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Pnrr, bandi deserti: i progetti che l’Italia chiede di rimodulare

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Ambiente | resoconto settimanale Ambiente 9-13 gennaio 2023

Al seguente link è disponibile il testo della legge di Bilancio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre scorso.

Per quanto riguarda le misure in materia di ambiente, segnaliamo:

  • 1, commi da 685 a 690 (Credito d’imposta per l’acquisto di materiali riciclati provenienti dalla raccolta differenziata): le disposizioni in esame ripropongono, per gli anni 2023 e 2024, un credito d’imposta, nella misura del 36 per cento delle spese sostenute ed entro il limite di 20.000 euro per ciascun beneficiario, per l’acquisto di materiali riciclati precedentemente introdotto dalla legge di bilancio 2019 (commi 685, 686 e 687). Si specifica, inoltre, la disciplina del credito d’imposta (commi 688 e 689) e si rinvia a un decreto ministeriale la specificazione dei requisiti tecnici (comma 690);
  • 1, comma 691 (Rifinanziamento Programma Sperimentale Mangiaplastica): tale comma, al fine di contenere la produzione di rifiuti in plastica attraverso l’utilizzo di eco-compattatori, prevede il rifinanziamento del fondo denominato “Programma sperimentale Mangiaplastica”, per un importo di 6 milioni di euro per l’anno 2023 e di 8 milioni di euro per l’anno 2024;
  • Articolo 1, commi 692 e 693 (Finanziamenti per interventi in materia di acque reflue oggetto delle sentenze di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea): l’articolo 1, ai commi 692 e 693, prevede una autorizzazione di spesa di 10 milioni di euro nel 2023, 20 milioni di euro nel 2024, 30 milioni di euro nel 2025 e di 50 milioni di euro nel 2026 a favore del Commissario unico per la depurazione al fine di garantire la dotazione finanziaria necessaria per la realizzazione degli interventi sui sistemi fognari e depurativi volti a dare esecuzione alle sentenze di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea sul trattamento delle acque reflue urbane;
  • Articolo 1, comma 694 (Bonifica area Trento Nord): autorizza la spesa di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 per alcuni interventi di bonifica nell’area Nord della città di Trento. In particolare, il finanziamento in questione è destinato alla progettazione ed alla esecuzione della campagna di sondaggi geognostici, volta ad individuare con precisione l’estensione e la profondità delle sostanze inquinanti presenti nelle aree ferroviarie comprese tra i Siti di interesse nazionale (SIN) «ex SLOI ed ex Carbochimica» ed interessate dalla realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Trento, inquinate da piombo, piombo tetraetile ed altri inquinanti;
  • Articolo 1, commi 695 e 696 (Fondo per il contrasto al consumo di suolo): istituiscono, nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, il “Fondo per il contrasto al consumo di suolo” con l’assegnazione di uno stanziamento complessivo di 160 milioni di euro per gli anni 2023-2027, al fine di consentire la programmazione ed il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano (comma 695). Viene demandata al decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dell’economia e delle finanze, la definizione dei criteri per il riparto del fondo a favore delle regioni e delle province autonome, delle modalità di monitoraggio e delle modalità di revoca delle risorse assegnate (comma 696). L’assegnazione dello stanziamento complessivo di 160 milioni di euro per gli anni dal 2023 al 2027 (comma 695) è così articolato:
  • 10 milioni di euro nel 2023;
  • 20 milioni di euro nel 2024;
  • 30 milioni di euro nel 2025;
  • 50 milioni di euro in ciascuno degli anni 2026 e 2027;
  • Articolo 1, commi 707 e 708 (Proventi aste CO2): reca alcune modifiche alla disciplina relativa alla destinazione dei proventi delle aste delle quote di emissioni di CO2, attualmente normata dall’ 23 del decreto legislativo n. 47 del 2020. In particolare, la disposizione in esame precisa che la quota assegnata agli ex Ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico (pari complessivamente al 50% dei proventi, poi ripartita per il 70% al Ministero dell’ambiente e per il 30% al Ministero dello sviluppo economico) è da intendersi, con riguardo ai proventi delle aste maturate negli anni 2020 e 2021, interamente destinata al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE), al netto di un importo di 15 milioni di euro, per ciascuna delle suddette annualità, assegnato al Ministero delle imprese e del Made in Italy. Il comma in esame (707), inoltre, integra la destinazione della quota dei proventi eccedente una certa soglia prevista dal comma 8 dell’art. 23 del decreto legislativo n. 47 del 2020. Infatti, mentre la disciplina vigente prevede che la quota eccedente il valore di 1 miliardo di euro è destinata, nella misura massima complessiva di 100 milioni di euro per l’anno 2020 e di 150 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021, al Fondo per la transizione energetica nel settore industriale (è inoltre prevista un’ulteriore quota massima di 20 milioni di euro annui per gli anni dal 2020 al 2024 da destinare al Fondo per la riconversione occupazionale nei territori in cui sono ubicate centrali a carbone), il nuovo comma 8-bis introdotto dal comma 707 della norma in esame prevede che la quota eccedente 1,170 miliardi fino al 2024 e di 1,150 miliardi dal 2025 è destinata, nel limite di 500 milioni annui, a specifiche misure di politica industriale relative alla sostenibilità ambientale dei processi produttivi individuate dal CITE (Comitato interministeriale per la transizione ecologica) nell’ambito del Piano per la transizione ecologica e per la sicurezza energetica. Il comma 708, infine, disciplina l’erogazione delle compensazioni riferite all’anno 2021 destinate alle imprese soggette a rischio di rilocalizzazione delle emissioni (c.d. carbon leakage indiretto). Nel dettaglio, viene previsto che tali risorse sono erogate secondo le modalità previste dal D.M. transizione ecologica 12 novembre 2021, entro 90 giorni dalla disponibilità di cassa, sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del MASE, dei proventi di cui al comma 8-bis sopra illustrato e relativi all’annualità 2020.

 

DL Milleproroghe – pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e avvio esame in Parlamento

 

Trasmettiamo, in allegato, il testo del decreto-legge 29 dicembre 2022, n. 198 che introduce disposizioni urgenti in materia di termini legislativi, c.d. DL “Milleproroghe”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

In relazione all’iter di conversione in legge del provvedimento, segnaliamo che le Commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato hanno avviato l’esame del DL proroghe, i cui relatori sono il sen. Balboni (FdI) per la I Commissione e il sen. Damiani (FI) per la V.

Le Commissioni hanno deciso di svolgere un brevissimo ciclo di audizioni, che si svolgerà nella giornata di oggi, mentre il termine per la presentazione di emendamenti è fissato alle ore 12.00 di giovedì 19 gennaio. L’intenzione delle Commissioni è di licenziare il provvedimento entro il 27 gennaio, in modo che l’Assemblea possa approvarlo, in prima lettura, entro il 3 febbraio, in tempo utile per consentire alla Camera di esaminarlo con la necessaria ponderazione, lasciando inoltre aperta la possibilità di una eventuale terza lettura.

Di seguito una sintesi dei contenuti dell’art. 11 in materia di ambiente ed energia:

L’articolo 11 del provvedimento reca le proroghe di competenza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. In particolare, si segnalano misure in materia di bonifiche, vale a dire la proroga al 31 dicembre 2023 per il completamento degli interventi urgenti di bonifica del SIN di Cogoleto Stoppani e la proroga di un ulteriore anno (dicembre 2023) per l’adozione dei decreti volti ad effettuare la ricognizione e la riperimetrazione dei siti contaminati, escludendo le aree e i territori che non soddisfano più i requisiti per la classificazione come siti di interesse nazionale (SIN), previsti dall’art. 17-bis del DL n. 152 del 2021 (c.d. DL per l’attuazione del PNRR).

Ulteriori proroghe sono previste in materia di determinazione e gestione del rumore ambientale, ex d.lgs. n. 194 del 2005. In particolare, in relazione ai piani d’azione viene spostato al 18 aprile 2024 l’elaborazione dei piani di azione da parte dell’autorità competente e da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture non di interesse nazionale né di interesse di più regioni relativi agli assi stradali e ferroviari principali. Nel caso di infrastrutture principali di interesse nazionale o di interesse di più regioni, compresi gli aeroporti principali, le società e gli enti gestori trasmettono i piani d’azione relativi a tali infrastrutture al MASE e alle regioni o province autonome competenti, entro il 18 luglio 2024 e, successivamente, ogni cinque anni. Il MASE comunica alla Commissione Europea entro il 18 gennaio 2025 (e ogni 5 anni a partire da tale data) i dati relativi ai piani d’azione.

La disposizione, inoltre, ridetermina al 30 giugno 2024 il termine previsto in materia di riqualificazione e riconversione del Polo industriale di Piombino.

Infine, si prevede che fino al 30 giugno 2023 (in luogo del precedente termine fissato al 30 aprile 2023) è sospesa l’efficacia di ogni eventuale clausola contrattuale che consente all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di modificare unilateralmente le condizioni generali di contratto relative alla definizione del prezzo. La norma chiarisce che tale sospensione non si applica alle clausole contrattuali che consentono all’impresa fornitrice di energia elettrica e gas naturale di aggiornare le condizioni economiche contrattuali alla scadenza delle stesse, nel rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti e fermo restando il diritto di recesso della controparte.

 

DL Aiuti quater – approvazione definitiva

 

Con 164 voti favorevoli, 127 voti contrari e 3 astenuti, l’Aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto-legge n. 176 del 2022 (c.d. DL” Aiuti quater”), recante misure urgenti di sostegno nel settore energetico e di finanza pubblica. In allegato il provvedimento.

 

Per quanto riguarda le misure in materia di ambientale, ricordiamo quanto segue:

  • Articolo 4-bis (Disposizioni per la promozione del passaggio di aziende a combustibili alternativi): inserito nel corso dell’esame in sede referente, prevede che fino al 31 marzo 2024, la sostituzione del gas naturale con combustibili alternativi, compreso il combustibile solido secondario, e le relative modifiche tecnico-impiantistiche, ai fini del soddisfacimento del fabbisogno energetico degli impianti industriali, siano da qualificarsi come modifiche non sostanziali. I gestori di tali impianti possono procedere alla sostituzione del combustibile per un periodo di sei mesi, previa comunicazione all’autorità competente al rilascio della VIA, ove prevista, e dell’AIA e salvo non ricevano un motivato diniego nei trenta giorni successivi. Si richiede, comunque, il rispetto dei limiti di emissione nell’atmosfera previsti dalla normativa unionale o, in mancanza, quelli previsti dalle norme nazionali o regionali. I gestori degli impianti industriali comunicano a tal fine all’autorità competente al rilascio della valutazione di impatto ambientale ove prevista e dell’autorizzazione integrata ambientale le deroghe necessarie alle condizioni autorizzative e la tipologia di combustibile diverso dal gas naturale ai fini del soddisfacimento del relativo fabbisogno energetico. Decorsi trenta giorni dalla comunicazione, il gestore dell’impianto avvia la sostituzione con il combustibile scelto, salvo l’autorità competente non adotti un provvedimento di diniego motivato entro il medesimo termine. L’autorità può assumere determinazioni in via di autotutela ai fini della revoca del provvedimento, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell’adozione del provvedimento o di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario, oppure ai fini dell’annullamento d’ufficio del provvedimento, se illegittimo e sussistendone le ragioni di interesse pubblico. Le deroghe alle condizioni autorizzative valgono per un periodo di sei mesi dalla comunicazione.

 

Schema di Decreto RENTRI – Parere del Consiglio di Stato

 

Segnaliamo un aggiornamento in merito all’adozione del decreto attuativo recante la disciplina del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, RENTRI, inviato dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali:

 

Lo schema di decreto del Ministero dell’Ambiente per l’entrata in vigore del Registro Elettronico Nazionale della Tracciabilità dei Rifiuti (R.E.N.T.Ri) ha terminato a fine dicembre 2022 il suo periodo di “Stand still” in Europa (90 giorni per ricevere osservazioni dagli Stati Membri); avendo acquisito lo scorso 20 dicembre anche il parere del Consiglio di Stato sembrerebbe aver completato l’iter istituzionale propedeutico alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il Consiglio di Stato, nel dare parere “favorevole” al sistema e al suo impianto normativo, ha rilevato alcuni aspetti invitando l’amministrazione ad effettuare gli approfondimenti necessari prima della pubblicazione.

Uno dei principali rilievi dell’organo costituzionale è il costo della piattaforma che “comporta non irrilevanti oneri economico-finanziari”. Come a voi noto dalle nostre precedenti comunicazioni sul tema, i costi di funzionamento della piattaforma non saranno a carico dello Stato, ma verranno sostenuti con i contributi annuali versati dai soggetti obbligati all’utilizzo della piattaforma ( circa 1,2 milioni di imprese stimate); i giudici rilevano però critica l’indicazione contenuta nella relazione che accompagna lo schema di decreto, secondo cui “il raggiungimento dell’equilibrio finanziario del sistema si collocherebbe a circa 36 mesi dall’iscrizione della prima fascia di soggetti obbligati”.

Da qui la raccomandazione di acquisire la bollinatura della Ragioneria dello Stato sulla certificazione della solidità economico-finanziaria, passaggio che potrebbe far slittare l’approvazione del decreto ai primi mesi del 2023. Tale rinvio non compromette il rispetto del cronoprogramma ufficiale della Strategia Nazionale sull’Economia Circolare, che prevede la realizzazione a regime del R.E.N.T.Ri entro il primo trimestre 2023 (obiettivo PNRR).

Altro rilievo del Consiglio di Stato è sul “generoso regime transitorio” disposto dal regolamento, che colloca l’avvio del sistema nel periodo che va dai 18 ai 30 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. Le modalità operative di funzionamento sono affidate a decreti direttoriali che al momento appaiono secondo i giudici “di incerta e futura definizione”. In tal senso si raccomanda al Ministero di chiarire “con quale prevedibile tempistica e ordine logico-giuridico potranno essere assicurate e conseguite l’effettiva strutturazione, implementazione e messa a regime del nuovo sistema RENTRi e dei suoi supporti tecnici (hardware) e logici di programmazione (software)”.

Tali rilievi secondo il Consiglio di Stato “non appaiono tali da pregiudicare l’ulteriore corso dello schema”, ma andrebbero approfonditi “per dare al testo una maggiore compiutezza”.  A tal fine i giudici suggeriscono che sarebbe opportuno integrare nel testo “i risultati delle sperimentazioni effettuate e del proficuo dialogo con gli operatori del settore” condotto dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali e tutt’ora ancora in corso. 

Il parere del Consiglio di Stato è un atto pubblico consultabile integralmente sul sito webdell’organo di rilievo costituzionale.

 

In particolare, richiamiamo l’attenzione su un punto che Confindustria ha sempre sostenuto dovesse essere integrato all’interno del provvedimento attuativo, vale a dire l’esito della sperimentazione, considerato essenziale per la corretta predisposizione della normativa sulla tracciabilità.

A questo proposito, sarà nostra cura monitorare attentamente l’implementazione di questo rilievo, a nostro avviso più che opportuno, nel decreto attuativo e fornirvi aggiornamenti in merito.

 

Interpello ambientale impianto di stoccaggio e rigassificazione di GNL – Riscontro MASE

 

Trasmettiamo, in allegato, il riscontro del MASE in merito alla richiesta di interpello presentata da Confindustria per l’applicazione della normativa statale in materia ambientale, al fine di comprendere se un impianto di stoccaggio e rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL), sia assoggettabile alla procedura di VIA statale di cui al punto 1 – allegato II – parte II del D.lgs. n. 152/2006.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti accolto la tesi per cui un impianto di rigassificazione e stoccaggio a servizio di un impianto industriale non ricade nella tipologia progettuale “terminale di rigassificazione di gas naturale liquefatto” di cui al punto 1 – allegato II – parte II – D.lgs 152/2006”, ossia non rientra tra gli impianti e opere soggette a Valutazione di impatto ambientale (VIA) nazionale. Tuttavia, il Ministero segnala che, qualora l’inserimento delle unità di rigassificazione oggetto dell’interpello costituisca modifica di un impianto industriale ricadente nel campo di applicazione della VIA, occorrerà verificare l’applicazione di una delle procedure di valutazione ambientale che la norma prevede per le modifiche di progetti.

Infine, il Ministero ricorda che l’interpello afferisce ad un impianto soggetto ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), per cui gli aspetti inerenti alla tutela ambientale potranno essere affrontati in quella sede.

 

 

 

 

 

 

APPALTI E INNOVAZIONE – Monitor Legislativo 2023 – Nuovo ciclo dedicato agli “Appalti di innovazione”

 

Nel 2018 Confindustria ha siglato il Protocollo “Domanda pubblica come leva di innovazione” con l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e la Conferenza delle Regioni/ITACA. Il Protocollo ha consentito di attivare una stretta sinergia pubblico-privato per diffondere la conoscenza e l’utilizzo degli appalti pubblici come leva di innovazione e per spingere le imprese a far emergere quei profili tecnologici e qualitativi in grado di soddisfare i fabbisogni di beni e servizi innovativi della PA. Questa collaborazione ha, tra l’altro, contribuito all’avvio del programma “Smarter Italy”, la principale iniziativa governativa per la sperimentazione degli appalti di ricerca e di innovazione. Nel corso dell’anno sono stati pubblicati i primi due bandi del programma nell’ambito Smart Mobility, per un valore complessivo di 15 milioni di euro, ai quali il mercato ha risposto con altissimo riscontro: hanno partecipato alla consultazione oltre 800 operatori economici.

Confindustria, con la collaborazione di AgID, ha deciso di avviare un ciclo di webinar con le Associazioni del Sistema per fornire alle imprese le conoscenze tecniche necessarie per partecipare agli appalti di innovazione e stimolarle a cogliere le interessanti opportunità che derivano da questo programma e da altre iniziative che si stanno attivando a livello regionale.

I webinar saranno realizzati nell’ambito del Monitor Legislativo, il Progetto promosso da Confindustria e realizzato da SFC con il sostegno di 4.Manager, che da anni aggiorna imprenditori e manager su agevolazioni, misure, adempimenti ed opportunità, configurandosi come un importante e stabile momento di dialogo e approfondimento.

Il roadshow virtuale sarà inaugurato da un webinar che si terrà la mattina del 24 gennaio p.v. e di cui si allega il programma dei lavori con, all’interno, il link ed il QR-Code per iscriversi.

La partecipazione è aperta ad imprese, manager e personale associativo.

A valle dell’evento del 24 gennaio, seguiranno i webinar organizzati in partnership con le Associazioni che avranno manifestato interesse al riguardo alle colleghe Tiziana Cappelletti ([email protected]), Francesca Pompili ([email protected]), Simona Dotti ([email protected]) e Giulia Bollino ( [email protected] ) entro il prossimo 15 gennaio. Le Colleghe citate, che ringraziamo, sono a disposizione per ogni ulteriore necessità e/o informazione.

 

MASE – Rifiuti: finanziati con PNRR 192 progetti “faro” di economia circolare

 

Segnaliamo che, nell’ambito degli investimenti “faro” di economia circolare, sono stati aggiudicati progetti per un totale di 600 milioni di euro per quattro linee di intervento. I progetti ammessi a finanziamento includono interventi per l’ammodernamento degli impianti esistenti e la realizzazione di ulteriori nuovi  per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche e elettroniche, carta e cartone; la realizzazione di nuovi impianti per il riciclo dei rifiuti plastici, inclusi i cosiddetti rifiuti marini; infine l’infrastrutturazione della raccolta delle frazioni di tessili pre e post consumo, la realizzazione di nuovi impianti di riciclo tessile e l’ammodernamento di quelli esistenti.

Per un totale di 600 milioni di euro stanziati con le risorse del PNRR, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti dato il via libera a 192 progetti relativi agli investimenti “faro” di economia circolare per la meccanizzazione della raccolta differenziata e la creazione di ulteriori strutture di trattamento dei rifiuti. Le risorse complessive, attribuite nel rispetto del regime comunitario in materia di aiuti di Stato, sono state destinate per il 60% alle Regioni del Centro-Sud e al 40% alle Regioni del Nord.

 

PNRR – MASE: pubblicata la graduatoria per impianti di fanghi e tessili

 

In riferimento al PNRR e in particolare all’avviso relativo all’investimento 1.1 (“Realizzazione nuovi impianti e ammodernamento di impianti esistenti”) linea di intervento C che prevede la realizzazione e l’ammodernamento di nuovi impianti innovativi per il riciclo di materiali assorbenti ad uso personale, fanghi di acque reflue, rifiuti di pelletteria e tessili, il MASE, con Decreto n. 206 del 21 dicembre 2022, ha approvato la graduatoria definitiva delle proposte ammesse a finanziamento. Il decreto è disponibile al seguente link.

 

PNRR M2C1 – Avviso investimento 1.1 e 1.2 relativo al Sistema Codice Unico di Progetto (CUP)

 

L’avviso del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica relativo al codice CUP (Codice Unico di Progetto) per gli investimenti 1.1 Realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e ammodernamento degli impianti esistenti e 1.2 Progetti “faro” di economia circolare. In particolare, in riferimento alle proposte ammesse al finanziamento relative all’Investimento 1.1, si segnala che i soggetti destinatari dovranno provvedere autonomamente alla generazione del Codice CUP, comunicandone i relativi riferimenti all’Amministrazione ai fini dell’adozione dei decreti di concessione. Diversamente, in riferimento alle Proposte ammesse al finanziamento relative all’Investimento 1.2, sarà l’Amministrazione a provvedere alla richiesta di Codice CUP, inserendone i relativi riferimenti direttamente nei successivi decreti di concessione.

Tutte le informazioni sono disponibili ai seguenti link: Investimento 1.1: Realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e ammodernamento degli impianti esistenti | Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (mite.gov.it) e Investimento 1.2: Progetti “faro” di economia circolare | Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (mite.gov.it)

 

MASE – Pubblicato il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici

 

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC). Obiettivo principale del PNACC è quello di fornire un quadro di indirizzo nazionale per l’implementazione di azioni finalizzate a ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, migliorare la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici nonché trarre vantaggio dalle eventuali opportunità che si potranno presentare con le nuove condizioni climatiche.

Il testo, aggiornato rispetto alla versione del 2018, sarà ora sottoposto alla consultazione pubblica prevista dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Esaminate le osservazioni e conclusa la procedura di VAS, il testo andrà all’approvazione definitiva con decreto del Ministro. Successivamente, ci sarà l’insediamento dell’Osservatorio Nazionale, che dovrà garantire l’immediata operatività del Piano attraverso l’individuazione delle azioni di adattamento nei diversi settori. L’Osservatorio definirà le priorità, individuerà i soggetti interessati e le fonti di finanziamento, oltre che le misure per rimuovere gli ostacoli all’adattamento. Al seguente link sono disponibili tutte le informazioni sul PNACC.

 

MASE – 10 milioni per progetti di adattamento ai cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo

 

Il MASE ha firmato il 22 dicembre u.s. un accordo con la Banca Mondiale per l’erogazione di 10mln di euro al Fondo di Adattamento del Protocollo di Kyoto e dell’Accordo di Parigi, per finanziare progetti e programmi concreti di adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo particolarmente vulnerabili. Il contributo italiano risponde all’impegno preso a Glasgow dai Paesi donatori di raddoppiare l’impegno finanziario sull’adattamento ai cambiamenti climatici entro il 2025 e colloca l’Italia tra i principali donatori al Fondo (61 milioni dal 2015). Al seguente link sono disponibili tutte le informazioni.

 

ISPRA – Rapporto Rifiuti Urbani Edizione 2022

 

Al seguente link è disponibile il Rapporto Rifiuti Urbani Edizione 2022, che presenta i dati relativi all’anno 2021.

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali – Attestazione d’idoneità delle caratteristiche dei veicoli e delle carrozzerie mobili

 

In allegato la deliberazione n. 9 del 15 dicembre 2022 del Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali, relativa all’attestazione d’idoneità delle caratteristiche dei veicoli e delle carrozzerie mobili. Nello specifico, sono state apportate delle modifiche all’Allegato alla delibera n. 6 del 9 settembre 2014, che è stato sostituito con l’allegato “A” alla presente deliberazione. Per quanto riguarda le modalità di compilazione, il servizio di compilazione e trasmissione telematica delle domande e delle comunicazioni all’Albo consentirà la generazione del modello precompilato di attestazione contenente tutte le informazioni presenti nel sistema informatico fornite con la compilazione dell’istanza. Il Responsabile tecnico dovrà quindi verificare ed integrare tale modello con le informazioni mancanti ed eventuali altre informazioni di dettaglio prima della sottoscrizione.

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali – Adeguamento della capacità finanziaria per le imprese iscritte alla categoria 6

 

Il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha emanato la deliberazione n. 8 del 15 dicembre 2022, in vigore dal 20 dicembre 2022, con cui ha rivisto i requisiti di capacità finanziaria necessari per l’iscrizione alla categoria 6 – Trasporto transfrontaliero di rifiuti dell’Albo Gestori Ambientali.

Gli importi di capacità finanziaria sono fissati

  • per i veicoli di massa superiore a 3,5 ton: €000 per il primo veicolo ed € 5.000 per ogni veicolo aggiuntivo;
  • per i veicoli di massa fino a 3,5 ton: €000 per il primo veicolo ed € 900 per ogni veicolo aggiuntivo.

Le domande di iscrizione presentate prima del 20 dicembre 2022 sono istruite e deliberate secondo le previgenti disposizioni.

 

 

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali: Circolare n. 10 del 21 dicembre 2022 – Chiarimento sulle tempistiche del procedimento di rinnovo dell’iscrizione

 

Il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha chiarito con la circolare n.10 del 21 dicembre 2022, in allegato, che i tempi per la conclusione del procedimento amministrativo di rinnovo dell’iscrizione sono dimezzati (come disposto dal d.m. 120/2014 all’articolo 22, comma 2), ma ciò non vale per la prestazione della garanzia finanziaria che l’impresa deve presentare entro 90 giorni dalla comunicazione della Sezione regionale di conclusione dell’istruttoria di rinnovo.

VA_05-18877_2022-0002 MIT Esenzione DGSA – Rif. 0040141.21-12-2022 leg.19.pdl.camera.730.19PDL0016220 DL Proroghe in GU Deliberazione n.9 del 15_12_2022 (attestazione idoneità veicoli e carrozzerie mobili) Deliberazione n.8 del 15_12_2022 (Adeguamento capacità finanziaria cat. 6) Circolare n.10 del 21.12.2022 (Tempistiche di conclusione del procedimento in caso di rinnovo) Avviso investimento 1.1 e 1.2_CUP [3069]

Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,  089.200842([email protected] )

 

 




ENERGIA | Energy Release: online su sito GSE la funzionalità per stipula contratto

Segnaliamo l’avvenuta pubblicazione, sul sito istituzionale del GSE, dell’Avviso volto ad informare gli operatori assegnatari che è attiva, sul portale Energy Release, la funzionalità per la stipula del contratto per differenza, secondo le modalità previste dalle Disposizioni tecniche di funzionamento.

 

Per maggiori dettagli, invitiamo a consultare la news disponibile al link https://www.gse.it/servizi-per-te/news/energy-release-online-la-funzionalita-per-la-stipula-del-contratto.




ENERGIA | Avviso Hydrogen Valleys: realizzazione impianti di produzione idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse in Campania. Proposte progettuali entro il 28 febbraio 2023.

Con Decreto Dirigenziale n. 02 del 10/01/2023, pubblicato nel BURC n. 3 del 10 gennaio 2023, è stato approvato l’avviso pubblico finalizzato alla selezione di proposte progettuali volte alla realizzazione di impianti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse localizzate nella Regione Campania, da finanziare nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 2 “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, Investimento 3.1 “Produzione in aree industriali dismesse”, finanziato dall’Unione Europea – NEXT GENERATION EU.

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di tutte le dimensioni, che intendono realizzare i seguenti interventi:

  1. a) uno o più elettrolizzatori per la produzione di idrogeno rinnovabile e relativi sistemi ausiliari necessari al processo produttivo, comprensivi di eventuali sistemi di compressione e di stoccaggio dell’idrogeno;
  2. b) uno o più impianti addizionali asserviti agli elettrolizzatori di cui alla lettera a), comprensivi di eventuali sistemi di stoccaggio dell’energia elettrica.

Ai fini dell’ammissibilità, i suddetti interventi devono essere:

  1. a) finalizzati alla produzione di idrogeno rinnovabile;
  2. b) avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Per data di avvio si intende la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento, oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare attrezzature, o di qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l’investimento, a seconda di quale condizione si verifichi prima. L’acquisto di terreno e i lavori preparatori quali la richiesta di permessi o la realizzazione di studi di fattibilità, non sono considerati come avvio dei lavori. In caso di acquisizioni, per avvio si intende il momento di acquisizione degli attivi direttamente collegati allo stabilimento acquisito;
  3. c) ultimati entro i termini indicati dall’avviso,
  4. d) realizzati nel rispetto il Principio “non arrecare un danno significativo” (DNSH) di cui al PNRR, nonché rispettare gli ulteriori parametri indicati dall’articolo 5 dell’avviso.

Sono ammissibili i costi di investimento direttamente collegabili e funzionali alla realizzazione degli interventi, relativi all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, nella misura necessaria alle finalità del progetto di investimento oggetto della richiesta di agevolazioni (opere murarie, macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate riguardanti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, progettazione degli impianti, direzione dei lavori, collaudi di legge e oneri di sicurezza connessi con la realizzazione del progetto).

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura competitiva, valutativa a graduatoria, secondo i criteri di valutazione di cui all’appendice B. 2 dell’avviso. Le agevolazioni sono concesse, nella forma del contributo a fondo perduto, sulla base dell’offerta formulata dal soggetto proponente, ovvero dal soggetto capofila in caso di progetto congiunto, in sede di presentazione della domanda di agevolazione, secondo quanto precisato dal bando.

Le domande di agevolazione devono essere presentate dal soggetto proponente, ovvero dal soggetto capofila in caso di progetti congiunti, a decorrere dalle ore 09:00 dell’11 gennaio 2023 e fino alle ore 09:00 del 28 febbraio 2023, mediante invio a mezzo PEC al seguente indirizzo: [email protected]

Per ulteriori approfondimenti, invitiamo a consultare la documentazione normativa e la modulistica necessaria per la presentazione delle proposte progettuali.

Avviso bando Hydrogen valleys

Modulo domanda

Modulo informativa privacy

DSAN info Antimafia

https://www.regione.campania.it/regione/it/news/regione-informa/pnrr-hydrogen-valleys-avviso-pubblico

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano    089.200841     [email protected])




CREDITO |DL Aiuti Quater: interventi supporto liquidità imprese colpite dal caro bollette

È stato approvato ieri, dalla Camera dei Deputati, il DDL di conversione in legge del decreto-legge 18 novembre 2022, n. 176 cd. DL Aiuti-quater.

Com’è noto, il provvedimento fa seguito ai precedenti DL aiuti, e stanzia circa 9,1 miliardi di euro per finanziare prioritariamente interventi contro il caro energia, a seguito dell’autorizzazione chiesta e ottenuta in Parlamento per il ricorso all’indebitamento nell’anno 2022 per lo stesso importo (pari alla differenza tra l’andamento tendenziale – 5,1% e quello programmatico, confermato al 5,6%).

Come per i precedenti, la principale direttrice del provvedimento rimane la necessità di affrontare la crisi energetica e rafforzare la sicurezza negli approvvigionamenti di gas (allegata nota di approfondimento completa delle misure introdotte), anche rilanciando la produzione nazionale di idrocarburi (c.d. gas release).

Il Decreto dispone interventi anche sul fronte della liquidità, al fine di supportare le imprese colpite dal caro bollette. In particolare, contiene una disposizione tesa a favorire la rateizzazione delle bollette da parte delle imprese con utenze collocate in Italia. Tali imprese, con riferimento ai consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023, possono richiedere ai fornitori la rateizzazione degli importi dovuti a titolo di corrispettivo per la componente energetica di elettricità e gas naturale ed eccedenti l’importo medio contabilizzato, a parità di consumo, nel periodo di riferimento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021.

L’adesione al piano di rateizzazione, per i periodi corrispondenti, è alternativa alla fruizione dei crediti d’imposta per la spesa per energia e gas introdotti dal DL in esame e di quelli di cui all’articolo 1 del DL Aiuti-ter relativi ai mesi di ottobre e novembre 2022.

I fornitori, decorsi 30 giorni dal ricevimento della domanda da parte delle imprese clienti, hanno l’obbligo di offrire loro una proposta di rateizzazione, che preveda un numero di rate mensili compreso tra dodici e trentasei e, ove applicato, un tasso di interesse non superiore al rendimento dei BTP di pari durata, ma solo in presenza:

  • dell’effettiva disponibilità, da parte di almeno una compagnia assicurativa autorizzata all’esercizio del ramo credito e cauzioni, a stipulare, con l’impresa che richiede la rateizzazione e nell’interesse del fornitore, una copertura assicurativa sull’intero credito rateizzato (in caso di inadempimento di 2 rate, anche non consecutive, l’impresa aderente al piano di rateizzazione decade dal beneficio);
  • dell’effettivo rilascio, da parte di SACE, di una riassicurazione a favore della compagnia di assicurazione di cui al precedente punto, ai sensi dell’articolo 8, comma 3 del DL 21/2022. Le compagnie già convenzionate con SACE sono: Generali Italia; Compagnia Italiana di Previdenza, Assicurazioni e Riassicurazioni; Società Reale Mutua di Assicurazioni; SACE BT; Cattolica Assicurazioni.

Tale riassicurazione – da poco operativa a seguito dell’autorizzazione comunitaria e tesa a coprire il 90% degli indennizzi generati dagli inadempimenti delle imprese clienti con fatturato fino a 50 milioni – viene prorogata dal Decreto, in linea con quanto proposto da Confindustria, al fine di coprire le fatture emesse fino al 30 giugno 2024 (invece dell’iniziale 30 giugno 2023) e relative a consumi energetici effettuati fino al 31 dicembre 2023 (invece che fino al 31 dicembre 2022).

A copertura di tale misura, il Decreto innalza da 2 a 5 miliardi di euro per il 2022 la dotazione della sezione speciale del Fondo istituito presso il MEF dall’art. 1, co. 14 del DL Liquidità (DL n. 23/2020).

Si dovranno ora attuare, con la massima tempestività, le modifiche introdotte dal DL Aiuti-ter, che ha rimosso la soglia di 50 milioni di euro di fatturato e previsto, a determinate condizioni, la gratuità della riassicurazione di SACE.

Viene attenuato, dunque, rispetto a quanto previsto dalle prime bozze del provvedimento, l’impatto della misura sui fornitori di energia. L’obbligo in capo a tali imprese di concedere rateizzazioni è confermato, ma sussiste solo in presenza di una totale copertura assicurativa del rischio di inadempimento (copertura a sua volta favorita dalla presenza di una riassicurazione pubblica concessa da SACE).

Tuttavia, per le imprese fornitrici resta la questione del maggiore fabbisogno di liquidità connesso all’eventuale rateizzazione.

Al riguardo, a sostegno delle esigenze di liquidità dei fornitori di energia elettrica e gas derivanti dai piani di rateizzazione concessi, il Decreto, nel ribadire che gli stessi fornitori possono richiedere finanziamenti bancari assistiti dalla garanzia SACE – alle condizioni e nei termini di cui all’articolo 15 del c.d. DL Aiuti (lo schema denominato “SupportItalia”) – proroga quella stessa garanzia fino al 31 dicembre 2023, in coerenza con la recente proroga del Quadro Temporaneo.

Per assicurare maggior supporto alle imprese fornitrici, andrebbe valutato un rafforzamento dello schema SupportItalia a loro beneficio. In particolare, oltre a valutare un innalzamento delle attuali coperture, si dovrebbe prevedere la gratuità della garanzia e la garanzia dovrebbe estendersi a copertura dei finanziamenti concessi a imprese che presentino posizioni deteriorate, escluse le sofferenze.

Infine, con una scelta che desta perplessità e lascia adito a dubbi interpretativi e operativi non risolti durante l’iter di conversione in legge, la norma subordina il rilascio della garanzia a favore dei fornitori a due condizioni riferite alle imprese clienti. Si prevede infatti che:

–           l’impresa che richiede la rateizzazione non deve aver approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso degli anni nei quali si procede al riconoscimento della rateizzazione stessa in suo favore, nonché di ogni altra impresa -con sede in Italia – del medesimo gruppo. Qualora tali imprese abbiano già distribuito dividendi o riacquistato azioni al momento della richiesta, l’impegno è assunto per i 12 mesi successivi;

–           l’impresa aderente al piano di rateizzazione deve assumere l’impegno di gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali e di non trasferire le produzioni in siti collocati in Paesi extra-Ue.

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