Ambiente | report settimanale ambiente 4 – 8 settembre 2023
MIMIT – Transizione green: 300 milioni per i programmi di investimento delle imprese
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato 300 milioni di euro a valere sul “Fondo per il sostegno alla transizione industriale”, con l’obiettivo principale di sostenere i programmi di investimento delle imprese nella tutela dell’ambiente. In particolare, tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni, operanti sul territorio nazionale, soprattutto quelle attive nei settori estrattivo e manifatturiero, avranno la possibilità di richiedere agevolazioni nella forma del contributo a fondo perduto per programmi di investimento finalizzati a:
- efficientamento energetico;
- cambiamento fondamentale del processo produttivo;
- installazione di impianti da autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, idrogeno e impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
- riduzione dell’utilizzo delle risorse tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate.
I programmi dovranno prevedere spese ammissibili comprese tra 3 e 20 milioni di euro in totale.
Le richieste di agevolazione potranno essere presentate online presso lo sportello di Invitalia dal 10 ottobre al 12 dicembre 2023.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
ANGA – Aggiornamento normativo: Dal 16/9/2023 nuove regole per la preparazione al riutilizzo in forma semplificata
L’Albo Gestori ambientali informa che dal 16 settembre 2023, entrerà in vigore il Dm n. 119 del 10/07/2023 per l’autorizzazione alla “preparazione al riutilizzo” per i rifiuti, in modalità semplificata ai sensi dell’art.214 ter del D. Lgs.152/2006.
Ai fini dell’avvio dell’attività di preparazione al riutilizzo, in alcuni casi, sarà sufficiente inviare una comunicazione di inizio attività all’ente territorialmente competente: la stessa può avere inizio una volta trascorsi 90 giorni dalla comunicazione e a valle della verifica del rispetto delle condizioni di legge come riportate nel Dm da parte degli Enti Competenti.
Oggetto del regolamento sono:
- Le modalità operative e i requisiti dei soggetti che intendono esercitare l’attività di preparazione per il riutilizzo dei rifiuti in forma semplificata,
- le dotazioni tecniche e strutturali richieste per i Centri di preparazione per il riutilizzo,
- le quantità massime impiegabili, l’origine, i tipi, le caratteristiche e le condizioni specifiche dei rifiuti impiegabili,
- le condizioni specifiche per l’esercizio della preparazione al riutilizzo (ovvero operazioni di controllo, pulizia, smontaggio e riparazione – le cui definizioni sono contenute in Allegato 1).
Il decreto si esprime anche in merito alle esclusioni sull’applicabilità, tra cui, a titolo indicativo, si riportano:
- pile e accumulatori,
- gli pneumatici,
- i RAEE con caratteristiche di pericolo e i rifiuti contenenti ozono-lesivi,
- veicoli fuori uso e tutto quanto non contemplato dall’Allegato 1 dello stesso decreto.
Il centro di preparazione per il riutilizzo si tiene uno “schedario”, suddiviso in 3 sezioni, su cui vanno annotati i dati afferenti ai rifiuti conferiti e alle operazioni su di essi effettuate:
- Conferimento, Sezione A) conferitore, data del conferimento, codice EER, quantità rifiuti conferita;
- Gestione, Sezione B) quantità di rifiuti da sottoporre a preparazione per il riutilizzo, tipologia di operazioni, quantità dei prodotti ottenuti;
- Cessione, Sezione C) quantità/numero di prodotti/componenti ceduti per il riutilizzo, quantità e codice EER destinati ad altri impianti di trattamento.
Le copie dei FIR, ovvero dei DDT, sono conservate allegate allo schedario, con obbligo di tenuta per 5 anni.
Rifiuti radioattivi: pubblicata nuova norma UNI
L’Ente Italiano di Normazione (UNI) ha pubblicato la guida UNI 11918 “Gestione dei rifiuti radioattivi – Rifiuti provenienti dai settori medico-sanitario, industriale e di ricerca – Caratterizzazione e gestione”, il cui obiettivo principale è quello di fornire le linee guida e i principali criteri per garantire una corretta gestione dei rifiuti radioattivi solidi e liquidi, nonché delle sorgenti radioattive sigillate dismesse, prodotte nell’ambito di pratiche, autorizzate all’uso di sorgenti radioattive, nei settori medico-sanitario, industriale e di ricerca. Nel dettaglio, la nuova normativa UNI si concentra specificamente sui rifiuti radioattivi non nucleari, che possono essere generati come risultato di numerose attività, tra cui applicazioni mediche diagnostiche e terapeutiche, attività di ricerca medica, misurazione e controllo dei processi industriali e vari utilizzi di materiali radioattivi nell’ambito dell’agricoltura, dell’esplorazione geologica, dell’edilizia e di altri campi.
Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link
Aggiornamento dossier europei – Ecodesign, IED, Acque Reflue Urbane, Imballaggi, Qualità dell’aria
Di seguito, un aggiornamento in merito ai seguenti dossier UE:
- Regolamento Ecodesign
In seguito al voto in sessione plenaria del Parlamento Europeo dello scorso 12 luglio e all’adozione da parte del Consiglio dell’Approccio Generale lo scorso 22 maggio, la Presidenza Spagnola del Consiglio ha dato il via alle discussioni interistituzionali sul Regolamento.
Durante il primo trilogo, tenutosi lo scorso 30 agosto, i co-legislatori hanno presentato le loro posizioni iniziali; la Presidenza ha notato che la posizione del Parlamento diverge da quella del Consiglio, in particolar modo sui seguenti punti:
- campo di applicazione, dove il Parlamento ha insistito sulla necessità di mantenere l’ampio campo di applicazione proposto dalla Commissione;
- sostanze che destano preoccupazione, per le quali il Parlamento ha sostenuto un livello di protezione più elevato.
La Commissione ha accolto con favore l’ambizione dei co-legislatori di concludere i negoziati entro la fine dell’anno.
Infine, la Presidenza ha indicato che il prossimo trilogo si terrà il 10 ottobre p.v. e il terzo, ed eventualmente ultimo, trilogo il 5 dicembre p.v..
- Direttiva Emissioni Industriali (IED)
In seguito al voto in sessione plenaria del Parlamento Europeo dello scorso 12 luglio e all’adozione da parte del Consiglio dell’Approccio Generale lo scorso 16 marzo, la Presidenza Spagnola del Consiglio ha discusso in sede di Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti) i risultati del primo trilogo, tenutosi il 19 luglio 2023.
I co-legislatori hanno presentato la loro posizione iniziale, mentre il Parlamento ha ricordato la sua posizione unificata sulle disposizioni aggiuntive proposte in materia di informazioni commerciali riservate e sul concetto di dati scientifici coerenti, collegato all’articolo sulla compensazione IED. Per quanto riguarda il bestiame, la Commissione ha ribadito che la sua proposta non riguarderà le piccole aziende agricole a conduzione familiare e che una soglia significativa in questo caso sarà fondamentale. Per quanto riguarda l’applicazione, gli articoli sulle sanzioni e sui risarcimenti sono essenziali per rafforzare la parità di condizioni e per consentire a coloro che hanno subito danni alla salute di chiedere un risarcimento.
La Presidenza ha poi dichiarato di aver ricordato i principali elementi dell’Approccio Generale, ossia la ricerca di un migliore equilibrio tra oneri amministrativi e valore aggiunto, la limitazione delle competenze, le modifiche alle disposizioni sulle sanzioni e l’estensione dell’entrata in vigore di 2 anni.
Il prossimo e secondo trilogo si terrà il 10 ottobre p.v., prima di un terzo e auspicabilmente ultimo trilogo il 28 novembre 2023.
Confindustria sta seguendo con molta attenzione il dossier, in collaborazione con il nostro Governo, evidenziando le numerose criticità che riguardano il comparto industriale e quello dell’allevamento di bestiame, con diverse proposte di correttivi.
- Revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane
In seguito alla conclusione delle negoziazioni nella Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, i deputati della Commissione voteranno, il prossimo 21 settembre, il testo di compromesso del relatore in vista del voto in sessione plenaria il prossimo 16 ottobre.
- Regolamento Imballaggi
A seguito delle numerose discussioni interne nella Commissione ambiente del Parlamento Europeo, il voto del testo di compromesso della relatrice Frédérique Ries (Renew) è stato posticipato nella Commissione ENVI, al prossimo 23-24 ottobre. Conseguentemente, anche il voto in plenaria è ora previsto per la seconda sessione di novembre (21-23 novembre 2023).
Contemporaneamente, continuano le discussioni del dossier in Consiglio, nonostante non sia al momento prevista dalla vigente Presidenza Spagnola, l’adozione di un Approccio generale.
Revisione Direttiva qualità dell’aria
Nella giornata di mercoledì 12 settembre 2023 il Parlamento Europeo, seduto in sessione plenaria, adotterà la sua posizione sulla revisione della direttiva sulla qualità dell’aria. Seguiranno aggiornamenti sull’esito del voto.
Riunioni tecniche ministeri dell’ambiente e collaborazione MASE/Confindustria – Madrid
Lo scorso 7 ed 8 settembre si è svolta a Madrid la riunione tecnica dei dicasteri con competenze sull’Ambiente dei vari Stati membri, al quale ha preso parte anche il nostro Ministero. Di seguito, sinteticamente, i principali temi oggetto dell’incontro e le relative discussioni:
- la discussione sulla nuova proposta di direttiva su Soil Monitoring and resilience;
- la discussione su Packaging and Packaging waste regulation;
- la presentazione delle iniziative della Commissione sul tema Water.
Per quanto riguarda il secondo punto, vale a dire la discussione sul dossier Packaging and Packaging waste regulation, l’Italia ha espresso il proprio favore nei confronti della Direttiva anziché il Regolamento, evidenziando le criticità legate agli obiettivi di riutilizzo e riempimento e al contenuto di materiale riciclato, sottolineando inoltre la necessità di garantire la necessaria flessibilità nell’ambito del raggiungimento degli obiettivi ambientali e di ulteriori valutazioni sugli effetti benefici ambientali del riutilizzo e del riempimento mediante l’analisi del Life Cycle Assessment. Alcuni stati membri, tra cui Malta, Grecia, Polonia, Cipro, Lussemburgo e Romania, hanno condiviso queste preoccupazioni. Anche il Belgio ha espresso il proprio favore nei confronti della direttiva.
Segnaliamo, inoltre che, la proposta non è stata inserita dalla CE tra i dossier prioritari dalla Presidenza spagnola.
Successivamente, sono stati indicati i dossier prioritari della Presidenza Spagnola, vale a dire: Direttiva sulle emissioni industriali (IED); Environmental data reporting; Nature restoration; Shipment of waste; Proposta di direttiva sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.
Infine, per il trilogo, sono stati indicati i seguenti temi: CFC gas, acque reflue, qualità dell’aria, le certificazioni ambientali e le emissioni di CO2 dei veicoli.
DL Asset – Avvio esame
Le Commissioni Ambiente e Industria del Senato lo scorso 5 settembre hanno avviato l’esame del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104, recante disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici, il c.d. DL Asset (in allegato).
In particolare, con riferimento alle norme ambientali, segnaliamo positivamente l’articolo 22 (Conferimento di funzioni in materia di bonifiche e di rifiuti), che prevede la possibilità di delegare alcune funzioni in materia di procedimenti di bonifica, oggi in capo alle Regioni, anche ad altri enti locali, al fine di accelerare alcuni passaggi. Nel merito, tale disposizione è finalizzata a superare la situazione di grave impasse che si è venuta a creare a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 160 del 24 luglio 2023 (in allegato e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 luglio 2023) in materia di ripartizione delle competenze per la bonifica dei siti contaminati.
Con la citata sentenza, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5 della Legge regionale Lombardia n. 30/2006, con la quale veniva delegata ai Comuni la competenza amministrativa in materia di procedure di bonifica, poiché in contrasto con il modello di distribuzione delle competenze definito dal legislatore nazionale nel Testo Unico Ambientale (TUA – d.lgs. 152/2006), confermando che la che la potestà legislativa dello Stato in materia ambientale è esclusiva e, quindi, tale da impedire alle Regioni di derogarvi, in assenza di una specifica autorizzazione dello Stato in tal senso, delegando agli enti locali minori funzioni e poteri in questo ambito.
Negli ultimi anni molte Regioni italiane hanno delegato agli enti territoriali le competenze in materia di bonifica dei siti inquinati; tale delega ha, di fatto, permesso la realizzazione degli interventi di bonifica, favorendo sia la rigenerazione urbana che la riqualificazione del territorio. Per tale ragione, al fine di garantire e fornire una copertura normativa ad un assetto procedimentale ormai consolidato e dimostratosi anche funzionante (in assenza del quale il rischio potrebbe essere quello di bloccare lo svolgimento delle attività di bonifica) si è intervenuti con la suddetta norma, che prevede che: “Le Regioni possono conferire, con legge, le funzioni amministrative di cui agli articoli 194, comma 6, lettera a), 208, 242 e 242-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, agli enti locali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. La medesima legge disciplina i poteri di indirizzo, coordinamento e controllo sulle funzioni da parte della Regione, il supporto tecnico-amministrativo agli enti cui sono trasferite le funzioni, l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Regione, in caso di verificata inerzia nell’esercizio delle medesime. Sono fatte salve le disposizioni regionali, vigenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, che hanno trasferito le funzioni amministrative predette»
In risposta alla sentenza della Corte costituzionale n. 160/2023, quindi, la nuova disposizione (ultimo periodo), richiama le leggi regionali (come appunto quella lombarda), che avevano già negli anni precedenti trasferito ai Comuni le complesse procedure operative di cui all’articolo 242 del d.lgs. n. 152/2006.
Inoltre, la proposta normativa contiene specifiche previsioni finalizzate a consentire un’attività di verifica e controllo delle funzioni delegate, nonché misure organizzative per consentire agli enti locali l’effettivo esercizio delle funzioni.
Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile, 089.200842([email protected]
