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LAVORO | Sciopero generale regionale del 1° dicembre 2023 indetto da CGIL e UIL Campania: adesione strutture regionali e provinciali di categoria

Come noto, le Organizzazioni Sindacali di CGIL e UIL Campania, con nota dello scorso 31 ottobre, hanno proclamato per il prossimo 1° dicembre uno sciopero generale regionale di durata pari all’intera giornata lavorativa

(cfr. nostra informativa dello scorso 3 novembre).

Hanno comunicato la loro adesione allo sciopero del prossimo 1° dicembre:

le strutture regionali di FILCTEM CGIL, SLC CGIL, UILCOM UIL, FILCAMS CGIL, UILTUCS UIL, FLAI CGIL e UILA UIL;

le strutture provinciali di FILCTEM CGIL e UILTEC UIL.

Tale elenco non è comunque da intendersi esaustivo rispetto a possibili adesioni di ulteriori categorie.

 

Lo sciopero sarà esercitato nel rispetto delle regolamentazioni di settore attuative della L. n.146/90 e sue successive modificazioni.

 

Ricordiamo che l’astensione è indetta per le seguenti motivazioni:

 

Per cambiare la proposta di legge di Bilancio e le politiche economiche e sociali fino ad ora messe in campo dal Governo ed a sostegno delle piattaforme sindacali unitarie presentate. Per chiedere al Governo e alle Istituzioni territoriali di assumere provvedimenti, a partire da quelli in materia di lavoro (salari, contratti, precarietà) e di politiche industriali, sicurezza sul lavoro, fisco, previdenza e rivalutazione delle pensioni, istruzione e sanità, necessari a ridurre le diseguaglianze e a rilanciare la crescita.

 

 

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice 089200829[email protected]

Francesco Cotini 089200815[email protected]




Ambiente | Report settimanale 20 – 24 novembre 2023

Regolamento UE Imballaggi – Aggiornamento

Lo scorso 22 novembre si è tenuto il voto in Parlamento UE sulla proposta di Regolamento imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR). Gli eurodeputati hanno approvato il testo votato con 426 voti a favore, 125 contrari e 74 astenuti. Considerando le priorità espresse dal Sistema Confindustria, il risultato del voto è da considerarsi positivo per quanto riguarda le priorità sugli articoli 22 e 26, mentre negativo per la discriminazione a favore di alcuni materiali e per il cauzionamento, in merito al quale non sono stati approvati gli emendamenti da noi sostenuti all’art. 44.

Rimane da sottolineare il buon risultato conseguito complessivamente, considerando la proposta della Commissione europea e la relazione iniziale della relatrice della Commissione ENVI Ries.

Segnaliamo, in particolare:

  • Articolo 22 e Allegato V (Restrizioni all’uso di determinati formati di imballaggio): sono stati approvati gli emendamenti supportati da Confindustria 188 (esenzione per le microimprese se non è tecnicamente fattibile non utilizzare imballaggi o ottenere l’accesso alle infrastrutture necessarie) 437 e 499 identici (esenzione dai divieti su base di Life Cycle Assesment per raccolta differenziata), 445 (esenzione per divieti HORECA su base di raccolta differenziata) e 373 (eliminazione degli atti delegati nella revisione della Commissione).
  • Articolo 26(Obiettivi di riutilizzo e ricarica): sono stati approvati gli emendamenti sostenuti da Confindustria 374 (per imballaggi da trasporto la deroga di esclusione si limita al solo settore della carta), 379, 380 e 382 (eliminazione delle percentuali di materiale riciclato al 2040 per imballaggi da trasporto), 385 (esenzione per operatori economici con spazio non superiore a 200 m2 comprese zone stoccaggio) 394 (esenzione per il latte) 396 ( esenzione per le bevande analcoliche se il taso di riciclo è dell’ 85%) 417 (Esenzione da tutti gli obiettivi di riutilizzo sulla base di un tasso di riciclaggio dell’85%) 386 (deroga paese basata su raccolta differenziata) e 505 (prevede esenzioni dal riuso per vino, bevande spiritose e definite dal codice nomenclatura 2208).

Inoltre, sono stati approvati i seguenti emendamenti:

  • 439 (Articolo 21 paragrafo 1: esenzione dal rapporto di spazio vuoto per le merci fragili);
  • 428 (soppressione degli obiettivi di riduzione dei rifiuti);
  • Annex V (Prodotti soggetti ad applicazione dell’articolo 22): è stata approvata l’eliminazione totale dei punti 2, 3 e 4, come da relazione ITRE (emendamento 391).
  • Definizioni: il Parlamento si è espresso a favore della definizione di “riciclo di alta qualità” (emendamenti414 e 415), ma senza l’eliminazione relativa alle primary raw materials, della definizione di “packaging composito” (emendamento 472), di quella di “riciclabilità” (emendamenti 65) e sulla definizione di “riciclato su larga scala” (emendamento 66).

Sono, invece, stati approvati i seguenti emendamenti non in linea con il posizionamento di Confindustria: 334 (restrizioni per imballaggi secondari considerati non necessari) e 395 (proposto dalla relatrice, prevede una proposta di revisione su base ciclo vita. Non si tratta della soluzione migliore, ma prevede comunque un’esenzione). Rimane, inoltre, la dicitura “at least” prima di ciascun divieto in tutto il testo dell’articolo.

Il Consiglio dell’UE, guidato dalla Presidenza Spagnola, sta continuando a discutere il suo testo del Regolamento con l’ambizione di adottare il suo “approccio generale” durante l’ultimo incontro del Gruppo Ambiente, previsto per il prossimo 18 dicembre. A questo proposito, segnaliamo che Confindustria sta continuando l’importante collaborazione con il MASE e la Rappresentanza Italiana presso l’unione europea, tramite i quali stiamo fornendo commenti puntuali alla discussione, basati sulla posizione del Sistema Confindustria.

In particolare, gli argomenti toccati dalla Presidenza durante l’ultimo incontro trattavano:

  • Cluster 1: Requisiti di sostenibilità agli Articoli 5 – 6 e relativo Allegato II, 7 e 8;
  • Cluster 2: Etichettatura agli Articoli 11 e relativo allegato VI;
  • Cluster 3: Riuso agli Articoli 25 – 26 – 27;
  • Cluster 4: Prevenzione dello spreco agli Articoli 9 – 21 – 22 e relativo allegato V – 29 – 38;
  • Cluster 5: provvedimenti generali;
  • Cluster 6: Definizioni e articoli 40 -41 – 42 – 44 e relativo allegato X – 46 – 47 – 48;
  • Cluster 7: Public Procurement verde;
  • Cluster 8: restanti obblighi per gli operatori;
  • Cluster 9: Conformità;
  • Cluster 10: salvaguardia delle procedure;
  • Cluster 11: Capitoli Finali.

Sarà nostra cura continuare ad aggiornarvi sugli ulteriori sviluppi.

MASE – Interpello ambientale in merito all’applicazione della disciplina End of Waste di cui all’art. 184-ter (Cessazione della qualifica di rifiuto) del D.Lgs. 152/2006

Con nota del 17 novembre u.s. il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha risposto all’interpello formulato da Confindustria in merito all’applicazione della disciplina End of Waste di cui all’art. 184-ter (Cessazione della qualifica di rifiuto) del D.L.gs. 152/2006.

La risposta all’interpello punta ad indicare i corretti procedimenti amministrativi da seguire sia per determinate fattispecie, accumunate dalla non applicazione dell’articolo 184-ter del Codice dell’ambiente, che imporrebbe un regime amministrativo e di diritto sostanziale totalmente diverso.

Nello specifico, con tale interpello Confindustria ha chiesto al Ministero di chiarire se la disciplina end of waste debba essere applicata o meno a:

  1. impianti industriali che svolgono un’attività manifatturiera destinata alla produzione di un bene finale e autorizzati in AIA ad utilizzare nel proprio processo produttivo rifiuti unitamente ad altre materie prime;
  2. impianti industriali che svolgono un’attività manifatturiera destinata alla produzione di un bene finale e autorizzati in AIA ad utilizzare in ingresso la sola materia prima e che integrano nel processo produttivo un rifiuto incluso in Lista Verde di cui al Regolamento (CE) N. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2006, non richiamato nelle prescrizioni AIA.

Per quanto riguarda il primo dei due quesiti posti, nella risposta il MASE chiarisce che per gli impianti produttivi autorizzati con AIA che utilizzano rifiuti unitamente ad altre materie prime nel loro ciclo produttivo, non si applica la disciplina prevista dall’articolo 184-ter, comma 3, del TUA. Questo in quanto in tale fattispecie non si è in presenza di un “processo di recupero dei rifiuti” che soddisfa le condizioni di cui al comma 1 del citato articolo 184-ter e il cui scopo è la cessazione della qualifica di rifiuto, ma di un processo volto alla produzione di un bene.

In merito al secondo quesito, il Ministero ha rappresentato che l’art. 216, comma 8-septies del TUA disciplina la possibilità di utilizzare i rifiuti individuati nella Lista Verde negli impianti industriali autorizzati con AIA. Tale disposizione consente, quindi, agli impianti autorizzati in AIA di integrare nel processo produttivo i rifiuti inclusi nella Lista Verde, ma non disciplinati nella predetta autorizzazione, prescrivendo il solo rispetto delle norme sul trasporto dei rifiuti e la compilazione del FIR (formulario identificativo). In considerazione di ciò, anche per la seconda fattispecie, il Ministero ha confermato che non si applica la disciplina sulla cessazione della qualifica di rifiuto di cui all’articolo 184-ter, comma 3, del TUA.

In allegato la pronuncia elaborata dal Ministero.

TARI: Ricorso contro attribuzione di categorie produttive diverse dalla 20 e magazzini – Sentenza Corte di Giustizia Tributaria di Venezia

Segnaliamo la sentenza della Corte di Giustizia tributaria di Venezia (in allegato), che asserisce l’errata l’attribuzione della categoria 18 (attività artigianale) ad un’attività industriale (nella fattispecie una metalmeccanica che produce treni per la rettifica delle rotaie), anche in presenza di un elevato numero di lavoratori e, quindi, in presenza di un’attività non automatizzata ma comunque industriale. La sentenza esenta da TARI anche i relativi magazzini.

È un risultato importante perché scardina le modalità di tariffazione della municipalizzata Veritas, la quale, fino a questo momento, raramente classificava l’attività come classe 20 quando coinvolgeva manodopera nel reparto produttivo.

ISPRA-SNPA: Emissioni – Pubblicate Linee Guida

ISPRA-SNPA ha pubblicato una serie di Linee Guida relativamente al tema delle emissioni.

  • La Direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali (IED) prevede che per definire le migliori tecniche disponibili (BAT) e limitare le disparità a livello dell’Unione relativamente al livello di emissioni delle attività industriali, è opportuno elaborare “documenti di riferimento sulle BAT”, da riesaminare e, ove necessario, aggiornare periodicamente attraverso uno scambio di informazioni tra le parti interessate. A questo proposito, segnaliamo che sono state pubblicate le Linee Guida n. 47/2023 per il coinvolgimento del SNPA nel processo ascendente del BREF. Come indicato nella Decisione 2012/119/UE “Lo scopo di un BREF è definire le migliori tecniche disponibili e limitare le disparità a livello dell’Unione relativamente al livello di emissioni delle attività industriali. I BREF devono fornire informazioni alle autorità competenti degli Stati membri, agli operatori industriali, alla Commissione e al pubblico in generale su ciò che le BAT e le tecniche emergenti rappresentano per le attività rientranti nel campo di applicazione della direttiva 2010/75/UE”.

Le Linee Guida, infatti, descrivono la procedura utilizzata per elaborare o rivedere un BREF, il cd Processo di Siviglia, e fornire gli indirizzi per una procedura standard e condivisa per il supporto di SNPA al MASE nella predisposizione delle informazioni e dei commenti richiesti dalla Commissione Europea.

  • Sono state, inoltre, pubblicate le Linee Guida n. 48/2023 per lo sviluppo del Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) degli impatti delle installazioni industriali soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). In particolare, le linee guida, aggiornamento del documento “Il contenuto minimo del Piano di Monitoraggio e Controllo” (2007), sviluppano un modello di Piano di Monitoraggio e Controllo che risponda alla necessità di monitorare e verificare gli impatti delle installazioni industriali soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, in accordo all’art 29-quater comma 6 del D.Lgs 152/2006.

In attuazione dell’art. 29-sexies (Autorizzazione Integrata Ambientale), comma 6 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., quindi, le Linee Guida hanno la finalità di definire il contenuto minimo degli autocontrolli e delle verifiche di conformità dell’esercizio dell’installazione alle condizioni prescritte nell’AIA rilasciata e sono parte integrante ed attuativa dell’autorizzazione AIA. Il documento definisce, inoltre, le modalità di restituzione dei dati di autocontrollo all’interno del Report che il Gestore invia alle Autorità competenti annualmente o con altre frequenze definite nell’Autorizzazione.

 

Attività economiche sostenibili – Approvati i criteri UE per definire tali attività

Il 21 novembre u.s. sulla Gazzetta Ufficiale Europea è stato pubblicato il Regolamento 2023/2486 della Commissionedel 27 giugno 2023, che approva i criteri di vaglio tecnico per identificare le attività economiche ritenute sostenibili e che integra il Regolamento (UE) 2020/2085 del 18 giugno 2020 (cd. Regolamento Tassonomia) relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili.

I criteri individuati dal Regolamento, in vigore dal 1° gennaio 2024, sono identificati nell’allegato II e riguardano diverse attività economiche come, ad esempio, fabbricazione di imballaggi in materie plastiche, fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettronicheraccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi e pericolositrattamento dei rifiuti pericolosi, recupero dei rifiuti organici mediante digestione anaerobica o compostaggio, decontaminazione e smantellamento dei prodotti a fine vita, cernita e recupero di materiali dai rifiuti non pericolosi.

Webinar UNI/TS 11820:2022 su Economia Circolare – Venerdì 1° dicembre ore 10.00

Nell’ambito delle iniziative formative promosse da Sistemi Formativi Confindustria, il 1° dicembre p.v. si terrà il webinar UNI/TS 11820:2022 Economia circolare: Metodi ed indicatori per la misurazione dei processi circolari nelle organizzazioni.

L’evento è organizzato in collaborazione con UNI – Ente Italiano di Normazione – ed ACCREDIA – Ente Unico di Accreditamento – e si svolgerà venerdì 1° dicembre 2023 alle ore 10 in modalità online.

Il programma prevede gli interventi di:

Programma

 

10.00

 

 

Saluti ed introduzione dei lavori

Marco RAVAZZOLO, Direttore Politiche per l’Ambiente, l’Energia e la Mobilità Confindustria

 

10.10 La UNI/TS 11820:2022: contesto, vantaggi, e prospettive future

Claudio PERISSINOTTI BISONI, Technical Project Manager UNI

 

10.30 Misurazione e valutazione della norma UNI/TS 11820:2022

Claudio ROSSO, Coordinatore gruppo di lavoro UNI/CT 057/GL 03 “Misurazione della circolarità”

 

11.00

 

Economia circolare: requisiti e regole per l’accreditamento

Elena BATTELLINO, Funzionario tecnico Dipartimento Certificazione e Ispezione ACCREDIA

 

11:30 UNITRAIN: il centro di formazione UNI

Paola ANNIGONI, Responsabile UNITRAIN, Scuola di formazione di UNI

11:45 Q&A
12:00 Chiusura dei lavori

La partecipazione al webinar è gratuita previa registrazione al seguente link https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_MjFm60H9SAiqv3T0KKaF4A   

 

Per ulteriori dettagli e informazioni, potete contattare Luisa Frassinetti all’indirizzo e-mail [email protected] o chiamare al numero 06-5903726 o al cellulare 375-5854580.

 

Appalti pubblici – Definizione del Protocollo di collaborazione tra Confindustria e Consip

Durante le scorse settimane Confindustria ha lavorato con Consip alla definizione di un Protocollo al fine di consolidare la proficua collaborazione già in atto su temi di interesse comune. L’intento è quello di rafforzare le sinergie per rendere più efficace l’allineamento tra i fabbisogni della Pubblica Amministrazione e la loro soddisfazione da parte del mercato.  La sigla del Protocollo permetterà di valorizzare ulteriormente il sistema degli appalti pubblici come strumento di politica industriale attraverso il quale accrescere le prestazioni innovative delle imprese e stimolare la riqualificazione della spesa pubblica.  L’intesa verrà implementata mediante la realizzazione di una serie di attività, le cui modalità operative verranno concordate dalle Parti all’interno di tavoli di confronto.

Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile, 089.200842([email protected])

interp_confind_ind_manifatt_quesito MASE.REGISTRO UFFICIALE.2023.0187169 riscontro_interpello_Confindustria Sentenza_RG_000496_2022_UD_19102023




ENERGIA | Apertura del portale dichiarazioni energivore competenza 2024

Informiamo che la Cassa per i servizi energetici e ambientali ha pubblicato la circolare 55/2023/ELT relativa all’apertura del portale per le dichiarazioni 2024 delle imprese a forte consumo di energia, di cui all’art. 3 del decreto-legge n. 131 del 29 settembre 2023.

La CSEA rende disponibile, con decorrenza 1° dicembre 2023, il portale per la raccolta delle dichiarazioni e la costituzione dell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica per l’annualità di competenza 2024. La CSEA, al fine di compilare con precisione le dichiarazioni per l’annualità 2024, invita a prendere visione della “Guida alla compilazione delle dichiarazioni anno di competenza 2024” allegata alla circolare (Allegato 1).

Per poter presentare la dichiarazione per l’annualità 2024, è necessario accedere al Portale selezionando il link “IMPRESA COSTITUITA PRIMA DEL 2023 – Compila la dichiarazione relativa all’annualità di competenza 2024”.

Il sistema telematico consente l’invio della dichiarazione alla CSEA solo alle imprese che soddisfano i requisiti dell’art. 3 del decreto-legge n. 131 del 29 settembre 2023; qualora, infatti, i dati inseriti non risultino conformi ai requisiti indicati dalla normativa di riferimento, non sarà possibile effettuare l’invio della dichiarazione. In relazione ai requisiti previsti dalla normativa di riferimento sopra citata, si rinvia al documento allegato alla circolare denominato “Requisiti di accesso alle agevolazioni elettrivori anno di competenza 2024” (Allegato 2).

Come sopra accennato, le imprese potranno accedere al sistema telematico per le citate dichiarazioni dal giorno 1° dicembre 2023 fino alle ore 23:59 del 22 dicembre 2023. Decorso tale termine, l’iscrizione all’elenco delle imprese a forte consumo di energia per l’annualità di competenza 2024 sarà possibile solo ed esclusivamente in occasione della sessione suppletiva, secondo modalità e tempistiche che saranno definite da ARERA con successivi provvedimenti.

iscrizione portale 2024

Area Servizi alle Imprese  (Marcella Villano    089.200841     [email protected])




LAVORO |Coefficiente per la rivalutazione del TFR e dei crediti da lavoro – ottobre 2023

TFR

Ad ottobre 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, considerato al netto dei tabacchi, è risultato pari a 119,2.

Pertanto il coefficiente utile per la rivalutazione ad ottobre 2023 del trattamento di fine rapporto maturato al 31 dicembre 2022, secondo l’art. 1 della L.297/1982, è pari a 1,01884518.

CREDITI DI LAVORO

Alleghiamo la tabella dei coefficienti di rivalutazione dei crediti di lavoro maturati dal 1° gennaio 1990, o data successiva, e liquidati dal 1° al 31 ottobre 2023.

All.ti

Tabella+Crediti+lavoro_ottobre23_151123_Confindustria Tabella+TFR_ottobre23_151123_Confindustria

 

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

Giuseppe Baselice  089200829  [email protected]

 




ZES UNICA | Nota di dettaglio

Il Senato ha approvato, in seconda lettura e con modificazioni, il DDL di conversione in legge del decreto-legge n. 124 (c.d. DL Sud), recante disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione.

Il provvedimento, di cui abbiamo dato notizia con nostre precedenti news, incide su due capitoli di grande importanza. Il primo è quello relativo al Fondo Sviluppo e Coesione, di cui il DL modifica governance e obiettivi, mentre il secondo riguarda l’istituzione della cd. ZES Unica, che dal 1° gennaio 2024 sostituirà le 8 ZES attualmente esistenti.

Il decreto punta a sostenere e rilanciare l’economia del Mezzogiorno e, per questo, Confindustria ha espresso valutazione nel complesso positiva, evidenziando già in sede di audizione alcuni elementi di potenziale criticità e la necessità di intervenire con correttivi nel corso dell’esame parlamentare. Nello specifico, con riferimento alla ZES Unica, ha evidenziato come l’idea di una zona economica speciale che ricomprenda l’intero Mezzogiorno sia positiva, ma – al contempo – affinché possa funzionare in concreto, occorra valutare con attenzione alcuni temi.

In particolare, come indicato nella nota di aggiornamento allegata, è stata sottolineata l’esigenza di mantenere l’ancoraggio all’attuale strategia di politica industriale che connota le ZES, valorizzando le specificità dei territori. Inoltre, è stata evidenziata la necessità di garantire continuità agli strumenti di incentivazione e di semplificazione propri dell’attuale impostazione, nonché l’opportunità di prevedere un necessario coinvolgimento delle rappresentanze imprenditoriali nel nuovo modello di governance.

Su questi profili, Confindustria ha apprezzato la conferma del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, peraltro nella misura massima consentita dalla nuova Carta degli Aiuti a finalità regionale 2022-2027, sostenendo però anche delle proposte emendative:

  • l’esigenza di rivedere la soglia minima degli investimenti agevolabili prevista dal DL, pari a 200.000 euro, senza distinzioni legate alle dimensioni d’impresa. Sul punto, pur comprendendone la ratio generale, è stata proposta una riformulazione della misura al fine di garantirne una maggiore efficacia in funzione delle dimensioni di impresa, considerate, peraltro, le caratteristiche del tessuto produttivo cui l’incentivo è rivolto;
  • la necessità di chiarire espressamente l’applicazione dell’incentivo anche agli investimenti per l’acquisto di immobili non nuovi, superando una recente interpretazione fornita dall’Agenzia delle Entrate, troppo restrittiva;
  • l’opportunità di prevedere l’applicazione del credito d’imposta in relazione alla quota di investimenti nei beni mobili e immobili effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024, superando il limite previsto dal DL, secondo cui, il termine finale per gli investimenti sarebbe anticipato al 15 novembre 2024.

Su questi punti la conversione non ha fatto però registrare passi in avanti rispetto alle criticità segnalate.

Inoltre, Confindustria ha sostenuto la necessità, con riferimento al modello di governance della “ZES unica” e, in particolare, alla composizione della Cabina di regia, di precisare i termini del coinvolgimento degli attori sociali. La Cabina è l’organo di indirizzo, nel quale i portatori di interessi partecipano, su invito, in via del tutto eventuale. Al riguardo, è stato proposto un loro coinvolgimento stabile e non meramente eventuale.

Tuttavia, i margini di intervento sul provvedimento, come preannunciato dal Governo, si sono confermati molto ristretti e i correttivi approvati non ne hanno modificato l’impianto.

Infine, segnaliamo che, in tema di credito d’imposta ZES, il DDL Bilancio, attualmente all’esame del Senato, in prima lettura, modifica il provvedimento in esame, fissando il limite massimo di spesa per tale incentivo in 1,8 miliardi di euro per il 2024.Per la conferma di tale intervento, occorrerà attendere l’approvazione definitiva della legge di bilancio.

Nota COPRE – DL SUD – approvazione definitivaArea Servizi alle Imprese (Marcella Villano    089.200841     [email protected] )




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