Proposta di revisione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) – Aggiornamento
La commissione ENVI del Parlamento Europeo ha concluso lo scorso 20 settembre la votazione sul progetto di relazione sulla revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD). Tutti gli emendamenti di compromesso (CA) proposti dal relatore Nils Torvalds (Renew) sono stati adottati.
La relazione è passata con 76 voti a favore, 10 contrari e 6 astensioni. Riportiamo di seguito una breve valutazione su alcuni dei punti chiave. Numerosi, infatti, sono i punti critici presenti nel testo di compromesso che, come Confindustria, non supportiamo, in particolare:
- CA21– Si propongono nuovi regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR, Extended Producer Responsability) che, con questa proposta, si applicano per la prima volta al settore della gestione delle acque, in cui la contaminazione può provenire da molteplici fonti (inquinamento diffuso, compreso l’inquinamento derivante dai consumatori) e può essere trasportata attraverso le frontiere tra Stati. Nel caso della proposta di modifica della Direttiva in esame, ai produttori verrebbe assegnata una responsabilità, senza però avere nessuna possibilità di definire e verificare i costi di gestione degli impianti di trattamento quaternario delle acque reflue urbane. Il regime EPR introdotto dalla proposta, quindi, non appare equo, né tantomeno proporzionato. Il principio di “chi inquina paga” – principio fondamentale alla base della politica ambientale dell’UE – non viene correttamente considerato, dal momento che il campo di applicazione della direttiva riguarda solamente due settori, ai quali sono imputati i costi generati da tutte le parti che contribuiscono alla diffusione di microinquinanti delle acque reflue urbane.
- CA18– Sarebbe opportuno specificare che il monitoraggio riguarda solo i PFAS considerati nella “Somma di PFAS” di cui alla tabella “Parametri chimici” della Parte B dell’Allegato I della Direttiva 2020/2184 (i Pfas, infatti, a seconda della definizione utilizzata, sono un gruppo di 4.000 o 10.000 sostanze, un numero troppo vasto per essere monitorato con precisione).
- CA 27 – Sulla compensazione, collegata alla Responsabilità estesa del produttore. Resta infatti il nesso di casualità per cui gli stati membri hanno il potere di rimettere l’onere della prova con una dimostrazione in negativo al produttore.
- CA23(collegato al CA21 su EPR) – Sarebbe auspicabile, piuttosto che fornire una lista di prodotti, indicare un elenco delle possibili sostanze che li compongono così da evitare per evitare la discriminazione di certi prodotti rispetto ad altri.
- CA31– Dal momento che microplastiche e PFAS saranno oggetto di specifiche restrizioni volte a ridurne/vietarne l’uso, non sembra coerente prevedere dei Sistemi di Responsabilità Estesa per i prodotti che (ancora) conterranno queste sostanze.
In allegato il testo con i compromessi finali e la lista di voto compilata.
PNGR – Proposta di risoluzione su gestione dei rifiuti Sen. Fregolent
Vi informiamo che la Commissione Ambiente del Senato ha ripreso le audizioni in merito alla proposta di risoluzione sull’adeguamento del Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti (PNGR), a firma Fregolent (AZ-IV), in allegato, la quale impegna il Governo a:
- rivedere il programma nazionale di gestione dei rifiuti, indicando i criteri di identificazione degli impianti minimi, indispensabili alla chiusura dei cicli regionali di gestione dei rifiuti urbani;
- dichiarare i fabbisogni impiantistici da colmare a livello territoriale, consentendo al mercato di rispondere alle esigenze infrastrutturali dei territori, anche in ragione del fatto che il PNRR ha evidenziato la necessità di introdurre norme finalizzate a rafforzare l’efficienza e la concorrenza nella gestione dei rifiuti, nella prospettiva di attenuare le lacune impiantistiche ed evitare di destinare risorse alla realizzazione di impianti non necessari.
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.
MASE – Disponibile sezione dedicata alle F.A.Q del portale Bonifiche
Dal 18 settembre u.s. la Direzione Generale uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche del MASE (DG USSRI) ha messo a disposizione nella sezione “Spazio del proponente” un documento contenente le F.A.Q. più ricorrenti in merito al Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 26 gennaio 2023, n. 45 – Regolamento disciplinante le categorie di interventi che non necessitano della valutazione di cui all’articolo 242-ter, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché i criteri e le procedure per la predetta valutazione e le modalità di controllo. In particolare, il documento – disponibile al seguente link – risponde ai quesiti che riguardano aspetti di applicazione del suddetto decreto.
Sentenza Corte di Cassazione in materia di rifiuti – Delega di funzioni e responsabilità del delegante
Segnaliamo la Sentenza 33372/2023 della Corte di Cassazione, che si è pronunciata su un ricorso per violazione della normativa sui rifiuti e, più in particolare, in materia di delega di funzioni e responsabilità penale del delegante. In particolare, i Giudici della Suprema Corte hanno sostenuto che: “La giurisprudenza di legittimità ha sempre confermato in capo ai deleganti la responsabilità per non aver correttamente vigilato sul rispetto della normativa ambientale, in casi come quello in esame, in cui le violazioni della stessa fossero chiaramente percepibili agli occhi dei deleganti i quali, in virtù della posizione di garanzia ricoperta, sono tenuti a monitorare e intercettare le condotte illecite assunte dai delegati (in tema, si veda anche Sez. 4, n. 26279/2015)».
In allegato la Sentenza.
Agenda 2030 – CITE: Approvata nuova Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile
Lo scorso 18 settembre il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) ha approvato la revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. In particolare, adattando gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU al contesto italiano.
La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile mira a raggiungere i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, basandosi sulle “cinque P”: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. Queste guidano 15 scelte strategiche su vari fronti, dalla gestione sostenibile delle risorse all’abbattimento delle emissioni, promuovendo benessere economico sostenibile, contrastando la povertà e favorendo un’occupazione di qualità in una società inclusiva e rispettosa dei diritti umani.
La nuova Strategia introduce poi dei “valori obiettivo” misurati annualmente tramite 55 indicatori di primo livello e 190 indicatori di secondo livello. Nel testo, particolare attenzione è stata data ai tre “vettori di sostenibilità”: coerenza delle politiche, cultura e partecipazione per lo sviluppo sostenibile.
Per l’attuazione della nuova Strategia, il CIPESS (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) ha stanziato circa 17 milioni di euro per l’annualità 2023/2024.
Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link.
Rapporto Catene di fornitura tra nuova globalizzazione e autonomia strategica Centro Studi Confindustria – 22 settembre 2023
Al seguente link è disponibile il Rapporto elaborato dal Centro Studi di Confindustria “Catene di fornitura tra nuova globalizzazione e autonomia strategica” e presentato lo scorso 22 settembre. Segnaliamo inoltre che, il Rapporto è disponibile sia in formato pdf scaricabile, sia navigabile direttamente dal sito per singolo contenuto.
Fondimpresa – Scheda Avviso 4/2023 “Trasformazione Green o Economia Circolare”
Nell’ambito della collaborazione della Fondazione Mai con Fondimpresa, trasmettiamo in allegato la scheda del nuovo Avviso 4/2023 “Trasformazione Green o Economia Circolare”. In particolare, con l’Avviso n. 4/2023, Fondimpresa finanzia Piani formativi condivisi rivolti alle imprese aderenti in materia di Trasformazione Green o Economia Circolare.
La dotazione finanziaria stanziata è pari a 20 milioni di euro ed è suddivisa in due Ambiti:
- Ambito A con progetti di Trasformazione Green secondo le politiche di crescita e sviluppo delineate dalle istituzioni europee nell’ambito del Green Deal (come tutela della biodiversità̀, perseguimento della decarbonizzazione, riduzione dell’inquinamento o digitalizzazione green) è suddiviso in 3 macro Aree quali Nord, centro, sud e Isole;
- Ambito B con progetti di Economia Circolare secondo la disciplina di riferimento contenuta nel Primo Piano d’Azione dell’Economia Circolare (e riguarda tematiche quali approvvigionamento di materie prime, progettazione di soluzioni di eco-design o basate su un approccio di dematerializzazione, riduzione del consumo di risorse o dell’uso di sostanze chimiche, adozione di soluzioni di “sharing economy ecc). Tale ambito è stato pensato per soddisfare le comuni esigenze di aziende aggregate con la logica della filiera.
Sentenza Corte di Cassazione 33372-2023