AMBIENTE | report settimanale ambiente 10-14 luglio 2023

Materie prime critiche – Audizione Ministro Urso

Il Ministro Urso è intervenuto giovedì 13 luglio us., presso la Commissione Industria del Senato, sulla proposta di regolamento sulle materie prime critiche.

Nel suo intervento si è concentrato inizialmente sui dati di contesto, sottolineando l’elevato rischio di approvvigionamento, dato dal fatto che per molte materie prime l’Europa dipende quasi esclusivamente dalle importazioni, nonché dalla previsione che tale fabbisogno sia destinato ad aumentare in modo esponenziale nei prossimi anni, in quanto legato allo sviluppo e diffusione alle tecnologie necessarie per gli obiettivi di decarbonizzazione. In questo contesto, la circolarità dei materiali e il rafforzamento dell’efficienza possono attenuare, in una certa misura, il previsto aumento della domanda ma non risolvere il problema.

Urso ha poi sottolineato che l’obiettivo sia quello di fare dell’Italia il Paese leader in Europa nel riciclo di materie prime critiche.

Inoltre, il Ministro ha ricordato che l’Italia possiede 16 delle 34 materie prime critiche (cobalto, nichel, litio e rifiuti minerari abbondanti) ma che si trovano in miniere chiuse oltre 30 anni fa per il loro impatto ambientale e per la mancanza di margini di guadagno. Occorre quindi ora investire e riattivare queste potenzialità, come richiesto dalla proposta di regolamento comunitario.

Nel corso delle repliche, il Ministro ha anticipato che, prima della pausa estiva, nei primi giorni di agosto, il Governo presenterà un decreto-legge sulla microelettronica, il Chips act italiano, primo in Europa e in sintonia con quello europeo, per individuare una strategia nazionale sulla microelettronica.

 

Materie prime critiche – rottami ferrosi: Aggiornamento obblighi di previa notifica

Con il decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 recante “Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina”, sono state introdotte disposizioni in tema di approvvigionamento di materie prime critiche.

In particolare, l’articolo 30 del suddetto DL detta una specifica disciplina per l’ipotesi di esportazioni al di fuori dell’Unione Europea, prevedendo uno specifico obbligo di notificazione. Tale disposizione prevede, inoltre, che i rottami ferrosi, anche non originari dell’Italia, costituiscano materie prime critiche, e che la loro esportazione sia soggetta all’obbligo di notifica. Al seguente link sono disponibili tutte le informazioni a riguardo, compresa la circolare con i chiarimenti e il modulo per la notifica.

Inoltre, sempre con riferimento all’obbligo di notifica per l’export di rottami ferrosi di cui all’art. 30 del DL 21/2022, convertito dalla Legge 51/2022, segnaliamo che, come previsto dalla Legge del 3 luglio 2023 n. 87 di conversione di tale DL, il regime di previa notifica dell’esportazione di materie prime critiche è stato prorogato al 2026.

Per quanto riguarda i rottami ferrosi (dichiarati materie prime critiche soggette all’obbligo di previa notifica), quindi, se la quantità della spedizione è superiore alle 250 tonnellate, o se la somma delle operazioni nel mese solare è superiore a 500 tonnellate, la previa notifica ai ministeri (MISE e MAECI) andrà effettuata 60 giorni prima dell’operazione (anziché 20) fino al 31 dicembre 2026.

 

Fondo per il Clima – Insediato Comitato di indirizzo

Il 13 luglio u.s. si è insediato il Comitato di indirizzo del Fondo italiano per il Clima, il principale strumento pubblico nazionale per perseguire gli obiettivi assunti dal nostro Paese nell’ambito degli accordi internazionali su clima e ambiente. Con l’insediamento del Comitato, di fatto, si dà avvio alle attività, agli interventi e alla definizione delle priorità di investimento.

A tal fine, il Comitato di indirizzo ha dato mandato all’organo gestore del fondo, Cassa depositi e prestiti, di predisporre il piano di attività sulla base degli indirizzi strategici approvati.

 

European Sustainability Reporting Standard – Consultazione CE e aggiornamento lavoro EFRAG

Il 7 luglio u.s. si è chiusa la consultazione della Commissione Europea, aperta il 9 giugno u.s., sugli atti delegati per l’adozione del primo set di standard – ESRS per le grandi imprese di tutti i settori – per il report di sostenibilità, disciplinato dalla Corporate Sustainability Reporting Directive 2022/2464/EU).

Confindustria ha risposto alla consultazione insieme a Business Europe evidenziando che, nonostante i miglioramenti intervenuti nell’atto delegato (applicazione del principio di materialità a tutte le informazioni; molte informazioni complesse divenute volontarie; alcune dovranno essere fornite solo dopo uno o due anni; maggiore allineamento con gli standard ISBB) gli standard proposti contengono ancora una grande quantità di informazioni sulla sostenibilità che dovranno essere raccolte e comunicate con un onere significativo per le imprese. Sono state quindi richieste ulteriori semplificazioni.

 

Inoltre, è stata inviata una nota politica di accompagnamento alla risposta, disponibile in allegato, nella quale in sintesi:

 

  • si giudica positivamente l’ampia applicazione del principio di rilevanza per individuare le informazioni da rendicontare, chiedendo però alla CE di favorire la massima coerenza dell’intero quadro normativo sulla finanza sostenibile dell’UE (fornire orientamenti al settore finanziario che tengano conto del principio di materialità degli ESRS).

Infatti, in assenza di uno stretto collegamento tra le informazioni sulla sostenibilità che banche, assicurazioni e finanziatori sono obbligati a richiedere alle imprese, in attuazione delle specifiche discipline di settore,  e quello che le stesse dichiareranno in osservanza dei principi degli ESRS, il vantaggio legato al principio di rilevanza, che alleggerisce gli oneri delle imprese,  sarà vanificato in quanto le stesse dovranno comunque fornire ulteriori informazioni per non essere escluse dal credito o dai mercati finanziari.

 

  • si chiede che la Commissione garantisca che l’impresa che comunica informazioni sulla sostenibilità in conformità con gli ESRS, sia considerata conforme anche agli standard globali.

 

La Commissione Europea prevede ora di adottare formalmente l’atto delegato venerdì 28 luglio p.v. Ci saranno poi 2 + 2 mesi di periodo di controllo sull’atto in seno al Parlamento europeo e al Consiglio. Se non vi saranno obiezioni gli ESRS entreranno in vigore entro la fine di dicembre 2023 e si applicheranno dal 1º gennaio 2024.

 

Per completare il quadro, evidenziamo che l’EFRAG sta attualmente:

 

  1. elaborando delle guidance per l’attuazione del primo set di standard che attengono in particolare l’esecuzione della valutazione di materialità e come raccogliere le informazioni sulla catena del valore. Il lavoro dovrebbe terminare intorno a settembre/ottobre prossimi;

 

  1. proseguendo la stesura del secondo set di ESRS con lo standard per le PMI quotate (LSME) e delle linee guida volontarie per altre PMI (VSME), che dovrebbero essere definiti intorno alla terza settimana di ottobre per poi essere sottoposti alla consultazione pubblica il prossimo novembre. Per quanto riguarda quelli settoriali specifici, due standard sono in fase di stesura più avanzata – Mining e Oil&Gas – e saranno probabilmente approvati dall’EFRAG in ottobre e pubblicati poi per la consultazione pubblica; sono invece ancora in fase di elaborazione le altre norme settoriali sul trasporto stradale e agricoltura.

La scadenza della CSRD del giugno 2024 per l’adozione degli standard settoriali specifici e per le PMI quotate sarà molto probabilmente rivista e ritardata.

 

Vi aggiorneremo nelle prossime settimane sugli sviluppi.

 

Rifiuti Tessili e Alimentari – Proposta di aggiornamento della Direttiva europea sui Rifiuti

Lo scorso 5 luglio la Commissione Europea ha presentato una proposta di aggiornamento della Direttiva Rifiuti 2008/98/CE (in allegato), incentrata sui rifiuti tessili e i rifiuti alimentari.

In particolare, per quanto riguarda i rifiuti tessili, il provvedimento prevede l’introduzione di regimi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). I produttori copriranno i costi di gestione del fine vita dei tessili, a finanziamento della raccolta differenziata, delle operazioni di cernita e del riciclo nei casi in cui non potranno essere utilizzati.

Per quanto riguarda i rifiuti organici, invece, la proposta di Direttiva prevede obiettivi di riduzione della produzione di rifiuti alimentari per tutti gli Stati membri al 2030, in particolare una riduzione del 10 % rispetto al 2020 nelle fasi di lavorazione e produzione di alimenti, e una riduzione del 30% rispetto al 2020 nella fase di vendita al dettaglio e consumo.

 

Aggiornamento dossier europei – Ripristino della natura, Ecodesign, IED, veicoli fuori uso

Di seguenti aggiornamenti sui dossier europei:

  • Legge sul ripristino della natura

Nella giornata di mercoledì 12 luglio il Parlamento Europeo, seduto in sessione plenaria, ha adottato la sua posizione sulla legge europea sul ripristino della natura con 336 voti a favore, 300 contrari e 13 astensioni. Il voto per respingere la proposta della Commissione non è passato (312 voti contro 324 e 12 astensioni).

I deputati hanno sottolineato come il ripristino dell’ecosistema sia fondamentale per combattere il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità e nella riduzione dei rischi per la sicurezza alimentare.

Nel dettaglio, la nuova legge imporrà di contribuire al raggiungimento degli impegni internazionali dell’UE, in particolare al quadro globale sulla biodiversità delle Nazioni Unite di Kunming-Montreal. Con il loro voto favorevole i deputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di attuare misure di ripristino entro il 2030 per almeno il 20% di tutte le aree terrestri e marine dell’UE.

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore del regolamento, la Commissione dovrà valutare l’eventuale divario tra le esigenze finanziarie del restauro e i finanziamenti UE disponibili e studiare soluzioni per colmare tale divario, in particolare attraverso un apposito strumento UE.

 

 

  • Regolamento Ecodesign

Lo scorso mercoledì 12 luglio, nella sessione Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, gli eurodeputati si sono riuniti per votare il Regolamento sulla Progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibile, c.d Regolamento Ecodesign.

La relazione è stata approvata con 473 voti a favore, 110 voti contrari.

Il regolamento Ecodesign ha l’obiettivo generale di istituire un quadro di criteri per il design dei prodotti sostenibili, sostituendo la direttiva del 2009 e allargandone il campo di applicazione. In questo modo, l’UE tenta di stabilire requisiti di sostenibilità ambientale per un maggior numero di merci immesse sul mercato comune. Si prevede anche di introdurre un passaporto digitale, con informazioni sulla composizione dei prodotti. L’etichetta dovrebbe renderli più facili da riparare e riciclare. In più, favorirebbe la tracciabilità di sostanze pericolose al loro interno o lungo la filiera.

Nella prossima fase le tre istituzioni dell’UE, il Parlamento, la Commissione e il Consiglio si riuniranno nei cosiddetti triloghi per iniziare il dialogo interistituzionale sul testo.

 

  • Direttiva Emissioni Industriali (IED)

Lo scorso mercoledì 12 luglio, nella sessione Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, gli eurodeputati sono stati chiamati al voto per decidere l’approvazione della Direttiva sulle Emissioni Industriali.

La relazione è stata approvata con 396 voti a favore, 102 voti contrari e 131 astenuti. Il dossier sarà, già a luglio, oggetto delle discussioni interistituzionali tra le tre istituzioni, cosiddetti triloghi.

Durante il voto sono stati anche rivisti i limiti rigidissimi proposti dalla Commissione, che avrebbero portato alla chiusura gli allevamenti medio-piccoli. 

 

  • Nuova Proposta di revisione della Commissione Europea: Regolamento sui veicoli fuori uso

Il 13 luglio 2023 la Commissione ha proposto un nuovo regolamento sui veicoli fuori uso, a seguito di una revisione. In linea con il Green Deal europeo e con il Piano d’azione per l’economia circolare, la proposta di regolamento sui veicoli fuori uso si basa su due direttive esistenti e le sostituisce: Direttiva 2000/53/CE sui veicoli fuori uso e Direttiva 2005/64/CE sull’omologazione dei veicoli a motore per quanto riguarda la loro riutilizzabilità, riciclabilità e recuperabilità.

Le nuove norme proposte coprono tutti gli aspetti di un veicolo, dalla sua progettazione e immissione sul mercato, fino al suo trattamento finale a fine vita:

 

  • migliorare la progettazione circolare dei veicoli per facilitare la rimozione di materiali, parti e componenti per il riutilizzo e il riciclaggio;
  • garantire che almeno il 25% della plastica utilizzata per costruire un veicolo provenga dal riciclo (di cui il 25% da veicoli fuori uso riciclati);
  • recuperare un maggior numero di materie prime di migliore qualità, tra cui CRM, plastica, acciaio e alluminio;
  • garantire che i produttori siano finanziariamente responsabili dei veicoli quando diventano rifiuti, per assicurare un adeguato finanziamento delle operazioni di trattamento obbligatorio dei veicoli fuori uso e incentivare i riciclatori a migliorare la qualità;
  • porre fine alla “scomparsa” dei veicoli, attraverso un maggior numero di ispezioni, l’interoperabilità dei sistemi nazionali di immatricolazione dei veicoli, una migliore distinzione dei veicoli usati da quelli a fine vita e il divieto di esportare veicoli usati non idonei alla circolazione stradale;
  • coprire un maggior numero di veicoli e ampliare gradualmente le norme UE per includere nuove categorie.

 

Di seguito il testo della proposta: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=COM%3A2023%3A451%3AFIN&qid=1689318552193 e  il relativo comunicato stampa: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_23_3819

 

ISPRA – Pubblicato il rapporto “Lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia: secondo rapporto sui dati regionali”

Segnaliamo che al seguente link è disponibile il secondo rapporto sulle bonifiche dei siti regionali redatto da ISPRA, che illustra e analizza i dati relativi ai procedimenti di bonifica aggiornati al 31 dicembre 2020. I dati sono stati ricavati da MOSAICO, il database nazionale sui procedimenti di bonifica, popolato da SNPA, dalle Regioni e Province Autonome, nel quale sono censiti tutti i procedimenti in corso (16.199) e quelli conclusi (18.823).

Nel dettaglio, nel rapporto sono analizzati gli stati di avanzamento del procedimento e lo stato di contaminazione dei siti con procedimenti in corso, le modalità di chiusura di quelli conclusi, l’età dei procedimenti e la loro durata. Sono esaminati altresì i tipi di procedura adottati a norma di legge, i soggetti titolari del procedimento e la distribuzione territoriale dei procedimenti.




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