Il 30 giugno 2026 Confindustria è stata audita nuovamente sul disegno di legge delega in materia di nucleare sostenibile, all’esame in seconda lettura presso l’8ª Commissione Ambiente del Senato. La precedente audizione è avvenuta alla Camera dei Deputati in prima lettura.
Nel corso dell’audizione, Confindustria ha valutato positivamente l’impianto del DDL, evidenziando come il provvedimento rappresenti un passaggio rilevante non solo per la politica energetica, ma anche per la politica industriale del Paese. Il testo ha infatti il pregio di collegare il ritorno al nucleare sostenibile agli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza e indipendenza energetica, contenimento dei costi per i clienti finali e competitività del sistema produttivo.
Tra le principali novità del DDL, Confindustria ha segnalato la previsione di un Programma nazionale per il nucleare sostenibile e la fusione, chiamato a definire il ruolo delle nuove tecnologie nucleari nel mix energetico italiano. Il testo ha adottato un approccio fondato sulla neutralità tecnologica e ha aperto allo sviluppo di diverse soluzioni, incluse le tecnologie modulari e avanzate, la fusione e le applicazioni per la produzione di calore, idrogeno e per il settore navale e marittimo.
Particolarmente rilevante, dal punto di vista industriale, è stato il riconoscimento del nucleare come piattaforma tecnologica e produttiva in grado di attivare competenze avanzate nella meccanica, nella componentistica, nell’ingegneria, nell’automazione, nei materiali, nella sicurezza, nella cantieristica, nella ricerca e nei servizi ad alta specializzazione. Per Confindustria, il nucleare è stato quindi rappresentato non solo come una fonte energetica, ma come una leva per lo sviluppo di una filiera nazionale ed europea, con potenziali ricadute su investimenti, occupazione qualificata, export e sicurezza tecnologica. In un sistema elettrico destinato a crescere fortemente nei prossimi decenni, una quota programmabile low-carbon può contribuire a ridurre i costi di sistema, rafforzare la stabilità della rete, contenere la dipendenza dal gas e migliorare la competitività dell’industria italiana.
Il DDL ha inoltre introdotto alcuni strumenti abilitanti centrali: il riordino della governance e della sicurezza nucleare, anche attraverso la possibile istituzione di un’Autorità indipendente; la definizione di procedimenti autorizzativi integrati; il coordinamento con il mercato energetico; la disciplina dell’intero ciclo di vita degli impianti, inclusi combustibile, rifiuti, stoccaggio, decommissioning e garanzie finanziarie; la promozione della ricerca, della formazione e dell’informazione pubblica.
Confindustria ha sottolineato, tuttavia, che la fase attuativa sarà decisiva. La delega rappresenta il primo passo, ma saranno i decreti legislativi a determinare la reale capacità del Paese di trasformare l’indirizzo politico in un programma industriale concreto. Occorrerà quindi assicurare governance chiara, tempi autorizzativi certi, strumenti economici bancabili, pieno coinvolgimento della filiera italiana, rafforzamento delle competenze, gestione trasparente del ciclo dei rifiuti e attenzione a evitare aggravi impropri sulle bollette industriali.
Per maggiori informazioni, pubblichiamo il testo completo dell’audizione.
Audizione Confindustria DDL Nucleare – 30 giugno 2026
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