LAVORO| Terzo incontro del Ministro del lavoro con le parti sociali in merito all’emergenza caldo
Facciamo seguito alle nostre precedenti informative
del 24 e 26 luglio u.s. per rappresentare le conclusioni della riunione recentemente tenutasi con il Ministero del lavoro sulle misure per affrontare il tema della emergenza “caldo”.
Il Ministero aveva fatto pervenire una bozza di protocollo, sostanzialmente analoga alla precedente, che non ha formato oggetto di specifico confronto nel merito.
Nel corso della riunione, il nostro Sistema centrale e le altre parti di rappresentanza delle imprese hanno confermato la contrarietà ad un protocollo limitato solo al tema caldo e non ampliato al tema emergenze in generale, previ adeguati approfondimenti, soprattutto di ordine metodologico.
È stata, inoltre, manifestata la necessità che il protocollo svolga una funzione di semplificazione degli obblighi del datore di lavoro e – data la natura emergenziale degli eventi da considerare – che, in linea con la logica di straordinarietà alla base del protocollo sul Covid19, parta dal presupposto che la valutazione dei rischi, in queste ipotesi, non può restare in capo a ciascuna singola impresa, alla quale viene invece rimesso, in questi casi, esclusivamente l’adeguamento alle valutazioni e indicazioni emanate dagli organi dell’emergenza, da modulare secondo le peculiarità attraverso il protocollo aziendale e sulla base di un generale protocollo nazionale.
Il sindacato, con diversi distinguo, ha complessivamente manifestato condivisione per l’idea del protocollo pur evidenziando, sul tavolo e nel documento presentato dal Ministero, l’assoluta carenza di temi decisivi (molti dei quali, peraltro, richiederebbero l’intervento legislativo) e di una adeguata vincolatività per le imprese (sul modello dei divieti di lavoro adottati da alcune regioni nel periodo dell’emergenza).
Verificati l’indisponibilità alla sottoscrizione del protocollo proposto ed il diverso approccio dei rappresentanti presenti al tavolo, il Ministero, a sintesi e conclusione della riunione, ha evidenziato che il protocollo è un metodo di lavoro in logica preventiva rispetto agli eventi emergenziali e le situazioni climatiche e non è destinato a sostituire la normativa.
Ha evidenziato – sulla scia delle osservazioni del sindacato – che il protocollo favorisce il confronto e la nascita di buone pratiche sul piano pattizio mentre, con riferimento alle osservazioni dei rappresentanti delle imprese, ha sottolineato che, sul piano del metodo, lo strumento del protocollo è un utile strumento di confronto alla ricerca di un equilibrio tra obblighi di legge e buone pratiche, un approdo da raggiungere insieme, che non sostituisce gli interventi emergenziali adottati da Parlamento/Governo.
Su queste basi, secondo il Ministero, quindi, il tavolo resta aperto e proseguirà con confronti ad hoc con le parti (generali – settoriali), in quanto metodo ritenuto valido per affrontare il tema degli eventi avversi (tema più ampio del semplice caldo e del clima).
Sarà nostra cura fornire successive comunicazioni laddove vi dovessero essere ulteriori sviluppi del confronto.
