Lo scorso 2 dicembre, il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, è stato audito presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, in merito al disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 (DDL Bilancio 2023)1.
Confindustria condivide la scelta del Governo di concentrare le risorse derivanti dal maggior indebitamento, circa due terzi della Manovra, sulle misure contro il caro energia. Una scelta coerente con quell’approccio pragmatico e prudente in tema di finanza pubblica. Tra le criticità presenti nel testo, il Presidente Bonomi ha segnalato: la mancanza di un congruo rifinanziamento per la legge Sabatini, nessuna proroga del credito d’imposta per la formazione 4.0, nessuna modifica del dimezzamento nel 2023 del credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali 4.0, nessun fondo per il Made in Italy, nessun rafforzamento per gli IPCEI, nessuna proroga del credito d’imposta per gli investimenti al Sud.
Desta preoccupazione la mancata proroga del credito d’imposta Mezzogiorno sui beni strumentali e del credito d’imposta ZES, che insieme alla decontribuzione Sud hanno sostenuto la tenuta produttiva del Mezzogiorno. Sul tema del cuneo fiscale, il Presidente ha precisato che, per generare un effetto significativo, sarebbe necessario un taglio di almeno di 4 punti, poiché, come dimostra l’esperienza del passato, tagli contenuti di 1 o 2 punti non hanno prodotto alcun effetto. Più che corretta, invece, la decisione di rimandare di un altro anno l’entrata in vigore delle due imposte sul consumo, sulla plastica e sulle bevande edulcorate (plastic tax e sugar tax).
Pur nei ristretti margini di intervento, tra le proposte emendative formulate da Confindustria, segnaliamo quelle aventi impatti anche su aspetti fiscali e, in particolare:
– le modifiche al c.d. contributo extraprofitti, anche al fine di armonizzare il prelievo alle indicazioni contenute nel Regolamento UE n. 2022/1854. A tal riguardo, si propongono interventi sul perimetro soggettivo eliminando dal novero dei contribuenti tenuti al versamento coloro che svolgono l’attività di produzione di energia elettrica. Inoltre, onde evitare dubbi interpretativi, si propone di chiarire che i soggetti tenuti al versamento del contributo siano solamente coloro che svolgono in via prevalente le attività indicate dalla norma. Sempre al fine di armonizzare i contenuti della disposizione originaria a quanto previsto dal citato Regolamento, si propone di modificare la franchigia del 10 per cento al 20 per cento. Infine, per evidenti esigenze di coordinamento con il contributo già applicato in Italia nel 2022, si propone di considerare i versamenti già effettuati quali anticipazione di quanto dovuto ai sensi della nuova disciplina;
– il rinnovo del credito d’imposta SUD per l’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e del credito di imposta nelle ZES fino al 31 dicembre 2023;
– alcune modifiche nelle modalità di utilizzo dei crediti di imposta relativi alle spese per energia elettrica e gas, rinnovati per il primo trimestre 2023 dal DDL Bilancio;
– il differimento, dal 30 giugno 2023, al 31 dicembre 2023, del termine per la consegna di beni materiali strumentali 4.0, che risultino prenotati entro la fine del 2022. La proposta di modifica è funzionale all’applicabilità anche a questi investimenti delle aliquote agevolative più elevate previste per il 2022 e tiene conto delle attuali difficoltà di approvvigionamento di componenti e materie prime;
– il rinnovo del credito di imposta per le attività di formazione 4.0 anche per il 2023;
– una norma interpretativa retroattiva che mitighi l’incertezza connessa all’applicazione del credito R&S, anche nel contesto della nuova scansione temporale della procedura di riversamento; la norma proposta è diretta a chiarire le attività ammissibili in base alla Comunicazione della Commissione (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014. Nelle prossime settimane, proseguirà il monitoraggio dell’iter di approvazione della manovra e un ampio spazio di approfondimento sarà dedicato alle misure fiscali con la pubblicazione di una apposita nota di aggiornamento a cura dell’Area Politiche Fiscali di Confindustria.
Audizione+Confindustria+-+Presidente+Bonomi+02.12.2022