Imballaggi compostabili – PPWR: Approvato decreto-legge su imballaggi compostabili per ortofrutta, catering e monoporzioni
Lo scorso 7 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, recante disposizioni urgenti in materia di obbligo di compostabilità di determinate tipologie di imballaggi.
In particolare, il DL introduce nel Codice dell’Ambiente (d.lgs. n. 152 del 2006) l’obbligo, per specifiche categorie di imballaggi, di essere immessi per la prima volta sul mercato nazionale soltanto se biodegradabili e compostabili e certificati come tali. L’obbligo riguarda gli imballaggi impiegati per il confezionamento di prodotti ortofrutticoli freschi, nel settore della ristorazione e del catering, per le monoporzioni alimentari e nel settore dell’ospitalità.
Il provvedimento è volto a consentire all’Italia di avvalersi della facoltà prevista dall’articolo 9, paragrafo 2, del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). Tale disposizione permette agli Stati membri, in presenza di adeguati sistemi di raccolta e trattamento della frazione organica, di prevedere per determinate categorie di imballaggi requisiti di compostabilità in luogo di quelli di riciclabilità.
Il DL presenta un’impostazione nel complesso coerente con la posizione sostenuta da Confindustria nel confronto con il MASE. La norma, infatti, consente di salvaguardare le applicazioni in plastica compostabile che, in assenza dell’intervento nazionale, sarebbero destinate a essere escluse dal mercato a partire dal 2030, facendo al contempo salvi gli altri formati, utilizzi e materiali consentiti dal regolamento europeo. Il DL, quindi, non crea nessuna esclusiva a favore delle bioplastiche e lascia aperta la possibilità di utilizzare tutte le tipologie di materiali di imballaggio consentiti dal Regolamento PPWR. Il richiamo al sistema di esenzioni previsto dal Regolamento (UE) 2025/40 mantiene inoltre la possibilità, nei casi ammessi dalla disciplina europea, di ricorrere a soluzioni alternative alla plastica compostabile, tenendo conto delle specifiche esigenze tecniche e di utilizzo degli imballaggi. Nel complesso, il testo appare quindi idoneo a tutelare la filiera del compostabile senza pregiudicare le altre filiere produttive e gli utilizzatori, preservando un equilibrio tra obiettivi ambientali, esigenze industriali e funzionalità degli imballaggi.
Il DL è stato assegnato alla Commissione Ambiente del Senato per l’avvio dell’iter di conversione in legge. Sarà nostra cura tenervi informati sugli sviluppi.
MASE – Pubblicazione strumento di autovalutazione della qualifica soggettiva PPWR
La Direzione generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE ha reso disponibile uno strumento di autovalutazione – disponibile al seguente link – pensato per accompagnare imprese e operatori della filiera degli imballaggi nell’applicazione del Regolamento europeo 2025/40, meglio noto come PPWR.
Come si legge nella pagina del sito istituzionale del MASE: “Si tratta di un percorso guidato e progressivo che aiuta a capire, passo dopo passo, quale ruolo si svolge, che tipo di imballaggio si gestisce e di quali materiali è composto, prima di affrontare gli obblighi concreti di conformità e di responsabilità estesa del produttore.
Lo strumento nasce dalla consapevolezza che molti operatori rischiano di confondere piani diversi. Non basta chiedersi in generale “che obblighi ho?”. Occorre prima ricostruire con chiarezza la propria posizione nella catena, distinguere le funzioni che l’imballaggio svolge e identificare correttamente i materiali e i componenti. Solo a quel punto diventa possibile individuare le verifiche e le schede operative davvero pertinenti.
Il percorso inizia dalla ricostruzione della qualifica soggettiva. Attraverso una serie di domande ordinate per fasi della vita dell’imballaggio – dalla progettazione e fabbricazione fino all’uso finale – l’operatore individua se agisce come fabbricante, importatore, primo immettitore sul mercato italiano, distributore, venditore a distanza, gestore di marketplace, operatore logistico o semplice utilizzatore. Il principio guida è che una stessa impresa può accumulare più ruoli e che non ci si deve fermare alla prima risposta positiva.
Si passa poi alla qualifica funzionale. Qui si valuta separatamente ogni unità di imballaggio: se si tratta di un imballaggio di vendita che arriva al consumatore, di un raggruppamento multiplo, di un imballaggio di trasporto, di un packaging aggiunto per l’e-commerce o per il servizio al punto vendita, oppure di un contenitore destinato al riuso, al refill o a un possibile sistema di deposito cauzionale. L’obiettivo è evitare di trattare “il prodotto” come un blocco unico e di annotare tutte le funzioni rilevanti.
La terza tappa riguarda il materiale. Si individua il materiale prevalente – plastica, carta e cartone, vetro, legno o metalli – e si separano i componenti accessori come tappi, etichette, film o rivestimenti. Nei casi in cui più materiali sono strettamente legati o non facilmente separabili, si segnala la natura multimateriale o composita, così da orientare correttamente le successive verifiche tecniche.
Una volta combinati ruolo, funzione e materiale, lo strumento guida verso le schede di approfondimento sugli obblighi. Qui l’operatore trova indicazioni concrete su cosa fare, quali documenti e dati conservare e quali articoli del Regolamento consultare, con particolare attenzione alle scadenze che cominciano a operare dal 12 agosto 2026 e agli orizzonti successivi fino al 2030.
L’utilità dello strumento è soprattutto pratica e preventiva. Aiuta a non saltare passaggi logici, a non dichiarare in modo generico o incompleto, a non confondere l’acquisto intra-UE con l’importazione da Paese terzo, a non sottovalutare imballaggi di trasporto o di spedizione e a predisporre per tempo fascicoli tecnici, dichiarazioni e registrazioni EPR.
Lo strumento non si presenta come un adempimento formale né come una consulenza giuridica, ma come un supporto ordinato e accessibile per orientarsi in una disciplina complessa, a scopo informativo e agevolativo.
Il percorso è aggiornato al 10 agosto 2026 e si fonda sul testo del Regolamento (UE) 2025/40, sulla Guidance interpretativa della Commissione e sulle FAQ più recenti. Resta sempre necessario verificare il testo ufficiale, gli atti delegati e di esecuzione e le disposizioni nazionali applicabili. Nei casi più articolati è sempre consigliabile un approfondimento tecnico e giuridico specifico.
Con questo strumento la Direzione generale ECB intende favorire una lettura chiara e consapevole delle nuove regole sugli imballaggi, mettendo imprese e operatori nelle condizioni di affrontare con maggiore sicurezza e trasparenza i cambiamenti in atto.”
MASE – Tavolo filiera plastiche: Pagina dedicata resoconto attività
Segnaliamo che al seguente link il MASE ha pubblicato una pagina dedicata al Tavolo di monitoraggio per la filiera dei rifiuti plastici, attivo dall’ottobre 2025 e istituito per affrontare le rilevanti criticità che stanno interessando il comparto del riciclo della plastica.
Il quadro della situazione: la filiera italiana del riciclo delle plastiche attraversa da mesi una fase di forte difficoltà, determinata da una combinazione di fattori che sta incidendo sulla sostenibilità economica delle imprese e, più recentemente, anche sulla regolare operatività dell’intero sistema di gestione dei rifiuti plastici. Tra le principali criticità emerse nel corso dei lavori figurano la debole domanda di materie prime seconde, la concorrenza esercitata dalle plastiche vergini e dai materiali importati a basso costo, gli elevati costi industriali ed energetici e, più in generale, le difficoltà di collocamento sul mercato dei materiali riciclati. Tale situazione ha progressivamente prodotto conseguenze anche a monte della filiera: la riduzione degli sbocchi per il materiale riciclato ha infatti determinato un aumento delle giacenze presso gli impianti di selezione e trattamento, con criticità crescenti nella raccolta e nello stoccaggio dei rifiuti plastici e il rischio di ripercussioni sulla continuità dei servizi di raccolta.
È in questo contesto che, a partire dall’8 ottobre 2025, il MASE ha avviato un confronto con le amministrazioni competenti e con le principali rappresentanze della filiera, tra cui Confindustria, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione della crisi e individuare possibili misure di intervento.
Nel corso dei successivi incontri sono state approfondite sia le esigenze più immediate, sia le possibili risposte di carattere strutturale. Tra le iniziative avviate dal Ministero figurano, in particolare, il coinvolgimento di ANAC per verificare l’effettiva applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) negli appalti pubblici e il rafforzamento dell’interlocuzione con l’Agenzia delle Dogane sui controlli relativi ai materiali riciclati importati, anche con riferimento alla qualità, alla conformità e all’effettivo contenuto di materia riciclata. Nel corso del 2026, l’aggravarsi delle difficoltà nella raccolta e nello stoccaggio ha reso necessario un ulteriore approfondimento. L’8 luglio 2026 si è svolto un confronto tecnico straordinario con le Regioni, cui ha fatto seguito, il 28 luglio, una nuova riunione del Tavolo dedicata sia alla gestione delle criticità contingenti sia
alla definizione di possibili interventi strutturali. Tra i temi affrontati figurano il rafforzamento della domanda di plastica riciclata, l’eventuale maggiore utilizzo di materiale riciclato certificato
nella produzione di nuovi manufatti, il ricorso a strumenti incentivanti, l’accelerazione delle procedure End of Waste, il rafforzamento dei CAM e le problematiche connesse all’export dei rifiuti.
Confindustria ha partecipato fin dall’avvio ai lavori del Tavolo, portando all’attenzione del Ministero le criticità che stanno interessando il sistema industriale del riciclo e sottolineando la necessità di affrontare la crisi non soltanto sul piano emergenziale, ma anche attraverso interventi capaci di incidere sulle condizioni strutturali del mercato. Per Confindustria, la priorità è infatti quella di garantire la tenuta e la competitività dell’intera filiera, creando le condizioni affinché le imprese possano continuare a investire nel riciclo e nell’economia circolare in un contesto economicamente sostenibile. Un nodo centrale è rappresentato dalla competitività delle materie prime seconde. La debolezza della domanda di materiale riciclato, unita alla concorrenza della materia prima vergine e dei materiali provenienti dall’estero, rischia infatti di compromettere gli investimenti realizzati dalle imprese e la stessa capacità del sistema di raggiungere gli obiettivi di circolarità. In questa prospettiva, Confindustria ha evidenziato l’esigenza di rafforzare in modo stabile il mercato dei materiali riciclati, favorendone l’utilizzo nei processi produttivi e assicurando condizioni concorrenziali equilibrate rispetto alle materie prime vergini e ai prodotti importati. Particolare attenzione viene quindi attribuita agli strumenti in grado di sostenere la domanda di riciclato, al rafforzamento dei controlli sulle importazioni e alla necessità di rendere più rapide ed efficaci le procedure che consentono la valorizzazione industriale dei materiali recuperati. È inoltre importante che le misure adottate tengano conto dell’intera catena del valore e siano accompagnate da un quadro regolatorio chiaro, stabile e coerente, tale da consentire alle imprese di programmare gli investimenti e operare in condizioni di certezza.
Il confronto con il MASE proseguirà, quindi, con l’obiettivo di individuare soluzioni che, accanto alla gestione delle attuali criticità nella raccolta e nello stoccaggio, consentano di rafforzare strutturalmente la filiera nazionale del riciclo della plastica, sostenere la competitività delle imprese e creare sbocchi di mercato più solidi per le materie prime seconde.
Per tutti gli approfondimenti e gli aggiornamenti sui lavori del Tavolo si rinvia alla pagina dedicata del MASE, segnalata in premessa.
Qualità dell’aria – Decreto legislativo attuazione della Direttiva (UE) 2024/2881
Il 4 agosto u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/2881 relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.
Il provvedimento aggiorna la disciplina nazionale in materia di qualità dell’aria e introduce valori limite più stringenti per i principali inquinanti atmosferici, per allineare progressivamente gli standard dell’Unione ai livelli guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, con l’obiettivo di ridurre entro il 2030 l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di oltre il 55 per cento e di conseguire, entro il 2050, un livello di inquinamento non più considerato nocivo per la
salute e per gli ecosistemi. Sono rafforzati il monitoraggio, la qualità dei dati raccolti e l’impiego di strumenti di valutazione in grado di offrire una rappresentazione più completa delle condizioni dell’aria sull’intero territorio, con specifica attenzione alla riduzione dell’esposizione media della popolazione agli inquinanti più dannosi e alla protezione dei gruppi sensibili e vulnerabili. Sono introdotti nuovi strumenti di programmazione, tra cui le tabelle di marcia per il raggiungimento dei valori previsti a partire dal 2030; i piani per la qualità dell’aria dovranno essere adottati entro termini definiti e contenere le misure necessarie a conseguire il rispetto dei valori limite nel più breve tempo possibile. Sono infine rafforzati gli obblighi di informazione al pubblico, con la diffusione di dati chiari, tempestivi e comprensibili sulla qualità dell’aria, sui superamenti dei limiti, sui rischi per la salute e sui comportamenti utili a ridurre l’esposizione.
Lo schema di d.lgs. – che alleghiamo – è stato trasmesso in Parlamento e assegnato alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato. Al momento il provvedimento non risulta calendarizzato per l’esame, tuttavia, le Commissioni competenti dovranno esprimersi con parere entro il prossimo 19 settembre.
A questo proposito, segnaliamo, inoltre, che Confindustria ha già avviato un confronto nell’ambito del Gruppo di lavoro “Transizione Ecologica ed Economia Circolare”, finalizzato alla predisposizione di una memoria da trasmettere in Parlamento, in vista dell’espressione dei citati pareri.
Sarà nostra cura tenervi aggiornati.
Aggiornamento dossier europei
Insieme con i Colleghi della Delegazione di Bruxelles, che ringraziamo, forniamo di seguito un aggiornamento sui dossier europei ambientali, intervenuti nel mese di agosto.
- Consultazioni Commissione europea – PPWR: Contenuto riciclato e riciclo della plastica
Segnaliamo l’apertura da parte della Commissione europea di tre consultazioni pubbliche relative ad altrettanti atti previsti dall’articolo 7 del PPWR, che andranno a definire aspetti tecnici rilevanti per l’utilizzo di plastica riciclata negli imballaggi.
In particolare, le consultazioni riguardano:
- calcolo e verifica del contenuto di plastica riciclata: l’atto di esecuzione definirà la metodologia per calcolare e verificare il contenuto riciclato proveniente da rifiuti di plastica post-consumo raccolti o riciclati nell’UE, oltre alla documentazione tecnica da predisporre e conservare. Tra gli aspetti che la Commissione intende disciplinare rientrano flussi di dati, catena di custodia, tracciabilità, modalità di verifica ed eventuali audit di soggetti terzi;
- materiali riciclati provenienti da Paesi terzi: il secondo atto di esecuzione stabilirà le modalità per valutare, verificare e certificare l’equivalenza dei sistemi applicabili al contenuto riciclato derivante da rifiuti raccolti o riciclati al di fuori dell’UE, prevedendo anche la possibilità di
ricorrere ad audit di terze parti. Il tema interessa, in particolare, le filiere che fanno ricorso a materiale riciclato di origine extra-UE;
- criteri di sostenibilità delle tecnologie di riciclo della plastica: l’atto delegato definirà i criteri che dovranno essere utilizzati per valutare le tecnologie di riciclaggio, prendendo in considerazione, tra gli altri aspetti, prestazioni ambientali ed economiche, qualità del materiale riciclato ottenuto, disponibilità dei rifiuti, fabbisogno energetico ed emissioni di gas serra.
Le consultazioni sono aperte fino al 16 settembre 2026 e prevedono l’invio di un feedback in formato aperto (massimo 4.000 caratteri), con la possibilità di allegare un documento a supporto della posizione espressa.
Maggiori informazioni sono disponibili nel documento di accompagnamento (in allegato) e ai seguenti link:
Invitiamo le aziende interessate a condividere con i nostri Uffici ([email protected]) gli eventuali contributi e le osservazioni che intendessero trasmettere nell’ambito delle consultazioni. Provvederemo a raccoglierli e a trasmetterli agli Uffici centrali, nonché a supportare, ove necessario, la loro pubblicazione sul sito della Commissione europea, ai fini delle successive interlocuzioni a livello nazionale ed europeo.
- Consultazione Commissione europea – Regolamento batterie: sostenibilità e contenuto riciclato
Segnaliamo che la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica su un progetto di regolamento delegato volto a definire la metodologia per il calcolo e la verifica del contenuto riciclato di determinate materie prime nelle batterie, nell’ambito del Regolamento europeo sulle batterie.
La metodologia riguarderà in particolare cobalto, litio e nichel recuperati da rifiuti derivanti dalla produzione di batterie o da rifiuti post-consumo e utilizzati nei materiali attivi, nonché il piombo recuperato da rifiuti e impiegato nelle batterie.
L’atto è finalizzato a dare attuazione agli obiettivi obbligatori di contenuto riciclato previsti dal Regolamento sulle batterie, applicabili a determinate categorie di batterie a partire dal 2031, con un secondo livello di obiettivi previsto dal 2036. Il progetto stabilisce inoltre il formato della documentazione necessaria a dimostrare il rispetto dei requisiti.
La consultazione sarà aperta fino al 9 settembre 2026, mentre l’adozione del regolamento delegato da parte della Commissione è prevista per il terzo trimestre del 2026. La consultazione prevede l’invio di un feedback in formato aperto (massimo 4.000 caratteri), con la possibilità di allegare un documento a supporto della posizione espressa.
In allegato trasmettiamo il progetto di atto delegato e il relativo allegato. Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
Invitiamo le aziende interessate a condividere con i nostri Uffici ([email protected]) gli eventuali contributi e le osservazioni che intendessero trasmettere nell’ambito delle consultazioni. Provvederemo a raccoglierli e a trasmetterli agli Uffici centrali, nonché a supportare, ove necessario, la loro pubblicazione sul sito della Commissione europea, ai fini delle successive interlocuzioni a livello nazionale ed europeo.
- Consultazione Commissione europea – Waste Shipment Regulation e Greenlisting
Segnaliamo che la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica su due atti delegati al Regolamento (UE) 2024/1157 relativo alle spedizioni di rifiuti.
Il primo atto delegato prevede l’inserimento nella “green list” di alcune tipologie di rifiuti non pericolosi, tra cui determinate categorie di rifiuti elettrici ed elettronici, tessili e metallici. L’inclusione nella green list consentirebbe di effettuare le relative spedizioni tra Stati membri per operazioni di recupero senza preventiva notifica e senza il previo consenso delle autorità, facilitando la circolazione dei materiali secondari all’interno del mercato unico.
Il secondo atto delegato è invece volto ad armonizzare i criteri per determinare l’ammissibilità di determinati rifiuti di vetro alla green list, introducendo una soglia massima di contaminazione del 10% in peso per i rifiuti di vetro classificati alla voce B2020 dell’Allegato III.
Le due proposte si basano sui risultati della consultazione pubblica svolta dalla Commissione nel 2025, alla quale anche Confindustria ha partecipato con un contributo (in allegato).
La scadenza per partecipare è il 15 settembre 2026, mentre l’adozione dei due atti è prevista per il quarto trimestre del 2026.
In allegato trasmettiamo i due atti delegati oggetto della consultazione e i relativi allegati. Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14712-Green-listing-certain-waste-for-the-purposes-of-shipments-to-recovery-between-Member-States_en
Invitiamo le aziende interessate a condividere con i nostri Uffici gli eventuali contributi e le osservazioni che intendessero trasmettere nell’ambito delle consultazioni. Provvederemo a trasmetterli agli Uffici centrali, ai fini delle successive interlocuzioni a livello nazionale ed europeo.
- Guidance document – Digital Batteries Passport
Segnaliamo che la Commissione europea ha pubblicato una versione aggiornata della guidance “Digital Batteries Passport – data points by category” (in allegato), con l’obiettivo di aiutare le imprese e gli altri soggetti della filiera a prepararsi all’introduzione del passaporto digitale delle batterie prevista dal Regolamento (UE) 2023/1542.
Dal 18 febbraio 2027, ogni batteria per veicoli elettrici (EV), per mezzi di trasporto leggeri (LMT) e batterie industriali con capacità superiore a 2 kWh immessa sul mercato o messa in servizio dovrà essere accompagnata da un Battery Passport.
Il documento raccoglie in modo strutturato 71 punti dati da rendere disponibili nel Battery Passport e ne indica l’applicabilità alle diverse categorie di batterie. Per ogni dato viene specificato se è obbligatorio, facoltativo, applicabile solo in determinate circostanze oppure se non deve ancora essere compilato o visualizzato a febbraio 2027.
I dati riguardano, tra gli altri, identificazione e tracciabilità della batteria, caratteristiche tecniche e composizione, sostenibilità e circolarità, prestazioni e durata, nonché aspetti relativi a riparazione, riutilizzo e fine vita. La guidance fornisce inoltre alcuni chiarimenti pratici sull’Allegato XIII: in particolare, quando una determinata informazione è già richiesta e riportata in un’altra sezione del passaporto, non è necessario duplicarla.
Un aspetto rilevante è che non tutti i requisiti saranno applicabili a partire da febbraio 2027. Alcune informazioni, ad esempio quelle relative al responsible sourcing, all’impronta di carbonio e al contenuto riciclato, seguiranno tempistiche e modalità specifiche, anche in funzione dell’adozione di ulteriori atti normativi.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
Segnaliamo che la Commissione europea ha reso disponibile in tutte le lingue ufficiali la quinta versione delle FAQ sull’attuazione del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR), con nuovi chiarimenti operativi rivolti alle autorità nazionali, agli operatori e agli altri soggetti interessati. Il documento, datato aprile 2026, approfondisce, tra gli altri, i temi della tracciabilità e geolocalizzazione, dell’ambito di applicazione, dei soggetti obbligati, della due diligence, del sistema informativo EUDR e delle tempistiche di applicazione.
Sul medesimo tema, segnaliamo inoltre che la Commissione europea ha pubblicato nuove sessioni formative online dedicate al sistema informativo EUDR, rivolte in particolare alle imprese tenute a presentare le dichiarazioni di dovuta diligenza. Le sessioni illustreranno le funzionalità del sistema e le modalità di presentazione delle dichiarazioni.
Per il mese di settembre 2026 sono previste sessioni il 3, 8, 10 e 15 settembre, alle ore 14:00 CEST, dedicate agli operatori a monte; è inoltre prevista una sessione specifica il 17 settembre, alle ore 14:00 CEST, per i micro e piccoli operatori primari sulla presentazione delle dichiarazioni semplificate.
Le iscrizioni sono disponibili nella pagina dedicata della Commissione europea.
Reminder webinar “Reporting di sostenibilità: i nuovi ESRS e gli standard volontari” – 9 settembre 2026
Ricordiamo l’appuntamento relativo al webinar “Reporting di sostenibilità: i nuovi ESRS e gli standard volontari”, che si terrà il 9 settembre 2026, dalle ore 15:00 alle ore 17:00.
Per partecipare è necessario compilare il form di iscrizione al seguente link:
https://confindustria.zoom.us/webinar/register/WN_PUT4VdfIQJaAvUafbZy5MA
L’iniziativa si propone di fornire un aggiornamento sui contenuti degli standard di rendicontazione di sostenibilità (ESRS) rivisti, adottati dalla Commissione europea nell’ambito del pacchetto di semplificazione Omnibus I, e sullo standard di rendicontazione volontario introdotto per le imprese di dimensioni più ridotte.
L’obiettivo dell’incontro è quello di approfondire i principali contenuti delle nuove misure e le relative implicazioni operative. L’appuntamento è gratuito ed è rivolto alle Associazioni del Sistema e alle imprese associate.
Il programma prevede un’introduzione a cura di Confindustria, cui seguirà l’intervento di Giulia Bottazzi, Legal Officer presso la DG FISMA della Commissione europea. Al termine della presentazione si terrà una sessione finale di Q&A aperta ai partecipanti.
RENTRI – Aggiornamento
- Revisione istruzioni per la compilazione dei registri e dei FIR
Lo scorso 5 agosto è stato pubblicato il Decreto direttoriale n.210 del 31/07/2026, relativo alla revisione delle istruzioni per la compilazione di registri e dei FIR.
Gli aggiornamenti riguardano principalmente l’allineamento del testo ai chiarimenti forniti attraverso le schede informative pubblicate sul portale RENTRI, la correzione di refusi e l’introduzione di indicazioni utili a rispondere alle richieste degli utenti.
In particolare, le modifiche riguardano:
- l’allineamento delle istruzioni ai chiarimenti già forniti attraverso le schede informative e le FAQ pubblicate sul portale RENTRI;
- la correzione di errori materiali e refusi presenti nella precedente versione;
- per il registro cronologico di carico e scarico, la precisazione delle modalità di gestione delle rettifiche nel passaggio della tenuta cartacea a quella digitale;
- per il FIR cartaceo, l’espressa conferma della possibilità di effettuare la stampa fronte – retro, come già chiarito nelle FAQ;
- l’introduzione di specifiche indicazioni relative al trasporto marittimo. Nel caso di una tratta unica marittima dal produttore o detentore al destinatario, il trasporto può non essere accompagnato dal FIR, a condizione che l’unità locale produttrice sia iscritta al RENTRI e che sia presente la documentazione prevista dalla normativa vigente in materia di trasporto marittimo.
A questo proposito, si segnalano i seguenti avvisi e news pubblicati sul portale RENTRI
Gestione RENTRI per le impresi operanti in AIA che ricevono e utilizzano all’interno della propria installazione rifiuti in conformità all’art. 216, comma 8-septies del TUA
Con riferimento alle procedure di gestione del RENTRI per le imprese operanti in regime di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ai sensi dell’art. 29-sexies del D.lgs. 152/2006, che ricevono e utilizzano all’interno della propria installazione rifiuti in conformità all’art. 216, comma 8-septies del medesimo decreto – tema già oggetto di segnalazione da parte di Confindustria – il MASE ha fornito un aggiornamento.
In particolare, il MASE ha comunicato che, nel caso di conferimento di rifiuti non pericolosi ad impianti di cui all’art. 216 c.8 septies, i produttori, anche se iscritti al RENTRI, emettono un FIR in formato cartaceo secondo le modalità disposte dagli artt. 5 e 6 del D.M. 59), nelle more dell’aggiornamento delle istruzioni.
Il MASE ha inoltre informato che tale indicazione sarà riportata in un’apposita scheda informativa riportata sul sito del RENTRI.
Sarà nostra cura continuare a tenervi aggiornati.
Formazione RENTRI – Webinar settembre-dicembre 2026
L’Albo nazionale gestori ambientali, con il supporto di Ecocerved e Unioncamere, ha avviato un nuovo ciclo formativo rivolto alle imprese e agli enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione dal RENTRI.
Il percorso è articolato in 10 webinar dedicati agli aspetti operativi del RENTRI. A partire dalle date di settembre, i webinar sul FIR digitale adotteranno un nuovo format, che prevede la simulazione della gestione del FIR digitale tramite i servizi di supporto e l’app RENTRI FIR Digitale, nelle diverse fasi della movimentazione dei rifiuti. I webinar, la cui partecipazione è completamente gratuita, avranno una durata di circa 90 minuti e si svolgeranno nel periodo tra settembre e dicembre 2026. Non è previsto il rilascio di alcun attestato di partecipazione.
Il link per la registrazione sarà disponibile 48 ore prima della data di ciascun evento.
Si riporta di seguito il calendario degli eventi:
- Produttori di rifiuti – I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale
- Giovedì 14 ottobre 2026, ore 10:30
- I servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale
- Mercoledì 09 settembre 2026, ore 10:30;
- Lunedì 14 settembre 2026, ore 10:30;
- Giovedì 24 settembre 2026, ore 10:30;
- Martedì 06 ottobre 2026, ore 10;
- Mercoledì 11 novembre 2026, ore 10:30;
- Martedì 17 novembre 2026, ore 10:30;
- Mercoledì 02 dicembre 2026, ore 10:30.
ANGA – Aggiornamento nella sezione FAQ – L’Albo risponde
Lo scorso 29 luglio l’Albo nazionale gestori ambientali ha pubblicato la seguente FAQ nell’area dedicata:
- Sezione “QUESITI DI CARATTERE GENERALE”: “In quale categoria può iscriversi chi svolge l’attività di sgombero cantine?”
Nel merito, nella FAQ viene specificato che l’attività di sgombero di cantine e garage richiede l’iscrizione, a seconda della tipologia dei rifiuti gestiti, nelle categorie di cui al comma 5, art. 212 del D.lgs. n. 152/2006. L’impresa che esercita l’attività di sgombero, infatti, non può essere considerata “produttore” ai sensi dell’articolo 183, del D.lgs. n.152/2006 e di conseguenza, tali rifiuti non possono rientrare nella fattispecie di cui all‘ art 212 comma 8 che regolamenta la categoria di trasporto 2-bis destinata esclusivamente ai produttori iniziali di rifiuti.
MIMIT – Transizione 4.0: Prorogati al 15 settembre i termini per le comunicazioni di completamento degli investimenti
Con decreto del 31 luglio 2026, il MIMIT ha disposto la proroga al 15 settembre 2026 dei termini per la presentazione delle comunicazioni di completamento degli investimenti in beni strumentali 4.0.
La proroga riguarda gli investimenti completati dopo il 31 dicembre 2025 e fino al 30 giugno 2026.
Le imprese che hanno già prenotato e confermato le risorse, ma non hanno ancora concluso la procedura, avranno tempo fino al 15 settembre 2026 per presentare la comunicazione di completamento. L’invio avviene tramite il sistema telematico per la gestione delle comunicazioni, disponibile nell’apposita sezione “Transizione 4.0” del sito internet del GSE.
Una novità riguarderà le imprese in lista d’attesa: grazie alle nuove risorse rese disponibili, sarà infatti possibile finanziare anche investimenti finora rimasti privi di copertura. Le imprese interessate riceveranno dal GSE la comunicazione sulla nuova disponibilità dei fondi e, anche per esse, si apriranno i termini per presentare, entro il 15 settembre, le comunicazioni di conferma e di completamento.
Maggiori informazioni sono disponibili ai seguenti link:
FRANCIA – EPR per imballaggi professionali: implementazione operativa del settore a partire dal 1° gennaio 2027
Trasmettiamo in allegato la Nota di ICE Agenzia sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per gli imballaggi professionali in Francia. La Nota riporta, in particolare, la nuova data di applicazione dell’EPR, inizialmente prevista per il 1° luglio 2026 e successivamente posticipata al 1° gennaio 2027, e fornisce un quadro degli obblighi applicabili agli operatori interessati.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
ISPRA – Rapporto Rifiuti Speciali 2026
Segnaliamo che ISPRA ha pubblicato il Rapporto Rifiuti Speciali 2026.
Dall’analisi emerge che nel 2024, la produzione complessiva di rifiuti speciali derivanti da attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale ha superato i 172 milioni di tonnellate, registrando un aumento del +4,6% rispetto al 2023, corrispondente a circa 7,6 milioni di tonnellate in più. L’economia italiana, dal canto suo, ha registrato una crescita più contenuta con aumenti dei valori del Prodotto Interno Lordo e della Spesa per consumi finali sul territorio nazionale, rispettivamente pari allo +0,8% e allo +1,3%.
La metà (il 52,5% del totale nazionale) della produzione complessiva di rifiuti speciali proviene dalle attività di costruzione e demolizione (90,4 milioni di tonnellate), settore che si conferma nuovamente quello con la maggiore produzione di rifiuti speciali. Seguono quello del trattamento rifiuti e risanamento (23,1%), attività manifatturiere (15,9%), altre attività economiche (8,5%).
La quasi totalità dei rifiuti speciali prodotti è di natura non pericolosa (93,7%), in crescita del +4,5% rispetto al 2023. I rifiuti pericolosi si attestano a 10,8 milioni di tonnellate, registrando comunque un aumento più marcato in termini percentuali (+6,0%, pari a 612 mila tonnellate in più).
Il conferimento in discarica è in progressivo calo: -2% sul 2023, -23,9% rispetto al 2021.
Per quanto riguarda il recupero: quello di materia rappresenta il 74,3% della gestione (139,1 milioni di tonnellate, in crescita del +6,4% rispetto al 2023). Lo smaltimento si ferma al 13,9%.
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link.
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