è prevista una misura per le energivore analoga a quella introdotta per SACE. Si ripropone il tema, già segnalato in precedenza, di due diversi strumenti pubblici in potenziale concorrenza e con regole diverse. In proposito, si ribadisce la necessità che sia preservata l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI dopo la scadenza del QT, trattandosi di un’agevolazione particolarmente apprezzata dalle PMI come strumento di sostegno nell’accesso al credito.
Per entrambi gli strumenti resta la generale perplessità sull’impianto dell’intervento e in particolare sulla scelta di limitare la gratuità ai solo finanziamenti legati al pagamento delle bollette dell’ultimo trimestre del 2022. L’emergenza di liquidità per le imprese connessa al caro bollette è attesa di durata superiore al solo ultimo trimestre del 2022 e sarebbe stato dunque necessario, come proposto da Confindustria, prevedere la gratuità della garanzia su tutti i finanziamenti concessi entro la scadenza del QT.
Infine, va segnalato che l’efficacia delle disposizioni sopra indicate è comunque subordinata all’approvazione della Commissione europea. Il che lascia supporre che le misure entreranno effettivamente in vigore a ridosso della fine dell’anno e non vi sarà pertanto il tempo perché le stesse producano effetti concreti, a meno di una modifica dei termini previsti in coerenza con un’eventuale proroga del QT.
Il DL contiene poi alcune disposizioni di segno positivo in relazione alla misura di cui all’articolo 8, comma 3 del DL Energia-bis (n. 21/2022) che consente a SACE di concedere garanzie in favore delle imprese di assicurazione autorizzate all’esercizio del ramo credito che assicurino le imprese fornitrici di energia elettrica e gas naturale rispetto al rischio di inadempimento delle imprese clienti (la misura si riferisce alle fatture emesse fino al 30 giugno 2023 e relative a consumi energetici effettuati fino al 31 dicembre 2022).
Il DL estende la portata della misura, prevedendo che sia rivolta a copertura degli inadempimenti di tutte le imprese clienti e non solo di quelle con fatturato inferiore a 50 milioni di euro. Dispone inoltre che la garanzia possa essere rilasciata a titolo gratuito da SACE nei casi in cui il premio applicato dalle imprese di assicurazione non superi la componente di rendimento applicabile dei BTP di durata media pari a 12 mesi vigente al momento della proposta di convenzione da parte di SACE, e che il costo dell’operazione garantita sia limitato al recupero dei costi e sia inferiore al costo che sarebbe stato richiesto senza garanzia.
Anche per l’operatività di tale misura, che è di particolare interesse per il sistema produttivo nell’attuale contesto della crisi energetica per assicurare le forniture alle imprese, occorre però attendere l’autorizzazione della Commissione europea, oltre a una convenzione quadro tra SACE e ANIA.
Infine, sempre in tema di garanzia, viene innalzata da 200 a 600 milioni la soglia minima delle garanzie offerte da SACE per i finanziamenti di progetti legati al Green new deal (ai sensi dell’art. 64 del DL n. 76/2020), equiparata o superata la quale il rilascio della garanzia stessa è subordinato alla decisione del Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected]
Ricerca |PNRR – Infrastrutture di Ricerca di Innovazione ammesse a finanziamento. Opportunità per le imprese
Il MUR ha pubblicato l’elenco, in allegato, delle infrastrutture di Ricerca e di Innovazione approvate nell’ambito del PNRR (Missione 4, Componente 2, Investimento 3.1) e ammesse al finanziamento.
I due Avvisi pubblicati dal MUR il 20 dicembre 2021 (D.D. n. 3264 su Infrastrutture di Ricerca e D.D. n. 3264 – su Infrastrutture Tecnologiche di Innovazione) hanno dato attuazione al “Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione” che, con un investimento complessivo di 1,580 miliardi di euro, punta a favorire il trasferimento della conoscenza sviluppata in istituti di ricerca di alta qualità nell’economia, stimolando l’innovazione.
A questo scopo, viene finanziata la costruzione di più infrastrutture che facilitano l’osmosi di contenuti tra accademia e imprese.
- Le Infrastrutture di ricerca – grazie a un investimento complessivo di 1,08 miliardi di euro – sono gli impianti, le risorse e i relativi servizi utilizzati dalla comunità scientifica per compiere ricerche nei rispettivi settori. Comprendono gli impianti o i complessi di strumenti scientifici, le risorse basate sulla conoscenza quali collezioni, archivi o informazioni scientifiche strutturate e le infrastrutture basate sulle tecnologie abilitanti dell’informazione e della comunicazione, il materiale informatico, il software, gli strumenti di comunicazione e ogni altro mezzo necessario per condurre la ricerca.
Sono 9 gli enti di ricerca e le università italiane che hanno proposto i 24 progetti di potenziamento/creazione o networking di Infrastrutture di Ricerca e che verranno finanziati per un totale di 931 milioni di euro. Con le risorse residue, come indicato anche nel bando, potranno essere sostenute ulteriori proposte.
- Le Infrastrutture tecnologiche di innovazione – grazie a un investimento complessivo di 500 milioni di euro – sono strutture, attrezzature, capacità e servizi per sviluppare, testare e potenziare la tecnologia per avanzare dalla convalida in un laboratorio fino a livelli di preparazione tecnologica più elevati prima dell’ingresso del mercato competitivo.
Operano in settori produttivi e ambiti territoriali definiti dalla comunità di sviluppo e innovazione, principalmente piccole e medie imprese o filiere tecnologiche produttive, che le utilizzano per sviluppare e integrare tecnologie innovative verso la commercializzazione di nuovi prodotti, processi e servizi.
Sono 16 gli enti di ricerca e le università italiane che hanno proposto i 25 progetti che verranno finanziati complessivamente con poco più di 333 milioni. Anche in questo caso, con le risorse residue potranno essere sostenute ulteriori proposte.
I soggetti proponenti si avvarranno del contributo di soggetti privati che cofinanzieranno l’iniziativa attraverso un’operazione di partenariato pubblico-privato. Il cofinanziamento dei soggetti proponenti è previsto fino ad un massimo del 49% delle spese ammissibili.
La procedura prevede che per le infrastrutture di innovazione i soggetti pubblici faranno delle call aperte per individuare i soggetti privati interessati a partecipare.
Queste infrastrutture hanno importanti ricadute socio-economiche sui territori in cui vengono insediate. Lo scopo è di creare un ecosistema in cui le imprese – sia le grandi aziende che le PMI – possano ricevere servizi per l’innovazione, formazione e supporto nella messa a terra delle nuove tecnologie.
Vi terremo aggiornati sui bandi che saranno pubblicati, diretti alle imprese.
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected]) 22_06_28 Scheda_Infrastrutture_PNRR_MUR
INTERNAZIONALIZZAZIONE | REMIND ALGERIA E LISTA DELEGAZIONE ALGERINA/ INCONTRO IN CONFINDUSTRIA, ROMA 5 OTTOBRE, H. 10.00
Si ricorda che il prossimo 5 ottobre a partire dalle ore 10.00 si svolgerà, in presenza presso la sede di Confindustria di Viale dell’Astronomia, 30, l’Incontro Confindustria – CAPC, Confédération algérienne du patronat citoyen.
L’iniziativa nasce come seguito del Business Forum Italia – Algeria svoltosi in occasione del Vertice intergovernativo Italia-Algeria ad Algeri lo scorso 18-19 luglio con l’obiettivo di approfondire le opportunità di investimento legate alla Nuova Legge sugli Investimenti adottata dal Governo algerino lo scorso 28 luglio.
L’incontro focalizzerà primariamente la propria attenzione sull’illustrazione della Nuova legge sugli investimenti, per poi presentare il Business Climate derivante a livello nazionale algerino nonché l’impatto e i cambiamenti in settori strategici e di crescente importanza quali l’Industria agroalimentare, le energie rinnovabili, le costruzioni, l’industria elettronica e il digitale.
A seguito della sessione plenaria, i cui lavori sono previsti svolgersi in lingua italiano – francese, si svolgeranno incontri B2B tra le imprese algerine partecipanti e le imprese italiane che avranno manifestato interesse.
In allegato è disponibile la Lista della Delegazione Algerina partecipante all’incontro aggiornata al momento, unitamente al programma dei lavori.
Al seguente link è possibile iscriversi all’iniziativa:
IT Draft programme – Incontro Algeria – 5 Ottobre 2022 Lista Delegazione Imprenditoriale Algeria
“Avviso Partecipazione ILTM Cannes -5/8 dicembre 2022 Richiesta accreditamento entro il 3 ottobre 2022”
Si informa che con Decreto Dirigenziale n. 51 di oggi, 27 settembre 2022 è stato approvato l’Avviso pubblico per la manifestazione d’interesse a partecipare alla fiera ILTM che si terrà a Cannes dal 5 al 8 dicembre 2022.
Le aziende e le associazioni/consorzi del comparto turistico interessati ad essere accreditati presso le postazioni riservate alla Regione Campania dovranno far pervenire alla Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo la propria richiesta unicamente via posta elettronica all’indirizzo pec [email protected] entro e non oltre il giorno lunedì 3 ottobre 2022.
Inoltre, si ricorda che trattasi di una fiera dedicata in via esclusiva al settore del lusso e, come comunicato dall’ENIT, sono previsti dei requisiti minimi di partecipazione.
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Giunta Regionale della Campania al seguente numero telefonico 0817968784, o via e-mail all’indirizzo [email protected].”
allegato-1-e-1a-per-fiera-iltm-2022
“Avviso Pubblico per la Manifestazione d’Interesse BITESP – Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale – Venezia 23/24 novembre 2022- Richiesta accreditamento entro il 30 settembre 2022”
Si informa che è stato pubblicato l’Avviso pubblico per la manifestazione di interesse a partecipare alla Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale in programma a Venezia dal 23 al 24 novembre 2022.
Le aziende e le associazioni/consorzi del comparto turistico specializzate nel turismo esperienziale interessate ad essere accreditati presso le postazioni riservate alla Regione Campania dovranno far pervenire alla Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo la propria richiesta unicamente via posta elettronica all’indirizzo pec [email protected] entro e non oltre il giorno 30 settembre 2022.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare: la Direzione Generale per le Politiche Culturali e il Turismo al numero telefonico 0817968782 o via e-mail all’indirizzo [email protected]
ENERGIA|LAVORO –DL Aiuti Ter: prima nota di commento. Interventi in materia di energia, lavoro, credito.
Nella Gazzetta Ufficiale del 23 settembre scorso, è stato pubblicato il cd DL Aiuti-ter (DL n. 144/2022), contenente misure urgenti in tema di politica energetica nazionale, politiche sociali e PNRR.
Il nuovo provvedimento conta su una significativa dotazione finanziaria, pari a 14,3 mld di euro, frutto di un miglioramento del quadro di finanza pubblica in parte indotto dalla pressione inflazionistica, che si somma ai 16,6 mld già stanziati dal cd DL Aiuti-bis (DL n. 115/2022).
Alle misure in campo energetico sono destinati circa 11 mld.
Tra queste, come anticipato con new dedicata, segnaliamo la proroga e il rafforzamento dei crediti d’imposta energia per i mesi di ottobre e novembre 2022. Tali crediti saranno fruibili entro il 31 marzo 2023, così come quelli concessi per il terzo trimestre come richiesto da Confindustria. Prorogato, inoltre, per il IV trimestre 2022, il credito d’imposta per l’acquisto dei carburanti per attività agricola e pesca.
Al fine di sostenere le imprese a fronte del caro bollette, il decreto reca anche alcuni interventi in tema di garanzie pubbliche, la cui potenziale utilità appare, tuttavia, molto condizionata. Su questo tema, seguirà una comunicazione dedicata.
Sul piano delle politiche sociali, viene introdotta una nuova misura di sostegno una tantum al potere d’acquisto di lavoratori e pensionati analoga a quella già varata dal primo DL aiuti.
Significativo il capitolo PNRR, composto da misure di carattere ordinamentale funzionali ad affrontare una serie di urgenze legate al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano, soprattutto da qui alla fine dell’anno.
Completano il provvedimento diverse ulteriori misure, tra cui va evidenziata la proroga al 31 ottobre 2022 (dal 30 settembre 2022) del termine per l’accesso alla procedura di riversamento spontaneo del credito d’imposta ricerca e sviluppo erroneamente fruito, che molte imprese avevano sollecitato.
Pubblichiamo una nota di commento che analizza nel dettaglio i contenuti del nuovo decreto.