Emergenza COVID-19/Importazioni DPI. Svincolo diretto senza requisizione

In riferimento alle segnalazioni di difficoltà e incertezze interpretative con riguardo alla procedura doganale di svincolo diretto dei DPI importati, con la quale i tempi di sdoganamento vengono sensibilmente ridotti e le merci in ingresso (DPI e dal 30 marzo anche altri beni mobili per l’emergenza sanitaria) non devono essere segnalate alla protezione civile per requisizione, con news del 30 marzo vi avevamo informato che le imprese dai codici ATECO corrispondenti a quelli dell’allegato 1 del DPCM 22 marzo, modificato dal DM 25 marzoerano abilitate a tale procedura. A seguito di alcune modifiche apportate con ulteriori comunicazioni dell’Agenzia, che potevano dare adito a dubbi, Confindustria ha richiesto un chiarimento.

L’Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM) conferma che l’interpretazione di Confindustria era corretta e che, pertanto, tutte le imprese riconducibili ai codici ATECO dell’allegato al DPCM, nonché quelle di cui alla lettera d) dello stesso DPCM (attività “funzionali” attive su autorizzazione prefettizia), sono beneficiarie dello svincolo diretto senza segnalazione alla Protezione Civile per eventuale requisizione. A riprova, sul sito delle Dogane sono disponibili due apposite FAQ chiarificatrici.

La principale preoccupazione dell’Agenzia è che vi sia congruità fra la destinazione d’uso, quantità importate e fabbisogno del destinatario. Inoltre, e conseguentemente, permane il problema di garantire l’uniformità di applicazione da parte degli uffici territoriali delle dogane.

Pertanto, suggeriamo, soprattutto alle imprese che importano quantitativi ragguardevoli di DPI, di allegare spontaneamente al modulo di autocertificazione fornito dalle Dogane una breve nota informativaIn tale nota, facoltativa, ma ugualmente consigliata per evitare intoppi, può essere utile fornire alla dogana locale alcuni dati, anche se apparentemente evidenti.

Ad esempio, specificare che l’impresa è attiva in modalità produttiva fisica (non smart working), riportare il numero di addetti, la durata del ciclo produttivo e/o altri elementi atti a spiegare l’utilizzo medio, o il grado di obsolescenza, dei DPI (su base settimanale, mensile, trimestrale, a seconda dell’ordinativo da svincolare). Ovvero attestare che la fornitura di DPI da svincolare copre una data percentuale del fabbisogno aziendale (anche qui il periodo di riferimento va stabilito caso per caso su basi di ragionevolezza). Analoga informazione è suggerita qualora l’importazione avvenga per rifornire più imprese, in quel caso il dettaglio va specificato per ciascuna di esse.

Non essendo un atto previsto dalla modulistica dell’Agenzia, reso spontaneamente, il suo valore è puramente operativo e volto a favorire l’immediata comprensione della fattispecie da parte delle controparti doganali locali, con le quali è opportuno mantenere relazioni costanti, anticipando, ove possibile, l’arrivo delle forniture da svincolare.

Alleghiamo un breve appunto che illustra le tesi che abbiamo condiviso con ADM, che le ha confortate.

Allegato

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