Logistica, Weerts investe in Italia 150 milioni per tre nuovi progetti

selezione articoli_28_09_2023 30




AMBIENTE | RENTRI: “Modalità operative” Post II Consultazione e “Istruzioni per la compilazione” dei modelli di FIR e RCS – Contributo Confindustria

Trasmettiamo, in allegato, il documento contenente le osservazioni di Confindustria e trasmesso al MASE in riscontro alla consultazione avviata dal Ministero a settembre 2023 sul documento tecnico relativo alle modalità operative di cui all’art.21 del D.M. 59 del 2013 (RENTRI),

revisionato alla luce delle osservazioni ricevute nell’ambito della seconda consultazione avviata sul documento. Nel dettaglio, nel documento sono state incluse le osservazioni trasmesse al MASE a giugno u.s., con alcuni commenti e integrazioni (evidenziate in rosso nel testo), che forniscono un aggiornamento rispetto a quanto precedentemente segnalato in relazione all’ultimo documento trasmesso dal MASE.

Inoltre, trasmettiamo, in allegato, il documento trasmesso al MASE in riscontro alla consultazione avviata sul documento “Istruzioni per la compilazione” dei modelli di Formulario di identificazione del rifiuto e Registro cronologico di carico e scarico approvati con Decreto 4 aprile 2023, n.59.

 

IpotesiNuoviAllegatiFIR_rev0 Istruzioni per la compilazione registri e formulari_Osservazioni Confindustria_settembre 2023 Modalità Operative RENTRI Post II Consultazione – Osservazioni Confindustria_settembre 2023




AMBIENTE | Parere AGCM su applicazione dell’art. 238, comma 1 del d.lgs. 152/2006 – Fuoriuscita delle utenze non domestiche dal servizio pubblico

Trasmettiamo, in allegato, il parere dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato sull’interpretazione e applicazione dell’art. 238, comma 10, del d.lgs 152/2006 da parte del gestore del servizio di raccolta dei rifiuti urbani del bacino di Venezia (VERITAS).
Sostanzialmente, VERITAS ha applicato l’articolo 238, comma 10, del d.lgs. 152/2006 riconoscendo:

  • la non applicazione della TARI per quelle utenze non domestiche che scelgono di conferire tutti i rifiuti “simili”, di cui all’allegato L-quater del d.lgs. 152/2006, ad operatori privati per avviarli al recupero;
  • la sola riduzione della quota variabile della TARI per parte dei rifiuti “simili” avviati al riciclo.

L’Autorità ritiene questa modalità di applicazione della norma “un ingiustificato ampliamento della privativa in favore del gestore del servizio pubblico”, privando le utenze non domestiche della loro effettiva facoltà di uscire dal servizio pubblico anche per una sola quota parte dei rifiuti “simili” avviati a recupero presso operatori privati, qualora non trovino sul mercato operatori in grado di trattare tutte le tipologie di rifiuti “simili” da loro prodotti. Inoltre, l’Autorità afferma che, al fine, di non ostacolare la fuoriuscita delle utenze non domestiche dal servizio pubblico e contestualmente di evitare di conferire allo stesso servizio pubblico indebiti vantaggi, le informazioni che le utenze non domestiche sono tenute a rendere note al gestore relativamente ai rifiuti “simili” avviati al recupero con operatori privati devono limitarsi a quanto strettamente necessario.

S4735 Parere




AMBIENTE | Decreto per le autorizzazioni alla preparazione al riutilizzo – Pubblicato in GU

Il Decreto 10 luglio 2023, n. 119, “Regolamento recante determinazione delle condizioni per l’esercizio delle preparazioni per il riutilizzo in forma semplificata, ai sensi dell’articolo 214-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 01/09/2023.

Il Decreto stabilisce le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio delle operazioni di preparazione per il riutilizzo secondo quanto stabilito dall’art. 214-ter. In particolare, definisce:

  • Le modalità operativee i requisiti minimi richiesti per la qualificazione degli operatori;
  • Ledotazioni tecniche e strutturali dei centri di preparazione per il riutilizzo;
  • Le quantità massime impiegabilila provenienzai tipi e le caratteristiche dei rifiuti, nonché i rifiuti esclusidal campo di applicazione del Regolamento;
  • Le condizioni specificheper l’esercizio di operazioni di preparazione per il riutilizzo;
  • Indicazioni specifiche per la preparazione per il riutilizzo dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche);
  • Il modelloper la comunicazione di inizio attività da trasmettere alle amministrazioni competenti.

Il testo del provvedimento è disponibile al seguente link.




AMBIENTE| Regolamento Imballaggi e Rifiuti da Imballaggio – Riunione gruppo di lavoro ambiente Consiglio UE 15 settembre 2023

Lo scorso 15 settembre si è tenuta la riunione del gruppo di lavoro ambiente del Consiglio dell’UE, a cui ha partecipato anche il nostro Ministero, durante la quale si è discusso del PPWR (Packaging & Packaging Waste Regulation).

Vi riportiamo di seguito, sinteticamente, i temi discussi durante l’incontro:

  • Cluster 2 (articoli 11 e 12 sull’etichettatura);
  • Cluster 4 (articoli 9, 21, 22, 29, 38 e gli allegati IV e V sulla prevenzione dei rifiuti);
  • Cluster 5 (articoli 1,2 e 4, contenenti disposizioni generali e la base giuridica).

 

I temi dove sono emersi più rilievi sono stati l’esenzione dagli obblighi di minimizzazione delle dimensioni per gli imballaggi fragili (articolo 21, paragrafo 3), i divieti di commercializzazione per gli imballaggi monouso per frutta e verdura e per il settore HORECA (allegato V, punti 2 e 3), la progressiva eliminazione dell’etichettatura nazionale per i sistemi di deposito cauzionale (articolo 11, nuovo paragrafo 8b) e le soluzioni proposte per evitare il passaggio a materiali più leggeri di imballaggio e per tenere conto dell’aumento stagionale dei rifiuti dovuto al turismo (articolo 38).

In particolare:

  • In relazione alla discussione sul tema dell’etichettatura (cluster 2), diversi Stati membri si sono espressi contro l’etichettatura comune dei sistemi di deposito cauzionale e l’adozione di restrizioni alle etichettature nazionali attraverso la legislazione secondaria, sollevando dubbi sulla legittimità giuridica di una tale soluzione. Inoltre, alcuni Paesi hanno proposto dei requisiti comuni per le etichette nazionali, con la possibilità di deroghe per quelle esistenti al momento dell’entrata in vigore del Regolamento, altri, invece, sostengono la coesistenza di etichette UE e nazionali. Infine, l’altra misura prospettata dalla Presidenza, ossia la creazione di una lista di simboli che non possono adoperati per i sistemi di responsabilità estesa, ha incontrato l’opposizione della Commissione, secondo cui non sarebbe percorribile per ragioni di tutela del diritto industriale.

 

  • Per quanto riguarda la minimizzazione delle dimensioni degli imballaggi (cluster 4), sono emerse varie proposte ma anche dubbi, tra tutti quello relativo all’esenzione per gli imballaggi fragili e il divieto di commercializzazione per gli imballaggi monouso. Sono stati sollevati timori anche riguardo agli oneri derivanti dalle misure proposte e dalla portata delle esenzioni. Alcuni Paesi hanno proposto esenzioni specifiche, mentre altri hanno richiesto maggiore precisione nella descrizione dei casi in cui dovrebbe prevalere la tutela dei disegni industriali, delle indicazioni geografiche e di altri “quality schemes“.

 

  • Per quanto concerne le restrizioni alla commercializzazione degli imballaggi monouso (cluster 4), numerosi sono stati i rilievi sul punto 2 dell’Allegato V (allegato che elenca gli imballaggi vietati), relativo agli imballaggi per frutta e verdura, con differenti opinioni sui livelli di divieto. Inoltre, per quanto riguarda il punto 3, alcuni Paesi hanno proposto deroghe basate su valutazioni del ciclo di vita (LCAs). Altri Paesi, invece, hanno proposto la cancellazione dell’intero articolo 22 e dell’Allegato V.  Infine, la Commissione si è espressa contro le esenzioni basate su LCAs, invitando gli SM a considerare il nuovo studio del JRC.

 

  • Con riferimento ai target di riduzione dei rifiuti, sono state proposte misure per evitare il passaggio a materiali più leggeri. Sono inoltre emerse numerose richieste di chiarimento su come calcolare le soglie di tolleranza in caso di aumento dei rifiuti di imballaggi specifici.

 

  • Infine, dalla discussione sulla base giuridica (cluster 5) è emerso il sostegno per la base del mercato interno, con alcuni Paesi che chiedono flessibilità adeguata.

a Presidenza spagnola ha indicato che continuerà l’approccio di flessibilità degli Stati membri nella trattativa in corso. La prossima riunione è prevista per il 29 settembre.

Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.




AMBIENTE| report settimanale ambiente 18-22 settembre 2023

Proposta di revisione della Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) – Aggiornamento

La commissione ENVI del Parlamento Europeo ha concluso lo scorso 20 settembre la votazione sul progetto di relazione sulla revisione della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD). Tutti gli emendamenti di compromesso (CA) proposti dal relatore Nils Torvalds (Renew) sono stati adottati.

La relazione è passata con 76 voti a favore, 10 contrari e 6 astensioni. Riportiamo di seguito una breve valutazione su alcuni dei punti chiave. Numerosi, infatti, sono i punti critici presenti nel testo di compromesso che, come Confindustria, non supportiamo, in particolare:

 

  • CA21– Si propongono nuovi regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR, Extended Producer Responsability) che, con questa proposta, si applicano per la prima volta al settore della gestione delle acque, in cui la contaminazione può provenire da molteplici fonti (inquinamento diffuso, compreso l’inquinamento derivante dai consumatori) e può essere trasportata attraverso le frontiere tra Stati. Nel caso della proposta di modifica della Direttiva in esame, ai produttori verrebbe assegnata una responsabilità, senza però avere nessuna possibilità di definire e verificare i costi di gestione degli impianti di trattamento quaternario delle acque reflue urbane. Il regime EPR introdotto dalla proposta, quindi, non appare equo, né tantomeno proporzionato. Il principio di “chi inquina paga” – principio fondamentale alla base della politica ambientale dell’UE – non viene correttamente considerato, dal momento che il campo di applicazione della direttiva riguarda solamente due settori, ai quali sono imputati i costi generati da tutte le parti che contribuiscono alla diffusione di microinquinanti delle acque reflue urbane.

 

  • CA18– Sarebbe opportuno specificare che il monitoraggio riguarda solo i PFAS considerati nella “Somma di PFAS” di cui alla tabella “Parametri chimici” della Parte B dell’Allegato I della Direttiva 2020/2184 (i Pfas, infatti, a seconda della definizione utilizzata, sono un gruppo di 4.000 o 10.000 sostanze, un numero troppo vasto per essere monitorato con precisione).

 

  • CA 27 – Sulla compensazione, collegata alla Responsabilità estesa del produttore. Resta infatti il nesso di casualità per cui gli stati membri hanno il potere di rimettere l’onere della prova con una dimostrazione in negativo al produttore.

 

  • CA23(collegato al CA21 su EPR) – Sarebbe auspicabile, piuttosto che fornire una lista di prodotti, indicare un elenco delle possibili sostanze che li compongono così da evitare per evitare la discriminazione di certi prodotti rispetto ad altri.

 

  • CA31– Dal momento che microplastiche e PFAS saranno oggetto di specifiche restrizioni volte a ridurne/vietarne l’uso, non sembra coerente prevedere dei Sistemi di Responsabilità Estesa per i prodotti che (ancora) conterranno queste sostanze.

 

In allegato il testo con i compromessi finali e la lista di voto compilata.

 

PNGR – Proposta di risoluzione su gestione dei rifiuti Sen. Fregolent

Vi informiamo che la Commissione Ambiente del Senato ha ripreso le audizioni in merito alla proposta di risoluzione sull’adeguamento del Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti (PNGR), a firma Fregolent (AZ-IV), in allegato, la quale impegna il Governo a:

  • rivedere il programma nazionale di gestione dei rifiuti, indicando i criteri di identificazione degli impianti minimi, indispensabili alla chiusura dei cicli regionali di gestione dei rifiuti urbani; 
  • dichiarare i fabbisogni impiantistici da colmare a livello territoriale, consentendo al mercato di rispondere alle esigenze infrastrutturali dei territori, anche in ragione del fatto che il PNRR ha evidenziato la necessità di introdurre norme finalizzate a rafforzare l’efficienza e la concorrenza nella gestione dei rifiuti, nella prospettiva di attenuare le lacune impiantistiche ed evitare di destinare risorse alla realizzazione di impianti non necessari.

Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.

MASE – Disponibile sezione dedicata alle F.A.Q del portale Bonifiche

Dal 18 settembre u.s. la Direzione Generale uso sostenibile del suolo e delle risorse idriche del MASE (DG USSRI) ha messo a disposizione nella sezione “Spazio del proponente” un documento contenente le F.A.Q. più ricorrenti in merito al Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 26 gennaio 2023, n. 45 – Regolamento disciplinante le categorie di interventi che non necessitano della valutazione di cui all’articolo 242-ter, comma 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché i criteri e le procedure per la predetta valutazione e le modalità di controllo. In particolare, il documento – disponibile al seguente link – risponde ai quesiti che riguardano aspetti di applicazione del suddetto decreto.

Sentenza Corte di Cassazione in materia di rifiuti – Delega di funzioni e responsabilità del delegante

Segnaliamo la Sentenza 33372/2023 della Corte di Cassazione, che si è pronunciata su un ricorso per violazione della normativa sui rifiuti e, più in particolare, in materia di delega di funzioni e responsabilità penale del delegante. In particolare, i Giudici della Suprema Corte hanno sostenuto che: “La giurisprudenza di legittimità ha sempre confermato in capo ai deleganti la responsabilità per non aver correttamente vigilato sul rispetto della normativa ambientale, in casi come quello in esame, in cui le violazioni della stessa fossero chiaramente percepibili agli occhi dei deleganti i quali, in virtù della posizione di garanzia ricoperta, sono tenuti a monitorare e intercettare le condotte illecite assunte dai delegati (in tema, si veda anche Sez. 4, n. 26279/2015)».

In allegato la Sentenza.

Agenda 2030 – CITE: Approvata nuova Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile

Lo scorso 18 settembre il Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) ha approvato la revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile. In particolare, adattando gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU al contesto italiano.

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile mira a raggiungere i 17 obiettivi dell’Agenda 2030, basandosi sulle “cinque P”: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. Queste guidano 15 scelte strategiche su vari fronti, dalla gestione sostenibile delle risorse all’abbattimento delle emissioni, promuovendo benessere economico sostenibile, contrastando la povertà e favorendo un’occupazione di qualità in una società inclusiva e rispettosa dei diritti umani.

La nuova Strategia introduce poi dei “valori obiettivo” misurati annualmente tramite 55 indicatori di primo livello e 190 indicatori di secondo livello. Nel testo, particolare attenzione è stata data ai tre “vettori di sostenibilità”: coerenza delle politiche, cultura e partecipazione per lo sviluppo sostenibile.

Per l’attuazione della nuova Strategia, il CIPESS (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) ha stanziato circa 17 milioni di euro per l’annualità 2023/2024.

Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link.

Rapporto Catene di fornitura tra nuova globalizzazione e autonomia strategica Centro Studi Confindustria – 22 settembre 2023

Al seguente link è disponibile il Rapporto elaborato dal Centro Studi di Confindustria “Catene di fornitura tra nuova globalizzazione e autonomia strategica” e presentato lo scorso 22 settembre. Segnaliamo inoltre che, il Rapporto è disponibile sia in formato pdf scaricabile, sia navigabile direttamente dal sito per singolo contenuto.

 

 

Fondimpresa – Scheda Avviso 4/2023 “Trasformazione Green o Economia Circolare”

Nell’ambito della collaborazione della Fondazione Mai con Fondimpresa, trasmettiamo in allegato la scheda del nuovo Avviso 4/2023 “Trasformazione Green o Economia Circolare”. In particolare, con l’Avviso n. 4/2023, Fondimpresa finanzia Piani formativi condivisi rivolti alle imprese aderenti in materia di Trasformazione Green o Economia Circolare.

La dotazione finanziaria stanziata è pari a 20 milioni di euro ed è suddivisa in due Ambiti:

  • Ambito A con progetti di Trasformazione Green secondo le politiche di crescita e sviluppo delineate dalle istituzioni europee nell’ambito del Green Deal (come tutela della biodiversità̀, perseguimento della decarbonizzazione, riduzione dell’inquinamento o digitalizzazione green) è suddiviso in 3 macro Aree quali Nord, centro, sud e Isole;

 

  • Ambito B con progetti di Economia Circolare secondo la disciplina di riferimento contenuta nel Primo Piano d’Azione dell’Economia Circolare (e riguarda tematiche quali approvvigionamento di materie prime, progettazione di soluzioni di eco-design o basate su un approccio di dematerializzazione, riduzione del consumo di risorse o dell’uso di sostanze chimiche, adozione di soluzioni di “sharing economy ecc). Tale ambito è stato pensato per soddisfare le comuni esigenze di aziende aggregate con la logica della filiera.

Sentenza Corte di Cassazione 33372-2023




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