Autonomia, un altro stop di Comuni e Province / Scontro sulle modifiche
Folgiero / “Fincantieri al centro di un futuro sostenibile e green”
Crediti superbonus banche e assicurazioni spazio per altri 17 miliardi
Le imprese contro l’orario corto / Salari più alti senza costi aggiuntivi
LAVORO | DL Milleproroghe. Misure a favore dei lavoratori fragili
Premessa
Con legge 24 febbraio 2023, n. 14 (pubblicata nella GU n. 49 del 27 febbraio 2023) è stato convertito il DL 29 dicembre 2022, n. 198 (cd Milleproroghe).
L’articolo 9 del testo di legge riporta le proroghe di termini in materie di competenza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, tra le quali il tema dei lavoratori fragili (cfr. nostra informativa dello scorso 28 febbraio)
Lavoratori fragili come definiti nel DM 4 febbraio 2022
Il comma 4ter dell’art. 9 proroga al 30 giugno 2023 il termine del 31 marzo 2023 previsto dalla legge di bilancio per il 2023 (art. 1, comma 306), scadenza fino alla quale “il datore di lavoro assicura lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione compresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi di lavoro vigenti, senza alcuna decurtazione della retribuzione in godimento. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni dei relativi contratti collettivi nazionali di lavoro, ove più favorevoli”.
Le risorse finanziarie alle quali fa riferimento il seguente comma 4quater (analogamente a quanto faceva il comma 307 della legge di bilancio per il 2023) non sono relative a eventuali riconoscimenti per i datori di lavoro del settore privato ma esclusivamente a quanto necessario per la sostituzione del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche, affetto dalle patologie e condizioni individuate dal decreto ministeriale sopra richiamato.
Genitori di figli infraquattordicenni
Il comma 5ter del medesimo articolo 9 proroga al 30 giugno 2023 il termine previsto dall’art. 10, comma 2, della legge n. 52/2022 “con riferimento alla disposizione di cui al punto 2 dell’allegato B annesso al medesimo decreto-legge”.
Il punto 2 dell’allegato B fa riferimento all’art. 90, commi 1 e 2, del decreto-legge 19 maggio 2020,n. 34 (convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77).
Le previsioni oggi prorogate e contenute nei commi 1 e 2 della legge 77/2020 riguardano innanzitutto i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.
Per questi soggetti la legge prevede il diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione
Lavoratori dichiarati fragili dal medico competente
La norma sopra richiamata, nella seconda parte del comma 1, estende il diritto ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 83 del presente decreto, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa.
Per questi lavoratori la legge prevede il diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in modalità agile, sulla base delle valutazioni dei medici competenti.
Osservazioni
Le due disposizioni avevano già formato oggetto di precedenti proroghe ed avevano formato oggetto di commenti da parte del nostro Sistema centrale.
In particolare, era stato commentato il rapporto tra eventuali previsioni contrattuali contenute negli accordi individuali relativi alla gestione del lavoro agile e la previsione normativa del “diritto” allo svolgimento del lavoro agile, sia pure al ricorrere delle altre condizioni previste dalla legge.
La legge, nel prorogare il diritto al lavoro agile, non consente al datore di lavoro di escludere da questa modalità esecutiva della prestazione i lavoratori che versino in una delle condizioni previste dalla legge e sopra richiamate.
Ovviamente, resta fermo lo strumento di gestione del lavoro agile, individuato dalla legge nell’accordo individuale (e, a suo tempo, anche nella previsione unilaterale emergenziale).
Nessuna norma ha modificato la legge 81/2017 o introduce un diritto a svolgere il lavoro agile in modo integrale ed esclusivo, soluzione che contrasterebbe tanto con la previsione della legge ordinaria (che lo configura in alternanza al lavoro in ufficio, posto che la prestazione lavorativa viene eseguita in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno) quanto con il diritto del datore di lavoro di disciplinarne le modalità con misure unilaterali.
Deve, quindi, ritenersi che la proroga del diritto al lavoro agile prevalga laddove il lavoratore che versa in una delle condizioni di legge sia stato escluso dal fruire di periodi di lavoro agile.
Stante l’identità della situazione, si conferma quindi l’indicazione a suo tempo prospettata, con la nuova scadenza del 30 giugno 2023.
Ovviamente, occorre che il lavoratore faccia valere il diritto, trovando altrimenti applicazione quanto convenuto in via contrattuale.
Una differente soluzione, che pretendesse di individuare nella norma prorogata le basi per lo svolgimento della prestazione di lavoro esclusivamente in modalità agile, non troverebbe quindi riscontro in alcuna fonte normativa.
INTERNAZIONALIZZAZIONE | PROGRAMMI WEBINAR Africa Business Lab – III edizione, 14 e 15 marzo 2023
Confindustria Assafrica & Mediterraneo in collaborazione con Agenzia ICE e SACE organizza la terza edizione del progetto Africa Business Lab, un ciclo gratuito di incontri rivolti alle PMI italiane interessate ad operare sui mercati africani con una strategia di internazionalizzazione più strutturata.
Il Percorso informativo prevede due webinar di approfondimento ed aggiornamento economico sui mercati africani. Gli incontri si terranno online il 14 e 15 marzo, dalle 15.00 alle 17.30.
In allegato i Programmi.
A seguito del percorso informativo multisettoriale, seguirà un percorso di formazione dedicato al settore Agribusiness, che si svolgerà in aula virtuale dal 22 al 24 marzo ore 10.00.
In allegato i dettagli dell’iniziativa.
Le aziende interessate a partecipare al percorso informativo e/o al corso di formazione agribusiness, potranno iscriversi al seguente link, dandone informazione ai nostri uffici.
all.ti
FISCALE | Cessione crediti: audizione Confindustria. Proposte azioni per smaltimento ampio stock crediti fiscali già maturati dai contribuenti
Confindustria è stata audita dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati sui contenuti del decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11, recante misure urgenti in materia di cessione dei crediti (cd. DL Cessioni) e che apporta modifiche dirompenti alla disciplina dei cc.dd. bonus edilizi, eliminando tout court – e senza un ragionevole spazio transitorio – le forme di utilizzo alternative alle detrazioni.
Confindustria evidenzia come far venir meno in poche ore una disciplina – già in parte depotenziata e su cui facevano affidamento numerose famiglie ed imprese – mini l’affidamento, la capacità di programmazione e lo spazio di investimento di tutti gli operatori coinvolti.
Innanzitutto, secondo Confindustria, è urgente agire sul regime transitorio e tutelare i soggetti che, in piena buona fede, alla data del DL, avevano già avviato l’iter dei lavori, nonché quelli che risultino particolarmente “meritevoli” per le finalità o per i contesti peculiari in cui si collocano.
La seconda urgenza è quella di garantire lo smaltimento (tramite cessioni) dell’ampio stock di crediti già maturati, il cui ammontare è stimato in circa 19 miliardi di euro. A tal fine, il settore manifatturiero rappresentato da Confindustria dà ampia disponibilità a fare la propria parte, tramite piattaforme affidabili e certificate, nelle operazioni di acquisto di crediti delle imprese fornitrici prive di adeguata capienza fiscale.
Chiusa la fase emergenziale, un più ampio progetto di revisione degli incentivi dovrà essere valutato anche nel contesto degli obiettivi di decarbonizzazione ed efficienza energetica del settore immobiliare. È infatti indispensabile avviare una strategia sostenibile per il bilancio pubblico, stabile e duratura, per accompagnare in modo graduale e costante la transizione green.
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])
all.to
AGEVOLAZIONI | Piattaforma SPIN: supporto alle imprese interessate a realizzare progetti di ricerca e sviluppo. Individuazione agevolazioni fruibili
Informiamo che è nuovamente attiva SPIN, la piattaforma ideata e promossa da Confindustria in collaborazione con lo “Sportello Matematico per l’industria italiana” del CNR, per fornire un valido sistema di supporto alle decisioni per imprese con un progetto di Ricerca e Sviluppo.
Utilizzando questo strumento, l’utente sarà informato delle agevolazioni presenti ed attive in tema ed avrà la possibilità di testare il reale effetto dei diversi strumenti fiscali. Tramite un semplice percorso di inserimento dati guidato, l’impresa potrà visualizzare le agevolazioni applicabili alle diverse voci del proprio piano di investimento e a conoscere lo sgravio economico derivante dall’utilizzo della totalità di tali strumenti. Di seguito riportiamo alcune misure considerate ed i corrispondenti riferimenti normativi:
- Credito d’imposta R&S&I (Art. 1, co. 200 – 202 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 e Legge 30 dicembre 2021, n. 234 e successive modificazioni; Decreto MiSE 26 maggio 2020);
- Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali e 4.0 (Art. 1, co. 1051 – 1058 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 e Legge 30 dicembre 2021, n. 234; Allegati A e B Legge 11 dicembre 2016, n. 232 e successive modificazioni dalla Legge 30 dicembre 2021);
- Credito d’imposta formazione 4.0 (Art. 1, co. 1064, lettere i) e l), Legge 30 dicembre 2020, n. 178);
- Patent box (Art. 1, co. 37- 45, Legge 23 dicembre 2014, n. 190 e successive modificazioni);
- Nuova Sabatini (Art. 11-ter DL 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla Legge 23 luglio 2021, n. 106).
- Nuovo Patent Box (Art. 6 DL 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2021, n. 215, così come successivamente modificato dalla Legge 30 dicembre 2021, n. 234.; Provvedimento Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 febbraio 2022.)
SPIN nasce per le imprese ed è compilabile esclusivamente in forma anonima: ogni elaborazione potrà essere salvata e stampata dall’utente ma il sistema non tratterrà in alcun modo i dati inseriti.
L’accesso è possibile a questo link https://www.supportoricercainnovazione.it/
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])
ENERGIA | Ministero Ambiente e Sicurezza avvia iter con Ue su proposta decreto incentivo a tariffa e contributo fondo perduto Comunità Energetiche Rinnovabili
ll Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha avviato l’iter di notifica con l’Unione Europea sulla proposta di decreto che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. La proposta di decreto dovrà ora attendere il via libera della Commissione Ue necessario per l’entrata in vigore.
La proposta è incentrata su due misure:
- un incentivo in tariffa
- e un contributo a fondo perduto.
I benefici previsti riguardano tutte le tecnologie rinnovabili, quali ad esempio il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e le biomasse.
Chi vorrà associarsi in una configurazione di autoconsumo potrà ottenere una tariffa incentivante sulla quota di energia condivisa da impianti a fonti rinnovabili. La potenza finanziabile è pari a complessivi cinque gigawatt (GW), con un limite temporale fissato a fine 2027.
Riguarderà invece solo le comunità realizzate nei comuni sotto i cinquemila abitanti, la misura che permette l’erogazione di contributi a fondo perduto fino al 40% dell’investimento. L’intervento può riguardare sia la realizzazione di nuovi impianti che il potenziamento di impianti già esistenti: in questo caso la misura è finanziata con 2,2 miliardi di euro del PNRR e punta a realizzare una potenza complessiva di almeno due giga watt e una produzione indicativa di almeno 2.500 gigawattora ogni anno. Chi otterrà il contributo a fondo perduto potrà chiedere di cumularlo con l’incentivo in tariffa.
Gruppi di cittadini, condomini, piccole e medie imprese, ma anche enti locali, cooperative, associazioni ed enti religiosi: chi sceglierà di associarsi ad una Comunità, dovrà innanzitutto individuare sia un’area dove realizzare l’impianto con tecnologie rinnovabili che altri utenti connessi alla stessa cabina primaria.
Inoltre sarà necessario un atto costitutivo del sodalizio che abbia come oggetto sociale prevalente i benefici ambientali, economici e sociali. Il soggetto gestore della misura è il GSE che potrà verificare preliminarmente l’ammissibilità dei soggetti interessati al fine di garantire la possibilità concreta di accedere ai benefici della misura.
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])
all.to