UCRAINA | Database per le manifestazioni di interesse delle imprese per la ricostruzione dell’Ucraina. RACCOLTA ADESIONI

Nell’ambito dell’attività sul processo di ricostruzione dell’Ucraina, Confindustria ha attivato il Database “REBUILD UKRAINE” finalizzato alla raccolta dei profili delle aziende interessate a questo importante obiettivo.

In questa fase preliminare, i settori interessati sono quelli prioritari segnalati dalle controparti ucraine: infrastrutture logistiche, edili ed energetiche (comprese le reti di trasporto dell’energia), metallurgia, meccanica e macchinari (con particolare riferimento a quelli agricoli, per la trasformazione alimentare, per il tessile e la lavorazione del legno), le energie rinnovabili, l’industria dell’aerospazio, difesa e sicurezza, sanità.

Vi invitiamo a promuovere tale strumento presso le vostre associate attraverso il quale le imprese potranno esplicitare attività, prodotti e servizi che potrebbero contribuire a sostenere il Paese dalla fase emergenziale (fast recovery) alla futura ricostruzione anche nella prospettiva di medio-lungo termine.

Il database verrà utilizzato per mettere a disposizione delle Istituzioni nazionali e delle controparti ucraine impegnate nel processo di ricostruzione le informazioni relative al contributo potenziale del nostro sistema industriale in questo ambito.

Lo strumento poggia su Piattaforma GO! di Confindustria. Per inserire la manifestazione, ciascuna azienda potrà effettuare la registrazione cliccando sul box “Sign Up” e completare il profilo aziendale (Profile editor) dedicato, una volta confermata la registrazione all’iniziativa. La compilazione è richiesta in lingua inglese.

Si informa che i profili aziendali confluiranno nel box “Database”, il quale sarà visibile esclusivamente da parte di Confindustria nonché da ciascun soggetto iscritto.

Di seguito il link del Database “REBUILD UKRAINE”: https://go.confindustria.it/rebuild-ukraine-data-base-of-italian-companies?ee=66

INVITIAMO LE AZIENDE CHE SI REGISTRERANNO A DARCENE CORTESE EVIDENZA (Monica De Carluccio, [email protected]) AL FINE DI MONITORARE LA PRESENZA NEL DATABASE DI ASSOCIATE A CONFINDUSTRIA SALERNO.




AMBIENTE | Roadshow CONAI 2023 – Webinar del 31.3.2023 MUD

Al nastro di partenza il Roadshow Conai 2023.

Il prossimo 31 marso si terrà il primo webinar della rassegna annuale in materia ambientale, programmata in relazione alle esigenze info-formative delle aziende associate.

Come noto, lo scorso 10 marzo 2023, è stato adottato il nuovo DPCM recante l’approvazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale per l’anno 2023. A tal proposito ed allo scopo di assicurare un approfondimento delle novità normative che interessano l’adempimento in questione è stato fissato per il prossimo 31 marzo 2023, dalle ore 10.00, un webinar sulle novità del modello unico ambientale.

Di seguito il programma

 

31 marzo 2023, 10:00-12:00

Come compilare il MUD, Modello Unico di Dichiarazione ambientale 2023, e inviarlo telematicamente. 

Le novità e le modalità di compilazione per i produttori di rifiuti, i trasportatori e i gestori di impianti. 

Criticità emerse dalle aziende, consigli pratici e suggerimenti alle imprese.

Domande & Risposte.

 

Link per iscriversi

https://www.eventbrite.it/e/registrazione-roadshow-conai-webinar-sul-nuovo-mud-2023-596573496387

 

Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile,  089.200842([email protected] )




AMBIENTE | Resoconto settimanale Ambiente 20-24 marzo2023

MASE: Pubblicato in Gazzetta decreto per presentazione MUD

 

Ricordiamo che il 10 marzo u.s. è stato pubblicato in GU il Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri 3 febbraio 2023, recante l’approvazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) per l’anno 2023, che sarà utilizzato per le dichiarazioni riferite all’anno 2022. In base all’articolo 6 della Legge 25 gennaio 1994 n.70, il termine per la presentazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale (MUD) è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione e, pertanto, la presentazione del MUD dovrà avvenire entro il giorno 8 luglio 2023. Per gli anni successivi resta fermo il termine del 30 aprile di ogni anno per la presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale, come disposto ai sensi dell’art.6, comma 2 della citata legge n.70 del 1994.

Al seguente link è disponibile il Decreto con i relativi allegati.

Infine, si riporta di seguito una prima analisi delle principali modifiche che sono state apportate alla modulistica per il MUD 2023, cui seguirà una comunicazione ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica su tutte le modifiche effettuate.

 

  • Sezione anagrafica – scheda RIC (da compilarsi a cura di chi effettua operazioni di preparazione per il riutilizzo, riciclaggio finale:
  1. alla sezione vetro è aggiunto il CER 150106;
  2. alla sezione plastica sono aggiunti i CER 150105 e 150106;
  3. alla sezione carta e cartone sono aggiunti i CER 150105 e 150106;
  4. alla sezione metalli è aggiunto il CER 150106.

 

  • Comunicazione imballaggi – sezione Consorzi – scheda STIP (da compilarsi a cura di Conai e dei consorzi/produttori organizzati autonomamente per la raccolta degli imballaggi):
  1. alla voce PLASTICA sono aggiunte le bottiglie in PET.

 

  • Comunicazione imballaggi – sezione Consorzi – scheda Cons – totale rifiuti raccolti e avviati al recupero e riciclo:
  1. è aggiunta la voce ” Se il codice è 150102, barrare se si tratta di bottiglie in PET “.

 

  • Comunicazione rifiuti urbani – Scheda RU (da compilarsi a cura dei soggetti che svolgono il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e dai soggetti che si occupano della raccolta di rifiuti urbani conto terzi presso le utenze non domestiche e che si avvalgono di quanto disposto dall’art. 198, comma 2-bis del d.lgs 152/2006):
  1. al CER 200108 è richiesto di inserire le quantità di rifiuti urbani da cucina e mensa di provenienza da utenze domestiche;
  2. è inserita una nuova sezione relativa ai RIFIUTI PESCATI.

 

  • Comunicazione rifiuti urbani – Scheda CG (da compilarsi a cura del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani):
  1. inserito maggior dettaglio dei costi operativi variabili;
  2. inserito il fattore di sharing;
  3. sostituito CONAI con “sistemi collettivi di compliance“;
  4. maggio dettaglio sui costi d’uso del capitale;
  5. inserite “Grandezze fisico tecniche“;
  6. modificati i coefficienti di gradualità.

 

Proposta di Direttiva UE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa – Aggiornamento

 

Attualmente, presso la Commissione Politiche UE del Senato, è in discussione la proposta di direttiva sulla qualità dell’aria (rel. Bevilacqua, M5S).

La proposta di direttiva sulla qualità dell’aria richiama i principi stabiliti dalla Commissione europea nel Green Deal europeo e si pone come obiettivo quello di garantire una maggior tutela sanitaria per i cittadini, attraverso il contenimento dell’inquinamento atmosferico. La proposta, quindi, è finalizzata a garantire un’aria più pulita, rafforzando il monitoraggio, la modellizzazione e i piani per la qualità dell’aria, tenuto conto anche delle condanne inflitte all’Italia dalla Corte di Giustizia, in merito al superamento e al mancato rispetto dei valori limite di PM10.

La proposta contiene numerose criticità, che rischiano di impattare in modo significativo sulle attività produttive, per questo Confindustria ha elaborato un Position Paper, predisposto con i contributi dei settori interessati, che verrà utilizzato nelle interlocuzioni nazionali ed europee.

Il documento è disponibile, su richiesta, presso i nostri uffici.

Il richiamato documento è stato veicolato dal Presidente Bonomi al Ministro Pichetto Fratin.

Segnaliamo, infine, che lo stesso è stato trasmesso anche al Parlamento come posizionamento ufficiale di Confindustria sul dossier.

Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati sugli sviluppi.

 

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio – Aggiornamento

 

Il 21 marzo u.s. è iniziato, presso la Commissione Politiche UE del Senato, l’esame della proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio per la verifica dei requisiti di sussidiarietà e proporzionalità.

Il Presidente Terzi Sant’Agata (FdI), relatore, ha precisato che la proposta mira ad aggiornare il quadro normativo dell’UE e fornisce agli Stati membri e alle imprese un quadro normativo armonizzato, volto a:

  • sostenere gli investimenti;
  • ridurre i rifiuti;
  • promuovere il riciclo di alta qualità.

 

In questo contesto, ha specificato che la fabbricazione degli imballaggi, da una parte, rappresenta un’attività economica di grande rilevanza nell’UE ma, dall’altra, è ostacolata da una frammentazione della normativa nazionale che differisce da uno Stato membro all’altro.

A tale proposito, con riferimento alla valutazione sul rispetto del principio di sussidiarietà, ha evidenziato come secondo la Commissione tale principio sia rispettato poiché gli obiettivi ambientali e i problemi legati agli imballaggi non potrebbero essere affrontati in maniera adeguata dai singoli Stati membri, che rischierebbero di frammentare con proprie iniziative individuali il mercato interno. Sempre secondo la Commissione, inoltre, appare rispettato il principio di proporzionalità in quanto le misure prevedono degli interventi minimi per assicurare il raggiungimento degli obiettivi e garantire al contempo la protezione della salute umana e dell’ambiente. La proposta, ha affermato, assicurerebbe altresì all’industria e agli Stati membri la necessaria flessibilità per implementazioni di innovazione o per adeguarsi a specifiche esigenze locali.

 

Il testo è oggetto di esame da parte di 10 Camere dei Parlamenti nazionali dell’UE. Di queste, il Parlamento della Lituania ha già concluso l’iter senza rilevare violazioni dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

 

La Commissione Politiche Ue, vista la rilevanza del tema e viste anche le problematiche sollevate da molte associazioni nazionali ed europee – compresa Confindustria che, come sapete, ha un posizionamento critico rispetto alla Proposta della Commissione – con riferimento all’orientamento verso il riuso degli imballaggi anziché verso il loro riciclo, ha convenuto di svolgere un ciclo di audizioni che, con ogni probabilità, coinvolgerà anche Confindustria.

 

Inoltre, anche la Commissione Politiche Ue della Camera (Rel. Candiani, Lega) ha avviato l’esame della proposta di regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.

Il Relatore Candiani, in particolare, nel corso del suo intervento, ha espresso numerose perplessità sulla proposta di regolamento, che a suo avviso rischia di non rispettare i criteri di sussidiarietà e di proporzionalità, che la Commissione è chiamata a verificare.

 

Nello specifico, l’On. Candiani ha evidenziato come l’individuazione di prescrizioni comuni, ritenute necessarie dalla Commissione per superare tutti i problemi legati al mercato degli imballaggi, rischierebbe di penalizzare gli Stati più virtuosi, quali l’Italia che registra il tasso di riciclo dei rifiuti più elevato dell’intera Unione europea e che, proprio per i rifiuti di imballaggio, ha già superato gli obiettivi europei fissati per il 2025 e il 2030.

 

Inoltre, ha sottolineato come la prevalenza accordata dalla nuova normativa ai sistemi di deposito cauzionale, restituzione e riutilizzo, smantellerebbe di fatto gli ottimi risultati già raggiunti dal nostro Paese con le attività di riciclo. Candiani ha poi stigmatizzato la scelta della Commissione di scartare opzioni regolative che avrebbero lasciato agli Stati membri maggiore flessibilità in ordine alla scelta delle modalità e delle tecnologie da utilizzare per perseguire gli obiettivi previsti nel testo, che avrebbero tenuto conto delle specificità economiche e industriali di ciascun Paese.

 

Il Relatore ha quindi evidenziato come sussistano dubbi anche relativamente al profilo del principio di proporzionalità, visto che la proposta impone significativi oneri per il sistema produttivo che non appaiono pienamente giustificati dagli obiettivi e dai presunti benefici che ne deriverebbero.

 

In conclusione, tenuto conto che il termine per la verifica di sussidiarietà è fissato per il prossimo 25 aprile, al fine di svolgere i necessari approfondimenti, la Commissione ha convenuto di prevedere un breve ciclo di audizioni di rappresentanti del Governo e degli operatori del settore, da svolgere eventualmente insieme alle Commissioni Ambiente e Attività produttive che avvieranno l’esame della proposta la prossima settimana.

Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi.

 

Albo Nazionale Gestori Ambientali – Verifiche di idoneità per Responsabili tecnici – rimozione del numero chiuso

 

In allegato, la comunicazione pervenuta dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali, in relazione alla rimozione del numero chiuso per le verifiche di idoneità per i RT.

La missiva ricorda che entro il 16 ottobre 2023 tutti i Responsabili Tecnici (RT) ammessi al regime transitorio dovranno superare la verifica di aggiornamento per poter proseguire la loro attività.

In base ai dati ad oggi disponibili si ha certezza che entro tale data saranno minimo 13.000 i candidati che dovranno sostenere la verifica (senza calcolare le verifiche iniziali, impossibili ad oggi da prevedere).

Per “dimensionare” l’impatto previsto l’Albo invita a considerare che, nel corso dei 12 mesi del 2022, le Sezioni regionali e provinciali dell’Albo hanno ospitato circa 4.000 candidati

ripartiti su oltre 60 date di verifiche. Al fine di sensibilizzare i soggetti interessati, il 14 febbraio scorso è stata inviata una mail massiva ai 5.200 RT registrati nel sistema per segnalare la suddetta scadenza. Verranno, inoltre, inviate comunicazioni di “reminder” agli stessi soggetti, 180 e 60 giorni prima della scadenza.

Lo scorso 24 marzo, è stata altresì pubblicata una news sul sito istituzionale dell’Albo che segnala la scadenza al fine di agevolare le circa 16.000 imprese iscritte all’Albo nelle categorie 1, 4, 5, 8, 9 e 10 per le quali operano gli RT in regime transitorio.

Inoltre, l’art. 3 della Delibera 1/2020 art. 3 prevede l’invio di PEC alle imprese 60 e 30 giorni prima della scadenza del requisito di idoneità del Responsabile tecnico.

Considerato quanto sopra, il Comitato nazionale ha rilevato la necessità di rimuovere il numero massimo di partecipanti per le verifiche di idoneità.

Il Comitato, sentite le Sezioni regionali e provinciali, valuterà un incremento del numero di sessioni delle verifiche per il 2023.

 

 

 

Restrizione REACH – PFAS: Raccolta dati preliminari di settore in vista della consultazione pubblica – reminder e Webinar ECHA

 

Ricordiamo che, il 7 febbraio u.s. è stato pubblicato il dossier di allegato XV sui PFAS.

È possibile scaricare il dossier con i relativi allegati e appendici al seguente link.

La proposta di restrizione riguarda i PFAS definiti come “Any substance that contains at least one fully fluorinated methyl (CF3-) or methylene (-CF2-) carbon atom (without any H/Cl/Br/I attached to it)” e le condizioni proposte sono:

  • viene messa al bando la produzione, l’uso e l’immissione del mercato dei PFAS come sostanze;
  • i PFAS non possono essere immessi sul mercato in un’altra sostanza, come costituenti di altre sostanze, in miscela o in articoli al di sopra di determinate concentrazioni;
  • ci sarà un periodo transitorio di 18 mesi per l’entrata in vigore;
  • ci sono una serie di deroghe limitate nel tempo (da 5 a 12 anni);
  • le uniche deroghe illimitate riguardano i principi attivi in prodotti biocidi, fitosanitari e medicinali umani e veterinari;
  • tutto ciò che non rientra nei due precedenti casi sarà bandito alla fine del periodo transitorio (es. food contact material per uso consumatore, padelle antiaderenti, cosmetici, prodotti per la casa, ecc.).

La consultazione pubblica sul dossier è stata aperta il 22 marzo u.s. e si avrà la possibilità di fornire commenti sino al 22 settembre 2023.

 

A questo proposito, ricordiamo che il Gruppo di lavoro competente, il GdL REACH, è già stato informato. La consultazione, infatti, rappresenta la possibilità per l’industria di dare informazioni all’ECHA al fine di valutare se quanto proposto nel dossier è corretto o meno, se ci sono delle mancanze, se non sono state valutate in maniera approfondita le conseguenze su un determinato comparto, se le alternative proposte non sono corrette, e così via.

Segnaliamo, quindi, la possibilità di fornire alcune informazioni preliminari attraverso la compilazione del questionario allegato (Questionario PFAS_raccolta dati per Confindustria). Tali dati ci permetteranno di chiarire quali sono i settori impattati ed eventualmente lavorare a una risposta comune da inviare come Confindustria e da utilizzare per gli incontri con le Autorità italiane. Nello specifico, il questionario mira a raccogliere informazioni per settori d’uso. Sarà nostra cura coordinarci con l’associazione di riferimento di un determinato settore.

Per facilitare la compilazione siete invitati a visionare il report di allegato XV da pagina 80 a 137, dove sono presenti le tabelle 8 e 9 che riassumono i settori d’utilizzo e le potenziali alternative dei PFAS, disponibile sempre a questo link.

Vi chiediamo cortesemente di inviare i questionari compilati entro 12 aprile p.v. ai

Infine, segnaliamo che il prossimo 5 aprile è previsto un webinar informativo relativamente alla consultazione pubblica sulla proposta di restrizione sugli PFAS, organizzato da ECHA, Agenzia europea delle sostanze chimiche.

Ai seguenti link sono disponibili tutte le informazioni:

News about the consultation

Info session

 

Tutela dei consumatori e Diritto alla riparazione: presentate le due Direttive

 

Il 22 marzo u.s. la Commissione Europea ha presentato le due restanti proposte dell’Agenda europea per i consumatori 2020, vale a dire:

  1. la nuova Proposta di direttiva relativa a norme comuni che promuovono la riparazione dei beni. La proposta è volta a garantire che un maggior numero di prodotti venga riparato nell’ambito della garanzia legale e che i consumatori dispongano di opzioni più semplici ed economiche per riparare prodotti tecnicamente riparabili quando la garanzia legale è scaduta o quando il bene non è più funzionante a causa dell’usura.
  2. la Proposta di direttiva sulla fondatezza e la comunicazione di asserzioni ambientali esplicite (Direttiva Green Claims). Secondo la proposta, quando le aziende scelgono di presentare una “dichiarazione verde” sui propri prodotti o servizi, dovranno rispettare norme minime su come sostanziare tali affermazioni e su come comunicarle.

In allegato trovate i due testi della Commissione, che impongono alle imprese ulteriori obblighi nel settore dei consumatori/sostenibilità che interagiscono (e in alcuni casi si sovrappongono) con la direttiva sulla progettazione ecocompatibile e sui prodotti sostenibili.

 

In particolare, relativamente ai punti principali delle due proposte, segnaliamo:

 

  1. Proposta di direttiva relativa a norme comuni che promuovono la riparazione dei beni:
  • La proposta introduce un nuovo “diritto alla riparazione” per i consumatori, sia all’interno che all’esterno della garanzia legale;
  • l’obbligo di riparazione è compreso tra 5 e 10 anni dopo l’acquisto, a seconda del tipo di prodotto e della sua base giuridica in altri atti. Ulteriori norme saranno adottate nell’ambito della direttiva sulla progettazione ecocompatibile;
  • nell’ambito della garanzia legale, i venditori saranno tenuti a offrire la riparazione, tranne quando è più costosa della sostituzione;
  • oltre alla garanzia legale,i consumatori avranno a disposizione una nuova serie di diritti e strumenti per rendere la “riparazione” un’opzione facile e accessibile:
  • diritto per i consumatori di richiedere la riparazione ai produttori, per prodottitecnicamente riparabili ai sensi del diritto dell’UE, come, ad esempio, una lavatrice o un televisore. Ciò garantirà che i consumatori abbiano sempre qualcuno a cui rivolgersi quando scelgono di riparare i loro prodotti, oltre a incoraggiare i produttori a sviluppare modelli di business più sostenibili;
  • obbligo dei produttori di informare i consumatorisui prodotti che sono obbligati a riparare autonomamente.
  • È prevista una piattaforma di riparazione di matchmaking online per mettere in contatto i consumatori con riparatori e venditori di beni ricondizionati nella loro zona. La piattaforma consentirà ricerche per posizione e standard di qualità, aiutando i consumatori a trovare offerte interessanti e aumentando la visibilità per i riparatori;
  • Un modulo europeo di informazione sulla riparazione che i consumatori potranno richiedere a qualsiasi riparatore, portando trasparenza alle condizioni e al prezzo della riparazione e rendendo più facile per i consumatori confrontare le offerte di riparazione;
  • Inoltre, l’UE svilupperà uno standard di qualità europeo per i servizi di riparazione per aiutare i consumatori a identificare i riparatori che si impegnano per una qualità superiore. Questo standard di “riparazione facile” sarà aperto a tutti i riparatori dell’UE disposti a impegnarsi a rispettare standard minimi di qualità, ad esempio in base alla durata o alla disponibilità dei prodotti;
  • la proposta beneficia di una clausola sul mercato unico per evitare che gli Stati membri procedano alla sovra regolamentazione.

 

  1. Proposta di direttiva sulla fondatezza e la comunicazione di asserzioni ambientali esplicite (Direttiva Green Claims):
  • Rientra nel campo di applicazioni ogni azienda con più di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di euro di fatturato;
  • La proposta riguarda affermazioni esplicite, come ad esempio: “maglietta realizzata con bottiglie di plastica riciclate“, “consegna con compensazione di CO2“, “imballaggi realizzati con il 30% di plastica riciclata” o “protezione solare rispettosa dell’oceano“. Mira, inoltre, ad affrontare la proliferazione di etichette e di nuove etichetteambientali pubbliche e private. Copre tutte le dichiarazioni volontarie sugli impatti ambientali, gli aspetti o le prestazioni di un prodotto, servizio o del commerciante stesso. Tuttavia,esclude le indicazioni che sono coperte dalle norme dell’UE esistenti, come l’Ecolabel UE o il logo degli alimenti biologici, poiché le leggi attuali garantiscono già che queste indicazioni regolamentate siano affidabili;
  • prima che le aziende comunichino ai consumatori uno qualsiasi dei tipi di “dichiarazioni ecologiche”, tali indicazioni dovranno essere verificate in modo indipendentedimostrate con prove scientifiche. Nell’ambito dell’analisi scientifica, le aziende identificheranno gli impatti ambientali effettivamente rilevanti per il loro prodotto, oltre a identificare eventuali compromessi, per fornire un quadro completo e accurato;
  • diverse regole assicureranno che i reclami vengano comunicati in modo chiaro. Ad esempio, le dichiarazioni o le etichette che utilizzano un punteggio aggregatodell’impatto ambientale complessivo del prodotto non saranno più consentite, a meno che non siano stabilite dalle norme dell’UE. Se i prodotti o le organizzazioni venissero confrontati con altri, tali confronti dovrebbero essere basati su informazioni e dati equivalenti;
  • la proposta regolerà anche le etichette ambientali. Attualmente ci sono almeno 230 etichette diverse. Per controllare la proliferazione di tali etichette, non saranno consentiti nuovi sistemi di etichettatura pubblici, a meno che non siano sviluppati a livello dell’UE, e qualsiasi nuovo sistema privato dovrà mostrare ambizioni ambientali più elevate rispetto a quelli esistenti e ottenere una pre-approvazione per essere autorizzato. Esistono regole dettagliate sulle etichette ambientali in generale: devono anche essere affidabili, trasparenti, verificate in modo indipendente e riviste regolarmente;
  • gli Stati membri sono invitati a fornire sostegno finanziario e assistenza tecnica se le imprese che non rientrano nel campo di applicazione desiderano essere incluse. Inoltre, la Commissione sosterrà le imprese mettendo a disposizione finanziamenti per fornire dati a sostegno di richieste solide e sviluppare strumenti di calcolo per le PMI;
  • gli “enti legittimati”, come le organizzazioni dei consumatori, potranno intentare azioni legali per tutelare gli interessi collettivi dei consumatori;
  • infine, la direttiva si basa su un’armonizzazione minima.

Sarà nostra cura tenervi aggiornati.

 

Scenari e valutazioni di impatto economico degli obiettivi Fit for 55 per l’Italia – Trasmissione studio Confindustria-RSE

 

Trasmettiamo in allegato lo studio, frutto della collaborazione tra Confindustria e Ricerca sul Sistema Energetico – RSE SpA, che è stato presentato il 21 marzo u.s. in Confindustria.

Verifiche di idoneità per Responsabili tecnici – rimozione del numero chiuso_45305.24-03-2023 (1) Questionario PFAS_raccolta dati per Confindustria Proposal for a Right to Repair Directive Proposal for a Directive on Green Claims




INTERNAZIONALIZZAZIONE | Webinar Legge tedesca due diligence supply chain_Obblighi e opportunità fornitori italiani. 13.04.23 h 10-11:30

La Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) organizza per il prossimo 13 aprile, dalle 10 alle 11.30 il Webinar – LkSG (legge tedesca sulla due diligence della supply chain) per un’economia giusta e sostenibile: obblighi e opportunità per i fornitori italiani

 

Perché dal 1 gennaio 2023 sempre più clienti tedeschi hanno iniziato a richiedere ai propri fornitori italiani informazioni sulla loro performance di sostenibilità?

 

Perché per le aziende tedesche con più di 3.000 dipendenti è entrata in vigore la legge sulla due diligence della supply chain (LkSG), che impone loro una serie di adempimenti per aumentare la trasparenza in un’ottica di attenzione agli impatti sociali e ambientali lungo tutta la catena di approvvigionamento.

 

Per i fornitori italiani non ha senso limitarsi a soddisfare i requisiti di legge, dal momento che la Commissione europea ha già adottato una bozza di direttiva comunitaria e che quindi a breve anche l’Italia dovrà recepire l’emananda direttiva. In Germania la LkSG è già realtà, dando ai fornitori italiani l’occasione di allinearsi in modo sostenibile e di assicurarsi così vantaggi competitivi a livello internazionale.

 

Le specialiste dello JARO Institut für Nachhaltigkeit und Digitalisierung e.V. illustreranno con un approccio pratico sia gli obblighi derivanti dalla nuova normativa per le aziende tedesche sia le implicazioni per i loro fornitori italiani.

 

Di seguito i dettagli e il link di adesione al webinar

 

LkSG (German supply chain due diligence law) for a just and sustainable economy:

Obligations and opportunities for Italian suppliers

 

che si terrà il 13.04.23 dalle ore 10:00 alle ore 11:30 su Microsoft Teams in lingua inglese.

 

Per maggiori informazioni e iscrizioni cliccare qui.

 




AMBIENTE | Green Med Symposium 2023 –  3 – 4 – 5 Maggio 2023 – Stazione Marittima di Napoli

Si terrà dal 3 al 5 maggio, presso la Stazione Marittima di Napoli, l’edizione 2023 del Green Med Symposium.

Si tratta di una tre giorni dedicata alla transizione ecologica e digitale, durante la quale si parlerà di Sud e lotta ai cambiamenti climatici, acqua, suolo, energia ed economia circolare, dando spazio a momenti di informazione ed educativi.

L’evento è, perciò, strutturato in sette “distretti”, ognuno dedicato a un tema.

Per tutte le informazioni relative all’organizzazione dell’evento, è possibile consultare il seguente link:

https://greenmedsymposium.it/index.php/eventogms/

 

Per prenotare uno spazio o per organizzare un evento all’interno della manifestazione in parola, tutte le informazioni necessarie sono disponibili al link seguente

https://greenmedsymposium.it/index.php/lpespositori/

 




SCARICA LA SELEZIONE DEGLI ARTICOLI

https://www.confindustria.sa.it/selezione-articoli-27-3-2023/




Evento Filiere 05/04/2023 – 50 anni Confindustria Campania – sede Confindustria Salerno inizio registrazione ore 9.00

Mercoledì 5 aprile nella sede di Confindustria Salerno, con inizio registrazione ore 9.00, avrà luogo l’evento “La forza della filiera e il suo ruolo strategico nell’economia italiana”, organizzato nell’ambito delle iniziative territoriali di celebrazione del cinquantennale di Confindustria Campania.

Si allega il programma dei lavori, chiedendo – per motivi organizzativi – di confermare l’adesione su [email protected]

filieradefinitivo




LAVORO | Webinar Progetto salute e Sicurezza sul Lavoro 4.0: 28 marzo p.v. ore 10.30

Vi informiamo che il 28 marzo p.v. alle ore 10.30 si terrà il webinar informativo relativo al Progetto Salute e Sicurezza sul Lavoro 4.0, come da programma allegato.

Il webinar è organizzato dal nostro Sistema centrale insieme a Confindustria Campania, SFC e Sicurezza 4.0 startup dell’Università Sapienza di Roma.

Il Progetto Salute e Sicurezza sul Lavoro 4.0, diretto alle imprese associate, è volto a migliorare l’azione di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, offrendo soluzioni e strumenti decisivi nel processo evolutivo della cultura della sicurezza sul lavoro.

Il ricorso alla tecnologia e un attivo processo di digitalizzazione delle informazioni hanno permesso lo sviluppo, da parte della startup Sicurezza 4.0, di quattro App innovative: Audio Safety, Vigilanza 4.0, Safety Control e SicurAPP. Si tratta di App che aiutano a gestire con semplicità gli obblighi informativi nei confronti dei lavoratori e sono disponibili su diversi strumenti (tablet, computer, smartphone etc.).

Nel webinar verranno definiti gli utilizzi e i vantaggi del Progetto e l’uso delle App.

Di seguito il link di registrazione al webinar:

https://events.teams.microsoft.com/event/7a9946d6-9d62-49ca-8505-68b4033e2f33@73c8736c-2942-4f42-89c0-62323b0c30b9

 

All.to

WEBINAR PROGETTO SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

Francesco Cotini  089200815  [email protected]




SCARICA LA SELEZIONE DEGLI ARTICOLI

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INTERNAZIONALIZZAZIONE | Webinar “Export verso la Russia: restrizioni, sviluppi e soluzioni operative”/27 marzo dalle ore 14:30 alle 15:30

Il prossimo 27 marzo 2023 dalle ore 14:30 alle 15:30 si terrà il webinar “Export verso la Russia: restrizioni, sviluppi e soluzioni operative”, organizzato da ANIMA Confindustria in collaborazione con Easyfrontier. L’incontro vedrà la partecipazione di Fulvio Liberatore, Rappresentante di Confindustria e di BusinessEurope nel Trade Contact Group della Commissione Europea, e di Nicola Ortu, Segretario di Legazione presso la Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese – Unità di crisi per le imprese Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

In particolare verranno trattati i seguenti temi:

  • Lo stato dell’arte delle restrizioni al commercio verso la Russia: restrizioni oggettive, soggettive e finanziarie
  • Dual use, quasi dual use e restrizioni all’economia russa: diverse tipologie di interventi a fronte di un unico obiettivo
  • Le fonti: regolamenti, FAQ, disposizioni interne, autorizzazioni
  • L’analisi delle restrizioni per una valutazione precisa delle opportunità commerciali in essere
  • Strumenti e metodi per un commercio sicuro anche oltre la Russia

L’evento è gratuito e a numero chiuso.

PER PARTECIPARE: