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AMBIENTE | Bando Conai per l’ecodesign degli imballaggi nell’economia circolare – valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi – edizione 2024

Al via l’undicesima edizione del “Bando CONAI per l’ecodesign degli imballaggi nell’economia circolare – Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi” (Regolamento_Bando_CONAI_Ecodesign 2024), volto a premiare le soluzioni di packaging più innovative e ecosostenibili immesse sul mercato nel biennio 2022-2023.

Destinatari: le aziende che, nel biennio 2022-2023, hanno investito in attività di prevenzione rivolte alla sostenibilità ambientale dei propri imballaggi, agendo su almeno una delle seguenti leve: riutilizzo, facilitazione delle attività di riciclo, utilizzo di materie provenienti da riciclo, risparmio di materia prima, risparmio di materia prima vergine, ottimizzazione della logistica, semplificazione del sistema di imballo e ottimizzazione dei processi produttivi.

Presentazione casi: entro il 30 aprile 2024, compilando il form online disponibile sul sito www.ecotoolconai.org – Area Bando

Premio: importo pari a €600.000 e €50.000 destinati a 5 premi speciali da €10.000 ciascuno per le aziende con una vasta economia circolare.

Per ulteriori informazioni:

[email protected]

Link utili:

https://www.conai.org/notizie/nuovo-bando-conai-per-lecodesign-degli-imballaggi/regolamento_bando_conai_ecodesign-2024/

https://www.ecotoolconai.org/

https://www.conai.org/prevenzione-eco-design/casi-di-successo-conai/

https://www.conai.org/download/bando-conai-per-leco-design-degli-imballaggi-nelleconomia-circolare-2024/?tmstv=1709664563

Bando CONAI ecodesign 2024 – info principali_1

Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile, 089.200842([email protected])




FABBRICA EUROPA Le raccomandazioni di Confindustria per un’Europa competitiva

In vista delle elezioni europee del prossimo giugno, Confindustria ha predisposto – dopo una consultazione capillare con il Sistema Associativo – un documento, denominato Fabbrica Europa, che contiene una serie di raccomandazioni accomunate da un unico denominatore: rimettere l’industria al centro dell’agenda europea, costruendo una forte politica industriale basata sulle tre declinazioni della sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e supportata da un adeguato livello di investimenti.

Il futuro dell’Europa è legato all’industria, che solo se è competitiva potrà garantire prosperità, benessere e pace sociale nel nostro continente (Rinascimento industriale).

L’Europa ha un ruolo fondamentale per la vita delle imprese italiane: il mercato interno è ormai il nostro riferimento principale (più del 50% dell’export italiano avviene nell’Ue) e le regole europee stabiliscono oltre il 70% della normativa di riferimento. Il Parlamento europeo che sarà eletto nel prossimo giugno dovrà velocemente intraprendere azioni forti e decise.

I temi chiave proposti sono:

Essere competitivi col resto del mondo

  • Rafforzare ed ampliare la rete di accordi di libero scambio (FTAs) e assicurarne l’implementazione. Sarà necessario andare avanti sui negoziati da poco rilanciati, in particolare il MERCOSUR, e aprirne di nuovi per intensificare le relazioni bilaterali con i paesi e con i blocchi d’integrazione economica dell’Asia (in particolare i Paesi ASEAN), dell’Africa e dell’America Latina.
  • Assicurare parità di condizioni (level playing field) e tutelare gli interessi delle imprese europee.
  • Rafforzare la difesa comune europea e migliorare il coordinamento tra Ue e NATO.

Politiche europee per la competitività dell’industria nella transizione verde

  • Affiancare al Green Deal una politica industriale europea per restare al passo nella corsa globale alle tecnologie del futuro. È importante adottare un approccio di neutralità tecnologica, e istituire fondi europei che supportino e integrino gli investimenti nelle varie tecnologie e fonti energetiche. Vanno inoltre implementate con gradualità e proporzionalità le nuove regole in materia di finanza sostenibile destinate a cambiare profondamente i rapporti commerciali tra le imprese e tra imprese e sistema finanziario, anche giungendo alla definizione di standard semplificati per le PMI.
  • Completare l’integrazione dei mercati dell’energia elettrica, creare un mercato unico del gas e sviluppare una strategia europea per l’energia nucleare. Il mercato elettrico europeo dovrà tendere ad una efficace integrazione delle fonti rinnovabili, disaccoppiandole dai mercati di breve termine e dal gas. Parallelamente, per regolarizzare gli scambi cross-border di gas e tendere ad un sistema tariffario europeo armonizzato, è importante favorire la creazione di un mercato unico del gas naturale e di quelli rinnovabili. L’Europa dovrebbe inoltre dotarsi di una strategia condivisa sul nucleare e dare agli Stati membri chiari indirizzi per la realizzazione di impianti innovativi, che possano in concreto contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione. Il nucleare sta riconquistando un ruolo importante e strategico nel mix energetico del futuro, con Paesi Ue ed extra-Ue che continueranno ad affidarsi a questa fonte energetica. Questa tecnologia può contribuire alla decarbonizzazione dell’economia Ue, affiancando la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che ha bisogno anche di impianti programmabili ad emissioni zero accanto ai sistemi di accumulo. Nuove prospettive potranno anche derivare dal nucleare di piccola taglia e, in futuro, dalla tecnologia della fusione.
  • Riformare le regole ETS (Emission Trading Scheme) e rafforzare il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism).
  • Promuovere l’economia circolare e la simbiosi industriale nei modelli di business. Andrà definito e armonizzato un quadro regolatorio chiaro e completo che possa stimolare innovazioni per l’uso efficiente delle risorse produttive.

Politiche europee per la competitività dell’industria nella transizione digitale

  • Potenziare le competenze digitali nella formazione dei lavoratori in tutte le filiere. Urge migliorare il raggiungimento delle competenze digitali e affrontare la sostanziale carenza di professionisti qualificati nel campo della cybersecurity, diffondendo la cultura della cybersicurezza in azienda.
  • Regolamentare l’intelligenza artificiale per rendere l’Ue il continente ideale dove investire in questa tecnologia. L’applicazione dell’Artificial Intelligence Act e la futura legislazione in materia dovranno trovare una sintesi efficace tra gli interessi dei diversi settori economici per rendere l’Europa un importante attore nello sviluppo tecnologico e delle applicazioni legate all’IA.
  • Promuovere la transizione verso l’economia dei dati. Valorizzare il patrimonio informativo delle imprese e delle pubbliche amministrazioni europee. Promuovere la creazione di data space, come l’European Health Data Space, che mettano a disposizione dati di qualità e assicurino la tutela delle attività di ricerca e innovazione delle imprese.

Trasporti e infrastrutture

  • Completare tempestivamente la rete transeuropea di trasporto (TEN-T).
  • Garantire un percorso di transizione verso la mobilità green che prenda in considerazione molteplici soluzioni, in linea col principio della neutralità tecnologica.
  • Creare un quadro normativo sinergico tra legislazioni in materia di trasporti e in materia di ambiente. Tale quadro dovrà essere in grado di assicurare le condizioni di parità per il trasporto merci, con particolare attenzione allo sviluppo del trasporto intermodale e del trasporto combinato. Ciò deve includere una maggiore enfasi sull’integrazione dei vari settori economici e la rimozione degli ostacoli anche di tipo normativo.

Rafforzare il mercato interno per la competitività delle imprese

  • Garantire l’uniformità nell’applicazione del diritto Ue. È necessario che gli Stati membri implementino il diritto dell’Ue in modo uniforme e coerente, così da evitare il fenomeno del “gold plating”, che comporta l’aggiunta di requisiti nazionali eccessivi oltre quanto stabilito dalle normative dell’Unione.

Equilibrio di bilancio, politica di coesione e investimenti a sostegno della competitività

  • Rilanciare la Capital Markets Union. Nei prossimi anni sarà necessario dare un nuovo impulso allo sviluppo e all’integrazione dei mercati finanziari europei così da attrarre capitali pazienti da parte degli investitori istituzionali e facilitare l’accesso al mercato dei capitali in particolare da parte delle PMI.
  • Creare un nuovo safe asset di debito comune europeo sul modello di Next-Generation Eu. Sono necessari nuovi strumenti finanziari per sostenere gli investimenti ed affrontare l’impatto della doppia transizione – verde e digitale – sulla produzione e sul lavoro.
  • Assicurare che la regolamentazione del sistema bancario consenta realmente alle banche di supportare lo sviluppo delle imprese. Andrà dunque implementata con gradualità la riforma di Basilea 3, favorendo la rinegoziazione di prestiti e supportando i finanziamenti alle imprese finalizzati alla transizione sostenibile e digitale.
  • Assicurare che nella nuova programmazione del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) vengano preservate le risorse della coesione e si tenga debitamente conto delle esigenze del mondo delle imprese, sia in termini di merito che di metodo.

Un modello sociale europeo inclusivo, sostenibile e competitivo

  • Promuovere l’adozione di strumenti adeguati a gestire le transizioni occupazionali, rilanciare le politiche attive del lavoro e favorire l’occupabilità. 
  • Promuovere la formazione continua dei lavoratori (lifelong learning).

Regole di concorrenza, concentrazioni e aiuti di Stato

  • Ridefinire gli strumenti esistenti in materia di aiuti di Stato, affinché siano più adeguati alle specifiche esigenze delle imprese. È indispensabile prevedere misure agevolative per midcap e small midcap, adeguare i criteri di definizione di PMI sulla base dell’inflazione, eliminare vincoli eccessivi per agevolare le grandi imprese e semplificare e velocizzare le procedure IPCEI (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo).
  • Prevedere risorse comuni a tutti gli Stati membri per agevolare grandi progetti produttivi, al fine di ridurre i rischi di frammentazione e sperequazione legati alle differenti capacità di bilancio e garantire una crescita uniforme nel contesto del mercato unico.

Ricerca, Innovazione e Proprietà Intellettuale

  • Preservare la centralità del sistema brevetti e l’attrattiva per gli investimenti.
  • Assicurare il supporto agli investimenti in ricerca e innovazione garantendo una maggiore coerenza e migliori sinergie tra Programmi Ue e iniziative nazionali, con particolare attenzione all’impatto e ai risultati concreti dei progetti finanziati. Allineare le politiche dell’Ue con i programmi di finanziamento, facilitando l’attuazione di progetti industriali trasformativi. Promuovere una maggiore partecipazione dell’industria ai programmi europei, strutturandoli (in particolare Horizon Europe) secondo una maggiore flessibilità, al fine di rafforzare i piani europei di sviluppo, incluso il Piano Industriale per il Green Deal.
  • Perseguire una maggiore autonomia e contribuire al rafforzamento della posizione europea nella produzione e fornitura di beni e servizi sanitari.

Legiferare meglio per sostenere la competitività delle imprese

  • Rafforzare il controllo di competitività. È essenziale potenziare la valutazione della competitività in ogni processo decisionale relativo a politiche e leggi, inclusi documenti programmatici, strategie, misure fiscali e accordi internazionali. Nello specifico, è strettamente necessario analizzare approfonditamente le diverse opzioni normative disponibili, includendo possibilità di autoregolamentazione, condivisione di migliori pratiche e adozione di codici di condotta. Questo processo di controllo dovrebbe, idealmente, suddividersi in due livelli distinti: uno tecnico, che incorpora il controllo della competitività nelle valutazioni d’impatto (per quantificare l’effetto di ciascuna iniziativa), e uno politico per la definizione di strategie a lungo termine. A tal fine, non solo occorrerebbe rafforzare il confronto collegiale all’interno della Commissione europea, ma dovrebbe essere nominato un Vicepresidente Esecutivo della Commissione responsabile per il controllo della competitività e chiamato a un dialogo politico continuo con il Consiglio dell’Unione europea, il Parlamento europeo e i partner sociali.
  • Riformare il ricorso agli Atti Delegati e promuovere la trasparenza nell’affidamento delle valutazioni d’impatto. 
  • Garantire maggiore armonizzazione e coerenza nel contesto dell’industrial permitting europeo.

Pubblichiamo il documento e anticipiamo che è previsto un confronto sul tema, di cui daremo dettagli non appena disponibili.

Fabbrica+Europa_200224_Confindustria

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano  089.200841  [email protected])




Formazione gratuita Confindustria Salerno

Confindustria Salerno in collaborazione con alcuni Enti di formazione del nostro sistema associativo propone un ciclo di percorsi formativi tematici gratuiti rivolto a tutte le aziende associate.

Gli incontri, della durata di 4 ore ciascuno, si terranno presso la nostra sede di Via Madonna di Fatima 194.

Di seguito le giornate formative già calendarizzate per il mese di marzo. Seguirà la programmazione dei mesi successivi.

I primi due appuntamenti saranno sull’INNOVAZIONE DIGITALE, a cura del Prof. Mario Vento – Docente di Intelligenza Artificiale e Robotica Cognitiva dell’Università degli Studi di Salerno e del suo gruppo di esperti del settore:

  • Venerdì 15 marzo 2024 – ore 14.30 -17.30

 Intelligenza artificiale: tra miti e realtà

L’incontro si focalizzerà su un inquadramento storico e metodologico della tecnologia e del ruolo che sta rapidamente occupando nella nostra società, con un approfondimento sulle opportunità nei diversi ambiti applicativi ed i pericoli.

Mario Vento, Professore ordinario di Intelligenza Artificiale e Robotica Cognitiva UNISA

  • Venerdì 22 marzo 2024 – ore 14.30 -17.30

Intelligenza artificiale come motore di innovazione industriale

L’incontro sarà finalizzato ad esplorare, anche attraverso interessanti casi pratici e con l’utilizzo di modelli dimostrativi, l’impatto dei sistemi di Intelligenza artificiale sulle imprese e sull’attività aziendale.

Vincenzo Carletti, Antonio Greco, Alessia Saggese – Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione ed Elettrica e Matematica applicata/DIEM dell’Università degli Studi di Salerno

Per partecipare è necessario inviare una mail al seguente indirizzo [email protected] indicando la data o le date del corso a cui si intende partecipare, specificando l’azienda e il nominativo del/dei partecipante/i

 

Modulo formativo Azienda Partecipante mail di contatto
Intelligenza artificiale: tra miti e realtà 15 marzo 2024 
  1. ______________
  2. ______________
Intelligenza artificiale come motore di innovazione industriale 22 marzo 2024

 




SCARICA LA SELEZIONE COMPLETA DEGLI ARTICOLI

https://www.confindustria.sa.it/wp-content/uploads/2024/03/selezione-articoli-6-mar-2024.pdf




AGEVOLAZIONI | Credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI: proroga al 31 dicembre 2024

Informiamo che il Decreto Legge 30 dicembre 2023, n. 215 (cosiddetto “DL Proroghe”), così come convertito dalla Legge 23 febbraio 2024, n. 18, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 febbraio us, tra le misure introdotte, prevede la proroga al 31 dicembre 2024 del credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione.

Per la misura sono stanziati, oltre ai 10 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024 già previsti dalla Legge di Bilancio 2018, altri 6 milioni per il 2025.

Ricordiamo che la misura del credito d’imposta è pari al 50% delle spese di consulenza sostenute per la quotazione, sotto elencate, fino ad un massimo di 500.000 euro:

  • attività realizzate in vista dell’inizio del processo di quotazione e ad esso finalizzate;
  • attività svolte durante la fase di ammissione alla quotazione, e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione e alla successiva permanenza sul mercato;
  • attività necessarie per collocare presso gli investitori le azioni;
  • attività finalizzate a supportare la società emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche;
  • assistenza della società emittente nella redazione del documento di ammissione e del prospetto o dei documenti utilizzati per il collocamento presso investitori qualificati, o per la produzione di ricerche;
  • attività riguardanti questioni legali e fiscali inerenti alla procedura di quotazione;
  • attività di comunicazione necessarie a offrire la massima visibilità della società, a divulgare l’investment case, tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.

Provvederemo a comunicare i termini per la presentazione delle domande, non appena disponibili.

Area Servizi alle Imprese (Marcella Villano    089.200841     [email protected])

 




INTERNAZIONALIZZAZIONE | DIFESA COMMERCIALE UE – Notifica nuovi procedimenti e/o misure di difesa commerciale dell’UE (anti-dumping, anti-sovvenzioni, salvaguardia).

Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale dell’UE dei seguenti provvedimenti, relativi a procedimenti in corso e/o nuove misure di difesa commerciale (anti-dumping, anti-sovvenzioni, salvaguardia). Si invitano le Associazioni a veicolare gli aggiornamenti alle aziende potenzialmente interessate.

1) Antidumping lavori in ghisa – Cina: rinnovo dazi antidumping sulle importazioni nell’UE di lavori in ghisa dalla Cina, a seguito di expiry review (aliquote variabili tra 15,5% e 38,1%). Il prodotto in questione è classificato con i codici NC ex 7325 10 00 ed ex 7325 99 10 (codici TARIC 7325100031 e 7325991060). L’istanza di rinnovo è stata richiesta da Eurofonte (European Manhole Cover Producers Association), per conto di sette produttori UE che rappresentano oltre il 70% del mercato europeo del settore. Per ulteriori dettagli: Reg. UE 2024/770 – https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202400770

2) Antidumping acido citrico – Cina: la Commissione UE ha revocato la concessione degli impegni di prezzo (prezzo minimo all’importazione – PMI) offerti da alcuni produttori-esportatori cinesi di acido citrico, in ragione della violazione di tali impegni nell’ambito del procedimento antidumping che li vede coinvolti (caso R717). Per ulteriori dettagli: Reg. UE 2024/738 – https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:L_202400738

3) Antidumping mais in granella preparato o conservato – Thailandia: avviso di imminente scadenza (03/12/2024) delle misure antidumping, già prorogate a seguito di expiry review nel 2019 (ai sensi del Reg. 2019/1996). Per ulteriori dettagli: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=OJ:C_202401814




AMBIENTE | Report settimanale Ambiente 26 febbraio – 1 marzo 2024

MUD 2024: Pubblicato il decreto in GU

Il 2 marzo u.s. è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 gennaio 2024 recante l’approvazione del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) per l’anno 2024, che sarà utilizzato per le dichiarazioni riferite all’anno 2023.

In base all’articolo 6 della Legge 25 gennaio 1994 n. 70, il termine per la presentazione del MUD è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione e, pertanto, la presentazione del MUD dovrà avvenire entro il 30 giugno 2024. Tuttavia, a questo proposito il Ministero ha comunicato che, coincidendo il 30 giugno con un giorno festivo, il citato termine viene prorogato al primo giorno seguente non festivo, vale a dire il 1° luglio 2024.

Rispetto al MUD 2023 le comunicazioni riservate alle imprese e relative ai rifiuti speciali sono sostanzialmente invariate. Sono state apportate modifiche puntuali nella sezione riservata a Comuni e gestori del servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani. Nello specifico, le voci relative ai costi sono state meglio allineate alla disciplina tariffaria di ARERA ed è stata aggiornata anche la voce sui rifiuti pescati, contenuta nella ‘Scheda RU’. Alcune variazioni sono state apportate anche nella sezione comunicazione imballaggi, al fine di rendere pienamente conforme quanto richiesto alle disposizioni contenute nella direttiva 2019/904/UE.

Segnaliamo infine che al seguente link sono disponibili:

  • Istruzioni per la compilazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale (Allegato 1);
  • Comunicazione rifiuti semplificata (Allegato 2);
  • Modelli di Raccolta dati (Allegato 3);
  • Istruzioni per la presentazione telematica (Allegato 4);
  • Documento contenente la sintesi delle principali modifiche MUD 2024, disponibile anche in allegato.

Unioncamere provvederà a pubblicare, a partire dall’11 marzo p.v., i prodotti informatici e i portali per la compilazione e presentazione del MUD 2024. Tutte le informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.ecocamere.it/dettaglio/notizia/711/mud-2024-la-scadenza-e-il-1-luglio-2024.

 

Regolamento F-GAS

Il 20 febbraio u.s. è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (UE) 2024/573 del Parlamento europeo e del Coniglio, del 7 febbraio 2024, sui gas fluorurati a effetto serra, che modifica la direttiva (UE) 2019/1937 e che abroga il regolamento (UE) n. 517/2014.

Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore a partire dall’11 marzo 2024, si applica ai gas fluorurati a effetto serra elencati negli Allegati I (HFC, PFC e altri composti perfluorurati e nitrili fluorurati), II (idro(cloro)fluorocarburi insaturi e altre sostanze fluorurate) e III (eteri, chetoni e altri composti fluorurati), da soli o come miscele contenenti tali sostanze, nonché ai prodotti e alle apparecchiature che li contengono o dipendono da essi.

Nel dettaglio, il regolamento prevede:

  • Nuove disposizioni riguardanti il contenimento, l’uso, il recupero, il riciclaggio, la rigenerazione e la distruzione dei gas fluorurati a effetto serra, nonché misure accessorie connesse, come i regimi di responsabilità estesa del produttore, la certificazione e la formazione, che comprende l’uso sicuro di gas fluorurati a effetto serra e di sostanze alternative che non sono fluorurate;
  • Condizioni per la produzione, l’importazione, l’esportazione, l’immissione sul mercato, la fornitura e l’uso di gas fluorurati a effetto serra e di specifici prodotti e apparecchiature che contengono gas fluorurati a effetto serra o il cui funzionamento dipende da tali gas;
  • Condizioni per particolari usi dei gas fluorurati a effetto serra;
  • Limiti quantitativi per l’immissione in commercio di idrofluorocarburi;
  • Norme in materia di comunicazione e raccolta dei dati sulle emissioni.

Tra le principali novità segnaliamo:

  • Nuovi obblighi di controllo periodico delle perditeanche per le unità di refrigerazione di veicoli leggeri frigoriferi, container intermodali, compresi i reefer, e vagoni ferroviari, nonché su apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore di veicoli pesanti, furgoni, macchine mobili non stradali utilizzate in agricoltura, nelle miniere e in edilizia, treni, metropolitane, tram e aeromobili;
  • Mantenimento dei Registri esistenti ed estensione dell’obbligo di tenuta di Registri per le imprese che producono, immettono in commercio, forniscono o ricevono F-gas esenti dall’assegnazione di una quota per l’immissione in commercio;
  • Entro il 31 dicembre 2027gli obblighi di finanziamento(previsti nell’ambito dei regimi di responsabilità estesa del produttore) per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) includano anche finanziamento del recupero, del riciclo, della rigenerazione o della distruzione degli F-gas provenienti dalle apparecchiature che contengono tali gas e che sono state immesse in commercio dopo l’entrata in vigore del Regolamento, di cui agli articoli 12 e 13 della direttiva 2012/19/UE;
  • Estensione degli obblighi di certificazione delle persone fisiche che svolgono interventi di installazione, manutenzione, assistenza, riparazione, controllo delle perdite e smantellamento di unità di refrigerazione di veicoli leggeri frigoriferi, container intermodali, compresi i reefer, e vagoni ferroviari.Analogamente, l’obbligo di certificazione è stato esteso anche alle imprese che svolgono gli interventi di installazione, manutenzione, assistenza, riparazione e smantellamento di tali apparecchiature;
  • Introduzione dell’obbligo di attestato alle persone fisiche che svolgono le attività di assistenza, riparazione e manutenzione dei sistemi di condizionamento d’aria dei veicoli a motore della Direttiva 2006/40/CE oltre che per il recupero di F-gas da tali apparecchiature;
  • Nuovo obbligo di attestato delle persone fisiche che svolgono le attività di assistenza, riparazione e manutenzione, controllo delle perdite e recupero di F-gas dai circuiti frigoriferi dei sistemi di condizionamento d’aria e pompe di calore di veicoli pesanti, furgoni, macchine mobili non stradali utilizzate in agricoltura, nelle miniere e nell’edilizia, treni, metropolitane, tram e aeromobili;
  • I nuovi certificati e attestati verranno rilasciati alle persone fisiche e alle imprese che svolgono interventi sulle diverse apparecchiature coinvolte che contengono F-gas ma anche le sostanze alternative agli F-gas, inclusi i refrigeranti naturali;
  • A partire dal 1° gennaio 2025: è vietato l’uso di F-gas con GWP pari o superiore a 2500 per l’assistenza o la manutenzione di tutte le apparecchiature di refrigerazione. Per tali apparecchiature, fino al 1° gennaio 2030, sarà comunque possibile utilizzare F-gas con GWP pari o superiore a 2500 solo se tali F-gas sono etichettati come riciclati o rigenerati;
  • A partire dal 1° gennaio 2026:è vietato l’uso di F-gas con GWP pari o superiore a 2500 per l’assistenza o la manutenzione delle apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore. Per tali apparecchiature, fino al 1° gennaio 2032, sarà comunque possibile utilizzare Fgas con GWP pari o superiore a 2500 solo se tali F-gas sono etichettati come riciclati o rigenerati;
  • A partire dal 1° gennaio 2032: è vietato l’uso di F-gas con GWP pari o superiore a 750 per l’assistenza o la manutenzione di apparecchiature fisse di refrigerazione, ad eccezione dei chillers (refrigeratori). Per tali apparecchiature sarà comunque possibile utilizzare F-gas con GWP pari o superiore a 750 solo se tali F-gas sono etichettati come riciclati o rigenerati.

 

Aggiornamento dossier europei – Nuova Direttiva sui Crimini ambientali; Regolamento imballaggi (PPWR); Direttiva CS3D; Direttiva trattamento acque reflue urbane (UWWTD)

Di seguito, forniamo un aggiornamento in merito ai seguenti dossier UE:

  1. Nuova Direttiva sui crimini ambientali

Lo scorso 27 febbraio il Parlamento ha approvato in via definitiva nuove misure e sanzioni per contrastare la criminalità ambientale. I deputati hanno infatti votato l’accordo provvisorio raggiunto dai co-legislatori durante l’ultimo ciclo di triloghi tenutosi il 16 novembre 2023, approvando il testo con 499 voti favorevoli, 100 contrari e 23 astensioni.

La nuova direttiva, concordata con il Consiglio il 16 novembre 2023 e che sostituisce la direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente, mira a stabilire norme minime per la definizione dei reati e delle sanzioni al fine di tutelare meglio l’ambiente.

In particolare, secondo il testo proposto dalla Commissione, la direttiva modificherebbe alcuni reati esistenti contemplati dalla direttiva e introdurrebbe nuove categorie di reati, tra cui: i) il riciclaggio illegale delle navi e lo scarico di inquinanti di origine navale; ii) l’estrazione di acque superficiali o sotterranee; iii) l’uccisione, la distruzione, la cattura, il possesso, la vendita o l’offerta in vendita e il commercio di uno o più esemplari di specie di fauna o flora selvatiche; iv) commercio illegale di legname o di prodotti del legno; v) l’introduzione o la diffusione di specie esotiche invasive; vi) gravi violazioni della produzione, dell’immissione sul mercato, dell’importazione, dell’esportazione, dell’uso, dell’emissione o del rilascio di gas fluorurati a effetto serra.

Il testo votato dal Parlamento aggiunge inoltre nel testo anche i cosiddetti “reati qualificati“, vale a dire quelli che portano alla distruzione di un ecosistema e sono quindi paragonabili all’ecocidio (ad esempio, gli incendi boschivi su vasta scala o l’inquinamento diffuso di aria, acqua e suolo).

Per quanto riguarda i reati ambientali commessi da persone fisiche e rappresentanti d’impresa, questi saranno punibili con la reclusione, a seconda della durata, della gravità o della reversibilità del danno. Per i cosiddetti reati qualificati, il massimo è di 8 anni di reclusione, per quelli che causano la morte di una persona 10 anni e per tutti gli altri 5 anni.

Tutti i trasgressori saranno tenuti a risarcire il danno causato e ripristinare l’ambiente danneggiato, oltre a possibili sanzioni pecuniarie. Per le imprese l’importo dipenderà dalla natura del reato: potrà essere pari al 3 o 5% del fatturato annuo mondiale o, in alternativa, dai 24 ai 40 milioni di euro. Gli Stati membri potranno decidere se perseguire i reati commessi al di fuori del loro territorio.

Gli Eurodeputati hanno insistito durante i negoziati sull’introduzione di sostegno e assistenza nel contesto dei procedimenti penali per gli informatori (“whistleblower”) che denunciano reati ambientali. Inoltre, hanno introdotto l’obbligo per gli Stati membri di organizzare corsi di formazione specializzati per forze dell’ordine, giudici e pubblici ministeri, redigere strategie nazionali e organizzare campagne di sensibilizzazione contro la criminalità ambientale.

I dati sui reati ambientali raccolti dai governi dell’UE dovrebbero inoltre consentire di affrontare meglio la questione e aiutare la Commissione ad aggiornarne regolarmente l’elenco.

La direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno poi due anni per recepire le norme nel diritto nazionale.

 

  1. Regolamento UE Imballaggi (PPWR)

Come noto, il 28 febbraio u.s. si è tenuto l’incontro COREPER (Comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea) I, nel corso del quale è stato discusso anche il Regolamento Imballaggi in vista del secondo trilogo, programmato per il 4 marzo. In allegato, articolo del Il Sole 24 ore del 05/03/2024. Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati sugli esiti del secondo trilogo e sui prossimi sviluppi.

 

  1. Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D)

La Presidenza belga il 28 febbraio u.s. ha tentato di sottoporre a votazione l’accordo di trilogo CS3D, senza però riuscire a raccogliere un sostegno sufficiente da parte degli Stati membri. Questo fa seguito a un precedente tentativo di sottoporre a votazione l’accordo in una riunione del Coreper del 09/02, che era stato tolto dall’ordine del giorno all’ultimo minuto.

Al momento il CS3D figura all’ordine del giorno della riunione del Consiglio Competitività del 7 marzo p.v., quindi, potrebbero esserci ulteriori tentativi di adottare il testo nel corso della settimana. Tuttavia, i tempi per ottenere l’approvazione in plenaria del PE entro l’attuale legislatura si stanno riducendo. A questo proposito, ricordiamo infatti che l’ultima finestra utile per finalizzare gli accordi di trilogo è il 15 marzo prossimo. Entro tale data, quindi, sarà necessario trovare un accordo per garantire il completamento della procedura.

Segnaliamo infine che BusinessEurope sta preparando una lettera da indirizzare ai Ministri del Consiglio Competitività per segnalare le restanti preoccupazioni del testo del trilogo.

Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati sugli sviluppi.

 

  1. Direttiva trattamento acque reflue urbane (UWWTD)

Lo scorso 1° marzo il Consiglio, riunito in Coreper, ha approvato il testo di compromesso finale risultato dall’accordo di Trilogo sulla Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane. Il testo mantiene l’architettura principale dell’orientamento generale raggiunto in sede di Consiglio, in cui i legislatori hanno concordato un pacchetto di soglie, scadenze e proroghe dei termini. Per quanto riguarda la responsabilità estesa del produttore, i co-legislatori hanno convenuto che almeno l’80% dei costi dovrà essere coperto dai produttori, l’industria continuerà a coprire tutti i costi di raccolta e verifica dei dati sui prodotti immessi sul mercato, nonché altri costi necessari per esercitare la responsabilità estesa del produttore. Per quanto riguarda la neutralità energetica, all’articolo 11 la scadenza è fissata al 2045, il testo preserva la possibilità di produrre l’energia rinnovabile in loco o fuori sede e di acquistare energia in parte da fonti esterne non fossili a un’aliquota massima consentita del 35%. Per quanto riguarda i piani nazionali di risparmio e riutilizzo dell’acqua, è stata aggiunta una clausola di revisione per analizzare il valore aggiunto dei piani nazionali obbligatori di riutilizzo dell’acqua. Infine, per quanto riguarda il tasso minimo di riutilizzo e riciclaggio dei nutrienti provenienti dai fanghi, un atto delegato specificherà tassi combinati di riutilizzo e riciclaggio con un termine di 3 anni. Il termine di recepimento è stato fissato a 30 mesi dall’entrata in vigore.

La Presidenza ha concluso che il Coreper ha approvato il testo di compromesso finale.

 

 

 

DL PNRR – Pubblicato in GU

Trasmettiamo in allegato il testo del decreto-legge del 2 marzo 2024, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

In particolare, segnaliamo:

  • Al Titolo II (Disposizioni di accelerazione e snellimento delle procedure per l’attuazione del PNRR e del PNC), Capo I (Misure di semplificazione amministrativa), in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), l’ 12 (Ulteriori misure di semplificazione in materia di affidamento dei contratti pubblici PNRR e in materia di procedimenti amministrativi) prevede che, qualora l’istanza di proroga della stessa venga presentata almeno 120 giorni prima della scadenza del termine di efficacia definito nel primo provvedimento, quest’ultimo continua a essere efficace sino alla decisione della proroga.

 

  • All’ 38 (Transizione 5.0) il decreto prevede l’istituzione del “Piano Transizione 5.0”.

Il DL introduce un contributo, sotto forma di credito d’imposta, per le imprese residenti e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa, che negli anni 2024 e 2025 effettuano nuovi investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici.

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa di cui agli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232 e che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, a condizione che, tramite gli stessi, i progetti di innovazione conseguano, complessivamente, una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale: non inferiore al 3% o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5%.

Inoltre, per le imprese che conseguono una tale riduzione dei consumi energetici, sono agevolabili:

  • gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Per quanto riguarda l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati ammissibili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici di cui di cui all’articolo 12, comma 1, lettere a), b) e c) del decreto-legge 9 dicembre 2023, n. 181 (DL Energia). Tali investimenti concorrono a formare la base di calcolo del credito d’imposta per un importo pari, rispettivamente, al 120 e al 140 per cento del loro costo;
  • le spese per la formazione del personale finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi, nel limite del 10 per cento degli investimenti e, in ogni caso, sino al massimo di 300 mila euro, a condizione che le attività formative siano erogate da soggetti esterni individuati con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy e secondo le modalità ivi stabilite.

Sono invece escluse dall’agevolazione i seguenti investimenti in attività:

  • direttamente connesse ai combustibili fossili;
  • nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS) che generano emissioni di gas a effetto serra previste non inferiori ai pertinenti parametri di riferimento;
  • connesse alle discariche di rifiuti, agli inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico;
  • nel cui processo produttivo venga generata un’elevata dose di sostanze inquinanti classificabili come rifiuti speciali pericolosi, il cui smaltimento potrebbe causare un danno all’ambiente.

Sono altresì esclusi gli investimenti in beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Tutto ciò premesso, segnaliamo che Confindustria predisporrà una nota di approfondimento sul tema Transizione 5.0, individuando gli elementi che possano rafforzare la misura messa in campo dal Governo, per sostenere la competitività delle imprese e stimolare i loro investimenti in innovazione, digitale e green, per incrementare l’efficienza energetica e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

 

DL Milleproroghe – testo coordinato in GU

Trasmettiamo in allegato il testo del DL Milleproroghe coordinato con la legge di conversione 23 febbraio 2024, n. 18, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

 

Interrogazione parlamentare sulla scarsità idrica

Segnaliamo che, il 28 febbraio u.s. in Commissione Ambiente della Camera si è svolta una interrogazione, a firma dell’On. Ilaria Fontana (M5S), sugli interventi programmati e finanziati dalla struttura commissariale per contrastare la scarsità idrica e per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche. Ha replicato il Viceministro Bignami che ha evidenziato che, per quanto di competenza del MIT, nell’ambito della linea d’investimento PNRR sulle infrastrutture idriche (M2 C4 – 14.1) – che ha finanziato 124 interventi per circa 2 miliardi di euro – allo stato attuale risultano 111 interventi con lavori in corso o appalti integrati già aggiudicati e che la milestone di settembre 2023, quindi, è stata conseguita, prevedendo l’ultimazione delle esecuzioni nel rispetto della tempistica stabilita dal PNRR. Dopo aver ricordato funzioni e attività del Commissario per l’emergenza idrica e della Cabina di regia, ha sottolineato come il MIT, in considerazione dell’estrema frammentazione delle competenze in materia, abbia istituito il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, che prevede un supporto allo sviluppo infrastrutturale ed economico del settore idrico

In tale cornice, nel giugno 2023 il MIT ha pubblicato un avviso per recepire tutte le proposte di intervento, in ordine di priorità e di maturità progettuale, da parte dei soggetti proponenti (Regioni, Province Autonome, Autorità di bacino distrettuali e Enti di Governo d’Ambito). Le 562 proposte pervenute, per un valore di oltre 13,5 miliardi di euro, sono attualmente in fase di valutazione secondo un’analisi basata su una pluralità di criteri tecnici, economico-finanziari, ambientali e sociali, ossia con riferimento all’accessibilità e agli impatti sulle comunità.

Al seguente link è disponibile l’interrogazione completa dell’On. Ilaria Fontana e la risposta del Viceministro Bignami:

https://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&numero=5/02069&ramo=CAMERA&leg=19.

 

 

Webinar “Il Critical Raw Materials Act: le opportunità per le imprese”, 29 febbraio 2024 – Trasmissione documentazione

Trasmettiamo in allegato la presentazione del Dott. Robert Tomas, Policy Officer dell’unità “Industrie energivore, materie prime”, DG GROW (direzione generale per il mercato interno, l’industria, l’imprenditorialità e le PMI) Commissione europea illustrata nel corso del webinar in oggetto dello scorso 29 febbraio.

Inoltre, al seguente link è disponibile la registrazione del webinar: https://vimeo.com/917857505?share=copy (la password è: WebinarCRMA_2024).

DL PNRR – testo GU DL proroghe in GU European CRM Act _Robert Tomas_Confindustria_29-02-2024 selezione articoli 5 mar 2024 16 

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Area Servizi alle Imprese (Mariarosaria Zappile, 089.200842([email protected])

 




LAVORO | Conversione del Decreto Milleproroghe: novità in materia di contratti a tempo determinato

Come noto, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2024, la L. 23 febbraio 2024 n. 18 di conversione del DL 30 dicembre 2023 n. 215 (c.d. Decreto Milleproroghe).

In materia di contratti a tempo determinato (art. 18, comma 4-bis DL n.2015/2023) si segnala la proroga al 31 dicembre 2024 (precedentemente 30/04/2024) del termine entro il quale, in assenza delle previsioni individuate dai contratti collettivi, al contratto di lavoro subordinato potrà essere apposto un termine di durata superiore ai 12 mesi (comunque non eccedente il limite dei 24 mesi).

Fino al prossimo 31 dicembre, le parti potranno quindi utilizzare anche delle causali individuate da loro stesse per le predette finalità.

Sul punto si richiamano i chiarimenti già forniti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Circolare n. 9 del 9 ottobre 2023 (cfr. nostra informativa del 10/10/2023) con riferimento alla disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato di cui agli artt. 19 e ss. del D.lgs. 81/2015 alla luce delle modifiche apportate dalla Legge n. 85/2023, di conversione del decreto legge n. 48/2023 (c.d. decreto Lavoro).

In particolare, in quell’occasione, il Ministero ebbe modo di chiarire che il termine del 30 aprile 2024 doveva intendersi riferito alla stipula del contratto e non alla sua durata, che potrà quindi andare anche oltre il 30 aprile 2024. Parimenti, a seguito della proroga disposta dal Milleproroghe, il nuovo termine del 31 dicembre 2024 dovrà intendersi riferito alla stipula del contratto e non alla sua durata, che potrà quindi andare anche oltre il 31 dicembre 2024.

RELAZIONI INDUSTRIALI: 

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