Whirlpool-Arcelik, scoglio Antitrust sull’operazione in dirittura d’arrivo
Salario minimo, battaglia sui numeri
Formazione tecnica più forte se legata a imprese e territori
Prysmian/ Investimenti per 2,7 miliardi
Ecomondo, previsti oltre 1.500 espositori
COMUNICAZIONI | Programma 38° Convegno di Capri, 13 e 14 ottobre 2023
I prossimi 13 e 14 ottobre si svolgerà a Capri la 38° edizione del Convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria “Correnti: sfide, contraddizioni, opportunità.”.
Economia del mare, infrastrutture fisiche e sociali, competenze, ricerca, lavoro. Sono questi alcuni degli strumenti di competitività che saranno analizzati nella due giorni
In allegato il programma dei lavori.
IMPAGINATO_PROGRAMMA_CAPRI2023_VERSIONE DIGITALE
Per raggiungere l’isola di Capri e partecipare al Consiglio Centrale e agli eventi del Convegno, la compagnia Alilauro mette a disposizione le seguenti soluzioni di viaggio:
- 12 ottobre 2023, ore 14.30 in partenza dal Molo Beverello di Napoli – Palazzina 1
- 14 ottobre 2023, ore 16.00 in partenza da Capri per il Molo Beverello di Napoli
Per usufruire del viaggio gratuito è necessario registrarsi all’evento.
AGEVOLAZIONI | Slide seminario “Presentazione bandi Brevetti+, Disegni+, Marchi+” martedì 3 ottobre 2023
Pubblichiamo le slide presentate dai relatori intervenuti al seminario di presentazione delle misure agevolative denominate Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, svoltosi in sede lo scorso 3 ottobre.
Ricordiamo le date di apertura degli sportelli, che sono:
- dal 24 ottobre 2023 per Brevetti+ https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/brevetti
- dal 7 novembre 2023 per Disegni+ https://www.disegnipiu23.it/home/
- dal 21 novembre 2023 per Marchi+ https://www.marchipiu23.it/liniziativa.
Slide CICCHETTI 3ott23 Slide invitalia 3ott23
Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano 089.200841 [email protected])
RICERCA | Riforma Codice Proprietà Industriale. Pubblicazione linee guida MIMIT-MUR contratti ente di ricerca – soggetto finanziatore
Lo scorso 8 agosto è stata pubblicata in GU la legge di riforma del Codice della Proprietà industriale (Dlgs. 30/2005 – CPI), che è entrata in vigore il 23 agosto 2023. La legge di riforma (Legge n. 102/2023) costituisce una Milestone all’interno della Missione 1, Componente 2 “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato dal Consiglio dei Ministri in data 29 aprile 2021.
Un elemento di riforma importante, più volte richiamato, riguarda l’intervento sull’art. 65 del CPI con l’abolizione del professor privilege e il riconoscimento della titolarità delle invenzioni agli enti di ricerca di appartenenza dell’inventore. Il comma 5 del nuovo articolo 65 introduce un’eccezione per i casi di attività di ricerca svolta da un ente e finanziata da un soggetto terzo, prevedendo in questi casi che i diritti derivanti dall’invenzione siano disciplinati dagli accordi contrattuali.
Al fine di facilitare tale negoziazione, il MIMIT di concerto con il MUR, ha pubblicato il 2 ottobre scorso il decreto recante le Linee Guida atte a individuare, in modo non vincolante, i princìpi e i criteri specifici per la regolamentazione dei rapporti contrattuali (in allegato le LLGG e il Decreto interministeriale). Si riporta di seguito una breve analisi delle LLGG approvate.
Ferma restando la libertà contrattuale delle parti, più volte richiamata nelle LLGG, i contenuti delle LLGG possono essere presi in considerazione nei casi di attività di ricerca finanziata, in tutto o in parte, da soggetti terzi. Tale attività è definita come quella che si svolge secondo una finalità orientata dal soggetto finanziatore per rispondere a una sua necessità.
Nei principi, le LLGG si pongono come uno strumento utile a trovare un equilibrio tra gli interessi delle parti coinvolte: 1) dell’ente di ricerca, di dare visibilità alla propria attività inventiva e di disseminarne i risultati in modo tale da non pregiudicarne la protezione; 2) dei soggetti finanziatori, di disporre liberamente e fin da subito dei risultati della ricerca commissionata, per valorizzarla sotto il profilo industriale e commerciale.
Le LLGG individuano tre possibili fattispecie contrattuali cui possono essere ricondotti i rapporti di ricerca commissionata individuando per ciascuna fattispecie alcuni elementi peculiari: a) contratto avente ad oggetto attività di servizio; b) contratto avente ad oggetto attività di sviluppo; c) contratto avente ad oggetto attività di ricerca innovativa.
Per ciascuna attività vengono indicati gli elementi di identificazione:
- l’attività di servizio si sostanzia in un’attività routinaria (come l’esecuzione di analisi, sintesi, test, misurazioni, caratterizzazioni, indagini che non prevedano apporti specificamente originali e inventivi da parte dell’Ente) che raramente scaturisce in un’invenzione.
- L’attività di sviluppo ha ad oggetto la ricerca applicativa su progetti di ottimizzazione o selezione di prodotti/processi già in fase di sviluppo presso lo stesso soggetto finanziatore.
- L’attività di ricerca innovativa ha ad oggetto generalmente progetti con una marcata propensione all’innovazione (ricerche che portino alla soluzione di un problema tecnico o ad un nuovo prodotto o nuovo uso di un prodotto/applicazione del soggetto finanziatore).
Il paragrafo 6 delle LLGG indica gli elementi inderogabili che il contratto deve disciplinare sottolineando l’opportunità che tutti gli aspetti del rapporto siano concordati ex ante, in sede negoziale, per evitare possibili conteziosi successivi.
Tra gli elementi da negoziare ex ante e quindi da definire nel contratto si segnala: la natura della prestazione in relazione alla possibilità di ottenere risultati proteggibili con i diritti di PI; la riservatezza delle informazioni; il regime delle conoscenze pregresse (c. background) e quello delle conoscenze attese (c.d. foreground).
In relazione al regime delle conoscenze attese (foreground), le LLGG indicano tre possibili regimi di sfruttamento economico dell’invenzione brevettabile, individuando per ciascuna ipotesi i possibili vantaggi e svantaggi: 1) contitolarità del risultato dell’attività inventiva tra ente e soggetto finanziatore; 2) titolarità esclusiva dell’ente finanziatore; 3) titolarità esclusiva del soggetto finanziatore.
Nei casi di contitolarità e titolarità esclusiva dell’ente finanziatore è fondamentale che le parti, nell’accordo negoziale, definiscano ex ante le modalità e i tempi di trasferimento dell’intera quota in capo al soggetto finanziatore, perché l’interesse allo sfruttamento commerciale dell’invenzione è di esclusivo appannaggio di quest’ultimo (par. 6.6. delle LLGG). È quindi importante che l’ente assuma, sin dalla stipula dell’accordo, l’impegno al trasferimento e vi provveda nelle modalità indicate nel contratto.
ALLEGATO_LINEE_GUIDA_RICERCA_2023DECRETO_INTERMINISTERIALE_SETT_2023
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ENERGIA | Ipotesi rinnovo crediti d’imposta mesi di ottobre e novembre 2023 – stime Confindustria
Confindustria in più occasioni ha ribadito la necessità di non abbandonare lo strumento dei crediti di imposta a sostegno delle imprese sul fronte energetico.
Sulla base di calcoli effettuati, il rinnovo non avrebbe avuto un impatto negativo sulle casse dello Stato potendosi, come vedremo più avanti, utilizzare gli accantonamenti effettuati per il I trimestre 2023 eppure – nonostante i ripetuti appelli di Confindustria al Governo perché si rinnovassero i crediti di imposta per l’energia e il gas anche per il III trimestre 2023 – la nostra richiesta non è stata accolta.
Di seguito sono riportate alcune valutazioni in merito al fabbisogno finanziario relativo al rinnovo delle misure dei crediti di imposta per i mesi di ottobre e novembre 2023.
Nella prima parte della tabella (sotto riportata) sono evidenziati gli accantonamenti di finanza pubblica previsti dal Governo per l’attuazione della misura del credito di imposta per il I e II trimestre del 2023. Confrontando i valori stanziati per la misura, in particolare nel I trimestre, con riferimento alla stima del fabbisogno effettivo (grazie alla consistente riduzione del prezzo dell’energia elettrica nella prima parte del 2023) emerge un “avanzo” di circa 4,94 Mld/€.
Nella seconda parte della tabella è stata effettuata una simulazione del fabbisogno necessario di copertura finanziaria per estendere il meccanismo del credito di imposta al settore manifatturiero (senza distinzione alcuna tra “energivori” e “non energivori” per il settore elettrico e “gasivori” e “non gasivori” per il settore gas) nel caso di una aliquota del 20%, del 15 % e del 10%.
La stima del fabbisogno finanziario sulla base dei prezzi forward per i mesi di ottobre e novembre 2023, con un’aliquota del 20%, è pari a 324 Mln € per il gas e 403 Mln € per l’energia elettrica. La stima del fabbisogno sulla base dei prezzi forward per i mesi di ottobre e novembre 2023, con un’aliquota del 15%, è pari a 243 Mln € per il gas e 303 Mln € per l’energia elettrica mentre, nel caso di un’aliquota del 10%, è pari a 162 Mln € per il gas e 202 Mln € per l’energia elettrica.
In sintesi, l’applicazione di un credito di imposta per i mesi di ottobre e novembre applicato ai consumi manifatturieri gas ed elettricità (senza distinzione di intensità energetica) dei mesi ottobre e novembre 2023 comporterebbe complessivamente il seguente fabbisogno di spesa:
1) Credito di Imposta al 20% un fabbisogno stimabile in 727 Mln/€
2) Credito di Imposta al 15%, un fabbisogno stimabile di 546 Mln/€;
3) Credito di Imposta al 10%, un fabbisogno stimabile di 364 Mln/€.
Analisi copertura della misura in relazione ai residui delle misure energia per i mesi di ottobre e novembre 2023
Con le analisi effettuate viene stimato l’utilizzo dell’“avanzo” pari a 4,94 Mld/€ del primo trimestre 2023 rispetto alle misure previste per il secondo trimestre 2023 dagli articoli 1-4 del DL 34/20231. L’importo di tutte le misure elencate in tabella per il II trimestre ha comportato una stima di spesa pari a 3,6 Mld/€. Considerando il finanziamento a carico del bilancio CSEA (per i bonus sociali) pari a 405 Mln/€, ne deriva un finanziamento a carico della fiscalità generale pari 3,2 Mld/€. Sottraendo quest’ultimo importo dai residui del primo trimestre 2023 pari 4.9 Mld/€, residuano fondi pari a 1,8 Mld/€. Tuttavia, questo calcolo è prudenziale in quanto tra le misure previste dal DL 34/2023 troviamo all’art. 3 (“Contributo in quota fissa in caso di prezzi elevati di gas”) una misura che prevede per il IV trimestre un contributo ai clienti residenziali domestici (non percettori del “bonus sociale”) quanto la media dei prezzi di mercato dovesse superare il valore di 45 €/MWh. Per questa misura sono stati stanziati per il IV trimestre 1 Mld/€: oggettivamente si tratta di una somma fortemente sovrastimata. Infatti, considerando le quotazioni Winter 2023 del TTF gas pari a 50,57 €/MWh e ipotizzando di coprire l’intero consumo domestico del periodo stimabile in circa 92.480.556 MWh (ovvero circa 8,45 Mld/Smc inclusi i consumi domestici con Bonus Sociale) sarebbe necessario un accantonamento non superiore a 515 Mln/€. Questo significa che l’avanzo più probabile, dopo la copertura delle misure per il secondo trimestre ammonterebbe a circa 2,3 Mld/€.
Nella tabella sono inoltre considerati gli importi relativi alle misure per contrastare il “caro energia” previsti dal DL 79/2023. Complessivamente queste misure prevedono un impegno di spesa stimata per 884,31 Mln/€, di cui 110 a carico del bilancio della CSEA che comporta un fabbisogno di finanziamento in termini di fiscalità generale per 774,31 Mln/€, sottraendo quest’ultimo importa dai residui del primo trimestre 2023 pari 4.9 Mld/€, residuano fondi pari a 1,8 Mld/€. Pertanto, considerando gli impegni effettivi di fiscalità generale per il II trim. (3.168,44 Mln/€) e III trim. (774,31 Mln/€) è possibile stimare un residuo di fondi complessivo pari a 997,25 Mln/€ (ovvero 1.477,25 Mln/€, se consideriamo la sovrastima del contributo previsto dall’art 3 del DL 34/2023 “Contributo in quota fissa in caso di prezzi elevati di gas”)
Questi fondi consentirebbero la copertura delle misure di rinnovo del credito di imposta per i mesi di ottobre e novembre 2023 pari a 727 Mln/€ (nel caso di credito di imposta al 20%), a 546 Mln/€ (nel caso di credito di imposta al 15%) e a 364 Mln/€ (nel caso di credito di imposta al 10%).
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